124313.fb2 La strada del crepuscolo - читать онлайн бесплатно полную версию книги . Страница 2

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Katterson si sporse in avanti e afferrò l’ometto per le spalle magre. Malory trasalì. — Sì, lo so — ripeté adagio Katterson. — Dimmi, Malory, — chiese, — che genere di cibo vendi?

Malory sembrò imbarazzato. — Ma… ma… senti, volevo solo aiutarti e…

— Piantala — Katterson si alzò lentamente senza abbandonare la presa. Malory si ritrovò in piedi contro la sua volontà. — Sei nel commercio della carne, vero Malory? Che genere di carne vendi?

Malory cercò di liberarsi. Katterson lo colpì con disprezzo e lo mandò lungo disteso su un mucchio di pietre. Malory rotolò via, gli occhi dilatati dalla paura, e si lanciò di corsa lungo la Tredicesima Strada immersa nell’oscurità. Katterson rimase a lungo immobile ad osservare la sua fuga, ansimando e rifiutandosi di pensare all’accaduto. Poi piegò il pezzo di carta con l’indirizzo di Malory, lo mise in tasca e si incamminò, ancora stordito.

Barbara lo stava aspettando quando lui suonò il campanello del suo appartamento nella Quarantasettesima Strada, un’ora più tardi.

— Suppongo che tu abbia sentito le notizie — gli disse lei non appena ebbe varcato la soglia. — Un tenente tutto azzimato ha dato l’annuncio in strada. Ho già preso la nostra razione per questa sera ed è l’ultima. Ehi, c’è qualcosa che non va? — lo guardò preoccupata mentre lui si lasciava cadere su una sedia senza parlare.

— Niente, piccola. Solo, ho fame… e un po’ di mal di stomaco.

— Dove sei stato oggi? Di nuovo sulla Piazza?

— Sì. La mia solita passeggiata del giovedì pomeriggio che si è tramutata in un piacevole picnic. Prima ho visto due uomini che davano la caccia ad un cane… non potevano essere più affamati di me, eppure inseguivano quella povera bestia macilenta. Poi quel tenente ha fatto l’annuncio riguardo al cibo. E infine un lurido spacciatore di carne ha cercato di vendermi della «merce» e di darmi un lavoro.

La ragazza trattenne il fiato. — Un lavoro? Carne? Che cosa è successo? Oh, Paul…

— Smettila — le disse Katterson. — L’ho fatto cadere lungo e disteso ed è scappato con la coda fra le gambe. Lo sai che cosa vendeva? Lo sai che genere di carne voleva che mangiassi?

Lei abbassò gli occhi. — Sì, Paul.

— E il lavoro che voleva darmi… ha visto che sono un tipo robusto, così voleva che diventassi un suo fornitore. Avrei dovuto andare a caccia di notte. Alla ricerca di sbandati da mettere fuori combattimento per trasformarli in bistecche il giorno dopo.

— Ma siamo così affamati, Paul… quando si ha fame quella è la cosa più importante.

— Che cosa? — la sua voce era il muggito di un toro oltraggiato. — Che cosa? Tu non sai quello che stai dicendo, donna. Mangia prima di uscire completamente di senno. Troverò un altro modo per ottenere del cibo, ma non mi trasformerò in un maledetto cannibale. Niente carne umana per Paul Katterson.

Lei non disse nulla. La luce sul soffitto cominciò a tremolare.

— Si avvicina l’ora dell’oscuramento. Prendi le candele, se non hai sonno — disse. Non aveva un orologio, ma il tremolio della luce era il segnale che si stavano avvicinando le otto e mezza. Tutte le sere a quell’ora l’elettricità veniva interrotta in tutte le zone residenziali tranne in quelle con uno speciale permesso fuori quota.

Barbara accese una candela.

— Paul, Padre Kennon è di nuovo stato qui, oggi.

— Gli avevo detto di non farsi più vedere — disse Katterson dall’oscurità del suo angolo.

— Lui pensa che dovremmo sposarci, Paul.

— Non ricominciamo. Ti ho già detto troppe volte che non voglio la responsabilità di due bocche da sfamare quando non sono capace di riempire nemmeno il mio, di stomaco. È meglio così… ognuno per sé.

