




Gene Wolfe

Dimensioni proibite



1. Lara

Tu credi nellamore?  le chiese.

S&#236;  rispose Lara.  Ma non vorrei.

Lui non seppe cosa dire. Tutto quello che aveva pensato nel pomeriggio tornando a casa a piedi dal lavoro gli si era fermato in gola.

Io e le donne lo usiamo  gli disse lei.  Dobbiamo farlo.

Lui annu&#236;.  &#200; vero, le donne usano lamore, certo. Ma anche gli uomini, e normalmente gli uomini lo usano in modo peggiore. Non credi che questo sia la prova che &#232; una cosa effettivamente reale? Se non lo fosse, nessuno potrebbe usarlo.  Il brandy gli aveva dato alla testa e quando fin&#236; il discorso, non sapeva nemmeno di cosa avessero parlato.

&#200; reale, hai ragione  gli disse Lara.  Ma io non sono una donna.

Una ragazza  Cominci&#242; a stringerla.

Lei gli infil&#242; una mano nel pigiama.

Una signora.  Sent&#236; il bicchiere vicino alle labbra.

Lo prese dalla mano di lei e ne bevve un sorso.

e poi gli uomini muoiono. Sempre. La donna trattiene il suo sperma, lo conserva, mette al mondo i suoi figli, uno dopo laltro, per il resto della sua vita. Forse tre figli. O magari tre dozzine.

Ti amo  farfugli&#242;.  Morirei per te, Lara.

Ma cos&#236; &#232; meglio come fate voi &#232; molto meglio. Ora devo tornare indietro. Ascolta, ci sono porte che

Non se ne and&#242; subito. Si abbracciarono ancora, distesi sul pavimento di fronte al caminetto a gas. Per la seconda volta quella sera si perse dentro di lei.

Poi la strinse forte a s&#233;, con la sensazione di essere solo con lei su una barca in mezzo al mare, una barchetta cullata e sospinta dalle onde; solo tenendo i loro corpi premuti uno allaltro avrebbero potuto salvarsi dal gelo di quella schiuma gelida.

Devi stare attento  gli disse mentre lui si stava addormentando.  Perch&#233; questa notte noi due siamo stati cos&#236; vicini.


Si svegli&#242; con un terribile mal di testa. Vide la luce del sole che filtrava dalla finestra e si rese conto di aver perso una giornata di lavoro. Si alz&#242; dal letto e bevve tre bicchieri dacqua.

Lara se nera andata, ma cera da aspettarselo: erano quasi le undici.

Probabilmente era uscita in cerca di un lavoro, o a comprare qualche vestito o qualcosa da mangiare.

Telefon&#242; al negozio.  Ho linfluenza mi &#232; venuta stanotte. Mi scuso, mi scuso molto di non aver chiamato prima.  Parlo proprio come un giapponese, pens&#242;. A forza di vendere Sony.

Ella, dellufficio personale, disse:  Ti segno assente.

Non preoccuparti &#232; il tuo primo giorno di malattia questanno.

Unaspirina, pens&#242;. Faresti bene a prendere unaspirina. Ne ingoi&#242; tre.

Sul tavolino cera un biglietto. Un biglietto con la calligrafia angolosa di Lara.




Caro,

ho cercato di dirti addio ieri notte, ma non mi hai sentito. Non sono una vigliacca, devi credermi.

Se non fosse per le porte non ti direi nulla, e forse sarebbe meglio. Ti pu&#242; capitare di vederne una o pi&#249; di una, magari per un solo istante. Sar&#224; chiusa su tutti e quattro i lati (deve esserlo). Pu&#242; essere una vera porta, oppure solo un cavo telefonico sostenuto da due pali, o un arco in un giardino. Qualunque cosa sia, avr&#224; un aspetto significativo.

Ti prego di leggere con attenzione e di ricordare tutto quello che ti dico. Non devi attraversarla.

Se lattraversi senza accorgertene, non voltarti. Se lo fai, sar&#224; finita. Cammina immediatamente allindietro.

Lara



P.S. Lo aggiungete sempre, no? Alla fine.

Alla fine voglio dirti che ti ho amato. Ti ho amato davvero. (E ti amo ancora.)



Lo lesse tre volte, prima di rimetterlo gi&#249;, pensando che doveva esserci qualcosa di sbagliato, doveva essergli sfuggito qualcosa dimportante, come succede quando si osserva unillusione ottica. Quella parola sottolineata era proprio significativo? E se s&#236;, cosa voleva dire?

Tenne la testa sotto la doccia e lasci&#242; che lo spruzzo dacqua gelida gli sferzasse i capelli e la nuca. Rimase l&#236; sotto (piegato, con una mano poggiata alle piastrelle) fino a che il lento flusso dellacqua riemp&#236; la vasca, poi si sciacqu&#242; il viso sette volte, si rase, e si sent&#236; meglio.

Se fosse uscito, avrebbe corso il rischio che qualcuno del negozio lo vedesse; ma era un rischio che doveva correre. Mentre faceva il nodo alla cravatta marrone, esamin&#242; la porta dellappartamento. Non aveva un aspetto significativo, o forse s&#236;.

Capini era solo a un isolato e mezzo da l&#236;. Ordin&#242; un bicchiere di vino rosso con un piatto di linguine e, grazie al vino e alle linguine, si sent&#236; quasi normale.

Mamma Capini non cera o stava in cucina, ed era con Mamma Capini che lui avrebbe voluto parlare. Cerano tre o quattro dei suoi figli  non aveva mai imparato i loro nomi  ma era probabile che loro non gli avrebbero detto niente.

Mamma Capini s&#236;, perci&#242; decise di ritornare per lora di cena. Nel frattempo la polizia, lobitorio


Sono alla ricerca di una donna  disse alla donna dai capelli grigi e dai denti di coniglio che finalmente lo ricevette al Centro di Igiene Mentale. E poi, dal momento che lespressione suonava un po ambigua, aggiunse:  Non una donna qualsiasi.

E pensa che noi potremmo sapere dove si trova?

Lui annu&#236;.

Come si chiama?

Lara Morgan  scand&#236; lettera per lettera.  Non sono certo che questo sia il suo vero nome. Non ho visto la sua carta didentit&#224;.

Allora aspettiamo un momento prima di consultare il computer. Me la pu&#242; descrivere?

Alta circa un metro e settantacinque. Capelli rossi lunghi fino alle spalle. Rosso scuro. Ramati, si dice cos&#236;?

La donna dai denti di coniglio annu&#236;.

Molto carina anzi, bella. Occhi color smeraldo. Un nugolo di lentiggini. Carnagione latte e miele, capisce cosa intendo dire? Non so se sono in grado di valutare il peso di una donna, ma potrebbe essere sui cinquantacinque chili.

Color smeraldo, signor?

Green lo smeraldo &#232; un verde che tende al blu. Mi deve scusare. Adesso mi occupo della vendita di registratori e roba del genere, ma prima mi occupavo di accessori. Il verde smeraldo &#232; pi&#249; azzurro del colore dellavocado.

Capisco. E cosa indossava questa donna lultima volta che lha vista?

Resistette allimpulso di risponderle niente!.  Un abito verde. Di seta, credo, ma forse era nailon. Stivali con i tacchi alti, penso di lucertola, ma potevano anche essere di serpente. Una collana doro e un paio di braccialetti doro portava molti gioielli doro. Una pelliccia nera con il cappuccio. Forse era finta, ma a guardarla e a toccarla a me &#232; parsa vera.

La donna dai denti di coniglio disse:  Noi non labbiamo vista, signor Green. Se fosse entrata qui una persona simile a quella che mi ha appena descritta, lavrei saputo.

Se fosse venuta per vedere un medico, cosa di cui dubito, sarebbe stato uno psichiatra privato. Cosa le fa credere che soffra di disturbi mentali?

Il suo comportamento. Certe cose che ha detto.

E qual era il suo comportamento, signor Green?

Riflett&#233; un momento.  Per esempio, non conosceva le macchinette del ghiaccio. Una volta &#232; andata ad aprire il frigorifero per prendere del ghiaccio  voleva fare una limonata  ma &#232; ritornata dicendo che non ce nera. Cos&#236; lho accompagnata per mostrarle come funzionava, e lei ha detto: Che carini questi cubetti.

La donna dai denti di coniglio aggrott&#242; la fronte e un&#236; le mani solo per la punta delle dita, come fanno gli uomini.  Devesserci stato certamente qualcosa di pi&#249;.

Be, aveva paura che qualcuno stesse per riportarla indietro. Cos&#236; mi ha detto.

Lespressione della donna dai denti di coniglio diceva Ora s&#236; che stiamo arrivando al punto. Si protese verso di lui dicendo:  Riportarla dove, signor Green?

Stava per chiederle come facesse a conoscere il suo nome (si era rifiutato di dirlo alla sostituta della segretaria) ma pens&#242; che fosse meglio di no.  Questo non lo ha detto, dottoressa. Attraverso le porte, credo.

Le porte?

Ha parlato di porte. Poco prima di andarsene le porte, o una sola porta, ecco come &#232; arrivata fin qui. Se loro fossero venuti per riportarla indietro, lavrebbero trascinata attraverso una porta, perci&#242; ha preferito andarsene via da sola.  Quando vide che la donna dai denti di coniglio non faceva commenti, aggiunse:  Almeno questo &#232; quello che mi &#232; parso di capire.

Allora queste porte potrebbero essere quelle di un istituto  disse la donna dai denti di coniglio.

&#200; quello che ho pensato anchio.

Non le &#232; venuto in mente che quellistituto potrebbe essere una prigione, signor Green?

Lui scosse la testa.  Lei non dava affatto quellimpressione. Sembrava come dire, in gran forma. Solo un po confusa.

Le persone intelligenti che sono passate attraverso lesperienza di un istituto danno spesso quellidea. Mi &#232; parso di capire che avesse pi&#249; o meno la sua stessa et&#224;, giusto?

Lui annu&#236;.

E lei ha?

Trentanni.

Allora diciamo che anche questa bella donna che si fa chiamare Lara Morgan ha trentanni. E se avesse commesso un grave crimine nelladolescenza  magari un omicidio, o complicit&#224; in un omicidio  sarebbe stata mandata in un riformatorio femminile fino alla maggiore et&#224;, per poi essere trasferita in un carcere femminile a ultimare la condanna. Cos&#236; potrebbe aver trascorso gli ultimi dieci o dodici anni in una prigione o in unaltra, signor Green.

Lui cominci&#242; a dire:  Non credo

Capisce, signor Green, quelli che evadono dai nostri ospedali psichiatrici non sono puniti. Sono malati, e non si pu&#242; punire la malattia. Ma i criminali che evadono dal carcere sono puniti. Sono felice che sia ritornato, signor Green. Cominciavo a preoccuparmi per lei.


Quando usc&#236; dal Centro si accorse che stava tremando; prima non si era reso conto di quanto tenesse a Lara.

Il Centro di Igiene Mentale era situato sullangolo di un incrocio pentadirezionale. Tutte e cinque le strade erano congestionate dal traffico e quando si sofferm&#242; a guardarle ebbe limpressione che dipartissero da lui come i raggi di una ruota, tutte affollate, rumorose, diritte e dirette allinfinito. Nessuna uguale alle altre; e nessuna  quando guard&#242; di nuovo  era identica a come era quando era arrivato. Quel teatro non era forse un campo di bowling? E le autopompe non avrebbero dovuto essere rosse, gli autobus gialli, o magari arancione?

Doverano le porte? Potrebbe essere un cavo telefonico sostenuto da due pali. Cos&#236; aveva scritto Lara. Alzando lo sguardo vide che si trovava sotto a un reticolo di cavi metallici. Cerano cavi per sostenere la segnaletica stradale, sottili cavi neri tesi fra un edificio e un altro, cavi per i tram sferraglianti. Ai lati cerano gli edifici, in basso le strade e i marciapiedi, e in alto i cavi. Una dozzina  no, almeno due dozzine  due dozzine di porte, e tutte avevano un aspetto significativo.

Quellospedale per le bambole cera anche prima? Cera mai stato al mondo un posto simile? Con la sensazione di essere lui stesso una bambola rotta, sincammin&#242; in quella direzione.



2. Inferno o paradiso? Chiss&#224;?

Il locale era rivestito di scaffali con i ripiani disposti alla distanza di venti, ventidue centimetri. Sui ripiani cerano dei lettini. In ogni letto, una bambola.

&#200; venuto per una bambola, signore?

Fece finta di non aver sentito. Che posto interessante. Credo di non averne mai visto uno simile in vita mia. Piacerebbe molto a Lara si trov&#242; a pensare. Poi, ad alta voce, aggiunse:  Sono tutte rotte?

Ma no  disse il negoziante. Luomo aveva circa la sua et&#224;, ma era quasi ingobbito e sembrava non essersi accorto che i capelli, lunghi fino alle spalle magre, stavano diventando radi.

Allora perch&#233;

Erano rotte quando le hanno portate qui  spieg&#242; il negoziante. Sollev&#242; la coperta e il lenzuolo della bambola pi&#249; vicina.  Ora sono in perfette condizioni.

Capisco.

Se ha una bambola da aggiustare, deve lasciare un deposito che le sar&#224; restituito quando torner&#224; a ritirarla.

Avete incassato un deposito per tutte queste bambole?

Il negoziante allarg&#242; le braccia magre.  In qualche modo dobbiamo pur guadagnare per tenere aperto il negozio. Prima facevamo pagare le riparazioni, ma quasi nessuno tornava a riprendersi le bambole, quando erano pronte. Cos&#236; ora abbiamo deciso di farci dare un deposito piuttosto sostanzioso e non ci facciamo pagare le riparazioni. Se il proprietario o, come avviene quasi sempre, la madre del proprietario, torna per ritirare la sua bambola, liberiamo un posto nello scaffale e gli restituiamo per intero il deposito. Altrimenti  Il negoziante si strinse nelle spalle.

Non vendete mai le bambole?

Il negoziante annu&#236;.  Quando il proprietario muore.

Allora alcune bambole restano qui per molto tempo.

Il negoziante annu&#236; di nuovo.  Ce ne sono alcune che sono qui da quando abbiamo aperto il negozio. Ma qualche volta succede che quando diventa adulto, un ragazzo si ricordi della sua bambola. Qualche volta gli capita di trovare la ricevuta fra le carte di sua madre. Quando ci consegnano le bambole prendiamo nota del nome dei proprietari e poi controlliamo gli annunci mortuari.  Il negoziante allung&#242; il braccio fino al ripiano pi&#249; alto e prese un lettino.  Questa per esempio &#232; in vendita. Se conosce qualcuno

Era Lara

Lara in miniatura, alta venticinque centimetri. Ma Lara, senza ombra di dubbio i suoi capelli rosso scuro, le lentiggini, gli occhi, il naso la bocca e il mento.

Riusc&#236; a dire:  S&#236;  e tir&#242; fuori il portafoglio.

&#200; una bambola piuttosto costosa, signore  disse il negoziante.  Non solo cammina e parla ma fa di tutto.

Sta scherzando?  cerc&#242; di sollevare un sopracciglio.

Ma no, signore. &#200; una di quelle che vanno bagnate con una soluzione salina che agisce da elettrolito. Adesso temo, per&#242;, che sia completamente a secco. Lei capisce, &#232; rimasta qui per molto tempo.

Capisco.  Esamin&#242; la bambola da vicino. Sulla camicetta era ricamato un nome, Tina.

&#200; la dea, naturalmente  disse il negoziante.  La dea a sedici anni. Era di un ragazzo che &#232; morto otto anni fa. Malicapata. Piuttosto triste, non &#232; vero? Ma ora far&#224; la gioia di qualche altro bambino per molti anni ancora. La vita continua.

Qualche volta  disse lui.

Prego?

E dove posso trovare la vera dea?

A Overwood, credo. Se vuole la bambola, il prezzo &#232; centocinquanta.

Devo farle un assegno.

Il negoziante ebbe un attimo di esitazione, poi disse:  Va bene.

La bambola entrava facilmente nella tasca anteriore del soprabito e la sua figuretta snella si adattava a perfezione alla forma allungata della tasca.

Sul marciapiede si guard&#242; intorno per orientarsi. Ai cinque angoli dellincrocio altrettanti edifici: un negozio di alimenti integrali, unagenzia immobiliare, una libreria, un ufficio legale, un negozio di liquori, una boutique con linsegna fiori finti di vera seta e un negozio di oggetti antichi. Le strade che trafiggevano lorizzonte gli sembrarono del tutto sconosciute. Un tram rosso sferragli&#242; l&#236; accanto e lui si ricord&#242; che i tram non cerano pi&#249; nemmeno quando era un bambino.

Come se la sua mente non avesse spazio che per un solo interrogativo, gli venne in mente la soluzione del primo.

Quando era uscito dalla clinica delle bambole aveva preso la strada sbagliata e ora si trovava a un incrocio diverso.

Torn&#242; sui suoi passi e, davanti alla vetrina, salut&#242; con la mano il negoziante. Divertito, not&#242; che cera gi&#224; unaltra bambola fra le lenzuola del lettino di Tina.

Ma non le cambiano mai?  mormor&#242;.

No, sono sempre le stesse  disse luomo con la faccia paonazza che gli camminava accanto indicando un negozio.

Lui vide che in quella vetrina erano esposti spartiti di canzoni ingialliti e polverosi. Il vero amore diceva il titolo di una canzone scritto nei caratteri floreali in voga allinizio del secolo. In un angolo del foglio era appiccicata una mosca morta.

La solita zuppa  disse. Era lespressione che usavano nel negozio dove lavorava quando volevano parlar male delloperazione commerciale di un concorrente.

Ha bisogno di qualcosa?  disse luomo dalla faccia paonazza ridendo.

Il ghiaccio era rotto e lui era ansioso di fare una domanda:  Sa dirmi come posso arrivare a Overwood?

Luomo si ferm&#242; e si volt&#242; a guardarlo.  No  disse.  Non lo so.

Non fa niente.

Per&#242;  luomo alz&#242; un dito.  Posso dirle come fare per arrivare da quelle parti. Una volta l&#224;, pu&#242; chiedere indicazioni pi&#249; precise.

Benissimo!  disse lui. (Ma dovera Overwood e perch&#233; il negoziante aveva chiamato Lara la dea?)

alla stazione. Marea &#232; l&#224;, ai piedi delle montagne.

Quando sar&#224; l&#236; potr&#224; trovare qualcuno che sia in grado di dirle dove si trova Overwood.

Bene.

Luomo dalla faccia paonazza indic&#242; col dito.  Guardi dallaltra parte della strada c&#232; una cartografia. Forse l&#236; pu&#242; trovare una mappa.

Anche se era piccolo, il negozio aveva il soffitto molto alto. Il proprietario aveva sfruttato questa caratteristica per mettere in mostra alcune carte topografiche molto grandi. Una era la mappa della citt&#224;. Come lui aveva pensato, cerano molti incroci a cinque strade; attravers&#242; il negozio per esaminarla meglio, con la speranza di riuscire a riconoscere il tragitto dal suo appartamento al ristorante Capini e di l&#236; al Centro di Igiene Mentale.

Ma non riusc&#236; a individuare la zona dove abitava e nemmeno i grandi magazzini dove lavorava; anche se il negozio non aveva finestre, era sicuro che si trovasse vicino al fiume. Nella mappa si notavano diversi corsi dacqua tortuosi e a un certo punto due sembravano intersecarsi, ma nessuno era largo come il fiume che ricordava o altrettanto diritto.

Una commessa disse:  Cosa desidera?  Lui si volt&#242; a guardarla. Era una ragazza piccola dallespressione vivace e i capelli castani.

Una mappa di Overwood.

La ragazza sorrise:  &#200; raro che qualcuno voglia andare in quel posto.

Nel suo aspetto cera qualcosa che non andava, pens&#242;.

Aveva lespressione di una commessa che mantiene un atteggiamento cortese mentre cerca disperatamente di richiamare lattenzione del caporeparto.  Non ho detto che voglio andarci  le disse.  Vorrei solo una mappa del posto.

Sono molto costose, ma non possiamo garantire che siano accurate.

Andr&#224; bene lo stesso.

La ragazza annu&#236;.  Come vuole. Mi segua, per favore.

Gli prese un accesso di ilarit&#224;.  Mi segua per favore, disse la lumaca alla lepre.  Era una vecchia battuta a cui aveva dovuto obbligatoriamente ridacchiare un centinaio di volte.

Lei lo ignor&#242; o, pi&#249; probabilmente, non lo sent&#236;.  Eccoci arrivati, signore. Slumberland, Disneyland, Cleveland e Paradiso, Inferno e Limbo tutti e tre sulla stessa mappa.  Gli lanci&#242; unocchiata ironica.  Un bel risparmio.

No  disse lui.  Overwood.

Overwood.  La ragazza dovette alzarsi in punta di piedi per tirar fuori la mappa dallo scomparto pi&#249; alto.

&#200; lultima che abbiamo. Dovremo riordinarle. Fa ventinove e novantotto pi&#249; le tasse.

Prima voglio essere sicuro che sia quella che cerco.  Apr&#236; un lembo della mappa che era voluminosa e ripiegata in modo alquanto complicato.

Questa &#232; la zona di Overwood  disse la commessa indicando col dito.  La Gola di Cristallo, la Foresta dAcciaio, eccetera.

Lui fece un cenno col capo, chino sulla mappa.

Fa ventinove e novantotto pi&#249; le tasse.

Sulla mappa non erano segnati n&#233; sentieri, n&#233; strade, n&#233; edifici. Tir&#242; fuori il portafoglio un biglietto da venti, uno da dieci e uno da cinque.

La commessa diede unocchiata e scosse la testa.  Ma questi non sono soldi veri. Non qui, almeno. Da dove viene?

Lui disse:  Cosa intende dire? Ho appena comprato una bambola in un negozio qui vicino.  Poi si ricord&#242; di averla pagata con un assegno.

La commessa si affrett&#242; verso la cassa e schiacci&#242; un pulsante.  Signora Peters, credo sia meglio che lei venga qui.

Lui cominci&#242; a ripiegare la mappa. Fra un momento non ci sarebbe stato pi&#249; nulla da fare.

Aspetti un momento!  gli grid&#242; dietro la commessa.  Ehi!

Lui era gi&#224; fuori della porta e correva per la strada.

Non aveva immaginato che lei gli andasse dietro, ma la ragazza lo fece, correndo come una forsennata, le scarpe nere con i tacchi alti in mano, e la gonna sollevata fin sopra le cosce.  Fermatelo!

Una donna allung&#242; lombrello cercando di farlo inciampare, lui barcoll&#242; ma continu&#242; a correre. Un ciccione url&#242;:  Dai, Fulmine!  Si sentirono i clacson mentre un poliziotto spronava il suo cavallo scalpitante in mezzo al traffico.

Un vicolo. In televisione i criminali che fuggono si infilano sempre in qualche vicolo, ma quando ci fu dentro si rese conto che probabilmente quelli dovevano conoscere bene i vicoli in cui si infilavano.

Questo si andava restringendo a ogni passo, curva dopo curva, come se non dovesse pi&#249; sboccare in nessuna strada.

Il frastuono degli zoccoli dietro di lui sembrava la carica di cavalleria in un film. Sent&#236; il rumore ritmico interrompersi di colpo quando il cavallo salt&#242; lo stesso bidone della spazzatura rovesciato che lui aveva scavalcato un attimo prima. Poi sent&#236; lurlo disperato dellanimale e un rumore sordo mentre gli zoccoli ferrati scivolavano sul selciato ghiacciato.

Continu&#242; a correre, la mappa che gli sventolava in una mano e la bambola che rimbalzava sul suo petto ansante, ogni volta che riprendeva fiato. Un gatto nero sibil&#242; arrampicato in cima a una staccionata cadente; un cinese gli sorrise benevolmente, sdraiato su un vecchio divano a fumare quella che sembrava una pipa di oppio.

Lui svolt&#242; langolo e si trov&#242; di fronte a un vicolo cieco.

Tu vuole uscire?  domand&#242; il cinese.

Lui gir&#242; la testa per guardarlo al di sopra della spalla.

S&#236;. Devo uscire di qui.

Il cinese si alz&#242; in piedi, lisciandosi un baffo spiovente.  Va bene. Tu viene.

Entrarono in una porta sbilenca che portava in uno scantinato. Quando il cinese la richiuse, la stanza piomb&#242; nel buio rischiarato solo dal minuscolo bagliore rosso del fornello della sua pipa.

Dove ci troviamo?  domand&#242; lui.

Ora nessun posto  gli disse il cinese.  Con buio, chiss&#224;?

Il fumo dolciastro della pipa contrastava laria che sapeva di muffa; poteva quasi vederlo avvolgersi attorno a lui come un serpente bianco, un pallido drago cinese.

Mentre cercava di ripiegare la mappa si accorse di farlo nel modo sbagliato; subito dopo infil&#242; linvolto malfatto in tasca.

Forse paradiso. Forse inferno. Chiss&#224;?

Lui disse:  Lo saprei, se avessi un fiammifero.

Il cinese ridacchi&#242; e il suono di quella risata somigliava al tintinnio di nove biglie davorio nelle bocche di nove leoni davorio. Sent&#236; che gli metteva in mano una scatoletta di fiammiferi dura e squadrata.  Fiammiferi. Tu accende, poi tu sa.

Scosse la testa, ma si rese conto che il cinese non poteva vederlo.  Potrei appiccare un incendio.

Allora inferno. Tu accende fiammifero.

No  disse lui.

Io accende  gli disse il cinese. Uno strofinio secco e un lampo di luce. Stavano accanto a un mucchio di materassi. Lo scantinato era ingombro di barili, bidoni, sporte, scatole e pile di libri. I travetti del soffitto erano appena a tre centimetri dalla sua testa, forse meno.

Paradiso? Inferno?  domand&#242; il cinese.  Ora sa.

Paradiso.

Ah! Tu saggio! Tu viene sopra, e beve t&#232;. Uomo polizia guarda fuori e non trova.

Segu&#236; il cinese su per una rampa di scalini ripidi, attraverso una botola, fino a una bottega zeppa di mercanzia. Lanterne di carta scarlatta con scritte in caratteri cinesi neri dondolavano dal soffitto e lunghi rotoli appesi a ganci sulle pareti mostravano tigri sinuose come serpenti.

Tu vuole vende? Sheng compra. Tu vuole compra? Sheng vende  gli disse il cinese.  T&#232; no. T&#232; per niente, per amici.

Accese un altro fiammifero e il gas sbocci&#242; violetto su un anello di ferro in una stanza minuscola dietro la tenda di perline.

Ti sei gi&#224; fatto un amico  disse lui.

Tu vuole qualcosa, viene da Sheng. Bene! Tu vuole, Sheng d&#224;. Se Sheng non ha, trova. Tu vuole siede?

Lui si mise a sedere in una fragile sedia di bamb&#249; che sembrava fatta per un bambino. Anche se fuori faceva freddo, sent&#236; che stava sudando.

T&#232;, spezie, fuochi artificio, medicine. Molte, molte cose, poco prezzo.

