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— Non oserebbero, professore! Noi potremmo kostruire armi khe…
— Kapisci, Mitkey?
— Ma non suzzederebbe. Se ghli uomini rispetteranno i nostri diritti, noi…
Herr Professor sospirò.
— Io… io ti farò da intermetiario, Mitkey, und exporrò la tua proposta, und… Zerto, è vero che sparazzarci dei ratti sarebbe un krande bene per tutta l’umanità. Ma…
— Grazie, professore.
— A proposito, Mitkey, io ho kvi Minnie. Tua moghlie, immagino khe sia, a meno khe ci fossero altri topi. È in der altra stanza. L’ho messa lì poko prima khe tu arrifassi, perkhé stesse al buio e potesse dormire. Fuoi federla?
— Moghlie? — disse Mitkey. Era passato tanto tempo che aveva dimenticato la famiglia abbandonata per forza. Il ricordo riaffiorò lentamente.
— Bene, — disse. — Uhmm… sì. La prenteremo und io kostruirò in fretta ein pikkolo proiettore X-19 und… Sì, sarà di aiuto per lei in der negoziati mitt der goferni, se saremo parekkhi, kosì potranno federe che io non sono zoltanto un fenomeno fivente come penzerebbero altrimenti.
Non fu una cosa voluta. Non poteva esserlo, perché il professore non sapeva che Klarloth aveva avvertito Mitkey di evitare imprudenze con l’elettricità… — Der nuova disposizione molekolare del tuo zentro zerebrale… è instapile und…
E il professore era ancora nella stanza illuminata quando Mitkey corse in quella buia, dove Minnie stava nella sua gabbia senza sbarre. Lei dormiva, e nel vederla… Il ricordo dei tempi andati ritornò in un lampo, e di colpo Mitkey comprese quanto era stato solo.
— Minnie! — chiamò, dimenticando che lei non poteva capire.
E salì sull’asse dove stava lei. — Squii!! — La leggera corrente elettrica tra le due striscioline metalliche lo colpi.
Per un po’ vi fu silenzio.
Poi… — Mitkey, — chiamò Herr Professor. — Torna indietro und diskuteremo kvesta…
Varcò la soglia e li vide, nella luce grigia dell’alba: due topolini grigi rannicchiati, felici, l’uno accanto all’altro. Non riuscì a distinguerli perché i denti di Mitkey avevano lacerato gli indumenti rossi e gialli che all’improvviso gli erano apparsi strani, soffocanti, fastidiosi.
— Kosa è suzzesso? — chiese il professor Oberburger. Poi ricordò la corrente, e comprese.
— Mitkey! Non puoi più parlare? Der…
Silenzio.
Poi il professore sorrise. — Mitkey, — disse, — mio pikkolo topo stellare. Kredo khe atesso sarai più felize.
Li guardò per un momento, affettuosamente, poi tese la mano e fece scattare l’interruttore per interrompere la barriera elettrica. Naturalmente, non sapevano di essere liberi, ma quando il professore li prese e li posò con delicatezza sul pavimento, uno corse immediatamente verso il buco nella parete. L’altro lo seguì, ma si voltò a guardare indietro… c’era ancora una traccia di perplessità in quegli occhietti neri, una perplessità che si dileguò.
— Addio, Mitkey. Sarai più felize kosì. Und der formaggio non ti mankherà mai.
— Squiik, — disse il topolino grigio, e s’infilò nel buco.
Forse voleva dire — Addio.