— Ma i bambini, Paul…

— Sei impazzita, questa notte? — esplose lui. — Avresti il coraggio di far nascere un bambino in questo mondo? Soprattutto adesso che abbiamo perso il cibo dell’Oasi di Trenton? Ti vorresti divertire a guardarlo morire lentamente di fame in mezzo a queste macerie e a questa sporcizia, o magari vederlo crescere per trasformarsi in un piccolo scheletro dalle guance incavate? Forse tu lo faresti. Io non credo proprio di volerlo.

Tacque. Lei lo guardava, singhiozzando piano.

— Siamo morti, tu ed io — disse alla fine. — Non vogliamo ammetterlo, ma siamo morti. Tutto questo mondo è morto… abbiamo passato gli ultimi trent’anni a suicidarci. Non ho molti ricordi del passato, al contrario di te, ma ho letto alcuni vecchi libri che parlavano di come era nuova, pulita e splendente questa città prima della guerra. La guerra! Per tutta la mia vita non c’è stato altro che la guerra, senza mai sapere contro chi stavamo combattendo e perché. Semplicemente, il mondo cadeva a pezzi senza alcuna ragione.

— Piantala, Barbara — disse Katterson. Ma lei continuò con voce monotona. — Dicono che una volta l’America si estendesse da costa a cosa, senza essere divisa in piccole strisce di terra separate da fasce radioattive inabitabili. E c’erano fattorie e cibo, laghi e fiumi, e gli uomini viaggiavano in aereo da un luogo all’altro. Perché è dovuto succedere tutto questo? Perché siamo tutti morti? Cosa faremo ora, Paul?

— Non lo so, Barbara. Credo che non lo sappia nessuno. — Stancamente soffiò sulla candela e l’oscurità avvolse completamente la stanza.

Chissà come si era ritrovato a vagare nei pressi di Union Square ed era fermo nella Quattordicesima, dondolandosi lentamente sulla punta dei piedi, e sperimentando quella sensazione di vertigine che è il primo sintomo della morte per inedia. C’era poca gente per le strade, e tutti procedevano speditamente con sguardo cupo. Il sole splendeva alto nel cielo.

Le sue riflessioni vennero interrotte dal suono di grida concitate e dall’insolito rumore di gente che correva. Il suo addestramento militare gli suggerì di tuffarsi in un fosso lì accanto e di tenersi nascosto, domandandosi che cosa stesse succedendo.

Un attimo dopo, si sporse a guardare. Quattro uomini, tutti grossi come Katterson, avanzavano lungo la strada ora deserta. Uno di essi trascinava un sacco.

— Eccone una — gridò rauco l’uomo con il sacco. Guardò incredulo i quattro uomini che avevano scovato una ragazza acquattata in un edificio diroccato.

Era una creatura pallida, magra, dall’aspetto disfatto, di forse vent’anni, che in un altro mondo avrebbe potuto essere attraente. Ma le sue guance erano scarne e ruvide, gli occhi opachi e spenti, e le braccia ossute ed angolose.

Mentre quelli si avvicinavano, lei indietreggiò, imprecando in segno di sfida e pronta a difendersi. Non capisce, pensò Katterson, crede che vogliano attaccarla.

Il sudore gli colò lungo il corpo e si costrinse a guardare, trattenendosi dal balzare fuori dal proprio nascondiglio. I quattro predoni si avvicinarono alla ragazza. Lei sputò, cercando di colpire con una mano simile ad un artiglio.

Loro sogghignarono e la afferrarono per il braccio. Il grido di lei improvvisamente divenne acutissimo mentre quelli la trascinavano allo scoperto. Un coltello brillò: Katterson digrignò i denti, trasalendo, mentre vide la lama andare a segno.

— Nel sacco, Charlie — disse una voce aspra.

Katterson fumava di rabbia. Era la prima volta che vedeva i macellai di Malory (almeno credeva che fossero della banda di Malory). Sentendo il coltello premergli contro il fianco, nel fodero, provò l’impulso di attaccare i quattro cacciatori di carne, ma poi, ritornando lucido, si lasciò di nuovo cadere nel fosso.