Lui annu&#236; mentre si domandava quanti anni avesse il cinese. Era la prima volta che incontrava un cinese che non parlava correntemente americano. Se qualcuno glielo avesse chiesto (ma nessuno lo aveva mai fatto) avrebbe sicuramente risposto che cerano centinaia di milioni di persone che non lo parlavano, e che non conoscevano altra lingua che la loro.

Ora si rendeva conto che esiste una bella differenza fra conoscere e comprendere.

Il cinese batt&#233; la pipa sul tavolo, la riemp&#236; di nuovo e laccese sulle lingue di fuoco violetto. Dopo una o due tirate, mise un bollitore di rame tutto ammaccato sul fuoco.  Sheng dice: paradiso, inferno? Tu dice paradiso.

Perch&#233; tu cosa c&#232;?

La bambola si era mossa.



3. La parata

Con molta cautela tir&#242; fuori la bambola dalla tasca. Prima aveva le gambe tese, ne era certo. Ora invece aveva un ginocchio lievemente piegato. Il viso era calmo e serio, avrebbe detto inespressivo, se non avesse amato quel viso cos&#236; tanto. Le labbra erano leggermente incurvate.

Ah, tu ammira dea!

Quasi inconsapevolmente, lui annu&#236;.

Ah, molto bene! Io vede?

Il cinese allung&#242; la mano, e con un certo fastidio lui gli porse la bambola.

Oh, molto bella! Molto bella! Lunghe gambe, piccoli piedi!  Il cinese ridacchi&#242;.  Tu non piace Sheng tiene bambola. Sheng capisce.

Solo dopo averla riposta nella tasca si decise ad ammettere di aver temuto che lui non gliela restituisse.

Presto Sheng mostra. Prima beve t&#232;.  Il drago di fumo bianco della pipa si confuse, azzuffandosi, con il selvaggio drago di vapore del bollitore del t&#232;. Lacqua bollente sgorg&#242; nella teiera, seguita da una spruzzata di foglie fragranti.

Presto  disse Sheng.  Molto presto. Piace teiera? Molto bella, poco cara. Porcellana di Nanchino, vecchia cento anni. Ho altre.

Lui annu&#236;.  Come mai &#232; arrivato fin qui, signor Sheng?

Il cinese sorrise.  Costruzione ferrovie. Quando giovane, pensa che lontano tutto &#232; meglio.  Una mano sottile attorcigli&#242; i baffi pensierosa.  Torna a casa ricco  disse il cinese con un sospiro.

E vorrebbe ancora tornare a casa?  Allimprovviso si accorse di essere rimasto incantato dalla storia di quellometto di mezza et&#224; dalla pelle scura. Era come se stesse osservando il suo stesso futuro in uno strano specchio orientale.  Anche lei era daccordo con me che il suo scantinato fosse il paradiso.

Paradiso per giovane. Cos&#236; lui sogna. Lavora in ferrovia. Strappa camicia.  Il cinese si ferm&#242; pensieroso.

Niente ago. Chiede amico, tu ha ago? Ha filo? Lui non ha

E allora?

Va in citt&#224;. Sabato. Compra filo. Chiede ago, negoziante non vende ago. Vende pacchetto, venti aghi. Sheng allora compra. Poi dice: tu vuole ago? Paga dieci centesimi. Cos&#236; ecco Sheng.  Con un rapido gesto della mano dalle dita affusolate indic&#242; il negozietto, poi afferr&#242; lesto la teiera. Un liquido profumato si rivers&#242; nelle tazze.  Paradiso di Sheng.

Capisco.

Poi Sheng sogna altro paradiso, tanti bambini, tanti figli che prega per povero Sheng. Giovane Sheng sogna cos&#236;, questo Sheng no. Legge Celeste dice: a un uomo, solo un paradiso.

Lui annu&#236;, sorseggiando il t&#232; bollente e domandandosi come avesse potuto distrarsi cos&#236; facilmente dalla sua ricerca di Lara.

Senza alzarsi, il cinese allung&#242; un braccio verso uno dei ripiani e prese una scatola laccata.  Ora Sheng mostra. Tu vuole tocca, va bene, tu tocca. Ma Sheng piace meglio tu non tocca.

Lui annu&#236;, appoggiando la tazza. Il coperchio della scatola aveva delle scanalature lungo i bordi. Si ricord&#242; vagamente di aver visto una scatola di biglie in un negozio di oggetti antichi che si apriva nello stesso modo. Dentro la scatola cera una bambola, accuratamente vestita, non pi&#249; lunga della sua mano.

Questa Heng-O  spieg&#242; il cinese.  Uguale tua.

Si chin&#242; in avanti per guardarla meglio. Era senza dubbio lo stesso viso, come se un orientale avesse scolpito Lara, aggiungendo inconsciamente i tratti somatici che un artista orientale troverebbe normali e attraenti. Era vestita di pura seta; un costume che avrebbe potuto essere indossato da una minuscola imperatrice, punteggiato di uccelli ricamati e bestie strane.

Com&#232; bella  disse al cinese.  Molto, molto bella.

&#200; cos&#236;.  Il coperchio si richiuse silenziosamente.  Quando luna piena, lei &#232; qui. Brucia joss. Fa solamente questo. Quando funerale Sheng, cuoce riso su tomba Sheng, lei vede me, sorride e dice: Tu brucia joss per me. Felice per sempre.

Lui annu&#236; di nuovo e scol&#242; il resto del t&#232;, grato per il suo confortevole tepore. I loro sguardi sincrociarono per un istante e lui cap&#236; che il cinese era suo fratello, nonostante le abissali differenze e che il cinese lo sapeva gi&#224; fin da quando si erano incontrati nel vicolo.

Ho abusato fin troppo della sua ospitalit&#224;, signor Sheng  disse.  Ora devo andare.  E si alz&#242;.

No, no!  Il cinese sollev&#242; le mani coi palmi rivolti allins&#249;.  Tu non va, prima Sheng mostra merce!

Se proprio insiste

Lespressione impassibile del suo viso si apr&#236; in un grande sorriso.  Tu vede tante cose. Dice amici. Loro viene e compra da Sheng. Sicuro!

Cerc&#242; di pensare ai suoi amici. Non ne aveva.  Mi dispiace, lei &#232; il solo amico che ho, signor Sheng.

Tu allora vive troppo solo. Tu guarda!  Era un mazzo di carte.

Amuleto magico, porta amici! Tu impara poker, bridge, ramino. Tu va e dice. Io vuole gioca, nessuno vuole?. Presto, molto presto, tanti amici!

Lui scosse la testa.  Buona idea, ma io sono troppo timido.

Il cinese sospir&#242;.  Niente amuleto per timidi. Niente licenza per vende liquori. Tu piace posta?

S&#236;, molto.

Bene! Uomo timido tanta posta. Amuleto magico!  Il cinese sollev&#242; una radice rinsecchita e appiattita.

E quella mi far&#224; davvero ricevere posta?

S&#236;! Radice posta  disse il cinese. (O forse radice tosta.) La prese fra le dita; era ruvida e sottile. Nella penombra avrebbe potuto giurare di tenere in mano una busta.

Vorrei comprarla  disse. Doveva comunque a Sheng qualcosa per averlo salvato dalla polizia.

Tu no compra! Niente soldi! Altra volta, tu compra.  La radice secca era legata a un filo di seta rossa.  Tu mette collo e tiene sotto camicia. Tanta posta.

Fece come gli aveva detto. Un rombo ritmico, silenzioso ma cupo, risuon&#242; allesterno. Avrebbe voluto chiedere cosa fosse, ma il cinese lo precedette.

Tu guarda!  dispieg&#242; un rotolo di carta rivelando limmagine di un uomo di dimensioni ridotte.  Brucia su tomba. Poi ha buoni servitori in altro posto.  Il cinese fece un altro sorriso.  Tu muore presto?

Spero di no.

Allora no serve. Pi&#249; tardi, forse. Che dice di cavallo?  Era limmagine di un cavallo robusto e selvaggio schizzata con pochi tratti veloci.

Non ne ho mai cavalcato uno  ammise.

In altro posto tu impara. Ha tanto tempo.

Lo sguardo gli cadde su una spessa mazzetta di banconote da cinquanta dollari avvolta in una fascetta di carta marrone.  Non dovrebbe lasciare queste cose in giro, signor Sheng.

Il cinese ridacchi&#242;.  Soldi finti! Tu brucia su tomba, altro posto tanto ricco! Tu vuole?

Lui si avvicin&#242; a una finestrella impolverata. Erano banconote vere, semi nuove. Quando le estrasse dalla fascetta di carta, il volto del generale Grant gli apparve netto e chiaro.

Tu vuole?

Sulla fascetta cera scritto SICURPOL-TRASPORTO VALORI. Accanto a queste parole un carattere cinese in inchiostro nero e la cifra dieci centesimi.

S&#236;  disse.  Mi piace molto. Ma deve lasciarmi pagare.  Tir&#242; fuori dieci centesimi, sentendosi un ladro. Il cinese prese la moneta senza nemmeno guardarla, e gli mise la mazzetta di banconote nella tasca del soprabito, opposta a quella dove teneva la mappa.


Fuori la strada non era quella che aveva lasciato per entrare nel vicolo, era pi&#249; piccola e pi&#249; stretta, costeggiata da auto parcheggiate e da edifici di mattoni fuligginosi. Vide che stava passando una parata. Le majorette sfilavano impettite roteando le bacchette con le gambe nude striate di blu per il vento invernale. I soldati in giubba verde brillante si mettevano e si toglievano i fucili dalle spalle; gli uomini politici sorridevano e salutavano con la mano offrendosi lun laltro sigari e caramelle. Squillavano le trombe. Carri enormi avanzavano lentamente come tanti colossi multicolori, evidentemente instabili, oscillavano come narcisi mentre graziose fanciulle con abiti ornati di fiori, piume e lustrini ballavano da sole o in gruppo.

Un tamburo rullava sordo al ritmo del suo cuore.

Una piccola folla di uomini e ragazzi, e solo qualche donna, seguiva lultimo carro, convinti forse di far parte della parata. Gli balen&#242; lidea che se la polizia lo stava ancora cercando  anche se gli pareva impossibile  quel gruppetto sparso gli offriva loccasione di sfuggire alla ricerca. Si un&#236; alla folla, spingendosi nel mezzo fino a trovarsi a camminare proprio dietro il carro. Nessuno dai lati della strada avrebbe potuto individuarlo.

Una pattinatrice in tut&#249; rosa piroettava quasi sul bordo della piattaforma. Quando lo vide si ferm&#242; e gli sorrise dirigendosi verso i tre scalini metallici che sporgevano dal retro del carro.

Lui pens&#242; che lo stesse invitando a raggiungerla e grid&#242;:  Non ho i pattini!

Lei annu&#236;, continuando a sorridergli, e gli indic&#242; una porta inghirlandata di rose.

Lui esit&#242; un istante. Se avesse raggiunto con un balzo gli scalini, sarebbe rimasto visibile finch&#233; non oltrepassava la porta, ma una volta dentro il carro sarebbe stato completamente al sicuro.

La pattinatrice sorrise ancora e gli fece cenno di raggiungerla. Era bionda con gli occhi azzurri, guance rosse come due mele nel vento tagliente.

Non appena sal&#236; gli scalini, il gruppetto che era dietro di lui cominci&#242; a fischiare, ad applaudire e acclamare.

Anche il pubblico lungo i marciapiedi acclamava, uno dei ballerini accese la miccia di un fuoco dartificio che esplose in una cascata di scintille dorate proprio mentre la pattinatrice apriva la porta inghirlandata di rose per farlo entrare.

Faccio in un attimo  disse.  Il tempo di sfilarmi i pattini.

Si ritrov&#242; nel retro di un camper. Cerano due ampie cuccette a castello, sedili girevoli, un piccolo lavello e uno scrittoio con un lavandino incorporato. Al volante cera una donna di mezza et&#224; che non si volt&#242; nemmeno a guardarlo; ma lui incroci&#242; il suo sguardo nello specchietto retrovisore, sguardo che lo segu&#236;, almeno cos&#236; gli sembr&#242;, pi&#249; del dovuto.

Il soffitto era fastidiosamente basso. Si mise a sedere cercando di guardarsi intorno, ma le fiancate del carro oscuravano tutti i finestrini. Sentiva ancora le acclamazioni della folla allesterno e il rimbombo dei fuochi dartificio.

La porta si apr&#236;. La pattinatrice entr&#242; senza far rumore a piedi scalzi. Gli accarezz&#242; il viso con la punta delle dita, indugiando sullo zigomo.  Non sono una di quelle che ti puntano una pistola alla testa  disse lei.  Se dovessi cambiare idea

Lui disse:  Mi piace questo posto.

Bene. Anche a me.  Indossava un pullover di seta azzurro orlato di pelliccia bianca intorno al collo e sui polsi. Se lo sfil&#242; dalla testa con un unico movimento languido e morbido, rivelando un piccolo reggiseno di pizzo color pesca.  Vuoi che ti spogli io? So che a qualcuno piace Come vuoi, far&#242; qualunque cosa tu abbia desiderato durante tutti questi anni.

Mentre si alzava ascolt&#242; la sua voce come se stesse ascoltando parlare qualcun altro.  Ho sempre desiderato Lara.

Lei rimase un attimo in silenzio, con le mani ferme sui bottoni del suo soprabito.  Lara?

Io lamo  disse lui; e poi:  Ma tu non sei lei, e io proprio non immaginavo che sarebbe andata in questo modo.  Fece un passo indietro.

Lei rimase a bocca aperta. Per un istante il suo volto divenne una maschera di incredulit&#224; e disappunto. Lodio la consum&#242; come il fuoco disintegra una foresta; i suoi occhi azzurri fiammeggiavano e lampeggiavano.

&#200; meglio che me ne vada  disse lui.

Uno dei cassetti sotto al lavandino tintinn&#242;; lei gli si avvent&#242; contro con un coltello da cucina. Lui fece uno scarto di lato, e il coltello affond&#242; nella sottile parete divisoria. Le afferr&#242; un braccio con una mano e con laltra la spinse da parte.

La porta si apr&#236; facilmente e per fortuna verso lesterno. Corse fuori senza ricordarsi della pista di ghiaccio dove lei pattinava.

Le gambe gli mancarono e cadde dal carro. Per un assurdo istante pens&#242; di stare precipitando dal mondo, e di volare nello spazio. Lasfalto nero lo colp&#236; come un pugno.



4. I Riuniti

Stava guardando da una grande altezza la sconfinata distesa di neve. Era una pianura quasi piatta, ma la luce obliqua del sole creava ugualmente lunghe ombre che si stendevano verso est, pi&#249; nette e visibili delle lievi alture che le originavano.

Da nord la notte sopravvenne rapida, divorando le ombre, e trasform&#242; la pianura in unoscurit&#224; informe illuminata solo dal ricordo della luce.

Sta chiudendo gli occhi, dottor Pillo-Lin  disse una voce di donna.  Sembra anche a me.  Era una voce androgina a cui fece seguito un suono di passi, n&#233; pesanti n&#233; leggeri. E fu di nuovo giorno, in un lampo.

&#200; sveglio?

Lui disse:  Credo di s&#236;.

Una donna di mezza et&#224; con una cuffia bianca si chin&#242; su di lui; la distesa di neve si dissolse e si trasform&#242; in un soffitto.

Una bella botta!

Che &#232; successo?  Sentiva una pulsazione sorda alla base della nuca.

&#200; caduto per la strada.

E ho fatto un sogno terribile  le disse.  Ho sognato che Lara era solo una bamboletta e io lho mostrata a un vecchio cinese. Pu&#242; darmi qualcosa contro il mal di testa?

La donna annu&#236; e tolse il tappo da una bottiglia marrone.  Qui. Annusi questa.

Aveva il profumo della primavera, quando la nuova vegetazione contrasta lodore della neve che si scioglie nellaria lavata dalla pioggia. La pulsazione diminu&#236; e quasi scomparve.

Che cosera?  le domand&#242;.

Aspenina. Forse per un po di tempo sentir&#224; il naso chiuso.  Si rialz&#242;.  Si sente bene ora?

Lui annu&#236;, risvegliando il fantasma della pulsazione.  Quando potr&#242; uscire di qui?

Forse domani. Il dottor Pillo-Lin la visiter&#224; di nuovo e pu&#242; darsi che la dimetta, oppure che decida di tenerla qui ancora per qualche giorno. Se ha bisogno di me, schiacci questo pulsante.

Prima che potesse farle unaltra domanda la donna se nera andata. Si sedette sul letto con le ossa doloranti.

La stanza era piccola; cera solo lo spazio per lo stretto lettino da ospedale, una minuscola sedia laccata di bianco e un tavolino da notte bianco. Anche le pareti erano bianche e bianche le piastrelle che rivestivano il pavimento.

Con movimenti cauti mise gi&#249; i piedi dal letto.

Probabilmente nellarmadietto cerano i suoi vestiti e la bambola Lara-Tina. Scoppi&#242; a ridere.

Un sogno! Era stato un sogno, niente altro: il Centro di Igiene Mentale, lospedale delle bambole, lo strano negozio dallalto soffitto dove vendevano mappe della terra degli elfi, la buffa parata solo un sogno.

Ma Lara?

Anche Lara era stato solo un sogno? Se era cos&#236;, non voleva svegliarsi.

No, Lara era reale, una donna reale con la quale aveva parlato e passeggiato lungo il fiume, mangiato, bevuto e dormito, ieri. O forse laltroieri. Forse aveva perso un giorno, qui in ospedale. Probabilmente ora Lara era preoccupata, nel vecchio appartamento pieno di spifferi.

Doveva chiamarla, doveva rassicurarla.

Eppure, era sicuramente estate quando avevano passeggiato lungo il fiume. Ricordava il profumo dei fiori, delle foglie verdi, ne era certo. Ma adesso non era inverno?

Con passo malfermo si avvicin&#242; alla finestra. Il prato minuscolo davanti allospedale era pallido di neve; sagome scure, infagottate in indumenti di lana e avvolte in sciarpe fino agli occhi, camminavano a fatica sul sentiero ghiacciato. La strada era grigia di fanghiglia; anche gli sferraglianti tram rossi erano incappucciati di neve.

Larmadietto bianco era chiuso e non cera la chiave. Si mise a scuotere la serratura fino a che un uomo di colore in uniforme bianca si affacci&#242; sulla porta a guardarlo.

Lui disse:  Voglio i miei vestiti.

Li avr&#224; quando potr&#224; uscire di qui. Fino ad allora rimarranno chiusi l&#236; dentro.  Luomo si avvicin&#242; con fare minaccioso.  Ora si rimetta a letto o a cena non avr&#224; il budino di cioccolato. Vuole che le faccia uniniezione? Ho qui con me un ago affilato come ununghia.  Senza nemmeno toccarlo, luomo di colore lo costrinse di nuovo verso il letto.

A chi devo rivolgermi per farlo aprire?

Al suo dottore.  Luomo di colore fece un passo indietro per studiare la cartella clinica appesa ai piedi del letto.  Il dottor Pillo-Lin, far&#224; il suo giro di visite domani. Fino a quel momento, lei se ne star&#224; a letto, a meno che linfermiera non le dir&#224; che pu&#242; alzarsi.

Va bene.

&#200; ricoverato per un cambiamento di sesso, eh?

Lui salt&#242; in piedi.

Ehi! Che le ho detto?! Mi sono sbagliato. Si tratta solo di un trauma, ematomi vari e cos&#236; via. Adesso se ne stia buono a letto, se vuole il suo budino.

Quando luomo di colore fu uscito, esamin&#242; la possibilit&#224; di andarsene di l&#236;. Sembrava che non ci fosse nulla da fare. Larmadietto era chiuso a chiave, e non aveva niente per tentare di aprirlo. La chiave era sicuramente in qualche cassetto della scrivania delle infermiere. Per&#242; poteva telefonare a Lara per dirle che era vivo e non era ferito gravemente.

Sul tavolino da notte non cera telefono. Cerc&#242; il pulsante per chiamare linfermiera e scopr&#236; il comando a distanza di un piccolo televisore installato in alto, in un angolo della stanza. Schiacci&#242; il bottone, ma non successe nulla.

Il pulsante per chiamare linfermiera dondolava appeso a un cordino bianco sulla testata del letto. Lo schiacci&#242; e sent&#236; un suono indistinto, come un tintinnio di campane da una riva distante, avvolta nella nebbia. Disse a se stesso che aveva fatto tutto quello che era possibile al momento e si sdrai&#242; di nuovo con lorecchio teso allo scampanio, le mani intrecciate dietro la testa.

Sullo schermo del televisore era apparso un chiarore grigiastro, tremolante, che andava e veniva, quasi indugiando, prima di illuminarsi definitivamente. Apparve una tempesta di neve attraversata da righe diagonali dietro le quali fluttu&#242; il volto di Lara, come limmagine di una fotografia sovraesposta, poi scomparve.

e nella capitale la presidente  come aveva minacciato di fare  ha posto il veto contro la legge

Cerc&#242; il pulsante per regolare il volume.

sulla famiglia in base alla quale sarebbe stato possibile sterilizzare, contro la loro volont&#224;, donne gi&#224; madri di venticinque o pi&#249; figli. Un portavoce della

Era sicuro di aver visto Lara, forse su un altro canale che trasmetteva sulla stessa frequenza. Questo era il primo canale. Prov&#242; sul secondo e sul terzo. Niente. Quando ritorn&#242; sul primo, due squadre miste stavano giocando una complicata partita che prevedeva il rapimento dei giocatori della squadra avversaria.

Continu&#242; senza sosta a passare da un canale allaltro, ma tutto quello che riusc&#236; a vedere fu un insegnante che teneva una conferenza e gli innamorati di una soap opera nel pieno del solito dialogo reso vivace dal moderno ribaltamento dei ruoli.

Non capisci, Beverly? Io voglio che il sentimento che proviamo luno per laltra duri in eterno. Voglio che il nostro amore percorra linfinito sentiero del tempo e dimostri a tutta la dannata razza umana, chiusa nel suo egoismo, che ci sono valori pi&#249; alti dellindividuo.

No, Robin. Tu cos&#236; vuoi che il nostro amore finisca per sempre.

Allimprovviso gli fu chiaro che si trovava in unaltra citt&#224;. Nella sua ci sarebbero stati otto canali. Cambi&#242; canale e torn&#242; alla partita dal gioco complicato.

Linfermiera entr&#242; affannata nella stanza portando un grande vaso colmo di rose.  Che fortuna! Lei mi ha chiamato proprio quando stavo per portarle queste. Ho preso due piccioni con una fava. Non sono belle?

Lui annu&#236;. Rose rosse, gialle, bianche e rosa, rose screziate di mille colori, cinabro macchiato di bronzo, oro antico con un tocco fiammeggiante, che sembravano sul punto di saltar fuori dal vaso e spargersi per tutta la stanza.

Nel Reparto Arredamento c&#232; un tavolo da gioco che sul ripiano ha unimmagine simile a questa  disse lui.  Non ho mai visto un mazzo di rose cos&#236; in vita mia! In genere sono tutte dello stesso colore.

Linfermiera aveva unespressione maliziosa.  A quanto pare, la sua amichetta non ama le cose tradizionali. Ha voluto qualcosa dinsolito. Naturalmente con tutti i soldi che ha  Appoggi&#242; il vaso sul tavolinetto bianco a pochi centimetri dalla sua testa. Da una delle anse del vaso pendeva un minuscolo biglietto appeso a un cordoncino dorato.

Lui disse:  Mi stavo chiedendo se poteva portarmi un telefono. Devo chiamare una persona.

Ahh!  Appoggiandosi le mani aperte sui seni poderosi, linfermiera aspir&#242; a pieni polmoni.  Non hanno un profumo meraviglioso? Ma certo che deve chiamarla. Le porto subito un telefono. Sa, non avremmo mai immaginato che lei conoscesse una persona simile.

Lara?  Chi poteva avergli mandato dei fiori se non Lara?

Linfermiera scosse la testa.  No, no! La dea.  Vedendo la sua espressione attonita, aggiunse:  La dea dello schermo argentato non &#232; cos&#236; che la chiamano? Le porto subito un telefono.

Appena linfermiera fu uscita, si volt&#242; su di un fianco per esaminare il biglietto. Un monogramma del tutto incomprensibile contornato da un bordo dorato. Apr&#236; il biglietto e vide una foto di Lara e il nome Marcella stampato in caratteri dorati.

Lara era una stella del cinema, una stella di nome Marcella. Linfermiera aveva visto la foto e laveva riconosciuta.

Eppure lui noleggiava film due o tre volte alla settimana e altri ne guardava nel programma i Top del Box Office; se Lara fosse stata unattrice cos&#236; famosa lavrebbe riconosciuta subito. Non aveva riconosciuto nemmeno la foto sul biglietto, si era accorto solo che era Lara anche la pettinatura era la stessa.

I muscoli gli facevano male. Si rimise sdraiato e vide che il volto di Lara era apparso di nuovo sullo schermo; cerc&#242; il telecomando, ma appena mosse la mano Lara sbiad&#236; e scomparve. Schiacci&#242; pi&#249; volte il pulsante ON, ma il volto di Lara non riapparve. Qualsiasi bottone schiacciasse, il televisore non dava segno di vita, alla fine prese la seggiolina laccata, ci sal&#236; sopra e si mise a girare le manopole del televisore. Ma non riusc&#236; a far illuminare di nuovo lo schermo. Gli venne in mente lespressione che usava quando lavorava al Reparto Audiovisivi: il quadro era scomparso.

Quando linfermiera rientr&#242; nella stanza, lui era di nuovo a letto.  Mi spiace molto disturbarla ancora  disse.  Ma sembra che il mio televisore sia guasto.

Lei prov&#242; il telecomando, ma senza risultato.  Non si preoccupi, avverto il servizio riparazioni. Gliene porteranno uno nuovo domani.

Sent&#236; un acuto senso di gioia quando lei si chin&#242; a inserire la presa del telefono.  Ancora una cosa  le disse.  Mi vuole leggere per favore la diagnosi sulla cartella appesa in fondo al letto?

Linfermiera sollev&#242; la cartella dal gancio come aveva fatto linserviente di colore.  Trauma, ematomi vari, alcolismo.

Alcolismo?

Non sono stata io a fare la diagnosi  gli disse brusca la donna.  &#200; stato il suo dottore.

Ma io non sono un alcolizzato!

Allora non dovr&#224; faticare per convincere il dottor Pillo-Lin a cambiare la diagnosi. Lei beve?

Qualche volta. Ma non &#232; un problema.

Forse il dottore lo considera un problema pi&#249; di quanto lo faccia lei. In particolare se il paziente cade per la strada e si procura un trauma cranico.

C&#232; scritto davvero alcolismo?

Glielho detto. Vuole vedere?

Ma non parla di cambiamento di sesso?  Gli era rimasta una sensazione di paura.

Linfermiera ridacchi&#242;.  Gli hanno detto questo? &#200; cos&#236; che a volte chiamiamo lalcolismo perch&#233; fa diminuire il testosterone negli uomini. La barba smette di crescere e quasi sempre diventano calvi.

