123664.fb2 Il topo stellare - читать онлайн бесплатно полную версию книги . Страница 4

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Bemj: — Mitkey, sei sikuro che der tuo Herr Professor sia der più avanzato tra kvelli khe fanno experimenti mitt der razzi?

— In zenerale, sì, Bemj. Ci sono altri khe su argomenti spezifizi, come explosivi, matematika, astrofisika, possono saperne di più, ma non molto. Und in kvanto a kombinare kveste konoscenze, lui è molto più afanti.

— Kosì fa bene, — disse Bemj.

Un topolino grigio che torreggiava come un dinosauro sui prxliani alti un centimetro. Sebbene fosse un essere mite, Mitkey avrebbe potuto uccidere a morsi ognuno di loro. Ma naturalmente non gli passò mai per la mente, e loro non temevano che potesse farlo.

Lo frugarono mentalmente. Lo studiarono anche fisicamente, ma attraverso la dimensione J, e Mitkey non se ne accorse neppure.

Scoprirono come funzionava il suo organismo e scoprirono tutto ciò che lui sapeva, più varie cose che lui non immaginava neppure di sapere. E si affezionarono a lui.

— Mitkey, — disse un giorno Klarloth, — tutte der razze zivili su Terra portano intumenti, vero? Bene, se tu tovrai elefare der livello dei topi all’altezza deghli uomini, non sarebbe loghico khe ankhe tu portassi festiti?

— Un’excellente idea, Herr Klarloth. Und so ankhe kome dofrei festirmi. Herr Professor una folta mi ha mostrato il diseghno di ein topo dipinto da der artista Dissney, und der topo portava festiti. Der topo non era proprio fero, ma ein topo immaghinario in una fafola, und der Professor ha khiamato me Mitkey kome der topo di Dissney.

— Khe ghenere di festiti, Mitkey?

— Kalzonzini rossi mitt due krandi pottoni gialli dafanti und due dietro, un skarpe gialle per zampe di dietro und ghuanti gialli per zampe dafanti. Und un buko in der fonto di kalzonzini per far passare der koda.

— D’akkordo, Mitkey, saranno pronti in zinkve minuti.

Era la vigilia della partenza di Mitkey. All’inizio, Bemj aveva proposto di attendere il momento in cui l’orbita eccentrica di Prxl avrebbe riportato il loro mondo a centocinquantamila miglia dalla Terra. Ma, come fece osservare Klarloth, questo sarebbe avvenuto di lì a sessantacinque anni terrestri, e Mitkey non sarebbe vissuto tanto. A meno che loro… E Bemj ammise che non potevano correre il rischio di inviare sulla Terra un simile segreto.

Quindi trovarono un compromesso: rifornirono il razzo di Mitkey con un combustibile in grado di annullare il milione e duecentomila miglia che avrebbe dovuto percorrere. Non dovevano preoccuparsi di quel segreto, perché il combustibile si sarebbe consumato tutto prima che il razzo atterrasse.

Il giorno della partenza.

— Noi appiamo fatto del nostro meghlio, Mitkey, per regholare der razzo in modo khe atterri nel posto da dofe sei partito. Ma non puoi pretentere krande prezisione da ein fiaggio tanto lungo. Komunkvue, atterrerai vizino. Il resto tokka a te. Appiamo ekvipaggiato der razzo per oghni contingenza.

— Grazie, Herr Klarloth, Herr Bemj. Addio.

— Addio, Mitkey. Ci dispiazie perderti.

— Addio, Mitkey.

— Addio, addio…

Per un viaggio di un milione, e duecentocinquantamila miglia, la mira era straordinariamente precisa. Il razzo atterrò nel Long Island Sound, dieci miglia al largo di Brideport, circa sessanta miglia dalla casa del professor Oberburger, che si trovava presso Hartford.

I prxliani avevano preparato tutto per un ammaraggio, naturalmente. Il razzo scese verso il fondo, ma prima che scendesse a più di quattro metri, Mitkey aprì il portello — appositamente modificato perché potesse aprirlo dall’interno — e uscì.

Sopra gli abiti normali portava uno scafandro da palombaro che l’avrebbe protetto a qualunque profondità ragionevole e che, essendo più leggero dell’acqua, lo portò rapidamente a galla, dove lui poté aprire il casco.

Non aveva viveri sintetici sufficienti per una settimana, ma non era necessario. Il battello notturno che arrivava da Boston lo portò a Bridgeport, aggrappato alla catena dell’ancora, e quando fu in vista della terraferma si tolse lo scafandro e lo lasciò andare a fondo, dopo aver perforato i minuscoli scompartimenti pneumatici che lo facevano galleggiare, come aveva promesso a Klarloth.

Quasi istintivamente, Mitkey sapeva che avrebbe fatto bene ad evitare gli esseri umani prima di aver raggiunto il professor Oberburger e di avergli raccontato la sua storia. Il pericolo più grave fu rappresentato dai ratti, sul molo dove arrivò a nuoto. Erano dieci volte più grossi di Mitkey e avevano certi denti che avrebbero potuto farlo a pezzi in due morsi.

