39180.fb2 Mr Gwyn - читать онлайн бесплатно полную версию книги . Страница 10

Mr Gwyn - читать онлайн бесплатно полную версию книги . Страница 10

9.

Era forse passato un anno, un anno e mezzo dall’articolo sul “Guardian”, quando Jasper Gwyn prese a stare male, di tanto in tanto, in una forma che si trovò a descrivere come un improvviso svanire. Gli accadeva di vedersi da fuori – così raccontava – oppure di perdere ogni percezione precisa che non fosse il percepire se stesso. A volte poteva essere impressionante. Un giorno dovette entrare in una cabina telefonica e con fatica fare il numero di Tom. Gli disse, balbettando, che non sapeva più dov’era.

– Nessuna paura, mando Rebecca a prenderti. Dove sei?

– Il problema è quello, Tom.

Finì che la ragazza grassa si fece tutto il quartiere in macchina finché lo trovò. Nel frattempo Jasper Gwyn se n’era rimasto nella cabina, stringendo spasmodicamente la cornetta e cercando di non morire. Per distrarsi parlava al telefono – gli venne da improvvisare una telefonata di protesta per l’interruzione dell’acquedotto, nessuno lo aveva avvertito e questo gli aveva portato enormi danni economici e morali.

Continuava a ripetere Devo aspettare che piova per farmi lo shampoo?

Si sentì subito meglio, appena salito sulla macchina della ragazza grassa.

Mentre si scusava, non riusciva a smettere di fissare quelle mani grassocce che stringevano, ma il verbo non era esatto, il volante sportivo. Non c’era coerenza, pensò, e quella doveva essere l’esperienza che in ogni istante del giorno quella ragazza faceva del proprio corpo – che non c’era coerenza tra lui e tutto il resto.

Ma lei sorrise, di quel suo bel sorriso, e disse che anzi, era onorata di potergli essere d’aiuto. E comunque, aggiunse, anche a lei era capitato, aveva avuto un periodo in cui le capitava spesso di stare male in quel modo.

– Tutt’a un tratto pensava di morire?

– Sì.

– E com’è guarita?, chiese Jasper Gwyn, che a quel punto avrebbe mendicato una cura da chiunque.

La ragazza tornò a sorridere, poi rimase un po’ in silenzio, guardando la strada.

– No, va be’, disse alla fine, queste sono cose mie.

– Certo, disse Jasper Gwyn.

Si arrotolavano. Probabilmente il verbo giusto era quello. Si arrotolavano sul volante sportivo.