Quando la donna se ne fu andata, allung&#242; la mano verso il telefono, ma vide che tremava cos&#236; forte che la tir&#242; indietro. Nella stanza non cerano specchi. Si alz&#242; comunque dal letto convinto che dovesse essercene uno da qualche parte e rimase sorpreso nel vedere la sua faccia riflessa sul vetro scuro della finestra.

Il breve giorno invernale era finito. Fuori, le macchine, alte e dalla sagoma sgraziata come quella di una jeep, affollavano la strada con i fari abbaglianti accesi. I pedoni non avevano una loro individualit&#224;, ma apparivano come un fluido nero, spesso e lento come petrolio, che fluiva e turbinava ai bordi del traffico.

Gli venne lidea che forse quel siero vischioso era davvero la realt&#224;, che i volti e le figure a cui era abituato fossero in fondo falsi, come lo erano le microfotografie stampate sui giornali nei giorni in cui non cerano molte notizie da pubblicare.

Immagini che trasformavano la pelle umana in un deserto roccioso e una formica o una mosca in un mostro peloso. Se era cos&#236; che Dio vedeva gli uomini e le donne, chi poteva condannarlo se li dannava o li abbandonava al loro destino?

So a cosa stai pensando.

Si volt&#242; di scatto, imbarazzato al suono della voce. Un uomo piccolo, dal portamento eretto e la testa liscia come una biglia, lo osservava dal vano della porta. Con un certo sollievo not&#242; che lometto indossava un pigiama come il suo.

Stavo pensando alla posta  ment&#236;.  Oggi qualcuno mi ha dato un amuleto che avrebbe dovuto farmi arrivare la posta, e io credo di averla gi&#224; ricevuta.

Lometto entr&#242; nella stanza.  Vediamo.

Mi riferivo alle rose e a qualcosa che ho visto alla Tv, ma non posso fartelo vedere.

Certo, un amuleto. Vediamo.

Lui si strinse nelle spalle.  Non posso mostrarti nemmeno quello. &#200; chiuso nellarmadietto, credo.

Se cera Joe, apriva quella scatola di latta come la dinamite.  Lometto scosse la serratura.

Joe &#232; linserviente?

Lometto sorrise e scosse la testa luccicante.  Joe &#232; il mio pugile. Io organizzo incontri di boxe. Joe &#232; forte come due tori messi insieme. Spaccherebbe in due questa scatola di latta, se glielo chiedessi.

Non credo che quelli della direzione dellospedale lo gradirebbero. Comunque, credo che il mio amuleto stia l&#236;, ma non lo so per certo, perch&#233; non mi hanno dato nessun inventario o roba del genere.

Joe &#232; campione mondiale dei pesi massimi. Prima avevo altri due pugili, Mel e Larry. Ma quando Joe ha vinto il campionato mondiale, li ho lasciati andare. Mi sono interessato che li prendesse un altro agente, un buon agente. Loro hanno capito. Sanno che gli do una possibilit&#224; di fare un incontro, tutte le volte che posso. Questo &#232; il mio biglietto da visita.  Lometto mise la mano dove ci sarebbe dovuto essere il taschino della giacca, se avesse indossato un abito invece del pigiama. La ritir&#242; vuota e sorrise di nuovo, questa volta con espressione imbarazzata.

Lui si sedette sul bordo del letto e indic&#242; la seggiolina.  Perch&#233; non ti siedi? Io ho avuto un incidente e sono ancora un po debole. Possiamo sedere e parlare un po insieme.

Grazie  disse lometto.  Mi piace stare seduto a chiacchierare mi fa sentire come se stessi organizzando un incontro per Joe, capisci quello che voglio dire? Allora stammi a sentire! Ci devono dare un centomila, in anticipo, se no non facciamo lincontro.

Lui disse:  Li avrai, non preoccuparti.

Lometto annu&#236;.  Cos&#236; va bene, amico. Ho letto il tuo nome sulla cartella appesa al letto. Io mi chiamo Eddie Walsh, presidente della Walsh Promotions.  La mano di Walsh era piccola, fredda e dura.

Piacere di conoscerti. Dove ci troviamo, Eddie? Come si chiama questo posto?

Riuniti  gli disse Walsh.  Credevo che tu stessi pensando di uscire di qui.  Poi, accorgendosi del suo sguardo interrogativo, aggiunse:  Ospedali Psichiatrici Riuniti. Questo &#232; il reparto non agitati.



5. North

Stava sdraiato supino con le mani ancora intrecciate dietro la nuca, cercando di addormentarsi. La corsia o lala o cosa diavolo fosse, stava gi&#224; dormendo. Di tanto in tanto sentiva i passi felpati delle infermiere con le soprascarpe di gomma; e ancor pi&#249; raramente il passo strascicato delle leggere pantofole di qualche paziente. Stava pensando al mondo.

Non al mondo in cui ora si trovava, ma al mondo reale, il mondo normale.

L&#224;, i cino-americani parlavano inglese correntemente e diventavano fisici nucleari; le ragazze sui carri non invitavano gli uomini a montare. Nel mondo reale, pensava, gli alcolizzati non stanno in camere singole.

Probabilmente.

E, fatto ancor pi&#249; importante, nel mondo reale i tram erano stati eliminati molto, moltissimo tempo fa, e le rotaie erano state sepolte da strati e strati di asfalto.

&#200; vero, eliminarli era stata unoperazione insensata.

Erano economici, consumavano poco e non inquinavano. Eppure erano stati eliminati, mentre un centinaio di altri congegni nocivi erano invece rimasti intoccati era questo il modo per riconoscere che si trattava del mondo reale.

In quel momento accanto allospedale pass&#242; una vettura tranviaria. Lui avvert&#236; il buffo rintocco metallico della campanella, e pens&#242; che se si fosse affacciato alla finestra avrebbe visto il fanale anteriore risplendere dorato tra i fiocchi di neve.

La stanza non aveva porte e dal corridoio esterno debolmente illuminato entrava una luce tenue. Quando anche quella luce si oscur&#242; si alz&#242; a sedere sul letto.

Sul vano della porta cera un uomo in piedi. Per un istante pens&#242; che fosse Walsh. Ma Walsh era completamente calvo; la sagoma di quelluomo invece, sebbene non molto pi&#249; alta, rivelava una testa rigogliosa di capelli arruffati.

Sei sveglio?  sussurr&#242; luomo.

S&#236;  rispose lui.

Vorrei dirti che qui usiamo una specie di telegrafo senza fili. Passaparola. Capisci cosa intendo?

Credo di s&#236;.

Cos&#236;, qualunque cosa uno viene a sapere, la sappiamo tutti. &#200; cos&#236; che riusciamo a sopravvivere in questo posto. Quella Gloria Brooks, stanotte lo ha fatto con Bailey. Billy North &#232; andato nella camera di Al per scroccargli una sigaretta e li ha beccati mentre lo stavano facendo. Passaparola.

Lui annu&#236;.  Okay, lo dir&#242; a qualcuno. A chi devo dirlo?

Ti ho visto parlare con Eddie.

Va bene, lo dir&#242; a lui. Dov&#232;?

In fondo al corridoio, la seconda o la terza porta dopo la curva.

Va bene  disse di nuovo. Prima che riuscisse ad alzarsi, luomo era gi&#224; andato via.

Non riusciva ancora ad addormentarsi, si disse, e stava diventando sempre pi&#249; depresso. Aveva allungato la mano verso il telefono almeno una dozzina di volte; e per una dozzina di volte laveva ritratta, dicendo a se stesso che avrebbe svegliato Lara, che si sarebbe arrabbiata con lui; ma lui sapeva che la verit&#224; era unaltra, temeva di non trovarla, che nellappartamento non ci fosse nessuno, assolutamente nessuno. Che non ci fosse mai stato nessuno in quellappartamento eccetto lui stesso.

La sua cartella diceva alcolismo. Si ricordava di aver bevuto molto qualche volta, e aveva bevuto troppo la notte prima, con Lara. Una volta sua madre gli aveva detto che suo nonno beveva molto e che poco prima di morire aveva visto un bimbetto dai capelli doro un bimbetto dai capelli doro che nessun altro aveva mai visto. A lui era successa la stessa cosa con Lara? Cerc&#242; di ricordarsi il nome del bimbetto dai capelli doro. Chester? Mortimer? Sua madre gli aveva detto che suo nonno aveva ripetuto spesso quel nome nei mesi precedenti la sua morte, ma poi era sparito, sparito per sempre; nessun altro aveva pi&#249; visto il bimbetto dopo la morte di suo nonno.

Ma Lara laveva mai vista qualcuno? Lavrebbe mai potuta vedere qualcuno se lui fosse morto quella notte? Non aveva intenzione di morire quella notte, anzi, sentiva che quella notte non avrebbe mai avuto fine, che le vetture tranviarie rosse avrebbero continuato a procedere nelloscurit&#224; e nella neve in eterno.

Il corridoio era illuminato da deboli luci verdastre.

Chartreuse, pens&#242;, chiedendosi se non fosse davvero un alcolizzato; se definire il nome di un colore con quello di un liquore non fosse davvero indice del suo alcolismo, un vizio che teneva nascosto perfino a se stesso. Una volta quelli del negozio non gli avevano fatto frequentare un corso? Era forse un programma di recupero per alcolizzati?

In fondo al corridoio, la seconda o la terza porta dopo la curva.

Era la seconda, o la terza? Decise di provare prima la seconda, e scopr&#236; che non cera la porta, che tutte le camere erano senza porta come la sua. Il numero di ottone sulla parete diceva che la seconda porta era la 86E. Nella scanalatura di ottone posta sotto il numero avrebbe dovuto esserci un cartoncino con il nome delloccupante. Invece ne era priva, anche se lui avvertiva il debole sospiro del paziente che respirava allinterno.

Gli venne in mente che luomo nella stanza poteva essere un maniaco omicida. Dopotutto quello restava sempre una specie di ospedale psichiatrico. Walsh aveva detto che quella era lala pi&#249; tranquilla, e questo era rassicurante.

Non aveva valutato quanto potesse risultare buia la stanza venendo dal corridoio illuminato. La finestra si apriva su uno scenario diverso, pi&#249; buio della strada trafficata che si vedeva dalla finestra della sua stanza.

Pens&#242; che si trattasse di un parco un parco affollato di alberi che arrivavano fino alle finestre di quel piano, qualunque piano fosse. Il respiro del paziente era regolare come il lento rintocco di un orologio a pendolo.

Walsh?  sussurr&#242;.  Eddie?

Luomo si rigir&#242; nel sonno.  S&#236;, mamma?

Non era un inizio molto incoraggiante.

Eddie, sei tu?

Come a un colpo di frusta, luomo si era svegliato ed era saltato a sedere sul letto.  Chi &#232; l&#224;?

Gli disse il suo nome e, stupidamente, cerc&#242; di toccare la testa dellaltro.

Immediatamente si sent&#236; afferrare il polso da una presa dacciaio.  Cosa fai qui?

Non lo so!  disse impaurito.

S&#236; che lo sai!

Sono caduto. Sono salito su un carro con una pattinatrice, e quando sono sceso sono scivolato sul ghiaccio.

La presa si allent&#242; appena.  Non hai fatto lamore con lei.  Era unaffermazione, non una domanda.

No.

&#200; questa la ragione, allora. &#200; un trucco che usano per crearti uno stato di tensione, capisci? Se cominci a farlo e poi ti metti a pensare mio Dio, morir&#242;, ti tiri indietro. Allora loro dicono che sei pazzo. Anche a me &#232; successa la stessa cosa.

Lui disse:  La mia cartella dice che sono alcolizzato.

Sei fortunato.

Per favore, puoi lasciarmi andare la mano?

No. E se non tieni lontana laltra, ti afferro anche quella.

Tent&#242; disperatamente di trovare un modo per proseguire la conversazione; gli sembrava pericoloso lasciarla cadere.  Non credo che sia una fortuna essere alcolizzati.

La diagnosi avrebbe potuto essere schizofrenia maniacale acuta. Lavresti preferita? Vuoi sapere cosa ti provoca quella roba che ti fanno per la schizofrenia acuta? Eh?

No  disse lui.  No, grazie.

Ti fa diventare pazzo. Vuoi leggere cosa dice la mia cartella?

S&#236;, certo, ma devo accendere la luce.

Te lo dir&#242; io. Schizofrenia maniacale acuta. Chiedimi come si chiama il presidente.

Va bene  disse. La stanza gli sembrava pi&#249; fredda della sua; tremava nel leggero pigiama dellospedale.

Sentiva odore di fiori di mandorlo.

Dai, chiedimelo! Chi &#232; il presidente degli Stati Uniti?

Lui ripet&#233; obbediente:  Chi &#232; il presidente degli Stati Uniti?

Richard Milhous Nixon!

Ora che ne dici di lasciarmi il polso?

Tu ammetti, concedi, che Richard Milhous Nixon &#232; il nostro presidente?

Esit&#242;, nel timore di una trappola.  Be, al telegiornale continuano a chiamarlo presidente Nixon.

Segu&#236; un lungo silenzio, unimmobilit&#224; che pulsava come il sangue nelle sue orecchie.

Non &#232; pi&#249; il presidente?  sussurr&#242; luomo.  Ma lo &#232; stato?

Certamente. Ha dato le dimissioni.

Per il bene della nazione, vero? &#200; proprio il tipo da fare una cosa del genere ritirarsi se lo deve fare, per il bene della nazione. Era un patriota. Un vero patriota.

Lui disse diplomatico:  Immagino che lo sia ancora. &#200; ancora vivo, credo.

Segu&#236; un altro lungo silenzio durante il quale luomo diger&#236; la notizia. Lui sent&#236; qualcuno camminare l&#236; accanto, trascinando i piedi lungo il corridoio, e superare la soglia senza porta; pens&#242; se non era il caso di chiamare aiuto, ma poi non si volt&#242; nemmeno a guardare.

Luomo di colpo disse:  Perch&#233; non glielhai dato a quella pattinatrice?

Non lo so.

Dimmelo!  La stretta del polso si fece di nuovo forte.

&#200; solo che non mi sembrava giusto. Ho una  stava cercando la parola giusta.  Qualcuno a cui tengo molto.

Una ragazza, un ragazzo?

La mia ragazza; non sono gay. Lara. La sto cercando.  Non riusc&#236; a trattenersi e aggiunse:  Se n&#232; andata questa mattina, quando mi sono svegliato non cera pi&#249;.

Luomo borbott&#242;.  E tu sei veramente informato sul presidente? Dimmi un po cosa mi dici di ieri mattina? Lei era l&#236; quando ti sei svegliato?

Certamente  disse.  Abbiamo fatto colazione insieme, poi io sono andato al negozio e Lara &#232; uscita in cerca di lavoro.

Te la facevi.

Quellespressione non si usava pi&#249;, e questo gli fece capire che quelluomo doveva essere pi&#249; vecchio di quanto aveva immaginato, doveva avere almeno dieci anni pi&#249; di lui. Disse lentamente:  Vivevamo insieme solo da pochi giorni. Senza un lavoro Lara non poteva permettersi di pagare un affitto.  Ricord&#242; il messaggio, che gli era sfuggito di mente quando luomo gli aveva afferrato il polso e laveva imbottito con tutte quelle chiacchiere su Nixon, e disse:  Dovevo riferire a qualcuno che Gloria Brooks stanotte lo ha fatto con Al Bailey. Billy North era andato da Al per farsi dare una sigaretta, e li ha beccati mentre lo stavano facendo.

Luomo lo schiaffeggi&#242; sulla guancia destra con il palmo della mano, tanto forte da fargli girare la testa, e gli dette il colpo successivo col dorso della mano, colpendolo alle labbra.

Sono io William T. North  gli disse luomo a bassa voce.  Rivolgiti a me come signor William T. North o come signor North. Inteso?

Lui lo colp&#236; al viso con la mano che aveva libera, e nonostante non potesse sferrare il colpo con molta forza, sent&#236; il naso di North cedere sotto le sue nocche in modo soddisfacente.

Be, &#232; giusto.  La voce di North era calma come se stessero disquisendo del tempo.  Ti spezzerei il collo, ma mi metterebbero nella corsia dei violenti. Ci sono gi&#224; stato, e non &#232; piacevole. E poi ho qualcosa che bolle in pentola. Vuoi andartene di qui?

Non senza i miei vestiti.

Giusto. Assolutamente giusto. Con questi stracci dospedale ci individuerebbero subito, appena in tempo per salvarci dal morire assiderati. Ma se potessi prendere i tuoi vestiti?

Maledizione, s&#236;.

Sai guidare?

Certo  disse. Era tanto tempo che non guidava, non si ricordava neppure quanto.

Ora ti lascer&#242; il polso. Se non vuoi andar via di qui, non devi fare altro che uscire da quella porta. Ma se vuoi seguirmi be, hai del fegato e vieni da C-Uno. E questo per me &#232; molto importante.

Indugi&#242; un momento, come se la mano che gli teneva stretto il polso stesse discutendo con il suo proprietario.

Poi lo lasci&#242; andare allentando la presa completamente, e si ritrasse.

Grazie  disse lui.

Punto primo: devi imparare ad aprire questi armadietti.

Puoi allenarti con il mio, usando la mia attrezzatura; ma poi devi aprire da solo anche il tuo, chiaro? Io non ti aiuter&#242; a farlo.

Hai detto che vengo da C-Uno  disse lui. Cosa intendi dire con questo?

C-Uno &#232; il posto dove stiamo cercando di ritornare dove c&#232; il presidente Nixon, e tutto il resto. E ora ascolta. Questo &#232; lattrezzo che mi sono fatto.

Gli mise in mano un piccolo pezzo di metallo. Era lievemente ricurvo a unestremit&#224;, e pi&#249; largo dallaltra.

Questi armadietti hanno delle serrature molto semplici. Hai mai visto le chiavi?

No  rispose lui scuotendo la testa.

Sono pezzi di acciaio piatti con un lato seghettato. Le tacche su quel lato vanno a incastrarsi con le seghettature della serratura, chiaro? Con questo attrezzo devi superare tutte le seghettature. Quello che conta &#232; la punta dellattrezzo. Non devi fare altro che inserire la punta dove andrebbe la punta della chiave, e girarla. Prova a fare cos&#236;.

Era molto facile. Gli sembr&#242; di essere diventato lui stesso il filo metallico ricurvo, dincontrare le seghettature che opponevano resistenza, e poi, in fondo alla serratura, qualcosa come una scanalatura si arrese alla sua pressione.

&#200; fatto col filo di rame di una presa elettrica a muro  gli disse North.  Trovane una dove non ci sia inserito niente. Sul muro c&#232; una piastra sostenuta da una piccola vite; puoi svitarla con qualsiasi pezzetto di metallo sottile. Tira via la piastra. La presa &#232; trattenuta da due lunghe viti. Estraile e togli la presa. Non toccare niente di metallico mentre fai queste cose, e lavora solo con la mano destra. Tieni la sinistra nella tasca del pigiama, cos&#236; te ne ricordi e non la usi in questo modo la scossa non ti attraverser&#224; il cuore.

Annu&#236;, convinto di sapere cosa sarebbe successo se non avesse seguito le indicazioni.

Nella presa ci sono due fili uno rosso e uno nero.

Quello rosso &#232; positivo: non toccarlo. Quello nero &#232; negativo. &#200; isolato, e devi toccarlo solo dove &#232; isolato, quindi nella parte nera; dentro invece &#232; di rame. Tiralo fuori pi&#249; che puoi e piegalo avanti e indietro finch&#233; non si spezza. Quindi piega nello stesso modo avanti e indietro lestremit&#224; vicina alla presa. Quando hai estratto il filo, rimetti la presa comera e sistema di nuovo la piastra. Poi pulisci il pavimento ci saranno dei pezzetti di intonaco. Vieni nella sala di ricreazione dopo pranzo e ti dir&#242; il resto.

Va bene  disse lui.

Quando torn&#242; nella sua stanza era esausto e aveva sonno.

La guancia colpita dallo schiaffo di North gli faceva ancora male. La tocc&#242; con la punta delle dita e si accorse che aveva un taglio sul labbro inferiore. Un sottile filo di sangue gli era colato sul mento senza che se ne accorgesse. Cerc&#242; tastoni linterruttore della luce per controllarsi allo specchio, ma non cera nessun interruttore.

Pens&#242; di togliere la presa dal muro, ma non aveva nessun pezzetto di metallo per togliere la piastra, e in ogni caso non sarebbe stato in grado di distinguere il filo rosso da quello nero.

Alla fine si decise e prese in mano il telefono.

Lentamente, contando i fori dellantiquato disco combinatorio, compose il numero del suo appartamento.

Alla cornetta si sent&#236; un ronzio e un clic. Poi un cinguettio di vocine pigolanti, le voci di bambini giapponesi o il ritornello di un carillon. Finalmente una voce profonda di uomo disse:  Herr K, fero?

Sto cercando Lara  disse il numero del suo appartamento.  Credo di aver sbagliato numero.

Luomo annunci&#242;:  Qvesto Capo Dipartimento Klamm, Herr K  e riappese il ricevitore.



6. Il pugile

Si risvegli&#242; domandandosi dove si trovava. Per un momento il letto gli sembr&#242; il suo e la stanza il suo appartamento.

Cercando a tentoni il regolatore della coperta elettrica, tocc&#242; un telefono.

Non ricord&#242; tutto di colpo. I frammenti gli tornarono alla mente un po alla volta, come ospiti a un ballo mascherato o ballerini travestiti da sogni. Il fatto di riuscire a ricordare ogni particolare dei sogni e niente del mondo reale lo mise in agitazione. Si mise a sedere sul letto e vide il corridoio semibuio.

Confusamente si domand&#242; che ora fosse. In fondo al corridoio poteva vedere il gabbiotto delle infermiere illuminato. Scopr&#236; che sotto il letto cera un paio di pantofole.

Non riesce a dormire?  gli domand&#242; linfermiera di turno. Il tono della sua voce non era n&#233; amichevole n&#233; ostile.

Volevo solo sapere che ore sono.

Gli altri accendono il televisore  disse linfermiera lentamente. Cos&#236; scoprono che ore sono guardando il programma. Prima o poi in Tv dicono sempre che ore sono.

Il mio televisore non funziona.

Linfermiera rest&#242; un momento in silenzio; poi, lentamente, gett&#242; unocchiata sulla scrivania. Sul ripiano lui vide la parte posteriore di un orologio dottone.  Sono le undici e trentacinque  disse lei.

Avrei detto che fosse pi&#249; tardi.

Sono le undici e trentacinque  ripet&#233; lei.  In questo periodo dellanno fa buio presto e vi mandiamo presto a letto.

Mentre tornava alla sua stanza, pens&#242; che probabilmente North si era di nuovo addormentato. North aveva messo lattrezzo sul tavolino accanto al letto.

Volt&#242; langolo del corridoio il pi&#249; rapidamente e il pi&#249; silenziosamente possibile. Un omone biondo con un soprabito scuro camminava a grandi passi nella sua direzione. Lui entr&#242; nella stanza di North fingendo che fosse la sua.

North era solo un mucchio indistinto di coperte e un respiro appena percettibile. In punta di piedi si avvicin&#242; al tavolino e fece scorrere le dita sul ripiano. Lattrezzo non cera pi&#249;.

Scopr&#236; un cassettino poco profondo. Lo apr&#236; con cautela.

Sotto le sue dita sent&#236; una miriade di oggetti alla rinfusa: un libretto che sembrava unagenda dindirizzi, una penna, dei fermagli, un dado esagonale.

Non c&#232; nessun altro posto dove guardare, pens&#242;. Invece cera: il davanzale della finestra. Mentre si girava per esaminarlo batt&#233; leggermente col fianco contro il cassetto aperto. Si sent&#236; un debole tintinnio metallico e North emise un gemito come se stesse facendo un sogno penoso.

Lui singinocchi&#242;, spazzando le piastrelle con la punta delle dita. Il piccolo attrezzo stava tra il comodino e il letto di North.

Quando usc&#236; sul corridoio, not&#242; che nella stanza accanto a quella di North la luce era accesa. Incuriosito, si ferm&#242; a guardare dentro. Lomone biondo che aveva incontrato nel corridoio stava seduto in una delle seggioline dellospedale, con un berretto di stoffa in mano. Walsh, seduto sul letto, aveva unespressione allegra.  Entra, entra!  gli disse Walsh.  Voglio farti conoscere Joe. Lui entr&#242; nella stanza esitante.

Stanotte Joe ha avuto un incontro. Lhai visto in Tv?

&#200; stato bellissimo, proprio bellissimo! K.O. al terzo round.

Il mio apparecchio &#232; guasto.

Certo. &#200; vero. Me lo hai gi&#224; detto. Be, credi a me. Io lho visto. Lho visto tutto dal principio alla fine. Non ne ho perso nemmeno un secondo. Tifavo per lui come un matto.  Walsh scoppi&#242; a ridere.  Non c&#232; da meravigliarsi se mi tengono qui.

&#200; un peccato che me lo sia perso.

Ma Joe non se l&#232; perso, credi a me.  Con le manine chiuse a pugno, Walsh mimava i colpi di boxe: uno-due, uno-due.  Joe, fagli vedere la tua faccia. Vedi, solo un segnetto.

Sulla mascella poderosa dellomone cera un livido bluastro.  Una volta &#232; riuscito a colpirmi duro  disse Joe. La voce gli somigliava, forte e lenta, ma non profonda. Anzi, tendeva a essere stridula come quella di un adolescente.  Era un buon combattente, proprio un buon pugile. Ma io ho un allungo maggiore.

Non era allaltezza di salire sul ring con te, Joe.  Walsh aggrott&#242; le sopracciglia.  Che guaio essere lagente di un campione! &#200; difficile trovargli lavversario giusto.

Joe disse:  Adesso devo andare, Eddie. La mia donna mi sta aspettando.

Vieni domani mi stai a sentire? Hai un sacco di tempo, non voglio che tu corra per allenarti, capito? Fa troppo freddo. Forse &#232; meglio che fai un po di lavoro al sacco leggero e salti alla corda. Ma, soprattutto, riposati. Comincerai ad allenarti domani.

Va bene, Eddie.

Jennifer non va mai a vederlo combattere. Ha paura che si faccia male. Lo guarda alla Tv e gli fa trovare la cena pronta quando arriva a casa.

Capisco  disse lui.  Eddie, dovevo dirti che Billy North ha sorpreso Gloria Brooks mentre lo faceva con Al Bailey.  Fare che cosa si domand&#242;, forse Walsh poteva dirglielo.  North &#232; andato nella stanza di Al per farsi dare una sigaretta in prestito.

Walsh annu&#236;.  Ah s&#236;? Ci avrei scommesso che lavrebbe fatto quellidiota fottuto. Sai  la sua faccia si raggrinz&#236;, come quella di un bambino quando gli viene raccontato un fatto tragico che non riesce a capire.  Al mi piaceva.  Due grosse lacrime gli scesero sulle guance.

Quella cagna!

Joe si alz&#242; in piedi.  Ci vediamo domani, Eddie. Te lo prometto.

Perfetto, Joe. Sei un caro ragazzo.

Lui si volt&#242; per seguire Joe nel corridoio, ma Walsh lo richiam&#242;.  Resta ancora un momento, ti dispiace? Ho bisogno di parlarti.