Così presto? Katterson sapeva che il cannibalismo si era andato lentamente diffondendo in una New York che moriva di fame già da molti anni, e che pochi cadaveri raggiungevano le loro tombe, ma questa era la prima volta che gli capitava di vedere dei razziatori braccare un essere umano per ucciderlo allo scopo di procurarsi del cibo. Rabbrividì per il disgusto. La lotta per la vita era cominciata, allora.

I quattro predatori scomparvero in direzione della Terza Avenue, e Katterson si alzò cautamente dal fosso, lanciando un’occhiata circospetta tutt’intorno e si avventurò all’aperto. Doveva stare attento: un uomo della sua taglia significava carne per parecchi mesi.

Altra gente stava uscendo dagli edifici, ora, ed ognuno aveva sul viso la stessa espressione di orrore. Katterson guardò quegli scheletri ambulanti che vagavano con aria stranita, alcuni in preda ai singhiozzi, altri ormai incapaci persino di piangere. Furioso, strinse i pugni, bruciando dal desiderio di soffocare il suo crescente malessere, pur sapendo che era impossibile.

Un uomo alto e magro, con i lineamenti cesellati, era salito sulla piattaforma dell’oratore. La sua voce era soffocata dalla rabbia.

— Fratelli, ora è tutto chiaro. Gli uomini si sono allontanati dalle vie del Signore, e Satana li ha condotti alla distruzione. Proprio ora avete visto con i vostri occhi quattro delle Sue creature distruggere un proprio simile per il cibo… il più terribile di tutti i peccati.

«Fratelli, il nostro tempo sulla Terra è quasi compiuto. Io sono vecchio, ricordo i giorni prima della guerra e, anche se qualcuno di voi non mi crederà, ricordo i giorni in cui c’era cibo per tutti, in cui tutti avevano un lavoro, e questi edifici diroccati erano alti, splendenti e si stendevano a perdita d’occhio, ed i cieli erano pieni di aerei a reazione. Nella mia giovinezza ho viaggiato per tutto il paese, fino al Pacifico. Ma la guerra ha messo fine a tutto questo e la Mano di Dio è su di noi. La nostra ora è giunta, e presto avremo la nostra ricompensa.

«Andate incontro al Signore e che le vostre mani non siano sporche di sangue, Fratelli. Quei quattro uomini che avete visto oggi bruceranno per l’eternità a causa del loro crimine. Chiunque mangi la carne sacrilega che essi hanno macellato oggi, brucerà con loro nell’Inferno. Ma ascoltatemi, fratelli, ascoltatemi! A quelli di voi che ancora non sono perduti, io dico: salvatevi! Meglio restare senza cibo, come molti di voi stanno facendo, che contaminarsi con questo nuovo genere di cibo, la carne più preziosa di tutte.

Katterson osservò la gente intorno a lui. Voleva porre fine a tutto questo: ebbe la visione di una crociata per il cibo, di una campagna contro il cannibalismo, con bandiere che sventolavano, tamburi che rullavano e lui stesso a capo della lotta. Qualcuno si era fermato ad ascoltare il vecchio predicatore e altri si erano allontanati. Qualcuno sorrideva, facendo commenti derisori all’indirizzo del vecchio, ma lui li ignorava.

— Ascoltatemi! Ascoltatemi prima di andarvene. Siamo tutti condannati comunque: il Signore ce lo indica chiaramente. Ma pensate, gente: questo mondo finirà presto, ed uno più grande verrà. Non rinunciate alla possibilità della vita eterna, fratelli! Non vendete la vostra anima immortale per un morso di carne corrotta!

La folla era sempre meno numerosa, notò Katterson. Si stava disperdendo in fretta e la gente si defilava e spariva. Il predicatore continuava a parlare. Katterson si alzò in punta di piedi e si voltò per guardare verso est, al di là della folla. Lasciò vagare lo sguardo per un momento e poi egli impallidì. Quattro figure sinistre percorrevano la strada con passo deciso.

Quasi tutti le avevano viste. Camminavano fianco a fianco al centro della strada, con il più alto che reggeva il sacco. La gente spariva rapidamente in tutte le direzioni e quando i quattro giunsero all’angolo della Quattordicesima con la Quarta Avenue, vicino alla piattaforma erano rimasti solo Katterson ed il predicatore.

— Vedo che sei rimasto solo tu, giovanotto. Sei già corrotto o fai ancora parte del Regno dei Cieli?