Ma la mente ha sempre trionfato sulla materia. Mitkey puntò imperiosamente un guanto giallo e ordinò: — Sparite, — e i ratti sparirono. Non avevano mai visto niente che somigliasse a Mitkey, ed erano molto impressionati.

E rimase molto impressionato anche l’ubriaco al quale Mitkey chiese la strada per Harford. Fu l’unica volta che Mitkey tentò una comunicazione diretta con esseri umani sconosciuti. Naturalmente, prese tutte le precauzioni. Gli parlò da una posizione strategica a pochi centimetri da un buco nel quale avrebbe potuto eventualmente scappare. Ma fu l’ubriaco a scappare, senza neppure rispondere alla domanda di Mitkey.

Comunque, arrivò a Hartford. Andò a piedi fino al lato nord della città e si nascose dietro un distributore fino a quando sentì un automobilista, fermatosi per far benzina, domandare la strada per Hartford. E quando la macchina riparti, Mitkey era salito clandestinamente a bordo.

Il resto non fu difficile. I calcoli dei prxliani avevano dimostrato che il punto di partenza del razzo era cinque miglia terrestri a nord-ovest di quella che appariva come una città sulle loro mappe telescopiche e grazie ai soliloqui del professore, Mitkey sapeva che quella era Hartford. E arrivò

— Salfe, professore.

Herr Professor Oberburger alzò gli occhi, sbalordito. Non c’era nessuno. — Kosa? — domandò all’aria. — Khi è?

— Sono io, professore. Mitkey, der topo khe lei ha mantato sulla luna. Ma non ci sono antato. Infece, sono…

— Kosa??? È impossipile. Kvalkuno fuol farmi ein skerzo. Ma… ma nessuno sa di der razzo. Kvando ha fallito, io non l’ho detto a nessuno. Io zoltanto so…

— E io, professore.

Herr Professor sospirò pesantemente. — Ho laforato troppo. Sto difentando matto…

— No, professore. Sono proprio io. Mitkey. Atesso posso parlare. Exsattamente kome lei.

— Dici khe puoi… non lo kredo. Perkhé non posso federti, allora? Dofe sei? Perkhé non…

— Sono naskosto, professore, in der muro dietro der krosso buko. Folevo essere sikuro khe tutto fosse a posto prima di farmi federe. Kosì lei non si sarebbe aghitato und non mi avrebbe tirato dietro kvalkosa.

— Kome? Oh, Mitkey, se sei proprio tu e se io non soghno o non sto ammattendo… Oh, Mitkey, kome puoi penzare khe ti farei una kosa zimile?

— D’akkordo, professore.

Mitkey uscì dal buco, e il professore lo guardò e si strofinò gli occhi, lo guardò di nuovo e si strofinò gli occhi e…

— Sono pazzo, — disse alla fine. — Lui porta der kalzonzini rossi und der guanti… Non è possibile. Sono pazzo.

— No, professore. Mi askolti, le rakkonterò tutto.

E Mitkey raccontò.

— Sì, professore, la kapisko. Lei penza khe una razza intellighente di topi und una razza intellighente di uomini non possono koesistere fianko a fianko. Ma non sarebbero fianko a fianko: kome ho detto, c’è zoltanto pokhissima gente in der pikkolo kontinente di Australia. Und kosterebbe molto poko riportare via tutti kvanti und konseghnare der kontinente a noi topi. Noi lo khiameremmo Topalia inveze di Australia, und chiameremmo der kapitale Dissney inveze di Sydney, in onore di…

— Ma, Mitkey…

— Ma, professore, penzi a kvello che noi offriamo in cambio di kvel kontinente. Tutti i topi andrebbero là. Ne zivilizziamo alkuni und kvelli ci aiutano a premerne altri und a portarli sotto la makkhina di derraggio rosso, und ghli altri ci aiutano a catturarne ankora und a kostruire altre makkhine und sarà kome l’effetto di ein valangha khe rotola giù da ein kollina. Und noi firmeremo ein patto di non aggressione mitt umani und resteremo in Topalia und coltiferemo la terra per rikavare il cibo und…

— Ma, Mitkey…

— Und pensi a kvello khe offriamo in kambio, Herr Professor! Extermineremo i fostri peggiori nemizi… der ratti. Non piazziono neppure a noi. Und ein battaglione di mille topi, armati mitt maskhere antigas und pikkole bombe a gas, potrebbero entrare in oghni tana per exterminare oghni ratto in ein città in ein giorno o due. In der mondo intero, potremmo exterminare oghni ratto in ein anno, und nel contempo potremmo katturare und zivilizzare oghni topo und spedirlo in Topalia und…

— Ma, Mitkey…

— Kosa, professore?