Va bene  disse lui.  Se lo desideri.

Joe gli lanci&#242; unocchiata che gli sembr&#242; volesse comunicargli qualcosa. Con le sue grosse scarpe che strusciavano sul pavimento non faceva pi&#249; rumore di un gatto.

Magari si potesse chiudere la porta  gli sussurr&#242; Walsh quando Joe se ne fu andato.  Metti fuori la testa e da unocchiata.

Lui lo fece.  Non c&#232; nessuno.

Perfetto.  Walsh tir&#242; su col naso.  Ti voglio raccontare di Joe. So gi&#224; che mi dirai che tu non puoi farci niente. Ma voglio levarmi questo peso.

Certo  disse lui. Con sua grande sorpresa si rese conto che quellometto gli piaceva.  Certo, Eddie. Va avanti.

Joe &#232; sposato con questa Jennifer. Ci hai sentiti mentre ne parlavamo

Lui fece cenno di s&#236; col capo.

Ha ventanni, bionda, un vero spettacolo. &#200; dolce sai bene come sono quelle. Fanno le santarelline. Dice a Joe che aspetteranno fino a quando lei avr&#224; trentacinque anni. D&#224; a Joe quindici anni. E lui &#232; daccordo. Tu sai come sono i ragazzi di questa et&#224;, credono che i trentacinque anni non arriveranno mai. Tu non sei sposato, vero?

No  disse lui.  Non ancora. Forse non mi sposer&#242; mai.

&#200; cos&#236; che si fa, amico.  Walsh rimase zitto per un momento.  Be, io non so se Jennifer lascer&#224; in pace Joe. Lui dice di s&#236;, ma come si fa a credergli? Hai visto Joe. Non si accorge di niente a meno che non lo colpisci con una legnata. Joe non &#232; tonto  la gente lo pensa, ma si sbaglia  ma &#232; uno che non fa caso a quello che succede. Lui ha la testa piena di pensieri, ma tiene tutto dentro. Riesci a capire quello che voglio dire?

A volte sono anchio cos&#236;.

Cos&#236; prego Dio che Jennifer finisca sotto un camion. Ma se succede qualcosa del genere, Joe

Lui pens&#242; a cosa avrebbe fatto se fosse successo qualcosa di simile a Lara e complet&#242; la frase:  Potrebbe uccidersi.

Walsh fece cenno di s&#236; col capo.  Non prenderebbe nessun veleno e non si butterebbe dalla finestra Joe non &#232; il tipo. Ma finirebbe per andare a rintanarsi in qualche posto, abbandonato, lontano da tutti. In qualche posto allovest, per esempio. E non combatterebbe pi&#249;.

Si ricord&#242; che luomo dalla faccia paonazza aveva detto che Overwood si trovava ai piedi delle montagne e domand&#242;:  Pensi che Joe se ne andrebbe sulle montagne? Dalle parti di Manea?

S&#236;&#236;&#236;  disse Walsh tetro.  &#200; proprio questo che farebbe.

La luce si spense.

La voce rauca di Walsh gli arriv&#242; attraverso loscurit&#224; della stanza.  Joe &#232; arrivato nellatrio. Linterruttore &#232; l&#236;.

Quando i suoi occhi si furono abituati al buio, lui distinse la sagoma del vano della porta.  Mi sorprende che ti permettano di ricevere visite cos&#236; tardi.

Uno dei ragazzi che lavora qui &#232; il secondo di Joe  disse Walsh.  Sa che devo assolutamente vedere Joe dopo un incontro.

Lui indugi&#242; ancora un momento, ma cap&#236; che non cera niente altro da dire. Il piccolo attrezzo di rame che teneva in mano era duro e pesante.  Be, buonanotte Eddie.

Buonanotte.

Nel corridoio vide (ma non lo aveva gi&#224; visto?) Joe che camminava silenziosamente verso di lui. Quando fece per parlare, Joe gli fece cenno di tacere e lo guid&#242; lungo il corridoio tenendolo per il braccio con gesto gentile ma fermo. In fondo al corridoio, Joe gli disse:  Vuole un caff&#232;? O del pop corn? Qui ce lhanno.

Lui domand&#242;:  Ma ce lo daranno a questora?

Ci sono le macchinette. W.F. ci far&#224; entrare.

Joe apr&#236; una porta che sembrava chiusa a chiave, una pesante porta di metallo con la dicitura C e una grossa serratura messa l&#224; per impedire alla gente di entrare.

Scesero lungo una stretta rampa di scalini di cemento per vari piani e, attraverso unaltra porta, arrivarono in una grande sala vuota, piena di file ordinate di vecchie sedie e di tavolini che si perdevano nelloscurit&#224;. Una luce brillava in un angolo della stanza dove, davanti a una tazza di caff&#232; fumante, era seduto un uomo di colore che indossava unimpeccabile divisa bianca.

Joe lo salut&#242; con un gesto della mano, poi pesc&#242; fuori dalla tasca un vecchio borsellino di pelle.  Io prendo un cream soda  disse.  Lei cosa vuole?

Direi un caff&#232;. Con un po di panna e zucchero.

Va bene.  Joe scelse due monete dal borsellino e lo richiuse con uno scatto.  Pu&#242; andare a sedersi accanto a W.F. se vuole. Il caff&#232; glielo porto io.

Lui annu&#236; e fece come gli aveva detto. Avrebbe voluto vedere meglio le monete. Non somigliavano affatto a quelle a cui era abituato.

W.F. disse:  Non ti avevo detto di non alzarti dal letto, amico? Ehi! Stai fresco ora!  Aveva un sorriso contagioso.

Dovrai riportarmi in camera, immagino.

Immagino? Cosa vuol dire immagino? Sai bene che lo far&#242;! Ti metteranno di servizio in cucina per un anno intero e starai con le mani a mollo fino al gomito nellacqua dei piatti. Le donne penseranno che hai centanni e ti lasceranno in pace, questo &#232; sicuro.

Lui annu&#236; e disse:  Ma almeno riuscir&#242; a fregarmi un po di budino al cioccolato.

W.F. ridacchi&#242;.  Sei proprio un bel tipo! Sfido che Joe tha preso subito in simpatia.  Lui lanci&#242; unocchiata allomone che si stava spostando da una macchinetta allaltra con una bottiglia rossa in mano.  Joe &#232; veramente un pugile professionista?

Lo sai anche tu? Io sono il suo secondo. Mi hai visto in Tv?

Lui scosse la testa.

Ehi, amico, ti sei perso un bellincontro noi eravamo lattrazione principale. Ehi, Joe, digli anche tu che eri il pi&#249; importante.  Joe, che stava arrivando con la bottiglia in una mano e una tazza fumante nellaltra, scosse la testa.  No, ultimo incontro preliminare.  Lo disse in tono di scusa.  Cinque round e K.O. tecnico.

Ma tu non avevi bisogno di traccheggiare per cinque round. Lo potevi mettere K.O. al terzo.

Joe appoggi&#242; la tazza di caff&#232; sul tavolo e lentamente sprofond&#242; a sedere in una delle vecchie sedie di legno.  Era di questo che volevo parlarle. Eddie pensa che io sia il campione mondiale dei pesi massimi.

Lo so.

Invece non lo sono e probabilmente non lo sar&#242; mai.

Lui annu&#236;.  Non ho mai pensato che lo fosse, Joe.

W.F. intervenne.  Ma la prossima volta sarai lattrazione principale, se la dolce Jenny sa davvero il fatto suo.

Joe annu&#236; lentamente.  Forse.

Forse!? Vuoi dire sicuramente.

Jennifer &#232; diventata il mio agente da quando a Eddie &#232; successo il fatto. Ma il mio vero manager &#232; ancora Eddie; riprender&#224; lattivit&#224; appena si sentir&#224; meglio.

Eddie faceva anche da secondo a Joe  spieg&#242; W.F.  Poi, quando &#232; venuto qui, Joe non aveva nessuno perch&#233; Jenny si &#232; rifiutata di farlo. Cos&#236; ho detto, lo faccio io. Non voglio essere pagato mi vedo tutti gli incontri gratis e tutti mi vedono alla Tv perch&#233; gli incontri vengono mandati in onda in Tv. Certe volte andiamo anche nel notiziario quando non hanno altro da trasmettere. Tutti dicono Ehi! Guarda il vecchio W.F. come sventola lasciugamano. E poi Joe esce quasi sempre vincitore e io mi diverto un mondo.

Lui disse:  &#200; bello che siate cos&#236; vicini a Eddie. Siete tutti e due molto gentili.

Joe aveva portato la bottiglia alle labbra per la prima volta. La bottiglia era grande e aveva in rilievo su vetro il nome della bevanda Poxxie. Joe ingoi&#242; la maggior parte del liquido rosso dallaspetto schifoso in un solo sorso. La sua gola sembrava capace di aprirsi e restare aperta come la valvola di una conduttura.  Non potevo abbandonarlo, Eddie crede che sono un campione. Non voglio che lei gli dica che non lo sono. Ne sarebbe sconvolto

Non lo far&#242;.

Joe rutt&#242; sonoramente.  Se lei potesse aiutarlo

Quasi commosso senza sapere nemmeno perch&#233;, lui disse:  La maniera migliore per aiutarlo sarebbe di diventare un campione. Sono sicuro che Eddie guarirebbe.

W.F. grid&#242; esultante.  Che ti dico sempre? Sei un tipo che va forte. Dacci sotto, Joe!

Joe scosse la testa.  Non credo che riuscirei a farcela.

Penso che nessun campione sia mai stato sicuro di farcela, prima.

La bocca di Joe si incresp&#242; in un leggerissimo sorriso, un sorriso che sarebbe passato inosservato se lui non avesse avuto quel suo grosso faccione impassibile. Come per togliere le ultime gocce di Poxxie dalle labbra, Joe sollev&#242; la manica scura del soprabito e si strofin&#242; le labbra atteggiate a una curva infinitesimale, ma il sorriso rimase.

Senza averne assolutamente lintenzione, lui sbadigli&#242;.

W.F. disse:  &#200; meglio se ti porto a letto. Hai preso una bella botta e devi essere stanco morto.

Mi rimetter&#242; presto  disse lui. Bevve un sorso del suo caff&#232; e scopr&#236; che il sapore era pi&#249; sgradevole dellodore.

Un momento dopo W.F. gli stava rimboccando le coperte intorno alle spalle.  Ti meriti budino al cioccolato tutti i giorni  disse W.F.  Anche a colazione.



7. Lara, Tina e Marcella

Lo squillo del telefono accanto al suo letto lo fece svegliare. Rispose, ancora stordito:  Pronto?

E una voce di donna disse:  Ecco, Emma, passami quello!

Lara?  domand&#242; lui.  Lara, sei tu?

Caro, sono io! (Era sicuramente la voce di Lara, Lara composta e graziosa.)  Spero tanto, davvero caro, di non averti svegliato da un sonno profondo. Ma sono appena tornata  tu mi capisci  e, tesoro, la cara Emma era ancora alzata. E non aveva da fare assolutamente niente, quindi ho detto, chiama quel dannato posto e prova a vedere se ti fanno parlare con lui, con il mio tesoro, cos&#236; lei ha telefonato e loro hanno passato la comunicazione. Ma solo quando la povera cara vecchia aveva perso tutto il fiato che aveva in gola, non &#232; vero, Emma? E intanto si faceva sempre pi&#249; tardi, sempre pi&#249; tardi. Che ore sono l&#236;, tesoro?

Lui disse:  Non lo so.

Qui &#232; passata da poco luna, e appena sono tornata a casa ti ho chiamato, ma prima mi sono fatta un bagno e ho bevuto.  Lara fece una risatina.  Da come lho detto sembra che mi sia bevuta lacqua del bagno, vero? No, Emma mi ha preparato un ponce e lo ha fatto cos&#236; forte da stendere un cavallo. Ora lo posso dire, tesoro, perch&#233; lei se n&#232; andata. Hai ricevuto i miei fiori? Non sono belli?

S&#236;  disse lui.  Sono bellissimi. Grazie.

Non possono non esserlo, caro li ho pagati a peso doro. Mi fa un piacere immenso che ti siano piaciuti.

Decise di dirlo, una volta per tutte.  Tu sei anche Marcella.

Intendi dire oltre a tutte quelle orribili puttane che recito? S&#236;, esiste anche una Marcella una Marcella reale, anche se a volte ho molte difficolt&#224; a entrare in contatto con lei. Del resto &#232; cos&#236; divertente fare la puttana, anche se dopo una non si piace molto. Ma caro, voglio che tu sappia che &#232; terribilmente pericoloso che io ti parli, sapendo che sei in quellorrendo posto, perch&#233; ho la tentazione di fare la puttanella con te. Perch&#233; non fai il bravo? Ma io verr&#242; a trovarti appena mi sar&#224; possibile. Magari potremmo trovare insieme una porta per farti uscire di l&#236;.

Nessun saluto, solo lorribile gesto definitivo della cornetta abbassata sul ricevitore. Riappese anche lui e intrecci&#242; le mani dietro la nuca, come faceva sempre quando doveva pensare. Forse Lara avrebbe richiamato come Marcella o come unaltra ancora. Come Tina? Tina, la bambola, era stata modellata a somiglianza di qualcuno di una donna reale che si faceva chiamare Tina ma in realt&#224; era Lara. Ma in fondo chi era veramente la donna che lui conosceva  che aveva conosciuto  come Lara?


Usc&#236; dal furgone e scivol&#242; sul ghiaccio. Si svegli&#242; di soprassalto.

Allora stava dormendo; dormendo e sognando. Forse anche la telefonata di Lara era stata un sogno. Si alz&#242;, trov&#242; lattrezzo appuntito che aveva preso nella stanza di North e apr&#236; larmadietto. I suoi vestiti erano proprio come li ricordava. Lamuleto che Sheng gli aveva dato era appeso a un chiodo; Tina, la bambola, era nella tasca anteriore del soprabito.

La mappa mal ripiegata era in una delle altre tasche. La tir&#242; fuori, ma era troppo buio per riuscire a leggerla.

Nel riporla incontr&#242; qualche difficolt&#224;. La tir&#242; di nuovo fuori e infil&#242; la mano nella tasca. Cera una scatoletta come per magia, come per una stregoneria da quattro soldi. Un leggero tintinnio. Il suo dito curioso scopr&#236; un cassettino e lo apr&#236;. Segu&#236; un secondo tintinnio, pi&#249; rumoroso, quando tanti piccoli oggetti caddero sul pavimento. Fiammiferi, naturalmente.

Si accovacci&#242; a terra, ne trov&#242; uno e lo sfreg&#242; sulla scatola producendo una grande fiammata di luce solforosa. Un grosso drago si contorse con stupefacente elasticit&#224; intorno a un foglio di carta, fluttuando verso lalto, come per baciare o forse divorare un carattere cinese di ammirevole complessit&#224;.

Nel timore che uninfermiera passando l&#236; accanto potesse vedere la luce, spense il fiammifero.

Erano i fiammiferi di Sheng, ora se ne ricordava. Quando lui e Sheng erano andati nello scantinato del negozio, il cinese gli aveva dato quella scatola di fiammiferi dicendogli di accenderne uno. Al suo rifiuto Sheng aveva acceso il fiammifero di unaltra scatola. Lui doveva aver riposto questa in tasca.

Raccolse quanti pi&#249; fiammiferi pot&#233; e li ripose nella scatola. Infil&#242; la testa e le spalle nellarmadietto cos&#236; da mascherare la luce, accese un altro fiammifero e osserv&#242; la bambola.

Era Lara, senza ombra di dubbio. Forse i capelli erano leggermente meno rossi, sebbene alla luce del fiammifero fosse difficile essere sicuri; le ragazze, le donne, spesso cambiano colore dei capelli. E gli zigomi forse erano appena meno pronunciati, ma era Lara. La fiamma gli raggiunse le dita e lui soffi&#242; sul fiammifero per spegnerlo.

Dopo aver riposto la bambola e la scatola di fiammiferi, richiuse lo sportello dellarmadietto, conficc&#242; i fiammiferi bruciati sotto il bordo inferiore per tenerlo chiuso. Doveva riportare lattrezzo a North? Era in dubbio. Sicuramente North si sarebbe accorto che gli mancava, ma lui non sapeva quale fosse il nascondiglio segreto, perci&#242; North avrebbe sicuramente notato che era fuori posto.

Inoltre ora lui non poteva andare con North.

Inclin&#242; il vaso e infil&#242; sotto lattrezzo, poi torn&#242; a letto e si copr&#236; con il lenzuolo e la sottile coperta. Come se laver inclinato il vaso lo avesse liberato, il profumo delle rose riemp&#236; la stanza.

Scopr&#236; che poteva distinguere un profumo dallaltro, senza per&#242; sapere a quale bocciolo appartenesse.

Uno sembrava di ambra scura, languido, soffocante e carico di spezie. Un altro, leggero, evocava pere e mele mature, e faceva pensare a fiori rosa. Tra questi due, a volte indefinibile, a volte selvatico, danzava un terzo profumo, insinuante e senza colore ma audace, seducente, incantevole. Per una di quelle intuizioni che vengono quando si &#232; nel dormiveglia, cap&#236; che il terzo era Lara, il primo Marcella, il secondo Tina.

Come se laver indovinato il segreto avesse concluso il gioco, arriv&#242; Lara e lo prese per mano. Il fiammifero cadde a terra e lo sportello dellarmadietto si apr&#236;. Al di l&#224; si apriva un giardino colmo di fiori e inondato dal sole. Al centro, in una piccola radura, si ergeva un arco di pietra ornato da un profluvio di rose selvatiche: gialle, rosa e bianche, e di altri cento colori, tonalit&#224; e venature. Per qualche ragione la vista dellarco lo raggel&#242; di un terrore simile alla paura provocata dalla vista di un bisturi in un uomo che stia per essere operato.

Nel vederlo impaurito, Lara gli lasci&#242; la mano ed entr&#242; nel giardino da sola. Terrorizzato e affascinato insieme, lui rimase a guardarla attraversare il piccolo prato, oltrepassare larco e scomparire.

Anche se Lara se nera andata, lui non riusciva n&#233; a entrare nel giardino n&#233; a chiudere lo sportello dellarmadietto. Una brezza giocosa solleticava il giardino, arruffando le vivaci aiuole di tulipani e facendo oscillare i lill&#224; flessuosi. Uccelli rossi e gialli svolazzavano nellaria cinguettando e appollaiandosi di tanto in tanto sui gambi delle rose che avviluppavano quellarco inquietante.

Rimase a lungo immobile in attesa. Sentiva ormai le gambe e le braccia rigide e fredde, quando sotto larco apparve Tina; le sue forme  delicate come quelle di un bambino, come quelle di Lara  contrastavano con il seno eretto. Gli venne incontro sorridendo con la mano tesa attraverso il prato. Quando lui la tocc&#242;, divenne Marcella, bionda ed elegante, risplendente di diamanti e avvolta in una pelliccia di visone. Era cos&#236; sbalordito da quella trasformazione che ritrasse la testa dallarmadietto e chiuse lo sportello.

Rimase seduto sul letto, ma lo sportello continuava a sbattere incessantemente, come se diecimila scolari stessero passando al vaglio i loro libri, eliminandone alcuni e scegliendone di nuovi, senza sosta. Una luce intensa lampeggiava attraverso la finestra oscurata dalle tende.

Tremante nel suo pigiama, rimase l&#236; a osservare il temporale invernale. Neve e grandine riempivano laria, svanivano per ricomparire trionfanti. I tuoni scuotevano i rami ghiacciati degli alberi, e i lampi giocavano tra le torri della citt&#224;; grazie a quellilluminazione febbrile vide forme mai viste nella sua citt&#224; n&#233; in qualunque altra di sua conoscenza: pagode, piramidi, obelischi, ziggurat.

Torna subito a letto!  lo sgrid&#242; W.F.

Stavo solo ammirando il temporale.

So io cosa stavi facendo. Torna a letto allistante e poi dimmi tutto quello che vuoi. Altrimenti  quella di W.F. sembrava una minaccia  non ti dar&#242; lananas con i fiocchi di granturco domani mattina a colazione. Ormai &#232; quasi mattina.  W.F. entr&#242; nella stanza a grandi passi.  Torna subito a letto!

Ubbidiente e perfino grato, lui si rimise a letto, e si avvolse nel calduccio della coperta.

W.F. gliela rimbocc&#242;, si chin&#242; sulle rose, odorandone una, poi unaltra.  Sei fortunato ad avere queste rose, lo sai? A Joe piacciono tanto i fiori che ha finito col farli piacere anche a me. Quando sta a casa con quella Jennifer, praticamente non fa altro che stare intorno ai suoi fiori. Ha una piccola serra

Se avesse potuto sarebbe tornato allarmadietto e al suo giardino stregato. Invece si ritrov&#242; al lavoro, asopportare una signora dallaria inferocita che gli diceva:  Vorrei comprare dei mobili. Mi mostri qualche mobile, giovanotto.

Le corsie del Reparto Arredamento erano diventate autostrade deserte illuminate dal chiarore diffuso del tramonto e si estendevano per centinaia, forse migliaia di miglia, fiancheggiate da letti di ottone, letti ribaltabili, grandi materassi ad acqua, che lui mostr&#242; a uno a uno alla donna; tavoli con gambe pieghevoli, deliziosi angoli cucina e classiche sale da pranzo complete, in noce. Dopo aver passato in rassegna innumerevoli divani beige e comode poltrone, giunsero infine a uno scrittoio Chippendale. Lui estrasse un cassetto per mostrarle il rivestimento interno in panno di lana verde e vi trov&#242; una lettera chiusa da un sigillo di ceralacca a forma di cuore.

Pur convinto che la donna avrebbe severamente disapprovato quello che stava per fare, lui prese la lettera e spezz&#242; il sigillo, che si frantum&#242; come vetro.

Quel colpo secco era il clic di un interruttore i corridoi senza fine, pieni di mobili, si confusero e lui si ritrov&#242; nel buio soffocante della stanza. Sulla soglia in controluce cera una donna. Lui vide che si stava mettendo la borsetta sotto il braccio e cap&#236; che lo schiocco che aveva sentito era stato lo scatto della chiusura di quella borsa.

Si sollev&#242; a sedere, ma la donna se nera gi&#224; andata. Per un istante il suo viso era stato illuminato dalla luce del corridoio, e lui aveva riconosciuto Marcella, la donna della fotografia (ma era Lara) che aveva ricevuto insieme alle rose, la donna che aveva visto nel giardino. Balz&#242; gi&#249; dal letto e si precipit&#242; nel corridoio, ma la donna era scomparsa.

Quando torn&#242; nella sua stanza trov&#242; North seduto nella seggiolina accanto al letto.  Salve  disse North.  Credevo che avrei dovuto svegliarti. Cos&#232; successo?

Ho ricevuto unaltra visita.

Qualcosa a che vedere con il nostro piano di domani?

Vuoi dire di oggi. Devessere passata da un pezzo la mezzanotte. No, niente a che vedere.

Il tuo armadietto &#232; aperto. Lho controllato. Va bene, hai superato la prova. Quello che ora dobbiamo fare

Io non faccio niente.

Segu&#236; un lungo silenzio. Poi North disse:  Credi di avere unidea migliore?

Proprio cos&#236;.

Ho bisogno di qualcuno che guidi la macchina. E tu sei lunico che pu&#242; farlo.

Lui chiese:  Ma tu non sai guidare?

Diamine, certo che s&#236;. Ma non lo far&#242;.

Ebbe un attimo desitazione. Marcella (che poteva essere o poteva non essere Lara, anche se lui era sicuro che lo fosse) stava cercando di farlo uscire da l&#236;. Ma avrebbe cambiato qualcosa se lui fosse riuscito ad andarsene prima da solo?  Va bene  disse.  Ma a una condizione.

Dilla.

Tu vieni dal mondo reale il mondo dove Richard Nixon era presidente. Anchio. Ma credo che tu stia in questaltro mondo da pi&#249; tempo di me. Da quando?

North scroll&#242; le spalle, un gesto quasi impercettibile in quella debole luce.  Ho perso il conto.

Pi&#249; di un anno?

Certo.

Allora vorrei che rispondessi a tre domande, con tutta franchezza e sincerit&#224;. Tre domande su questo mondo. Lo farai?

Spara.

Lui esitava. Aveva tante domande, e alcune avrebbe dovuto rivolgerle a se stesso. Voleva tornare a casa? O trovare Lara? Gli chiese:  Chi &#232; la donna che loro chiamano la dea?

Fermo  disse North.  Non posso rispondere a domande insensate. Parli della dea reale?

La prima volta che sono venuto qui, ho comprato una bambola. Il commesso mi ha detto che era la dea a sedici anni. Mi domando di quale dea parlasse.

Daccordo, quella &#232; la dea reale. Solo che non &#232; reale.

&#200; come Cristo o Budda, capisci? Rappresenta lideale femminino maledetto da Dio, o quel che &#232;. A est c&#232; un posto immenso consacrato a lei tremila miglia quadrate, cos&#236; dicono. Nessuno pu&#242; vivere l&#224;. E non ci si pu&#242; nemmeno entrare.

Lha mai vista nessuno?

Questa &#232; la seconda domanda?

S&#236;  disse lui.

Certo, la gente la vede. Come vedono fantasmi e dischi volanti ogni tipo di stronzata. Dicono che vaga alla ricerca del suo amante perduto, un tipo che ha lasciato migliaia di anni fa.  North si ferm&#242;; era praticamente impossibile distinguere la sua espressione alla debole luce che arrivava dal corridoio.  Per me &#232; Maria Maddalena che sta cercando Cristo. Comunque, dicono di vedere anche lui Lamante perduto.

Questa &#232; la mia terza domanda. Come lo chiamano?

North ebbe un evidente attimo di esitazione prima di rispondere.

Questa non te la conto come domanda. Ci sono mucchio di nomi, e non ci ho mai badato molto.  Esit&#242; ancora.  Uno &#232; Attis. Ha qualcosa a che vedere con la primavera e il raccolto. O almeno era cos&#236; un tempo.

Mi resta unultima domanda?

Giusto.

Allora me la tengo per dopo. Hai intenzione di dirmi come usciremo di qui? Oppure vuoi che improvvisi?

Certo che te lo dico. Poco prima di mezzogiorno ci porteranno tutti nella sala di ricreazione. La chiamano ricreazione di gruppo, ma in realt&#224; &#232; un modo per conoscersi e un momento di svago. Ci sar&#224; tutto il personale, perci&#242; &#232; il momento migliore. Quello che dobbiamo fare &#232;  Si accese la luce.



8. Moopsball al coperto

Si era appena infilato nel letto quando W.F. arriv&#242; col vassoio della colazione.  Ti sei comportato abbastanza bene  disse W.F.  Ti meriti lananas coi cereali.

Lui disse:  Mi sembra che tu abbia un bel da fare.

