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Letteratura italiana Einaudi
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Francesco Petrarca - Il Canzoniere 40
S'Amore o Morte non dà qualche stroppio a la tela novella ch'ora ordisco, et s'io mi svolvo dal tenace visco, mentre che l'un coll'altro vero accoppio, 4
i' farò forse un mio lavor sí doppio tra lo stil de' moderni e 'l sermon prisco, che, paventosamente a dirlo ardisco, infin a Roma n'udirai lo scoppio.
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Ma però che mi mancha a fornir l'opra alquanto de le fila benedette ch'avanzaro a quel mio dilecto padre, 11
perché tien' verso me le man' sí strette, contra tua usanza? I' prego che tu l'opra, e vedrai rïuscir cose leggiadre.
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Francesco Petrarca - Il Canzoniere 41
Quando dal proprio sito si rimove l'arbor ch'amò già Phebo in corpo humano, sospira et suda a l'opera Vulcano, per rinfrescar l'aspre saette a Giove: 4
il qual or tona, or nevicha et or piove, senza honorar piú Cesare che Giano; la terra piange, e 'l sol ci sta lontano, che la sua cara amica ved'altrove.
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Allor riprende ardir Saturno et Marte, crudeli stelle, et Orïone armato spezza a' tristi nocchier' governi et sarte; 11
Eolo a Neptuno et a Giunon turbato fa sentire, et a noi, come si parte il bel viso dagli angeli aspectato.
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Francesco Petrarca - Il Canzoniere 42
Ma poi che 'l dolce riso humile et piano piú non asconde sue bellezze nove, le braccia a la fucina indarno move l'antiquissimo fabbro ciciliano, 4
ch'a Giove tolte son l'arme di mano temprate in Mongibello a tutte prove, et sua sorella par che si rinove nel bel guardo d'Apollo a mano a mano.
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Del lito occidental si move un fiato, che fa securo il navigar senza arte, et desta i fior' tra l'erba in ciascun prato.
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Stelle noiose fuggon d'ogni parte, disperse dal bel viso inamorato, per cui lagrime molte son già sparte.
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Francesco Petrarca - Il Canzoniere 43
Il figliuol di Latona avea già nove volte guardato dal balcon sovrano, per quella ch'alcun tempo mosse invano i suoi sospiri, et or gli altrui commove.
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Poi che cercando stanco non seppe ove s'albergasse, da presso o di lontano, mostrossi a noi qual huom per doglia insano, che molto amata cosa non ritrove.
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Et cosí tristo standosi in disparte, tornar non vide il viso, che laudato sarà s'io vivo in piú di mille carte; 11
et pietà lui medesmo avea cangiato, sí che' begli occhi lagrimavan parte: però l'aere ritenne il primo stato.
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Francesco Petrarca - Il Canzoniere 44
Que'che 'n Tesaglia ebbe le man' sí pronte a farla del civil sangue vermiglia, pianse morto il marito di sua figlia, raffigurato a le fatezze conte; 4
e 'l pastor ch'a Golia ruppe la fronte, pianse la ribellante sua famiglia, et sopra 'l buon Saúl cangiò le ciglia, ond'assai può dolersi il fiero monte.
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Ma voi che mai pietà non discolora, et ch'avete gli schermi sempre accorti contra l'arco d'Amor che 'ndarno tira, 11
mi vedete straziare a mille morti: né lagrima però discese anchora da' be' vostr'occhi, ma disdegno et ira.
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