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Letteratura italiana Einaudi

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Francesco Petrarca - Il Canzoniere Ma nulla à 'l mondo in ch'uom saggio si fide: ch'ancor poi ripregando, i nervi et l'ossa mi volse in dura selce; et così scossa voce rimasi de l'antiche some, chiamando Morte, et lei sola per nome.

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Spirto doglioso errante (mi rimembra) per spelunche deserte et pellegrine, piansi molt'anni il mio sfrenato ardire: et anchor poi trovai di quel mal fine, et ritornai ne le terrene membra, 145

credo per piú dolore ivi sentire.

I' seguí' tanto avanti il mio desire ch'un dí cacciando sí com'io solea mi mossi; e quella fera bella et cruda in una fonte ignuda

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si stava, quando 'l sol piú forte ardea.

Io, perché d'altra vista non m'appago, stetti a mirarla: ond'ella ebbe vergogna; et per farne vendetta, o per celarse, l'acqua nel viso co le man' mi sparse.

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Vero dirò (forse e' parrà menzogna) ch'i' sentí' trarmi de la propria imago, et in un cervo solitario et vago di selva in selva ratto mi trasformo: et anchor de' miei can' fuggo lo stormo.

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Canzon, i' non fu' mai quel nuvol d'oro che poi discese in pretïosa pioggia, sí che 'l foco di Giove in parte spense; ma fui ben fiamma ch'un bel guardo accense, et fui l'uccel che piú per l'aere poggia, 165

alzando lei che ne' miei detti honoro: né per nova figura il primo alloro seppi lassar, ché pur la sua dolce ombra ogni men bel piacer del cor mi sgombra.

Letteratura italiana Einaudi

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Francesco Petrarca - Il Canzoniere 24

Se l'onorata fronde che prescrive l'ira del ciel, quando 'l gran Giove tona, non m'avesse disdetta la corona che suole ornar chi poetando scrive, 4

i'era amico a queste vostre dive le qua' vilmente il secolo abandona; ma quella ingiuria già lunge mi sprona da l'inventrice de le prime olive: 8

ché non bolle la polver d'Ethïopia sotto 'l più ardente sol, com'io sfavillo, perdendo tanto amata cosa propia.

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Cercate dunque fonte piú tranquillo, ché 'l mio d'ogni liquor sostene inopia, salvo di quel che lagrimando stillo.

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Letteratura italiana Einaudi

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Francesco Petrarca - Il Canzoniere 25

Amor piangeva, et io con lui talvolta, dal qual miei passi non fur mai lontani, mirando per gli effecti acerbi et strani l'anima vostra dei suoi nodi sciolta.

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Or ch'al dritto camin l'à Dio rivolta, col cor levando al cielo ambe le mani ringratio lui che' giusti preghi humani benignamente, sua mercede, ascolta.

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Et se tornando a l'amorosa vita, per farvi al bel desio volger le spalle, trovaste per la via fossati o poggi, 11

fu per mostrar quanto è spinoso calle, et quanto alpestra et dura la salita, onde al vero valor conven ch'uom poggi.

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Francesco Petrarca - Il Canzoniere 26

Piú di me lieta non si vede a terra nave da l'onde combattuta et vinta, quando la gente di pietà depinta su per la riva a ringratiar s'atterra; 4

né lieto piú del carcer si diserra chi 'ntorno al collo ebbe la corda avinta, di me, veggendo quella spada scinta che fece al segnor mio sí lunga guerra.

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Et tutti voi ch'Amor laudate in rima, al buon testor de gli amorosi detti rendete honor, ch'era smarrito in prima: 11

ché piú gloria è nel regno degli electi d'un spirito converso, et più s'estima, che di novantanove altri perfecti.

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Letteratura italiana Einaudi

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Francesco Petrarca - Il Canzoniere 27

Il successor di Karlo, che la chioma co la corona del suo antiquo adorna, prese à già l'arme per fiacchar le corna a Babilonia, et chi da lei si noma; 4

e 'l vicario de Cristo colla soma de le chiavi et del manto al nido torna, sí che s'altro accidente nol distorna, vedrà Bologna, et poi la nobil Roma.

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