Non tanto. Lavoro solo di giorno. Sai, quando ieri ci siamo visti per la prima volta il mio turno era finito, ma poi sono andato allarena a fare da secondo a Joe. Dopo sono ritornato con lui perch&#233; abito da queste parti. Quando te ne sei andato ho chiacchierato un po con Joe di strategia e roba del genere. Lo faccio sempre dopo un incontro, ma lui non vuole parlarne subito. Vuole prima calmarsi un po e riflettere da solo. Cos&#236; mi sono detto perch&#233; intanto non vado a dare unocchiata per vedere come vanno le cose?

Non devi aver dormito molto.

Non ne ho bisogno. Mai avuto. Per&#242; stanotte mi far&#242; una bella dormita.

W.F.?

Che c&#232;?  Gi&#224; sulla porta, W.F. si volt&#242; a guardarlo.

Hai visto una donna bionda stanotte? Una che veniva da fuori?

&#200; venuta mentre stavi dormendo, eh?

Lui fece cenno di s&#236;, poi aggiunse:  Non proprio mentre dormivo. Ero sveglio e lho vista proprio nel momento in cui usciva nel corridoio.  Indic&#242; il biglietto dorato che pendeva dal mazzo di rose.  Questa donna.

Ascolta.  W.F. torn&#242; verso il letto e abbass&#242; la voce.  Un sacco di ragazzi fanno sogni come questo. Non fa niente non devi preoccuparti.

Per colazione cerano fiocchi di granturco con banana a fette, latte e caff&#232;. Mangi&#242; distrattamente, cercando di ricordare cosa aveva mangiato la sera prima per cena.

Lunica cosa di cui si sentiva sicuro era che W.F. gli aveva promesso il budino al cioccolato. Aveva mangiato patate? Gli sembr&#242; di ricordare piselli e una cucchiaiata di pur&#232; di patate con un po di intingolo.

Era questo che mangiavano i pazienti? Prima dallora non aveva mai pensato a se stesso come a un paziente, ma come a un animale ferito, un avventuriero sperduto, esiliato per breve tempo dai campi della vita. Forse nessuno pensava a se stesso come a un paziente finch&#233; stava bene, o quasi bene. Dopotutto, lui aveva avuto un trauma un brutto trauma. Forse era cos&#236; che si sentivano i pazienti, era cos&#236; che vivevano, aspettando un pasto dopo laltro, con la vita ritmata da fiocchi di granturco mollicci e caff&#232; tiepido.

Cerc&#242; di finire il caff&#232; prima che si raffreddasse del tutto e scopr&#236; che la sua mano tremava troppo per tenere la tazza. Stava in un ospedale psichiatrico. Lui aveva un trauma o era solo quello che dicevano a tutti? Si tocc&#242; la testa bendata.

Sent&#236; bussare. Un uomo in tuta stava l&#236; in piedi facendo finta di avere davanti una vera porta, una porta invisibile allocchio umano.

S&#236;?  disse lui.

Servizio riparazioni Tv. Ha un apparecchio guasto?

Se ne era completamente dimenticato.  S&#236;  disse ancora una volta.  O almeno era guasto ieri.  Prese il telecomando e schiacci&#242; il pulsante ON. Non accadde nulla.

Luomo entr&#242; nella stanza.  Nessuna immagine. Nessun suono.

Esatto  disse lui.

Non si sar&#224; messo a pasticciare con le manopole, vero?  Luomo si diresse verso il televisore, con lo sguardo rivolto verso di lui.

Non sono mica matto  disse lui.  Sono alcolizzato, un ubriacone. Sono caduto e ho battuto la testa. Legga la mia cartella clinica. No, non ho toccato le manopole. Qui non c&#232; niente su cui salire per arrivare al televisore solo quella seggiolina laggi&#249;, e ha le rotelle.

Con sua grande sorpresa luomo fece come lui gli aveva suggerito: si chin&#242; a osservare la cartella clinica appesa in fondo al letto.

Va bene?  domand&#242; lui.

Va bene.  Luomo si raddrizz&#242; sorridendo.  Lei sa come succede ci sono certi tipi qui che sono proprio matti. Per lei devessere unesperienza piuttosto dura restare qui.

Non ho conosciuto molti pazienti. Sono arrivato solo ieri.  Gli venne in mente che non sapeva esattamente se quello che aveva detto corrispondesse a verit&#224; o no.  O almeno, mi sono risvegliato solo ieri.

Una volta uno ha cercato di saltarmi addosso e un altro mi ha detto di essere Dio.  Luomo ridacchi&#242;.  Non gli piaceva come era fatto il mondo, cos&#236; lha cambiato. Ma non gli piaceva nemmeno cos&#236; e voleva farlo tornare come prima.

Era proprio matto.

Si sent&#236; obbligato a sorridere.

Poi cera una donna che diceva di essere un pilota. Ha mai sentito parlare di una donna che pu&#242; far volare un aeroplano?

Certo  disse lui.

Allora pu&#242; darsi che fosse vero. Ma lei diceva che volava molto al di sopra delle nuvole, che non sapeva dove si trovava esattamente e che non voleva attraversarle per scendere perch&#233; non si sa mai dove si va a sbattere quando uno ci prova. Poi ha visto un buchetto minuscolo nelle nuvole e le luci a terra, allora lo ha attraversato e si &#232; trovata in un mondo dove tutto era diverso.  Luomo ridacchi&#242; di nuovo.  Prima in questo ospedale, gli uomini e le donne erano ricoverati negli stessi reparti, capisce che significa? Ma poi un giornalista lha scoperto.  Con gesti esperti luomo sganci&#242; il televisore dai sostegni inclinati.

Lui si era messo il telefono in grembo. Senza molta speranza fece il numero del suo appartamento.

Le manopole non funzionano  disse luomo.  Adesso vediamo se c&#232; corrente. In questo posto certe prese sono difettose.

Da qualche parte (dove?) un telefono continuava a squillare.

S&#236;, la corrente c&#232;, allora si tratta della valvola principale. La corrente c&#232;, lo schermo rimane buio, niente sonoro non pu&#242; trattarsi che della valvola.  Luomo tir&#242; fuori un grosso cacciavite e cominci&#242; a smontare la parte posteriore dellapparecchio.

Pronto?  Era la voce rauca di un uomo.

Con chi parlo?  domand&#242;.

&#200; lei che ha chiamato. Chi vuole?

Lara.

Ci fu un lungo momento di silenzio durante il quale sent&#236; in lontananza una musica e voci di bambini, come se nellappartamento accanto al suo ci fosse una radio accesa, come se lappartamento fosse vicino a una scuola (non era cos&#236;) e, col freddo che faceva, avesse tutte le finestre aperte attraverso cui entravano i suoni che provenivano dal campo giochi coperto di neve.

Lara non c&#232;. Chi &#232; che la vuole?

Mi dica chi &#232; lei e io le dir&#242; chi sono io.

Capisco. Va bene. Dir&#242; a Lara che ha chiamato. Dove pu&#242; trovarla?

Lui esit&#242;. Daccordo, voleva che Lara lo rintracciasse, ma voleva anche che lo trovasse quelluomo? Quelluomo avrebbe veramente riferito a Lara che lui aveva chiamato?

Lei aveva portato i fiori. No, li aveva mandati, ma era venuta pi&#249; tardi e gli aveva perfino parlato al telefono, perch&#233; era sicuramente lei al telefono era Lara, costretta a usare un altro nome.  Lara sa dove mi trovo  disse, e riattacc&#242;.

Proprio cos&#236;, la valvola principale  disse il tecnico.  Glielo riparo in un batter docchio.

Non avendo nientaltro da dire, lui disse:  Crede che potr&#242; cambiarlo con uno a colori?

A colori? Vuol dire con le immagini colorate?

Lui fece cenno di s&#236;.

Lespressione delluomo cambi&#242; allimprovviso come una porta che si chiude di colpo. Col tono di un adulto che spiega una cosa elementare a un bambino, luomo disse:  Non si pu&#242;. Guardi qui, questi apparecchi funzionano cos&#236;: c&#232; uno schermo concavo rivestito di particelle di fosforo. Quando gli elettroni le colpiscono, le particelle diventano brillanti. Se il raggio &#232; debole, le particelle sono poco brillanti, se invece il raggio &#232; potente brillano moltissimo. Cos&#236; sullo schermo compaiono il bianco, il nero e le varie gradazioni di grigio. Ma se si volessero ottenere immagini colorate si dovrebbe disporre di particelle di fosforo per be, per ogni colore possibile: azzurro, rosso, giallo e cos&#236; via. E le particelle dovrebbero essere collocate molto vicine le une alle altre senza per&#242; mischiarsi e poi credo che ci vorrebbe ancora la particella fosforescente per il bianco. Se riuscissero a fabbricare un apparecchio del genere, costerebbe un milione di dollari.

Lui disse:  Mi sembrava di aver letto un articolo in cui si diceva che cera.

Luomo gett&#242; la valvola esaurita nel cestino della carta straccia che stava in un angolo.  Forse giocano a indovinare. Oppure una societ&#224; ha fabbricato un prototipo per dimostrare che si possono produrre. Credo per&#242; che si dovrebbero cambiare anche i segnali perch&#233; quelli normali non funzionerebbero.

Lui fece cenno di s&#236; e rimase immobile a guardare luomo che rimetteva a posto il televisore. Sapeva di possedere un televisore a colori, un GE dai colori brillanti come le rose di Lara. Sapeva che era stata Lara a mandargli le rose. Lui aveva venduto televisori a colori e aveva visto Lara. Sentiva ancora il collo rigido per la caduta che gli faceva male se si voltava a guardare le rose. Decise di mettersi a sedere e prendere il vaso in grembo per sentire il profumo delle rose e immaginarsi come sarebbero apparse con la televisione a colori. Quando sollev&#242; il vaso scopr&#236; che sotto cera un pacco di banconote.

Tutto a posto  disse il tecnico mostrando limmagine in bianco e nero.  Adesso lo rimetto su.

Mentre luomo stava voltato, lui afferr&#242; il pacco di banconote e lo nascose sotto il lenzuolo.

Provi il telecomando.

Lui ubbid&#236;, cambi&#242; i vari canali, accese e spense lapparecchio, alz&#242; e abbass&#242; il volume.  Funziona a meraviglia.

Cosa le avevo detto? Era la valvola principale, ecco cosera. C&#232; stato un aumento improvviso di tensione e la valvola &#232; saltata per proteggere il tubo catodico.

Ricord&#242; il volto di Lara che svaniva e si distorceva sullo schermo e domand&#242; che cosa poteva aver provocato lo sbalzo di corrente.

Il tecnico sospir&#242;.  Probabilmente qualcuno ha inserito un apparecchio in modo scorretto. In ospedale ci sono un sacco di attrezzature per i raggi X e roba del genere. Grossi ascensori che se sono installati male possono generare loro stessi corrente e immetterla nella rete.

Capisco  disse lui.  Grazie.

Quando luomo se ne fu andato, giocherell&#242; col rotolo di banconote sotto il lenzuolo. Le cont&#242;, erano esattamente dieci. Si chiese quanto valessero e se fossero tutte dello stesso taglio. Che aspetto avevano? Il denaro in questo posto non era uguale al suo; la reazione della ragazza nel negozio di mappe ne era stata la dimostrazione e la conferma gli era venuta dal pacco di soldi (soldi da bruciare) nella bottega del cinese. Spost&#242; un biglietto fino a che un angolino non spunt&#242; dal lenzuolo. Gli dette unocchiata. Cento.

Dal televisore una voce disse:  Ciao!  Lui alz&#242; gli occhi.

Gli ci volle un po per riconoscere il suo appartamento, ma era proprio il suo: il vecchio letto, la poltrona in vinilpelle che aveva comprato nel negozio dove lavorava per soli trentadue dollari e cinquanta perch&#233; qualcuno aveva bruciato un bracciolo con una sigaretta, il tavolinetto del telefono che lui aveva collocato in modo che proiettasse unombra sul buco.

Una debole voce metallica disse:  Chi &#232;?

Luomo al telefono nel suo appartamento non era lui. Era pi&#249; vecchio, pi&#249; grosso, dallaspetto tozzo, quasi grasso.

Schiacci&#242; il pulsante per aumentare il volume.

&#200; lei che mi ha chiamato, amico, disse luomo nel suo appartamento. Con chi vuole parlare? Lara.

Ci fu una lunga pausa. Lomone sembr&#242; irrigidirsi.

Lentamente limmagine svan&#236; e lasci&#242; il posto a una grossa scatola di cibo per cani. &#200; tutta carne, diceva ora unaltra voce. Datene al vostro cucc&#236;olo una scatoletta e osservate come la gusta.

Riabbass&#242; il volume e sollev&#242; le ginocchia in modo da nascondere le mani mentre contava le banconote: erano tutte da cento, quasi nuove, ma nessuna nuova di zecca. Lui non aveva visto spesso banconote da cento dollari, ma i motivi decorativi avevano unaria familiare e sembravano buone. La faccia che appariva su ogni banconota era quella di una donna anziana, dallespressione gentile e intelligente, una signora che poteva essere uninsegnante di qualche costosa scuola di perfezionamento, vicina allet&#224; della pensione. Sent&#236; un suono di passi nel corridoio e infil&#242; di nuovo i biglietti sotto il lenzuolo.

Era linfermiera, sorridente, che entr&#242; nella stanza canticchiando fra s&#233;.  Buongiorno! Buongiorno! Come si sente oggi? Ha gradito la colazione?

Lui fece cenno di s&#236;.

Allora metto il vassoio sul tavolo da notte cos&#236; W.F. lo porter&#224; via. Come va la testa?

Non mi fa molto male.

Bene, se vuole unaspenina, non deve fare altro che chiederla. So che &#232; in grado di alzarsi e andarsene in giro perch&#233; ieri &#232; stato in piedi per un bel po s&#236;, lho vista, birichino! Allora pu&#242; partecipare al Gruppo Ricreativo. Oggi viene il dottor Pillo-Lin e vogliamo che si veda intorno un bel po di facce allegre. So che lei non ha mai partecipato allattivit&#224; del gruppo, cos&#236; ho pensato di spiegarle di cosa si tratta.

Lui disse:  Ma che facciamo? Giochiamo a softball?

Proprio cos&#236;. Ma naturalmente con un tempo simile &#232; impossibile. E senza una vera mazza, perch&#233; qualcuno potrebbe farsi male, ma ci divertiamo da morire lo stesso. Sa, lidea &#232; che noi del personale partecipiamo alle attivit&#224; ricreative con i pazienti. In questo modo riusciamo a conoscervi meglio e anche voi conoscete meglio noi. Veramente il dottor Pillo-Lin non dovrebbe partecipare, ma &#232; un uomo cos&#236; alla mano! Approfitta di ogni occasione per restare con noi. Pensi che una volta si &#232; messo a giocare a moscacieca! Ma oggi non possiamo giocare allaperto perch&#233; c&#232; la neve, cos&#236; giocheremo a moopsball al coperto. Vedr&#224; com&#232; divertente!

Non ci ho mai giocato.  Allimprovviso e senza una ragione, ebbe paura che le banconote spuntassero fuori dal lenzuolo. Cercando di non farsi notare le cacci&#242; sotto pi&#249; che pot&#233;.

Allora &#232; questa loccasione per impararlo, non crede? Su, fuori dal letto e non si preoccupi se &#232; in pigiama. Anche gli altri, voglio dire tutti i pazienti, staranno in pigiama.

Lui ebbe la visione apocalittica di qualcuno che riassettava il suo letto mentre era fuori della stanza e infil&#242; il rotolo di banconote sotto la cintura del pigiama.

Linfermiera sussurr&#242;:  &#200; per oggi. William le dar&#224; il segnale.



9. Libert&#224;

Allora, dividetevi in due squadre  disse la nuova infermiera ad alta voce.  Si fece largo come una nave ospedale tra le onde del mare in burrasca, scansando pazienti e colleghi a destra e a sinistra. Lui si ritrov&#242; nel gruppo di destra con North al suo fianco.

Ora nominer&#242; due capitani  annunci&#242; la nuova infermiera.  Dottor Pillo-Lin, vuol esser lei uno dei due?

Un orientale minuto dallespressione sorridente fece cenno di s&#236;.

E lei, signor Walsh, sar&#224; laltro.

Certo!  esclam&#242; Walsh.  Venite qui, tigrotti! Ascoltatemi bene.

Ora ognuno di voi deve nominare uno stregone.

Tu  disse Walsh, e lo tocc&#242; sulla spalla.  Tu sei il mio stregone.

Lui chiese cosa doveva fare.

Buttare il malocchio sul nemico. Io star&#242; laggi&#249; a guidare le truppe. Tu hai poteri magici, ragazzo, te li ho appena conferiti.  Qualcuno allung&#242; a Walsh una mazza e un elmetto piumato di plastica rossa.  Grazie  disse Walsh.

Ma io non ho poteri magici.

Forse prima no, ma ora s&#236;. Guarda laltro stregone, &#232; gi&#224; allopera. Tu devi vincere il suo incantesimo, quindi datti da fare.  Walsh si volt&#242;.  Io ho ai miei ordini tre aiutanti. Tre cavalieri, intesi? Cohn, anche tu sei un cavaliere! Cavalieri, andate a prendere i cavalli!

I cavalli erano tricicli di plastica rossi e azzurri. Al centro della stanza, due pazienti si stavano gi&#224; affrontando armati di coperchi e grossi mazzuoli di plastica. Tra loro cera un pallone da spiaggia di plastica a colori vivaci, sicuramente la moopsball.

Probabilmente, pens&#242;, &#232; una terapia efficace. Come pu&#242; uno avercela con uninfermiera o un dottore che ha appena colpito sulla testa con un martello di gomma? Per&#242;, non gli andava di giocare. Sbadigli&#242;.

Allimprovviso, come illuminato dal raggio di un riflettore, gli apparve il viso dello stregone azzurro che gli aveva indicato Walsh. Aveva il viso magro, quasi scheletrico, e la testa rasata. Il padrone della testa stava in piedi, immobile, in mezzo al caos, con un leggero sorriso sulle labbra, le braccia allungate e gli occhi fissi su di lui.

Mio Dio, pens&#242;, funziona! Cominci&#242; a danzare come aveva visto fare agli indiani nei film; batteva i piedi e alzava ritmicamente le braccia colpendosi la bocca con la mano mentre gridava:  Ooh, ooh, ooh! Tu prigioniero! lo prendere tuo scalpo, uomo bianco! Dopo qualche istante si accorse che molti componenti della squadra azzurra avevano interrotto il gioco e lo stavano guardando.

Tra poco quelli della squadra vincente si metteranno il capitano sulle spalle e lo porteranno in trionfo. Corri nella tua stanza pi&#249; in fretta che puoi e mettiti i vestiti. Poi vieni alla porta C. La troverai aperta, e io sar&#242; l&#236; dentro.  Era North. Appena si volt&#242; a guardarlo lo vide scomparire tra la folla.

Una calca di elmetti rossi si mosse intorno al grande tubo di plastica che gli azzurri stavano difendendo, la cavalleria rossa parava i colpi degli azzurri con manici di scopa avvolti negli stracci. Walsh, molto appariscente nel suo elmetto piumato, segn&#242; un goal.

Il corridoio era deserto. Chiss&#224; se North lo precedeva o era rimasto indietro? Molto probabilmente era davanti, perch&#233; aveva visto quel gioco altre volte, e sapeva certamente meglio di lui cosa sarebbe successo e quando.

Il rotolo di banconote gli era quasi scivolato fuori alla cintura. Era stato proprio un idiota a fare quella danza indiana con il rischio che a ogni passo i soldi gli cadessero a terra. Ma non era successo, e la danza aveva funzionato. Infil&#242; le banconote nel portafoglio, insieme ai soldi veri, tre biglietti da un dollaro, uno da cinque e uno da venti; quelli del mondo che North aveva chiamato C-Uno, la realt&#224; rassicurante e moderata dove per due volte era stato eletto presidente Richard Milhous Nixon.

Anche se non cera nessuna ragione di preoccuparsi della cravatta, lui decise altrimenti, e se lannod&#242; velocemente ma con la massima cura davanti alla sua immagine sbiadita riflessa nel vetro della finestra. Mentre stringeva il nodo, si rese conto che nel profondo del suo animo era convinto che quegli ultimi giorni non fossero stati altro che un incubo, che ogni cosa accaduta da quando aveva incontrato Lara altro non fosse che un sogno, e che presto si sarebbe svegliato per andare al lavoro. E se fosse andato a lavorare senza la cravatta, avrebbe dovuto comprarsene una nel reparto di abbigliamento maschile.

North lo stava aspettando, con indosso un semplice abito azzurro.  Ecco le chiavi. Ha detto che &#232; una Mink color cioccolata posteggiata in mezzo al parcheggio.

Appesa al portachiavi cera anche una zampa di coniglio. Mentre si precipitavano lungo le scale, lui sinfil&#242; tutto in tasca.  Ma non ci sentiranno?

Stanno ancora gridando e schiamazzando per la partita. Dobbiamo solo andarcene in fretta prima che la smettano.  Invece di entrare nella stanza in cui aveva bevuto il caff&#232; insieme a Joe e a W.F., arrivarono in un parcheggio coperto di neve sul retro dellospedale. Lauto marrone era pi&#249; grande di quanto si aspettava, ma la capote corta, il grosso baule portabagagli e lo spazioso vano passeggeri davano alla macchina un aspetto rincagnato.

Gir&#242; la chiave di accensione, senza risultato.

Mi sembrava che avessi detto di saper guidare.

Non parte, ecco tutto. Non si mette nemmeno in moto.  Colto da un vago ricordo ancestrale, guard&#242; i pedali. Ce nerano tre, pi&#249; un pulsante di metallo lustro per luso, sulla sinistra della frizione. Lo premette con il piede e il motore si avvi&#242;.

Cos&#236; va meglio  disse North.

Lui annu&#236;, pensando alla leva del cambio verticale. Era molto tempo che non guidava con il cambio a cloche. Lultima volta aveva provato con la leva corta di unauto sportiva, questa invece era unasta lunga che culminava con un pomello nero di gomma ruvida. Prov&#242; a ingranare le marce.

Maledizione, muoviti!

Preferisci andartene di qui o avere un incidente?  Lauto scivol&#242; dolcemente allindietro; la prima entr&#242; grattando leggermente, ma con la seconda e la terza fil&#242; tutto via liscio.  Ora siamo due ladri  disse mentre uscivano dal parcheggio dellospedale.  I casi sono due, o ci rispediscono in ospedale, o ci mettono in galera.

Appena ebbero svoltato langolo, North gli disse sorridendo.  Come credi che mi sia procurato le chiavi? E chi ci ha fatto trovare la porta aperta? Ho anche un po di denaro.

Quanto?

Non sono affari tuoi. E tu ne hai?

Lui disse:  Stessa risposta.

Sai, devo dire che mi piaci.  North ridacchi&#242;.  Ed &#232; un guaio, perch&#233; un giorno o laltro dovr&#242; spaccarti quel dannato naso moccioso.

Spero che lo farai solo quando non avrai pi&#249; bisogno di me per guidare. Tu sai guidare? Mi avevi detto di s&#236;.

Ho frequentato il corso per autisti dellFBI.

Lui chiese:  Allora perch&#233; mi hai portato con te?

Perch&#233; mi dispiaceva lasciarti l&#236;, idiota.

Lanci&#242; unocchiata a North e vide che non sorrideva pi&#249;.

Si trov&#242; davanti una strada che non conosceva: era ampia, a due corsie che correvano allesterno di due paia di scintillanti rotaie del tram.

Tra la strada e il marciapiede cera una fila di alberi spogli gi&#224; carichi di neve. Lui ripens&#242; alle strade che aveva visto irradiarsi dal crocevia davanti al Centro di Igiene Mentale. Questa era una di quelle strade, ne era certo. Ma quale? Gli era parso che fossero tutte diritte, ma che nessuna andasse in una direzione precisa, n&#233; a nord, n&#233; a sud, n&#233; a est, n&#233; a ovest. Eppure questa strada andava verso nord.

Fermati laggi&#249;  gli disse North  dove c&#232; scritto armi. Vedi linsegna?

Vuoi prenderti una pistola?

Fermati, o ti spezzo il collo.

North sembrava proprio deciso a farlo. Lui accost&#242; lauto al marciapiede di fronte al negozio di armi e spense il motore. North discese e lui tir&#242; un sospiro di sollievo quando lo vide passare davanti alla vetrina ed entrare nel negozio di abbigliamento l&#236; accanto.

Dalla tasca interna del soprabito prese Tina, la bambola, ed esamin&#242; a lungo, o almeno cos&#236; gli parve, il suo enigmatico sorriso.

Poi tir&#242; fuori da sotto la camicia lamuleto che Sheng gli aveva dato. Era una radice, un oggetto secco e duro dalla forma di un ometto raggrinzito non pi&#249; lungo dellavambraccio di Tina.

Una passante gett&#242; unocchiata attraverso il finestrino e lui pens&#242; che doveva averle fatto una strana impressione, con la bambola in una mano e lamuleto nellaltra.

Probabilmente quella donna aveva pensato che era pazzo, e se avesse chiamato la polizia, avrebbe scoperto di avere ragione.

Per&#242; ai Riuniti nessuno aveva pensato che fosse pazzo, solo alcolizzato. Se lui era un alcolizzato, North cosera? Un maniaco schizofrenico. O qualcosa del genere.

Ripose lamuleto e la bambola e rivolse lattenzione ai passanti. A una prima occhiata sembravano tipi abbastanza comuni, a parte i vestiti un po fuori moda. Gli era capitato di vedere alcuni film ambientati negli anni trenta e quaranta, e ora aveva limpressione che queste figure scure e silenziose che si affrettavano infreddolite, fossero personaggi di quelle pellicole. Ragazze, donne e pochi uomini, tutti indossavano cappotti pesanti, lunghi quasi fino ai piedi; gli uomini con cappelli di feltro a tesa larga, le donne e le ragazze con i cappelli a cloche ben calzati.

Oppure si trovava da qualche parte nellEuropa dellest, dove, stando a quello che dicevano i notiziari della sera, abiti simili erano ancora diffusi. Gli passarono accanto un giovane con un cappello di pelo e molte donne in pelliccia. Esisteva un posto nellEuropa dellest dove si parlava inglese? Magari una citt&#224; in cui venivano addestrate spie russe? Una citt&#224; simile, tuttavia, avrebbe dovuto avere unambientazione ben pi&#249; fedele alla realt&#224;. Non era poi tanto difficile procurarsi automobili e abiti americani.

Passarono tre donne di mezza et&#224;, ognuna con una valigetta portadocumenti o una cartella. Si rese conto di aver visto pochi uomini anziani, e cominci&#242; a contarli. Era arrivato a contare ventitr&#233; donne e tre uomini apparentemente di mezza et&#224;, quando North usc&#236; dal negozio di armi.

Tutto sistemato  gli disse North.  Possiamo andare.

Credevo fossi nellaltro negozio.

Infatti. Ho comprato questo cappotto. Ti piace?

Era a un solo petto, di pesante tweed marrone.  Certo  gli disse.

Cominciavo a sentire un po freschino. Ora sono a posto.  North sbotton&#242; il cappotto e la giacca. Da ogni spalla gli pendeva una fondina da cui spuntava il calcio di unautomatica.  Calibro 9. Temevo che non le avessero, e invece s&#236;. Va bene, muoviamoci. Dobbiamo andare in molti posti e vedere molte persone.

Lui scosse la testa.  No. Almeno finch&#233; avrai addosso quelle.

Hai paura di me? Be, &#232; normale. Ecco, tieni.  North gli mise una pistola sulle gambe.  Ora siamo pari. Ti dar&#242; anche la fondina appena potr&#242; sfilarmi di dosso il cappotto. Muoviamoci.

Lui scosse la testa.

Cosa diavolo ti succede? Ho cercato

Non voleva toccare la pistola, ma lo fece.  Ecco. Riprendila. Riportale tutte e due al negozio. Ti restituiranno il denaro.

North lo colp&#236; col pugno destro alla mascella, mandandolo a sbattere con la testa contro il finestrino e per qualche istante lui continu&#242; a vedere lampi intensi di giallo pallido.

La prossima volta non ti colpir&#242; con la mano, ma con la pistola.

Lui cerc&#242; di aprire la portiera, ma North lo afferr&#242; per un braccio.  Hai una pistola  disse.  Usala.

Lui scosse la testa, cercando di schiarirsi la vista.

Usala! &#200; carica, pronta a sparare. Prendila e cerca di uccidermi. Io user&#242; la mia. Uno di noi avr&#224; la meglio.

Tu sei pazzo  disse lui.  Tu sei proprio pazzo.  Sent&#236; limpugnatura quadrettata dellautomatica che gli sinfilava in mano; North la teneva per la canna e cercava di fargliela afferrare. Invece lui sollev&#242; le mani come aveva visto fare al cinema e in televisione, sperando che un poliziotto passasse l&#236; accanto e li notasse.

North disse:  Non hai fegato. Non hai proprio fegato. Pensavo che ne avessi un po, ma mi sbagliavo.

Se ci vuole fegato per sparare con una pistola scarica a un uomo che ne ha una carica, allora hai ragione, non ne ho neanche un po.

North tir&#242; indietro lotturatore, fece saltar fuori una cartuccia che and&#242; a colpire il parabrezza, poi la riprese, estrasse il caricatore, inser&#236; la cartuccia e richiuse tutto nel calcio della pistola.  Vuoi fare la prova?

Lui scosse la testa e gir&#242; la chiavetta dellaccensione.

E ora metti in moto.

Appena si allontanarono dal marciapiede, lui chiese:  Dove stiamo andando?

Tanto per cominciare, in un albergo. Mi servono altri vestiti, documenti, giornali, una base di lavoro.  Schiocc&#242; le dita.  Il Grand Hotel! Muoviamoci, devo trovare una sistemazione.

Lui cerc&#242; di immaginarsi per quale genere di lavoro gli servisse quella base. Ma pens&#242; che fosse meglio non fare domande.

La strada perse le rotaie del tram per diventare un viale fiancheggiato da imponenti edifici di granito e di marmo, edifici custoditi da statue drappeggiate dalla neve e, in un caso, da una sentinella in carne e ossa che poteva essere un manne degli Stati Uniti in uniforme. Infine si ritrovarono in un piazzale dove le auto, i camioncini, gli autobus a due piani e qualche rara bicicletta ruotavano spediti intorno a un generale con una spada al fianco e un bicorno in testa. Ebbe un attimo di disorientamento prima di capire che il generale, il suo cavallo rampante, la sua spada sguainata stavano anche loro girando, che la statua stava ruotando in senso antiorario, come il traffico.

Unautomobilina verde gli tagli&#242; la strada e North impugn&#242; la pistola.

Calma  disse lui, e con la mano tenne ferma quella di North finch&#233; lauto verde non si fu allontanata.

Per Dio, lavrei fatto a pezzi quel bastardo  mormor&#242; North tra i denti.  A pezzi lavrei fatto!

E cos&#236; la polizia ci avrebbe preso. Dove devo voltare?

North non rispose, lo sguardo fisso davanti a s&#233;. Le auto, quasi tutte nere, sfrecciavano in un senso e nellaltro. Un poliziotto e una poliziotta li sorpassarono su una volante bianca e nera. La donna li guard&#242; incuriosita prima che la volante venisse inghiottita dal traffico.

La mascella gli faceva ancora male; la massaggi&#242; con una mano mentre con laltra teneva il volante.  Continua a girare  gli disse North.  Devessere una di queste strade.



10. La stanza dalbergo

Il terrazzo coperto da un tappeto di neve intatto testimoniava che non veniva usato nella stagione invernale. Lui apr&#236; la portafinestra e usc&#236; allaperto per osservare il mare dinverno. Le onde avevano quel colore verde grigio che gli artisti chiamano piombo, e battevano la spiaggia deserta come dotate di volont&#224;, come operai che sapessero che presto il loro lavoro sarebbe finito, gli ultimi ciottoli, gli ultimi granelli di sabbia sarebbero stati dilavati e allora, quando tutto fosse finito, avrebbero avuto la paga.

L&#236; vicino, un frangiflutti di cemento spazzato dal vento e, ancora pi&#249; vicino, una stretta stradina asfaltata maculata di ghiaccio. Una terrazza pavimentata e circondata da sempreverdi piantati in grandi cassoni conduceva dalla strada alla scalinata in marmo del Grand Hotel, che era chiaramente un luogo di villeggiatura estivo, ma che dinverno era deserto.

La loro stanza (North aveva insistito che prendessero una stanza a due letti) era allultimo piano.

Costava solo venticinque dollari a notte, e loro erano riusciti ad averla per una settimana a centoventicinque dollari. La stanza era spaziosa, col soffitto alto e molto fredda.

Un gabbiano solitario volava in cerchio sul mare gelido, e lui pens&#242; che se North fosse stato l&#236; avrebbe tentato di sparargli.

Pens&#242; anche che, se ne fosse stato capace, il gabbiano gli avrebbe potuto dire che mare era quello e se bagnava anche il suo mondo, bench&#233; lui fosse convinto del contrario.

Ma dove si trovava? Forse gli avevano somministrato qualche droga che gli aveva provocato unalterazione permanente della percezione del mondo circostante, cos&#236; che ora lui stava vagando con gli occhi spalancati, e parlava ai fantasmi nella citt&#224; dove era nato; oppure, come gli aveva fatto capire Lara nel suo biglietto, si trovava dallaltra parte di una porta speciale che lui doveva individuare. E se era cos&#236;, dove stava Lara? Qui o l&#224;? Ma Lara sembrava stare da tutte e due le parti, sembrava che avesse fatto entrare uno strano uomo nel suo appartamento e che apparisse nei suoi sogni e nella televisione; anche se, in questo caso, forse era Marcella.

Marcella era certamente Lara sotto unaltra identit&#224;. Cosa gli aveva detto? Caro, &#232; molto pericoloso che io ti parli. Era un messaggio, lavvertimento pi&#249; chiaro che Lara avesse osato esprimergli.

Che ore sono l&#236; da te? Allora Marcella era, era stata,molto lontana, in una zona con fuso orario diverso ed era arrivata da lui con un jet che aveva preso appena aveva finito di parlargli al telefono; oppure aveva voluto che lui pensasse che era lontana.

Marcella era una stella, Marcella appariva in televisione, era famosa a tutti. Come laveva chiamata linfermiera? Una dea dello schermo? Ma Marcella gli aveva telefonato, laveva svegliato mentre dormiva o forse tutto era stato solo un sogno?

Rest&#242; a guardare la neve danzare sulle grandi pietre nude della terrazza.

Al di l&#224; della vetrata, il telefono cominci&#242; a squillare. Lui apr&#236; la portafinestra e rientr&#242; nella stanza che ora gli sembr&#242; calda. Richiuse la portafinestra col saliscendi.

Il telefono squill&#242; ancora.

Si guard&#242; intorno per capire se la portafinestra lo aveva riportato nel suo mondo o lo aveva spedito in un altro luogo ancora pi&#249; strano di quello di Lara. A parte il caldo, nella stanza nulla era cambiato. Cap&#236; allora che la sensazione di calore era dovuta alla differenza di temperatura con lesterno dove soffiava un vento gelido. Sollev&#242; il ricevitore.

Signor Pine?  Era il nome che aveva deciso di dare, daccordo con North.

S&#236;  disse.

&#200; lei che divide la camera con il signor Campbell?

S&#236;  disse di nuovo.  Ma &#232; piuttosto il signor Campbell che la divide con me. &#200; lui che paga.

Noi abbiamo registrato solo il suo nome, signore, anche se risulta che gli occupanti sono due. Laltro signore si chiama Campbell?

Esatto. Perch&#233; me lo chiede?

Il signor Campbell sta facendo acquisti in uno dei nostri negozi, signore  disse limpiegato, e riattacc&#242;.

Riattacc&#242; anche lui e accese il televisore. Sullo schermo non comparve Lara come lui si aspettava.

Prese la mappa e il rotolo di banconote dalle tasche del suo soprabito e li gett&#242; sul divano.

Per quanto riusciva a giudicare, le banconote erano autentiche. La carta marrone in cui erano avvolte con liscrizione a caratteri cinesi e il valore dieci centesimi erano come li ricordava.

Mise via le banconote e studi&#242; la mappa, cercando di ricordare la topografia degli Stati Uniti e capire dove potesse essere quella zona. La commessa del negozio del cartografo aveva nominato una citt&#224; che si trovava da quelle parti oppure era stato luomo dalla faccia paonazza con cui aveva parlato in strada? Per quanto si spremesse le meningi, non riusciva a ricordarne il nome.

Sulla mappa non si vedeva nessuna citt&#224; e daltra parte la mappa sembrava unillustrazione. Cerano montagne incappucciate di neve e strette vallate impervie. Una barriera inaccessibile di mura e torri denominata Castello dei Giganti, che probabilmente era solo una formazione rocciosa. Ebbe la sensazione di averne sentito parlare, o forse aveva sentito parlare di un Sentiero dei Giganti o qualcosa del genere.

La ragazza aveva nominato un posto chiamato Gola di Cristallo, di questo era sicuro. Lo trov&#242; sulla mappa statue e urne risplendenti su piedistalli di cristallo. Un altro posto era chiamato Il giardino delle delizie della dea, al centro, un arco di pietra grigia ricoperto di fiori. Rabbrivid&#236; al ricordo di quellarco come laveva visto nei suoi sogni.

La porta si spalanc&#242; e apparve North carico di scatoloni e con in mano un giornale.  Ecco qua  disse North lanciandogli una scatola.

Lui tir&#242; fuori la mappa che era rimasta sotto la scatola.

Che cos&#232;?

Un cappello. Ho dovuto tirare a indovinare la misura, ma se non va bene puoi riportarlo indietro. Senza cappello hai un aspetto buffo. Qui lo portano tutti.

Lui ripieg&#242; la mappa, apr&#236; la scatola e tir&#242; fuori un cappello di feltro con la fascia alta. Non aveva mai indossato un cappello, ma doveva ammettere che North aveva ragione.

Ti ho comprato anche una cravatta e un paio di camicie. Se la cameriera ficca il naso qui dentro &#232; meglio che trovi qualcosa.

Hai visto luomo che dovevi incontrare?

Te lo dico dopo. Provati il cappello.

Lui se lo mise in testa. Dapprima pens&#242; che fosse un tantino stretto, poi decise che andava bene. La cravatta di seta rossa con motivi gialli gli fece venire in mente le uova strapazzate. Le due camicie erano grigie, una a righe gialle, laltra azzurre.

Seta pura qui la seta &#232; a buon mercato. Ho calcolato che la misura di giro collo dovrebbe essere quaranta. Se non vanno bene lascia il colletto aperto. Per&#242; sta meglio allacciato.

Quaranta di giro collo dovrebbe andar bene.

Adesso leggi cosa scrivono di noi  disse North allungandogli il giornale.  Siamo sulla prima pagina.




LA FUGA DI TRE PAZZI

Tre pazienti sono fuggiti ieri dal reparto maschile degli Ospedali Psichiatrici Riuniti. I loro nomi non sono stati resi noti per rispettare i sentimenti dei loro familiari, ma il dottor Jonathan Pillo-Lin, un medico dellospedale, ha affermato che uno di loro &#232; un elemento pericoloso. &#200; un soggetto maschile di tipo ariano e di altezza media, ha detto il dottor Pillo-Lin al cronista. Capelli scuri e una calvizie incipiente, occhi scuri e baffi neri. Lo stavamo sottoponendo a una terapia a base di elettroshock e litio ed eravamo convinti che il paziente stesse facendo progressi. Il soggetto era stato trasferito dal Reparto Violenti a quello di Terapia Generale dieci giorni fa. Tuttavia il paziente, in assenza di terapie adeguate, pu&#242; essere soggetto a ricadute.

Il secondo &#232; un uomo di bassa statura, di corporatura esile, di circa quarantacinque anni, quasi del tutto calvo. Ha modi accattivanti e il suo comportamento pu&#242; apparire assolutamente normale anche per lunghi periodi. Non &#232; considerato pericoloso ma, nel suo interesse, &#232; consigliabile che sia ricoverato in ospedale.

Il terzo &#232; giovane, di altezza inferiore alla media, capelli scuri e ricci, occhi scuri. &#200; in rapporti amichevoli con il secondo paziente; si pensa, quindi, che possano essere insieme.

Questa &#232; la prima volta negli ultimi dieci anni che dei pazienti riescono a fuggire dagli Ospedali Riuniti. Le misure di sicurezza sono state rafforzate.



North disse:  Di lei nemmeno una parola, hai notato? Hanno paura che li costringano a non utilizzare pi&#249; infermiere nel reparto maschile.

Linfermiera che ti ha aiutato? Forse non lo sanno nemmeno.

Certo che lo sanno, se hanno un po di cervello. Di chi &#232; la macchina che manca? Di chi  North sinterruppe colpito da unidea improvvisa.  Laltro &#232; Eddie Walsh. Non c&#232; dubbio.

Ma lui non &#232; venuto via con noi.

North sorrise.  Ma noi abbiamo lasciato la porta aperta. Ti ricordi la porta C? Era sempre chiusa a chiave. Quando noi siamo usciti Walsh stava sulle spalle dei ragazzi e deve averci visto. Eddie &#232; un furbetto bastardo.

Ma non aveva vestiti. Mio Dio, sar&#224; morto di freddo.

Ha rischiato, come abbiamo fatto noi.

Se North aggiunse qualcosa, lui non lo sent&#236;. Vide la faccia di sua madre e sent&#236; la sua voce come laveva vista e sentita alla fine, quando stavano per perdere la loro casa:  Ho rischiato.

Qui non danno molta importanza ai documenti didentit&#224;  disse North.  A quanto mi hanno detto, una patente basta e avanza. Ecco la tua.

Un cartoncino vol&#242; attraverso la stanza e atterr&#242; sulle sue ginocchia. Era convinto che una patente dovesse essere plastificata e avere la foto del titolare, questa invece somigliava pi&#249; a un biglietto di teatro piuttosto elaborato, anche se cera scritto il suo nome (come se lui fosse la stella dello spettacolo) e cera lo spazio per la firma.

North disse:  Io mi faccio una doccia e mi cambio. Fa lo stesso anche tu, se ne hai voglia. Poi abbiamo qualcosa da fare.

Lui annu&#236; e, mentre lo faceva, vedeva ancora il viso di sua madre, il viso che forse lei aveva quando era molto pi&#249; giovane, sullo schermo della televisione. O quello di Lara. La donna si volt&#242; ed era solo unattrice che gli presentava la schiena mentre la macchina da ripresa occhieggiava, al disopra delle sue spalle, verso luomo insulso con cui lei stava parlando. Lui ebbe la sensazione che sua madre era stata Lara Lara che svaniva quando lui cercava di afferrarla. Non la Lara che aveva vissuto con lui, anche se tutte e due

Scosse la testa. Era mai possibile che uno diventi pazzo con la stessa facilit&#224; con cui prende la varicella? Cosa gli stava succedendo? Tutti quelli che negavano di esserlo, erano invece pazzi come il povero Eddie Walsh?

Scosse ancora la testa, prese il giornale e cerc&#242; un diversivo alla pazzia che minacciava di travolgerlo: le notizie sportive.

Il viso di Eddie Walsh lo fissava spavaldo dalle pagine dello sport.




JOE &#200; PRONTO PER IL CAMPIONATO DEL MONDO

Lagente di Joe Joseph, Edward E. Walsh, ha annunciato oggi che il popolare pugile ha firmato laccordo per sfidare il campione mondiale dei pesi massimi Sailor Sawyer. Joe &#232; gi&#224; il campione, ha detto Walsh. Quello che far&#224; sar&#224; solo difendere il suo titolo. La data non &#232; stata ancora decisa ma, secondo i termini dellaccordo, lincontro dovr&#224; tenersi entro lanno. Joseph ha collezionato una serie di vittorie convincenti nelle sue ultime cinque uscite e ieri notte ha messo K.O. al terzo round Ben McDonald. Quello con Sawyer rappresenta il suo primo incontro veramente importante. Walsh, che era stato ricoverato in ospedale per disturbi gastrici, &#232; tornato al lavoro e preparer&#224; Joseph per il grande incontro.



Lasci&#242; cadere il giornale. Povero Eddie, adesso lo avrebbero trovato. Perfino i medici leggono le notizie sportive. Cerc&#242; di ricordare il nome del dottore orientale, ma gli venne in mente solo Sheng, il vecchio cinese che vendeva medicamenti senza prescrizione nella sua bottega. Come poteva fare per trovare Walsh e avvertirlo? Certo, a questora anche lui aveva letto il giornale, ma un avvertimento poteva essergli comunque utile.

Nel ripiano sotto il tavolino da notte fra i due letti cera un grosso elenco telefonico grigio e giallo. Non trov&#242; nessun Walsh Edward E. Cerc&#242; di ricordare il nome della societ&#224; di Walsh, la societ&#224; di cui Eddie gli aveva parlato la prima volta che si erano incontrati. Walsh Promotions, ecco come si chiamava.

Scorse la colonna e, in basso, vide il nome scritto in neretto. Fece il numero.

Nessuna vocetta cinguettante questa volta. Il telefono (immagin&#242; un ufficetto sporco al secondo piano di un edificio di mattoni vicino alla palestra) squill&#242; due volte e una voce meravigliosamente familiare disse:  Pronto?

Lara!

S&#236;, sono Laura. Cosa posso fare per lei, signore?

Lara, sono io.

Temo che lei abbia sbagliato numero, signore  disse Lara in tono guardingo.  Qui parla la Walsh Promotions. Io sono Laura Nomos, il consulente legale del signor Walsh.

Lui fece un sospiro.  Credo che tu sia Lara Morgan.

Lei appese il ricevitore. Lui fece di nuovo il numero e il telefono continu&#242; a squillare nellufficio immaginario della Walsh Promotions, ma nessuno rispose.

North usc&#236; dalla doccia fresco e roseo abbottonandosi una camicia a righe azzurre.  Devi andare al gabinetto?

Lui scosse la testa.

Allora andiamo.

Dove?

Diciamo che andiamo a incontrare alcuni amici per discutere sul da fare.

Lui si alz&#242; in piedi, si rassett&#242; il vestito e mise a posto la cravatta, prese il soprabito e si assicur&#242; che non fosse caduto niente dalle tasche.  Fare cosa?

Prendere il potere in questo posto di matti, cosa pensavi? Abbiamo bisogno di uomini e della garanzia che lesercito non si metta contro di noi.  North prese le due pistole nei bei foderi di cuoio nero e se le infil&#242; una da una parte e una dallaltra.



11. Il complotto

Volta in quella stradina a met&#224; dellisolato  gli disse North.

Lui fece come gli aveva detto e si ritrov&#242; in un vicolo stretto e tortuoso proprio come quello che aveva imboccato per sfuggire al poliziotto a cavallo. Adesso era notte, e il vicolo, a parte la luce dei fari della loro auto, era completamente buio. Gatti dagli occhi verdi splendenti balzavano via furtivi e lui dovette scendere dallauto per spostare un bidone della spazzatura che si era rovesciato impedendogli il passaggio.

Il vicolo si biforc&#242;, poi si biforc&#242; di nuovo e unaltra volta ancora; alla fine di qualche diramazione si intravedevano strade pi&#249; ampie, ma North continuava a dirigerlo nella direzione opposta. Presto si convinse che nemmeno North sapeva dove stessero andando; probabilmente aveva preso nota della direzione da seguire su un foglietto di carta che ora, col buio, non riusciva a consultare, e per un capriccio di orgoglio insensato non voleva accendere la luce interna n&#233; un fiammifero.

Finalmente si fermarono dietro una fila di auto parcheggiate, le superarono a piedi e salirono una rampa di gradini di cemento che portava a una porta metallica. North batt&#233; col pugno sulla porta finch&#233; unanziana donna non venne ad aprire.

Qui fuori c&#232; bisogno di una luce  disse North.

Si &#232; fulminata la lampadina  ribatt&#233; la donna.

Sembrava che li stesse aspettando e li precedette in una stanzetta sudicia dalle pareti di cemento, dove cera una donna alta con un camice bianco tutto macchiato che accese un gran numero di luci, cos&#236; intense che per un attimo lui dovette chiudere gli occhi. La donna esamin&#242; le loro facce e le impiastricci&#242; di cipria.  Mi piace il tuo sorriso  sussurr&#242; la donna, e gli ritocc&#242; le labbra con una pomata rossa, poi sollev&#242; uno specchio perch&#233; potessero vedersi. Lui si morse le labbra cercando di togliersene il pi&#249; possibile.

Credevo  fece per dire lui.

Tu non capisci come vanno le cose qui  gli disse North.  Non ci conviene avere laspetto di due appena arrivati dalla strada.

Certo che no  concord&#242; la donna ancora indaffarata intorno alle loro facce che ritoccava qui e l&#224; con una matita.

Lui sent&#236; delle voci provenire dallesterno, e anche un rumore, come il rombo di un tuono lontano; uomini e donne passavano avanti e indietro, forme scure in un corridoio scuro. Quando la donna alta stava per completare la sua opera, lui intravide la sagoma dinoccolata di un orso.

Ecco fatto  gli disse North.  Seguimi.

Il corridoio buio conduceva in una stanza fortemente illuminata dove quattro uomini sedevano intorno a un tavolo di legno laccato. Uno di loro indossava una divisa sgualcita, due erano vestiti di grigio come se dovessero andare in ufficio e lultimo, che sembrava il padrone di casa, indossava un pigiama giallo e un accappatoio marrone. Gli ci volle del tempo prima di rendersi conto che la stanza era di gran lunga pi&#249; grande di quanto gli era sembrata perch&#233; solo una parte (poco meno della met&#224;), era illuminata, e che cerano degli spettatori nella zona buia dove non arrivava la luce.

Luomo in divisa si rivolse a North, e gli spieg&#242; brevemente quel che era stato detto prima del loro arrivo. Sembrava chiaro che voleva che fosse North a guidarli, e altrettanto chiaro che non avrebbe accettato nessun capo.

North disse:  Non solo possiamo combattere lingiustizia, possiamo vincerla. Ma solo se tutti voi, e tutti quelli coinvolti nel nostro movimento, saranno pronti a fare tutto quello che gli viene detto o, in caso contrario, a subirne le conseguenze. Unimpresa come la nostra attira un mucchio di dilettanti; ma i dilettanti non ci servono, ci servono uomini disciplinati che siano giudici di se stessi. C&#232; qualcuno tra voi che rifiuterebbe di uccidere luomo che gli sta accanto se io gli dicessi che quelluomo ha fallito il compito che gli era stato affidato?

Lui fece per protestare, ma luomo in divisa stava gi&#224; replicando:  Qui non c&#232; uomo che non sia pronto a uccidersi se dovesse fallire.

Un uomo simile non potrebbe fallire  gli disse North.  Un uomo simile &#232; forte, ed &#232; con la forza  e solo con la forza  che possiamo vincere. Forse voi pensate che il governo sia forte e noi deboli, ma vi sbagliate. Il governo &#232; ricco e potente, ma non &#232; forte. Le sue membra massicce sono immobilizzate da diecimila corde, troppo sottili perch&#233; voi riusciate a vederle. Sono immobilizzate dalla religione e dalla morale, e dalla necessit&#224; di apparire religiosi e moralisti anche quando la religione vera e la morale autentica vanno in tuttaltra direzione. Sono immobilizzate dagli affari sporchi, dalle attivit&#224; illegali e dai politici corrotti che si sono gi&#224; accaparrati e spartiti le zone da controllare. Quando il governo comincer&#224;, e sar&#224; troppo tardi!, a muoversi e a intervenire contro di noi, vi renderete conto di quanto in realt&#224; sia maldestro e inefficiente. E pi&#249; forti diventiamo noi, pi&#249; sindebolir&#224;. La forza &#232; il nostro Dio! Dio non &#232; forse colui che esaudisce le preghiere? Ed &#232; la forza che esaudisce le nostre, che rende possibile a una nazione o a un uomo di ottenere quello che vuole.

Dalla zona buia della stanza arrivarono applausi sparsi.

Chi &#232; luomo che &#232; con lei, signore?  domand&#242; luomo col pigiama giallo.  Ci si pu&#242; fidare di lui?  Era il pi&#249; anziano del gruppo, aveva una grossa pancia, i capelli bianchi e una voce profonda e gelatinosa, come se provenisse dalle cavit&#224; pi&#249; remote dei polmoni soffocati di grasso.

No! Non ci si pu&#242; fidare di nessuno. Lei lo sa meglio di chiunque, ma se veniamo meno alla fiducia, ci aspetta la morte. Per tutta la vita ci hanno insegnato  loro ci hanno insegnato  a pensare che questa fosse la nostra debolezza. Ma io vi dico che questa &#232; invece la nostra forza! Siamo esseri soprannaturali messi alla catena da semplici esseri umani, e non dobbiamo voltare le spalle allimmagine di Dio che &#232; dentro di noi. Siamo una sacra compagine di fratelli, e quando ognuno di noi ne sar&#224; consapevole, diventeremo invincibili!

Un pesante sipario color porpora cal&#242; a dividere la zona buia da quella illuminata. Da dietro il sipario arrivava il rumore simile a quello di un tuono che aveva gi&#224; sentito. Gli uomini seduti intorno al tavolo si alzarono, i due in abito grigio si tolsero il cappello e si asciugarono il viso. Un uomo calvo in maniche di camicia sbirci&#242; nella stanza.  Chiamata alla ribalta! Inchinatevi, tutti insieme. Un solo inchino.

North gli prese la mano destra, il grassone la sinistra. Luomo in divisa prese la mano destra di North, e i due in abito grigio si separarono mettendosi ognuno a unestremit&#224; della fila. Come tanti bambini che giocano, si avvicinarono al punto in cui il sipario si apriva e fecero un inchino  North ne fece due  a un pubblico che riuscivano a malapena a intravedere.

Sta andando bene  gli disse North quando furono usciti nel corridoio scuro.  Li hai sentiti anche tu.

Credevo che dicessi sul serio. Credevo che stessi veramente per rovesciare il governo.

Infatti. &#200; cos&#236; che si cominciano a trasmettere le proprie idee alla gente. Fanno la stessa cosa anche nel nostro mondo.

Luomo in maniche di camicia ricomparve con un foglietto di carta in mano.  Se volete sedervi in platea, ci sono due posti vicini. La vostra prossima entrata in scena &#232; alle dieci in punto. Me lo sono scritto qui.

North dette unocchiata al foglietto e mormor&#242; un grazie.  Andiamo, c&#232; un passaggio intorno alla platea dove si trovano le uscite di sicurezza. Lavoravo qui prima che mi sbattessero in ospedale.

I posti erano in terza fila. Lui voleva chiedere a North se poteva comprare il popcorn, anche se sapeva benissimo che il popcorn si trovava solo al cinema, o almeno cos&#236; era nel mondo reale. Sentiva che anche Lara si trovava da qualche parte in quel teatro, e se solo fosse riuscito a trovare una scusa per alzarsi, avrebbe potuto incontrarla.

Unesile ragazza bionda sal&#236; sul palcoscenico portando con s&#233; un seggiolino e uno strumento che sembrava un incrocio fra una chitarra elettrica e una balalaica. Si mise a sedere sul seggiolino e cominci&#242; a suonare, cantando una canzone sui pirati. Mentre cantava, tre pirati dalla pelle scura presero a danzare silenziosi dietro di lei. Uno aveva una benda nera su un occhio, un altro un uncino al posto della mano e il terzo una gamba di legno; quello con la gamba di legno accompagnava la cantante con una piccola fisarmonica e danzando colpiva laria con la gamba come se fosse il manico della scopa di una strega. Quando la nave dei pirati si ferm&#242; a cento metri dalla sua vittima, il rollio delle fiancate si propag&#242; nel teatro e i tre danzatori sembrarono cinquanta.

Faceva tristezza, vero?  sussurr&#242; North.  Lei laggi&#249;, tutta sola. Anche al pubblico non piaceva molto. Una scena come quella era pi&#249; adatta a un night club.

Sul palcoscenico fu fatto scivolare un pianoforte e una donna anziana con laspetto di una donna delle pulizie suon&#242; Lisle joyeuse, il titolo era stampato sul programma. Lui chiuse gli occhi per ascoltare la musica; si sentiva molto stanco, anche se quel giorno non aveva fatto altro che ciondolare per la stanza dellalbergo. I pirati si erano trasformati in arlecchini e la loro nave era diventata snella, con una lunga prora e vele dalle strane forme. Lui aveva gi&#224; visto quelle figure e quella nave da qualche altra parte, forse in un quadro o su un pannello dipinto nel Reparto Arredamento.

Anche se non poteva vederla attraverso le palpebre abbassate, cap&#236; che Lara si era allontanata dal pianoforte. Allimprovviso ne fu certo, apr&#236; gli occhi e raddrizz&#242; la schiena: Lara aveva gi&#224; lasciato il palcoscenico. Si alz&#242; in piedi. Quando North gli afferr&#242; una manica, lui mormor&#242;:  Non mi sento bene  e si precipit&#242; nel corridoio deserto dietro alle uscite di sicurezza.

Sorpreso si accorse che il corridoio non era affatto deserto; davanti a ogni uscita di sicurezza stazionava un uomo alto dallespressione impassibile. Nessuno parl&#242; o fece qualcosa per fermarlo, ma lui cap&#236; che lavrebbero fatto, se avesse cercato di uscire dal teatro.

Invece corse dietro al palco, sicuro che Lara dopo essere uscita da una delle quinte  &#232; cos&#236; che vengono chiamate  non era scesa tra il pubblico e si trovava ancora l&#236;. Era buio come prima, ma a lui sembrava che la melodia suonata al pianoforte dallanziana donna, quelle note splendenti, scintillanti, avessero illuminato lambiente gli sembrava che i prismi di cristallo di qualche antico e inestimabile candeliere si fossero trasformati in uccelli, e quegli uccelli volassero. Rallegrato da questa luce, grazie alla quale riusciva quasi a vedere, spalanc&#242; una porta e vide lorso, che si sollev&#242; ringhiando sulle zampe posteriori. Anche se la bestia portava la museruola e la catena, lui sent&#236; un improvviso brivido di paura.

Eccoti qui  disse luomo in maniche di camicia.  Credevo che ti saresti perso lentrata  disse. Lui chiuse la porta.

No, no  disse.  Non posso farlo di nuovo.  Cerc&#242; di spiegargli di Lara.

Hai fatto un sogno, amico  gli disse luomo in maniche di camicia.  Te lo dico io. Madame stava suonando il piano, e tu ti sei fatto un sonnellino.

Lui disse:  Anche se &#232; solo un sogno, devo cercarla. Devo continuare a cercarla anche se ho solo una probabilit&#224; su un milione, perch&#233; &#232; lunica che ho.

No, anche se non fosse un sogno, tu stasera devi andare fino in fondo. C&#232; Klamm, il consigliere della Presidente, uno degli uomini pi&#249; importanti del paese.

Klamm?  domand&#242; lui.  Gli ho parlato una volta al telefono, ma era tedesco.

Luomo in maniche di camicia lo guard&#242; con maggior rispetto.  Infatti, Klamm &#232; tedesco.

Non pensavo che la Presidente avesse un consigliere tedesco.

North pass&#242; accanto a loro senza neppure guardarli.

Klamm &#232; un immigrato, ma ha un ruolo molto importante nel governo. Ora devi andare fino in fondo. Sta nel palco alla tua sinistra.

Lui fece per protestare, ma luomo in maniche di camicia lo spinse verso il palcoscenico.  Se vedo la tua Lara, te la mando su, la faccio entrare in scena. Promesso.

North stava gi&#224; entrando in palcoscenico, lui lo segu&#236;, cercando di sembrare un cospiratore, ma aveva il viso pallido per lo spavento. Aveva perso il cappello grigio da qualche parte, non si ricordava dove.

La scena era cambiata. Luomo in divisa era disteso su una cuccetta sotto a una coperta leggera.  E cos&#236; &#232; successo.

&#200; gi&#224; successo altre volte  disse North.

Voleva cercare Lara tra il pubblico e Klamm nel palco, ma era accecato dalle luci. Pens&#242; che la sua prima impressione era giusta, si trovavano in un seminterrato, ed era il teatro a essere una finzione, non lo spettacolo. Ho recitato la mia vita come un attore in uno spettacolo, senza conoscere la mia parte, pens&#242;. Lo capisco solo adesso.

North domand&#242; al grassone:  Quando succeder&#224;?

Il grassone scroll&#242; le spalle.  Oggi, signore. Domani, al pi&#249; tardi. Il sistema immunitario sta andando, e dopo si tratta solo di vedere quale virus lo aggredir&#224; per primo.

Uno degli uomini in abito grigio chiese:  Perch&#233;, Nick? Perch&#233; lhai fatto?

Mi dispiace, David  rispose luomo disteso sulla cuccetta.  Non sono riuscito a controllarmi.

North si volt&#242; dallaltra parte.  E in quel momento non cera nessuno che potesse aiutarlo.

I suoi occhi si erano abituati allintensit&#224; delle luci del palcoscenico e ora riusciva a vedere il pubblico: linee oblique di visi pallidi e indistinti nelloscurit&#224;, interrotte qua e l&#224; da qualche posto vuoto. In piedi (come sempre) accanto a North, facendo finta di guardare luomo sulla cuccetta, lui osservava quei volti nella speranza di incontrare quello di Lara. Non riusc&#236; a vederla, e allora gli venne in mente di cercare Klamm nel palco, ma non si ricordava se luomo in maniche di camicia gli aveva detto a destra o a sinistra, e se lindicazione era intesa dal punto di vista degli attori o del pubblico.

Klamm era l&#224;, unico occupante del palco, un uomo anziano dal viso duro, con i lunghi baffi lucenti e appuntiti tinti di nero e le guance flaccide appesantite dagli anni. Il granduomo indossava uno smoking, una camicia bianca e una cravatta bianca, e sembrava che stesse dormendo con gli occhi aperti, lo sguardo fisso davanti a s&#233;, come se stesse aspettando, sigaro in mano, attori pi&#249; importanti o temi pi&#249; nobili. Ma lattesa avrebbe potuto anche rivelarsi inutile.

I salmoni muoiono dopo aver deposto le uova  stava dicendo il grassone.  I fuchi dopo aver fecondato la regina. In molte specie, invece, i ragni maschi vengono divorati dalle loro compagne. Per lo meno questo ci &#232; risparmiato.

Lui si era voltato, e proprio in quel momento Lara era entrata nel palco di Klamm. Ora era in piedi accanto al vecchio e gli teneva una mano appoggiata sulla spalla. Indossava un abito luccicante che le fasciava il seno mettendolo in rilievo, un doppio arcobaleno viola, blu, verde e oro. Eppure, lui si disse, i suoi capelli erano ancora pi&#249; splendenti, erano un particolare della sua persona cos&#236; mutevole che ogni volta la rendevano diversa.

Fece un passo verso le quinte, e questa fu la ragione per cui fu il primo a vedere gli uomini armati di pistole.



12. I figli del drago

Dopo avergli trapassato il soprabito allaltezza del fianco, il primo proiettile uccise il moribondo sulla cuccetta. North si era messo subito a sparare, impugnando tutte e due le pistole. Altri poliziotti  se erano veramente poliziotti  stavano arrivando dallaltro lato del palcoscenico. Sulla gamba del pigiama giallo del grassone vide comparire una macchia di sangue che diventava sempre pi&#249; grande. Il grassone rimase a fissarla a bocca aperta tenendosi stretta la gamba con le mani grasse e ben curate, poi cadde a terra lentamente fino a che il tonfo del suo corpaccione fece rimbombare il palcoscenico.

Da questa parte  url&#242; North indietreggiando e fracassando il muro di cemento come fosse un telone dipinto. Lui si abbass&#242; per togliersi dalla traiettoria dei colpi di North e si trov&#242; faccia a faccia con un prestigiatore in un impeccabile abito da sera. Con gli abituali gesti aggraziati, il prestigiatore spalanc&#242; la porta di una cabina cremisi e oro.

North si precipit&#242; dentro e lui lo segu&#236;. Pi&#249; che udirla ebbe la sensazione che la porta si chiudesse alle sue spalle. Precipitarono nelloscurit&#224;, scivolando lungo qualcosa troppo ripido e liscio per riuscire ad appigliarvisi. In seguito avrebbe ricordato di aver avuto paura, quando la caduta si era interrotta, che da una delle pistole di North potesse partire un colpo.

Nessuna delle due pistole spar&#242;, ma lui sent&#236; sopra la sua testa detonazioni, grida e passi affrettati. Poi, uno strofinio e un lampo di luce: North aveva un accendino elettrico dargento. Si trovavano su una pila di materassi, come la principessa sul pisello della favola. Intorno a loro barili, scaffali e scatoloni ammucchiati.

North strapp&#242; con i denti il cellophane di un sigaro.  Sai dove ci troviamo?

Lui annu&#236;. Aveva visto una lanterna di carta e riconosciuto il posto.  Nello scantinato della bottega del cinese.

North dette un morso alla punta del sigaro e la sput&#242; via.  Abbastanza vicino. Siamo nel sotterraneo del teatro. La scena del prestigiatore doveva venire dopo la nostra, per questo lui stava preparando le attrezzature dietro il nostro fondale. Quella cabina gli serve per far scomparire gli attori che gli fanno da spalla.

Scuotendo la testa lui scese dalla pila di materassi impregnati di polvere.

Forse &#232; meglio se ce ne stiamo quaggi&#249; per un po  gli disse North accendendo il sigaro.

Lui aveva gi&#224; un piede sul primo scalino.  Su, spara pure  disse.  Loro ti sentiranno e capiranno dove siamo. Oppure puoi cercare di fermarmi. Io mi metto a gridare e loro ci sentiranno.  Tir&#242; fuori dalla tasca i fiammiferi di Sheng e ne accese uno, come aveva fatto Sheng in quella occasione che ora sembrava sepolta sotto una spessa coltre di fogli di calendario. Nellangolo dello scantinato polveroso apparve un drago fiammeggiante, rosso e giallo, che emetteva fumo nero. Sembr&#242; che gli facesse locchiolino e un attimo dopo svan&#236;.

Maledizione!  disse North raccogliendo il sigaro che gli era caduto di mano e calpestando le scintille.  Come hai fatto?

Buon divertimento  gli rispose lui salutandolo con la mano mentre saliva la scala che portava al negozio di Sheng.

Sheng e il dottor Pillo-Lin stavano seduti nel retrobottega a bere il t&#232;.  Io felice vede te  disse Sheng.  Questo figlio di sorella. Dottore. Uomo bravo. Tu vuole t&#232;? Tu compra qualcosa?

Il dottor Pillo-Lin tese la mano.  Ci siamo gi&#224; conosciuti pi&#249; o meno. Lei in quel momento era semi-incosciente. Poi lho vista durante la partita di moopsball. Lei era straordinario.

E adesso lei mi riporter&#224; l&#224;, o cercher&#224; di farlo.  Prese una sedia e si sedette.

Veramente no.  Il dottor Pillo-Lin fece una pausa.  Cio&#232;, non lo far&#242;, a meno che lei non lo desideri.

Pu&#242; darsi.  Si accorse che si stava massaggiando le tempie con la punta delle dita.  &#200; tutto cos&#236; strano.

Sheng ridacchi&#242;.  Uomo allegro, dei felici. No triste, contento, ride. No cattivo. Cattivo no &#232; allegro. Poi uomo muore, beve vino con dei e ride ancora.

Il dottor Pillo-Lin disse:  Ci sono momenti in cui la tensione della vita diventa insostenibile. Capita a tutti.

Gli venne in mente che North poteva salire dalle scale e ucciderli. Ma lui non poteva fare niente per evitarlo.

Tu dice  disse Sheng.  Nipote molto saggio. Sheng pazzo, ma pazzo vecchio e visto molto. Anche pazzo poi impara.

Lui non rispose e Sheng continu&#242; a parlare in tono quasi carezzevole.  Dice a dottor Pillo-Lin, tuo dottore. Sheng ascolta.

Va bene. Per cominciare, il suo nome. Che razza di mondo &#232; questo in cui uno si sveglia in ospedale e si sente dire che &#232; in cura dal dottor Pillo-Lin?

Il dottore sorrise, nascondendo la bocca con la mano.  Si tratta solo di questo? Vede, il nome della mia famiglia &#232; Di. Quando mi sono iscritto alla facolt&#224; di medicina ho pensato che non fosse adatto a un giovane medico, cos&#236; lho cambiato. Poi mi sono pentito spesso di averlo fatto, lo ammetto; ora penso che scegliere quel nome sia stata una goliardata. Ma ormai Pillo-Lin sta su tutti i diplomi e i documenti e sarebbe troppo complicato cambiarlo di nuovo.

Sono davvero alcolizzato?

Non credo. Ma se lei pensa di esserlo, sar&#224; meglio che smetta di bere.

Sheng disse:  Beve t&#232;  e gli vers&#242; il fumante liquido marrone nella tazza.

Se non sono un alcolizzato, perch&#233; lei ha detto che lo ero, quando mi hanno ricoverato? Era scritto sulla cartella clinica.

Il dottor Pillo-Lin era diventato serio.  La donna voleva denunciarla e mio zio mi aveva chiesto di prendermi cura di lei. Laveva vista cadere, capisce. Mancare a una promessa &#232; una cosa seria, dovrebbe saperlo. Se avessi detto che, a parte il trauma cranico, lei era sano, lavrebbero portata in un altro ospedale e poi in prigione. Mentre dicendo che era alcolizzato, sono riuscito a tenerlo ai Riuniti e a evitare che le venissero somministrate droghe psicoattive.

Capisco.  Lui annu&#236;, la spiegazione gli sembr&#242; troppo complicata per riuscire a capire tutto e subito.  Signor Sheng, mi trovavo in un teatro. Sono entrato nella cabina di un prestigiatore, sono caduto in una trappola e sono finito su una pila di vecchi materassi. Ma quando luomo con cui mi trovavo ha acceso laccendino, eravamo nel suo scantinato.

Casa &#232; di teatro. Sheng affitta negozio, Sheng bravo inquilino, paga sempre. Teatro non bisogno tutto sotterraneo, permette Sheng tiene mercanzia, e d&#224; Sheng chiave.

Il dottor Pillo-Lin disse qualcosa a Sheng parlando velocemente in cinese, poi domand&#242;:  Chi era luomo che stava con lei?

North.

&#200; molto pericoloso. Se ne rende conto?

S&#236;, lo so.

Se in questo momento North sta davvero nello scantinato di mio zio, devo informare le autorit&#224;. Lei avrebbe dovuto

In quellistante si sent&#236; sotto i loro piedi unesplosione seguita immediatamente da unaltra. Un demone, un essere alieno, una cosa fiammeggiante che non aveva nulla di umano (eppure sembrava carica di vita), venne su ululando dalle scale, and&#242; a sbattere contro la parete e si scaravent&#242; dentro la stanza dove stavano bevendo il t&#232;.

Ci fu una terza esplosione.


Lui stava in strada, seduto a bere t&#232;. No, caff&#232;. Un poliziotto in unaderente divisa azzurra teneva in mano una caraffa di porcellana bianca crepata. Dallaltra parte, chino su di lui, un infermiere in camice bianco.

Guarda!  disse il poliziotto.  Sta rinvenendo.

Un edificio era in fiamme. I vigili del fuoco lo stavano inondando dacqua. Lui domand&#242;:  Il signor Sheng sta bene?

Linfermiere disse:  Lei si trovava nella bottega del cinese? Questo spiega tutto.

Il poliziotto disse:  Lo hanno gi&#224; portato allospedale. Era piuttosto malridotto.

Linfermiere disse:  Appena arriver&#224; unaltra ambulanza, porteremo l&#224; anche lei.

Lui scosse la testa.  Non sono ferito. Solo un po stordito, ecco tutto. Cos&#232; successo?

Il poliziotto disse:  Nel teatro vicino &#232; scoppiato il panico. I Federali hanno tentato di far fuori alcuni attori e c&#232; stata una sparatoria. Qualcosa ha innescato un incendio probabilmente un proiettile vagante che ha colpito limpianto ad alta tensione per le luci.

Linfermiere disse:  Credevamo che tutti fossero usciti dal teatro prima che lincendio si propagasse. Poi labbiamo vista.

Il poliziotto disse:  Lei sta al Grand Hotel, vero? Le abbiamo trovato in tasca la chiave della stanza.

Lui annu&#236;.

Abbiamo trovato anche le chiavi della macchina, ma &#232; meglio che questa notte lei non guidi. Se non vuole andare allospedale, le chiamo un taxi per farla portare in albergo. Ha capito? Pu&#242; riprendersi la macchina domani.

Linfermiere domand&#242;:  Pensa di riuscire a reggersi in piedi?

Lui si alz&#242; per dimostrare che poteva farlo. Si sentiva le ginocchia deboli, ma riusciva a camminare.  Credo che il mio soprabito sia rovinato.

Lo credo anchio  disse il poliziotto.  Se ne dovr&#224; comprare uno nuovo. A proposito, controlli che non le manchi niente mentre io e Fred siamo ancora qui con lei.

Sentendosi uno sciocco, lui tir&#242; fuori il portafoglio e cont&#242; con attenzione i soldi mentre arrivava un altro carro dei vigili del fuoco facendo stridere i freni. Cerano poco meno di mille dollari in banconote che sembravano quasi autentiche. Il fascio di biglietti avvolti nella carta con su la scritta da dieci cent era ancora nella tasca del soprabito e cerano anche la mappa e la bambola.

Arrivati a un incrocio abbastanza lontano dallincendio, dove il traffico procedeva senza intoppi, il poliziotto lo aiut&#242; a salire su un taxi. Il poliziotto disse allautista:  Portalo al Grand Hotel, capito? In nessun altro posto. Alloggia l&#236;. Non preoccuparti, pu&#242; pagare. Se si sente male o succede qualche altra cosa lungo il tragitto, dillo a quelli dellalbergo quando arrivi.

Va bene  disse lautista.  Va bene.  Poi, quando la portiera del taxi fu chiusa, aggiunse:  Sa, queste corse non mi piacciono. Non becco mai una mancia decente.

Lui non rispose. Stava fissando fuori dal finestrino lincendio e pensava al dottor Pillo-Lin e a North. Si era dimenticato di domandare se il dottor Pillo-Lin stava bene e aveva avuto paura a chiedere di North. Ma probabilmente North stava ancora nello scantinato quando i fuochi artificiali erano scoppiati e doveva essere certamente morto. Quando lui aveva acceso il fiammifero magico che aveva fatto apparire il drago, North aveva lasciato cadere il sigaro e le scintille avevano incendiato i fuochi dartificio. Era stato lui a uccidere North. Non sent&#236; alcun rammarico e nessun senso di colpa per questo. Subito dopo gli venne in mente che North aveva corteggiato la morte, aveva voluto morire e nella sua folle ricerca aveva trasformato ogni incontro in una lotta allultimo sangue.

In albergo non ci sar&#224; nessuno che vuole andare in centro a questora. E poi al Grand Hotel c&#232; poca gente, Dovr&#242; fare il viaggio di ritorno a vuoto.

Lui disse che forse qualcuno voleva andare allaeroporto.

Sta scherzando? Non volano quando &#232; buio.

Lui mise via il biglietto da cento che teneva in mano e domand&#242; quanto distava il Grand Hotel dallaeroporto.

Venti, trenta miglia. Ma io devo portarla al Grand Hotel. Quel figlio di puttana ha preso nota del suo nome e del mio numero.

Mi domandavo se era possibile passare vicino allaeroporto, mi piacerebbe vederlo.

Per&#242; &#232; fuori strada  gli disse il tassista.

Allora non importa.

Quando era andato in macchina al Grand Hotel con North non aveva fatto quella strada. O, almeno, non riconosceva niente di quello che vedeva, anche se con tutta la neve che cera, era difficile esserne certi. Il taxi sinfil&#242; in una stradina fiancheggiata da squallidi edifici con le finestre illuminate. Un ubriaco dormiva (o forse era morto) sulla soglia di una casa. Si domand&#242; se luomo fosse morto in tutti e due i mondi.

Quando North era morto, Nixon aveva sentito una fitta, un brivido? Forse. Perch&#233; Nixon era un uomo leale, o almeno cos&#236; gli avevano detto. La lealt&#224; era stata la grande, splendida virt&#249; del presidente, la virt&#249; che lo aveva reso cos&#236; pericoloso.

Lui disse:  &#200; proprio ci&#242; che fa migliore un uomo che lo rende pericoloso per gli altri.

Ehi, parla come un libro stampato. Pi&#249; un uomo &#232; un uomo  Il tassista schiocc&#242; le dita cos&#236; forte che il suono sembr&#242; un colpo di pistola.

Se si ferma a un bar, le offro da bere.

Non posso bere quando sono in servizio, amico.

Da quel momento rimasero in silenzio. Lui guardava fuori del finestrino tentando di trovare il filo che univa tutto quello che gli era successo, ma un po alla volta i suoi pensieri si persero dietro gli edifici minacciosi fra il mistero e la magia della citt&#224;. Ricord&#242; unaltra citt&#224;, lappartamento di sua madre e lei che lo accompagnava a scuola a piedi tutti i giorni quando faceva le elementari. Ci sono degli uomini cattivi in citt&#224;, diceva, che rapiscono i bambini. Forse era vero.

Gli edifici correvano via, poi si arrestarono come soldati nazisti, sbattendo i tacchi ai semafori. Non cerano superstrade, cavalcavia, solo stradine tortuose abitate da gente dallaspetto sinistro e lunghi viali diritti con le corsie sepolte dalla neve. Anche se lui era nato proprio alla fine del mandato di Eisenhower, gli sembr&#242; di ricordare che era stato quel presidente a far costruire le superstrade, Eisenhower aveva prodotto Nixon e Nixon aveva prodotto North. La sua mente fu invasa dalle immagini livide di North intrappolato nello scantinato in fiamme che sparava alle lingue di fuoco.

Due viali si intersecavano ad angolo acuto e lui riconobbe un albero sempreverde vicino a un lampione che aveva i rami spezzati per il peso della neve. Aveva gi&#224; percorso questo viale, in una direzione o nellaltra. Nellaltra, mormor&#242; fra s&#233;. Gli sembr&#242; che, quando aveva visto lalbero dai rami spezzati, stesse andando nella direzione opposta e stesse guardando fuori dal finestrino della macchina rincagnata che linfermiera aveva dato a North. Per quale ragione?

Tir&#242; fuori dalla tasca le chiavi attaccate alla zampa di coniglio e le osserv&#242;. La zampa di coniglio non aveva portato fortuna alla macchina e nemmeno al coniglio. Forse la macchina era un coniglio. No, un coniglio sarebbe sicuramente scappato da quel vicolo, sarebbe fuggito lontano dalle fiamme, saltando sopra i bidoni della spazzatura e le bottiglie rotte, svuotate del vino di poco prezzo in cui non cera nulla del Cristo, vino prodotto al sole della California, buono solo a essere pisciato in un angolo di strada.

Ma qui cera la California? Cera sicuramente dove si trovava Marcella quando aveva chiamato, dove si trovava Emma che aveva preparato il bagno di Lara. Emma gli stava di fianco e, anche se non poteva vederla, lui sapeva che era un soldato nazista, un S.S. travestito. Avrebbe voluto dire: Allora, colonnello Hogan, ma le parole non gli uscivano di bocca. Il cassetto era aperto e dentro cera la lettera chiusa, la lettera sigillata con la ceralacca rossa. Aveva paura della donna, delluomo alle sue spalle.

Ecco, sto facendo ancora quel sogno, pens&#242;. E forse, quando mi sveglier&#242;, star&#242; dormendo accanto a Lara.

Sulla scrivania cera un solo libro, fissato al ripiano con un chiodo, cos&#236; nessuno avrebbe potuto rubarlo. Il titolo era stampato sulla copertina di marocchino nero in caratteri gotici oro antico: Das Schloss.



13. Il Grand Hotel

Si svegli&#242; nel momento in cui il taxi si fermava, molto probabilmente perch&#233; lautista aveva fatto in modo che la frenata lo svegliasse.  Fa ventisette e dieci  gli disse.

Lui gli allung&#242; trenta dollari e scese dallauto.

Invece di portarlo fino alla rampa dingresso, il tassista lo aveva lasciato nella strada sottostante. Sopra al lastricato la neve continuava a danzare una danza di fantasmi, di bianche forme roteanti che volteggiavano nel silenzio pi&#249; assoluto. In lontananza un campanile batt&#233; un colpo, e il suono cupo della campana rintocc&#242; spettrale per miglia e miglia sui campi ricoperti di neve. Un vento gelido lo sfior&#242; penetrandogli attraverso i vestiti.

Sent&#236; il rumore della risacca e si lasci&#242; alle spalle le finestre illuminate e accoglienti dellalbergo, attratto da un impulso che non riusciva a comprendere e a cui non sapeva resistere. La sabbia era cosparsa di blocchi di ghiaccio che si erano ammucchiati a formare un ammasso pi&#249; alto di lui.

Si inerpic&#242; lentamente, facendo molta attenzione, afferrandosi saldamente alle lastre con le dita irrigidite dal freddo, scivolando e cadendo spesso finch&#233; finalmente non raggiunse la cima e l&#236; si ferm&#242; a guardare loscurit&#224; piena di sussurri. Allora gli sembr&#242; di essere anchegli una creatura del mare, una foca, un delfino, un leone marino diventato uomo per qualche magia crudele, una magia come quella che aveva dato le gambe alla sirena in un racconto che un tempo laveva fatto piangere al pensiero di quella sirenetta che danzava, danzava col suo principe nel grande castello di Elsinore, danzava il minuetto mentre le unghie incandescenti della terra trafiggevano i suoi poveri piedi.

E a un tratto pens&#242; al tempo in cui la televisione non lo assorbiva completamente, quando riceveva per bocca di sua madre tutti i consigli di cui avrebbe avuto bisogno per navigare in quello strano paese dove si trovava ora. Ma non aveva dato molta importanza a quelle parole, o almeno non abbastanza, perci&#242; ora non sapeva riconoscere come una volta tutti gli orchi e i folletti, i giganti dinoccolati e gli gnomi danzanti. North era un mostro, questo era certo; e se North fosse stato invece una salamandra, il signore delle fiamme? E se ora North lo stava aspettando allhotel, se stava danzando impaziente proprio quel minuetto, aspettando furioso desplodere?

Sua madre non gli aveva forse insegnato un incantesimo contro le salamandre?

Sua madre non era morta, come una volta stupidamente aveva creduto. In qualche remota parte di s&#233; laveva sempre saputo. Aveva occultato questa sua convinzione per paura di apparire strano agli occhi dei suoi datori di lavoro, delle impiegate allUfficio Personale, degli ispettori e dei vicedirettori che non poteva pi&#249; chiamare ficcanaso (almeno non lui, n&#233; qualunque altro impiegato a ore); ficcanaso, quel che lui aveva per tanto tempo sognato di diventare, anche se non aveva frequentato il college, anche se non era considerato  e non lo era mai stato  un soggetto che poteva aspirare a far carriera.

Quella cosa di cera che avevano sepolto, non era sua madre. Si chiese dove fosse e perch&#233; non gli avesse mai telefonato o scritto, perch&#233; non avesse cercato di avvertirlo in qualche modo; ma forse laveva fatto, forse era proprio sua la lettera che giaceva nel cassetto foderato di verde che aveva sognato.

Tra le nuvole si apr&#236; uno spiraglio e la luna sfior&#242; loceano. Nel vedere quel frammento doceano tremolare alla luce argentata della luna ne fu certo, e fu certo anche di aver navigato per decenni, in una precedente vita; e sent&#236; che quella precedente vita stava ora ritornando. Rimase in equilibrio sul ghiaccio, ma quella consapevolezza era scomparsa. Del chiaro di luna riflesso sulle onde non restava che la luna affacciata sulle onde, e ora che si era abituato al morso salato del vento non provava pi&#249; gioia per laria pungente, ma ne avvertiva solo il senso di freddo. Dopo un po di tempo distolse lo sguardo dalloceano e cominci&#242; a scendere lentamente, scivolando spesso e afferrando le lastre di ghiaccio scheggiate con le mani irrigidite dal freddo, attravers&#242; lasfalto nero e la grande terrazza con i suoi fantasmi danzanti, sal&#236; la gradinata ed entr&#242; nel Grand Hotel.

Lentrata dellalbergo aveva una doppia vetrata con due porte. Fra la prima e la seconda vetrata stazionava solitario un fattorino, come la sentinella di un castello senza guarnigione, lultima sentinella lasciata da Cesare per sorvegliare le mura romane o il Reno. Il fattorino guard&#242; il suo soprabito bruciacchiato e bucherellato e il suo viso ustionato e disse:  Posso fare qualcosa per lei, signore?

S&#236;  rispose.  S&#236; che puoi. Almeno spero.  Voleva dire al fattorino il numero della stanza, ma non se lo ricordava, perci&#242; disse:  C&#232; stato un incendio. In un teatro e nel negozio di un cinese.

Il fattorino annu&#236; comprensivo.  Quale teatro, signore?  Aveva i capelli biondi e ricci come trucioli e portava il cappello a tamburello messo di traverso sopra un orecchio.

Non lo so  ammise.  Davano uno strano spettacolo sulla rivoluzione.

Ah, allora devessere lAdrian, signore. Bel posto.

Non pi&#249;  disse lui.  &#200; stato completamente distrutto dal fuoco.

Saranno stati di certo quelli del Governo, signore. Lei sa bene come sono.

Lui annu&#236; (anche se non lo sapeva) e gli chiese:  Non c&#232; nessuno al banco della reception?

A questora no, signore. Di notte me ne occupo io.

Verr&#242; con lei in ascensore, signore.  Il fattorino scroll&#242; le spalle.  Vede signore, per noi &#232; bassa stagione. Sa com&#232;, se le stanze dellalbergo avessero i caminetti  il fattorino si strinse di nuovo nelle spalle, un movimento impercettibile sotto la giacchetta rossa attillata.

&#200; stato il mio amico a fissare la stanza. Vorrei sapere fino a quando &#232; stata pagata.

Se vuole, signore, posso controllare.

Lui annu&#236;, tir&#242; fuori dalla tasca la chiave della sua stanza e lallung&#242; al fattorino che intanto aveva aperto la porta a vetri interna e gli faceva strada nellatrio.

Al banco, il fattorino apr&#236; un enorme libro e cominci&#242; a sfogliarlo.  Ecco qui, signore. A cominciare da ieri, o meglio, vista lora, dallaltro ieri. Per una settimana, signore. Quindi le restano ancora sei giorni, contando stanotte.

Nellascensore chiese al fattorino dove poteva comprarsi un cappotto nuovo. Gli pareva proprio che North avesse comprato le camicie, le cravatte e i cappelli senza allontanarsi dallalbergo; forse North sapeva davvero guidare, eppure aveva chiesto a lui di farlo, gli aveva sempre ordinato di guidare.

Lui disse:  Mi scusi, stava dicendo?

Dicevo che qui c&#232; un negozio, signore. Anzi, adesso stanno facendo dei grandi sconti, per via della bassa stagione. Al piano inferiore, signore. Trover&#224; anche un barbiere, una sala da biliardo e un mucchio di altre cose.

Mi scusi  disse lui.  Mi dispiace ma devo essermi perso nei miei pensieri.

&#200; naturale, &#232; un po scosso, signore. Deve averla scampata bella.

Non so  disse lui chiedendosi se in realt&#224; non fosse morto davvero. Si ricordava di aver sentito parlare del purgatorio quandera bambino; anche allora non ci aveva creduto, ma forse aveva sbagliato a non crederci, cos&#236; come aveva sbagliato tante altre cose da allora, sbagliato unintera serie di scelte che non aveva mai avuto fine finch&#233; un giorno Lara non lo aveva scelto. Cera il fuoco nel purgatorio? No, il fuoco era allinferno.

Gli parve che lascensore salisse troppo velocemente, a strattoni e scossoni. Non se ne era accorto subito, ma solo quando aveva rallentato permettendogli cos&#236; di vedere ogni piano e ogni corridoio, nervi e vene dellalbergo messi a nudo da quella gabbia di ferro battuto che gli mostrava ninfee e piramidi a un piano, cavalli dorati e covoni di fieno a un altro.

E a ogni piano, vene prosciugate e nervi immobili. Era questo che vedeva un bisturi mentre incideva la carne questi pezzi sezionati privi di vita.

Da piccolo aveva subito numerosi interventi e da allora mai pi&#249;. In quel momento si rendeva conto che la sua idea di sala operatoria era ancora quella di un bambino ti addormenti di giorno e ti svegli con la nausea. Questa era stata la realt&#224;: lascensore del chirurgo che girava dentro il suo corpo per vedere comera fatto. Il ferro battuto lo guard&#242; con lespressione feroce di una belva della giungla, con gli occhi roteanti di un toro dalle ali di avvoltoio e la testa barbuta di uomo.

Ultimo piano, signore.  Il fattorino tir&#242; fuori la chiave.  Laccompagno fino alla sua stanza, signore.

Ho un aspetto tanto orribile?

Mi sentir&#242; pi&#249; tranquillo se laccompagno, signore.  Il fattorino si affrett&#242; davanti a lui lungo il corridoio.  Eccoci arrivati, signore. Suite imperiale.  La porta si apr&#236; con uno scatto.  Lei e il suo amico siete i soli ospiti del piano, ma se avete qualche problema o altro, chiamate la reception. Sentir&#242; lo squillo del telefono.

Lui annu&#236;.

La stanza, che prima era fredda, era addirittura gelida. Mentre tirava fuori il portafoglio cerc&#242; di ricordarsi se aveva bevuto qualcosa insieme al tassista; era certo di s&#236;, altrimenti non si sarebbe addormentato lungo il tragitto. La banconota di taglio pi&#249; piccolo che aveva era da dieci dollari, ma pens&#242; che il ragazzo li meritava dopo tutto il tempo che avevano passato insieme, a consultare il grande libro, a contemplare il mare e a fare lautopsia del suo luogo di lavoro.

Grazie, signore.  Il fattorino toss&#236;.  Signore, abbiamo dei piccoli bracieri

S&#236;  disse lui.  Ne vorrei uno, se &#232; possibile.

Lambiente deve essere areato, ma non si preoccupi, saranno sufficienti gli spifferi di quelle portefinestre.  Il fattorino gli fece un mezzo sorriso.  Gliene porto subito uno.

Grazie  disse.

Quando il fattorino ritorn&#242;, lui si stava gi&#224; svestendo. Il braciere era molto piccolo, ma era meglio che niente. Lo mise in camera da letto, e quando spense la luce si accorse che il rame emanava un tenue bagliore, una sensazione di calore e conforto.


Quando al mattino si svegli&#242;, Lara non cera, e tutti i muscoli erano indolenziti. Il dorso della mano destra era bruciato come la manica del soprabito, e la scottatura era secca e gli doleva. Nel bagno cerano ancora lacqua di colonia e la schiuma da barba che North aveva comprato, ma nessuna delle due sembrava adatta per essere spalmata su una scottatura.

Servizio Medico, era stampato sul cartoncino di plastica bianca che spuntava da sotto il telefono. Compose il numero, e gli risposero che il dottore non cera, che di solito arrivava pi&#249; tardi e che a volte, durante la bassa stagione, non veniva nemmeno, ma che non appena fosse arrivato lavrebbe immediatamente chiamato (oppure no). Lui non si ricordava il numero della stanza, ma disse:  Sono nella suite imperiale, allultimo piano  e il telefonista disincarnato sembr&#242; aver capito.

Soltanto dopo aver riappeso il ricevitore si rese conto di essere riuscito a telefonare senza difficolt&#224;, senza lintromissione di voci pigolanti o di Klamm, e che qualcuno  forse la persona giusta  gli aveva realmente risposto.

Decise di chiamare di nuovo il suo appartamento, ma cerc&#242; immediatamente qualcosaltro da fare, qualcosa che allontanasse nel tempo il momento in cui avrebbe veramente composto il numero. Si accorse che il braciere era ormai spento, restava solo qualche scintilla rosso vivo fra la vaporosa cenere grigia. Aggiunse un po di carbonella dal contenitore di rame vicino al braciere, and&#242; in bagno a sciacquarsi le mani, stando attento a non bagnare la scottatura.

Il soprabito era irrimediabilmente rovinato. I pantaloni migliori dovevano essere sostituiti, ma potevano ancora andare abbastanza bene in attesa di comprarne di nuovi. Si vest&#236; lentamente, facendo attenzione alla scottatura e cercando di pensare pi&#249; alla colazione che alla telefonata e al suo appartamento, convinto che sarebbe stato pi&#249; saggio non pensare a niente finch&#233; non fosse lora di telefonare, telefonare per parlare con qualcuno che non sarebbe stata Lara, o con nessuno.

Squill&#242; il telefono.

Rispose. Era il dottore, come avrebbe dovuto immaginare.  Mi pare di capire che si &#232; scottato una mano.

S&#236;  disse lui.  Non credo che sia grave, ma sopra si &#232; formata una specie di crosta.  Decise di non parlargli delle scottature che aveva scoperto di avere sul viso quando si era rasato. Il medico le avrebbe viste da solo e avrebbe deciso se era il caso di curarle, oppure no.

Ho avuto anchio un piccolo incidente. Venga di sotto, per favore.  La voce del dottore gli suonava vagamente familiare.  Le applicher&#242; una pomata e le metter&#242; delle bende per proteggere la pelle finch&#233; non si cicatrizza. Mi trover&#224; nel seminterrato qui lo chiamano il piano inferiore.

Lascensore impieg&#242; molto tempo per arrivare. Suon&#242; tre volte prima di ricordarsi che cera un operatore per farlo funzionare e che si sarebbe senzaltro infastidito. Quel giorno loperatore era un adolescente imbronciato pieno di foruncoli.

Piano inferiore  disse.

I piani che si intravedevano scendendo e che la notte prima gli erano sembrati abbandonati ora gli apparivano desolati. Pens&#242; di essere lui stesso un fantasma, su un ascensore fantasma in un albergo fantasma; pens&#242; che quelledificio era stato demolito tanto tempo prima, e sostituito da condomini affacciati sul mare, orribili strutture bianche e silenziose, a loro volta minacciate dalla distruzione. Condomini avvolti in sudari bianchi di sale, destinati a essere demoliti se solo si fosse trovato qualcuno che comprasse il terreno pagandolo sullunghia e in anticipo perch&#233; fossero abbattuti.

Apparve latrio, ancora deserto, se si eccettuava un giovane magrolino e occhialuto seduto dietro al banco della reception. Atterrarono come elicotteri, nellantro senza finestre delle boutique, tutte buie e serrate, tutte (a giudicare dallapparenza) pronte a giurare che non erano aperte, e non lo erano mai state.

Da che parte &#232; lambulatorio medico?  domand&#242;.

Il ragazzo glielo indic&#242;.

E pu&#242; dirmi fino a che ora servono la colazione al bar?

Fino allora di chiusura  rispose il ragazzo, e sbatt&#233; la porta in ferro battuto.

Pass&#242; davanti alla fila di negozi e volt&#242; dietro un angolo. Lantro cavernoso era ancora pi&#249; ampio, ravvivato da una fila di balconate. Dal soffitto pendevano bandiere impolverate come tante stalattiti; ne riconobbe solo due o tre. Di chi era laquila a due teste? E il grifone che artigliava laria?

Da questa parte, signore!

Un grassone in maniche di camicia che si sosteneva a una stampella, si sporse da una sottile balconata per fargli cenno con la mano. Lui rispose con un altro cenno e sal&#236; una breve rampa di gradini metallici che cigolavano e rimbombavano sotto i suoi piedi, domandandosi se per caso non ci fosse un ascensore e se il dottore (che non sembrava in grado di salire scale) fosse stato costretto a passare di l&#236;.

La porta del dottore era lunica con la luce accesa, una porta vecchio stile coi vetri zigrinati e la cornice di quercia. Sul vetro, a chiare lettere, cera scritto C.L. APPLEWOOD. Medico Chirurgo.

Allinterno non cerano segretarie, n&#233; infermiere. Il dottore stava seduto dietro alla scrivania in fondo alla stanza lunga e stretta. Aveva i tratti del viso marcati: la mascella pronunciata, il viso sbarbato, quel tipo di fronte alta alla Shakespeare che i capelli bianchi e la calvizie incipiente regalano a tutti gli uomini, il doppio mento che richiedeva una grande abilit&#224; nella rasatura. Su tutto, un velo di fine cipria bianca tipico degli attori.

Bene! Bene!  Le parole risuonarono forzate.  Sono contento che ce labbia fatta, signore! Grandioso! Anche noi ce labbiamo fatta, salvo il povero Daniel. &#200; morto! Proprio cos&#236;, morto stecchito, e non ho potuto fare niente per salvarlo, signore, nessun medico avrebbe potuto salvarlo, da Ippocrate in poi. Lhanno beccato! Hanno sistemato il povero Daniel una volta per tutte. Hanno beccato anche me, come vede. Una pallottola, calibro trentotto credo, mi ha trapassato la coscia. Se mi avesse anche solo sfiorato larteria femorale, adesso non sarei qui! Sarei un cittadino dellaltro mondo, col povero Daniel al mio fianco. Invece sono riuscito ad allontanarmi a tentoni prima che divampasse lincendio  come lei, signore, a quanto vedo  e il nostro coraggioso Carlos ha sparato al mascalzone che era di guardia alluscita degli attori.

Il dottore rise con un suono cupo e gutturale, come quello soddisfatto, tra il coccod&#232; e il chicchirich&#236;, di un grosso gallo.

E ora, signore, se lei mi scuser&#224; per non essermi alzato, io la scuser&#242; per non avermi stretto la mano. Me la mostri.



14. Il mare dinverno

Il bar era vuoto. Un cartello bianco e nero su un sostegno di legno diceva: ACCOMODATEVI.

Lui si sedette a un tavolo vicino a una grande vetrata, simile a quella di una serra. Al di l&#224; della vetrata una bassa scogliera o un promontorio, o forse solo la parete della galleria ornata di bandiere da cui era appena uscito; ancora pi&#249; oltre, una vasta distesa di sabbia sulla quale loceano aveva creato una cava identica a quella che lui aveva visto alcuni anni prima su un numero speciale di National Geographic: statue inespressive appoggiate o distese qua e l&#224; fra i resti e i frantumi di altre sculture, alcune ultimate, altre incomplete, altre ancora appena abbozzate, tutte ricavate da blocchi di ghiaccio marino.

Una lo stava fissando. Era una statua posta a una certa distanza sulla spiaggia, a met&#224; strada fra la terra e loceano, che lo osservava insolente e silenziosa mentre lui prendeva il tovagliolo dal bicchiere e girava la tazzina di caff&#232;.

Sembrava impossibile che la polizia avesse scelto un tale metodo per spiarlo, eppure era sicuro che fosse cos&#236;. In qualche modo dovevano eliminare tutti quelli che avevano visto sul palcoscenico: lui, North, i due uomini daffari, il dottor Applewood e luomo in divisa dellesercito. (Ma quello era facile da eliminare anche il dottor Applewood lo aveva detto.)

Anche lui era facilmente eliminabile. Il poliziotto aveva guardato nel suo portafoglio, aveva visto la chiave dellalbergo e aveva detto allautista dove portarlo. Sapevano dove stava e sicuramente avevano mandato qualcuno a controllarlo.

Vuole un caff&#232;, signore?

La cameriera aveva circa ventanni, molto petite, con i capelli neri tagliati corti che gli incorniciavano il viso come le ali di un morbido uccello nero, un uccello deciso a covare il suo volto ovale o se laveva gi&#224; covato, a proteggerlo dagli aspri eventi del mondo.

S&#236;  lui disse.  E un succo darancia, se &#232; possibile.

Lei rispose:  Vuole una spremuta, signore?  e gli strizz&#242; locchio.

Lui era troppo sorpreso per riuscire a ricambiare locchiolino, ma rimase a osservarla mentre si allontanava trotterellando sulle sue scarpe nere lucide dai tacchi altissimi (perch&#233; era piccola di statura, si disse). Indossava una cuffietta bianca e un vestito di seta nera con un grembiulino bianco, come le cameriere in un vecchio film di Cary Grant.

Un profumo fragrante di caff&#232; fresco gli fece capire che la ragazza aveva riempito la sua tazza, anche se lui non se nera accorto. Il caff&#232; era nero come il suo vestito, nero come le sue scarpe, e lui cap&#236; che non sarebbe stato pi&#249; capace di vedere qualcosa di nero  un caff&#232; o un cielo notturno  senza pensare alle scarpe o al vestito di quella ragazza. Mise un po di crema di latte nella tazza (cosa che faceva raramente), guard&#242; fuori dalla vetrata e ricord&#242; le notti con Lara.

Davanti allalbergo, a poco meno di mezzo miglio da dove lui sedeva, stava passando una grande nave bianca; procedeva lentamente come se andasse controvento con i motori al minimo. A scuola un insegnante una volta aveva detto: Lenta come una nave dipinta su un oceano dipinto.

Era sicuro che Lara fosse sulla nave, su quella nave bianca che sarebbe sembrata molto pi&#249; appropriata in Florida o in un posto simile, il Golfo del Messico, il Pacifico o il Mediterraneo. Era sicuro che Lara lo stava osservando col binocolo mentre lui sorbiva il caff&#232;, sorbiva lacqua ghiacciata che la ragazza dalle scarpe nere doveva avergli portato. Gli aveva portato lacqua ghiacciata anche se lui non se nera accorto, gli aveva portato lacqua anche se lui era seduto davanti allacqua e al ghiaccio che scorrevano in eterno. La ragazza port&#242; la spremuta darancia e gliela pos&#242; davanti con la sua manina delicata ornata da lunghe unghie cremisi, una mano completamente priva di anelli.  Desidera altro, signore?

In questo momento  lui disse  vorrei che lei si sedesse qui a parlare con me.

Non posso, signore. Pensi se arrivasse il direttore.

&#200; un posto solitario questo  le disse lui.

Lo so, signore. Lei &#232; lunico ospite lunico in tutto lalbergo.

Mi meraviglia che lo tengano aperto.

&#200; il periodo peggiore dellanno. In genere la stagione termina alla fine di luglio e ricomincia a marzo.

Cerc&#242; disperatamente di pensare a qualcosa da dire o a un commento da fare per trattenerla.  Viene tutti i giorni fin qui dalla citt&#224;?

Certo. Qui non c&#232; niente da fare.  Si guard&#242; intorno per vedere se qualcuno poteva sentirla.  Voglio dire, per noi. Per gli ospiti &#232; unaltra cosa.

Sarebbe a dire?

Oh, ci sono le terme, i campi da tennis al coperto, e cos&#236; via. Ma noi non possiamo usarli. Cosa vuoi per colazione?

Lui not&#242; con tristezza che adesso non aveva detto signore, anzi, gli aveva dato del tu. Non lo considerava pi&#249; un cliente, ma solo un altro corteggiatore importuno. Lui domand&#242;:  Che c&#232; di buono?

A bassa voce lei rispose:  Io  e poi in tono normale:  Perch&#233; non prendi una cialda? Il cuoco &#232; un vero specialista. Ne abbiamo per tutti i gusti.

Portami quella che preferisci.

La ragazza annu&#236;.  Vado a prenderti altro caff&#232;.

Va bene, fai presto.

Lei si allontan&#242; lentamente, annotando lordinazione sul taccuino. Quando scomparve dietro la parete divisoria, lui parl&#242; allinespressivo volto di ghiaccio sulla spiaggia.  Hai sentito quello che abbiamo detto? Riferirai tutto?

La statua non rispose.

Il dottor Applewood non si era preoccupato della presenza di spie, telecamere o microfoni nascosti. Quando lui gli aveva chiesto del teatro, il dottor Applewood si era alzato e aveva afferrato lo schienale di una delle vecchie sedie di legno: Ricorda le nostre attrezzature di scena, signore? Questa era quella che usavo per picchiare e battere sul pavimento come fa una vecchia signora con un bastone!

Ma perch&#233; il dottore, nonostante la gamba malandata, era venuto in un albergo che aveva un solo ospite? E  domanda altrettanto importante  perch&#233; la ragazza gli aveva detto che lui era lunico ospite? North risultava ancora registrato allalbergo. Anzi, North poteva tornare nella stanza mentre lui mangiava la sua cialda o poteva essere gi&#224; tornato mentre il dottor Applewood gli fasciava la mano. Erano riusciti a fuggire tutti, a eccezione di Daniel, cos&#236; aveva detto il dottore. Daniel era stato fatto secco, ma dove si trovava North? Avrebbe telefonato? Probabilmente no la polizia poteva aver messo il telefono sotto controllo per ascoltare tutte le telefonate in partenza o in arrivo.

Bevve un sorso di caff&#232;. Era ottimo.

Se avesse avuto un cappotto, sarebbe potuto uscire dallalbergo. Ci doveva essere un posteggio da qualche parte. Se North aveva preso la macchina, che lui aveva lasciato accanto al teatro, lui lavrebbe riconosciuta e si ricord&#242; di avere ancora le chiavi in tasca.

Ma probabilmente North non aveva usato la macchina. Probabilmente era bruciata insieme al teatro era lui che aveva la chiave, non North. Eppure era possibile che North avesse usato la macchina. North gli aveva dato la chiave, ma non gli aveva detto che era lunica copia; e non era da lui dare a qualcuno lunica chiave e rinunciare alla possibilit&#224; di usarla.

I ladri sapevano mettere in moto una macchina senza usare la chiave di accensione, mettendo in contatto i fili e anche North, che si era fatto un attrezzo per aprire larmadietto con filo elettrico, ne sarebbe sicuramente stato capace. Un uomo in doppio petto e gilet entr&#242; nel bar e si sedette non lontano da lui. Quando la cameriera gli port&#242; la cialda, lui le domand&#242; chi fosse.

Probabilmente un ospite dellalbergo. Ma non so non lho mai visto prima dora.

Avevi detto che ero lunico ospite.

Ieri tu e il tuo amico. Quel signore probabilmente &#232; arrivato ieri sera e io ho preso servizio solo unora fa.

Devi pagare pegno per non avermi saputo dire il nome di quelluomo: ora devi dirmi il tuo.

Lei sorrise:  Fanny.

Davvero?

Ti pare che mi inventerei un nome simile? Io so chi sei tu. Sei A.C. Pine e stai nella Suite Imperiale.

La ragazza se nera andata prima che potesse risponderle. Mentre mangiava la sua cialda (la sera prima non aveva cenato ed era cos&#236; affamato che avrebbe potuto mangiarne cinque), si mise a pensare alle iniziali. Che significavano A.C.? Probabilmente Fanny glielo avrebbe chiesto ed era meglio che non si trovasse a rispondere Abner Cecil. Abraham Clyde? Arthur Cooper? Allultima sorsata di spremuta darancia aveva deciso di chiamarsi Adam qualcosa.

Il piano inferiore non era deserto come lo ricordava. Parecchi negozi erano illuminati e si sentivano dei passi. Il primo negozio in cui dette unocchiata era un salone di bellezza. Una bionda laccata si stava mettendo lo smalto alle unghie in attesa di clienti.  Buongiorno  disse lui.

Lei lo guard&#242; senza un briciolo di interesse.  Salve.

Bella giornata.

Fa un po pi&#249; caldo fuori?

Non lo so  disse lui.  Non sono ancora uscito.

La bionda sospir&#242; guardando da unaltra parte. Poi, di nuovo verso di lui:  Io s&#236;. Mi creda, non &#232; una bella giornata. C&#232; un vento micidiale.

Non avr&#224; molto lavoro, allora.

Lei si strinse nelle spalle.  Comunque io rimango qui. Ho solo questo negozio.

Se volessi cambiarmi il colore dei capelli

Lo guard&#242; interessata:  Lo vuole davvero?

Non oggi. Fra qualche giorno, forse.

Certo, posso tingerglieli di qualsiasi colore. Le costerebbe venti dollari.

Mi sembra un po caro.

E va bene facciamo quindici. Ma &#232; il minimo che posso farle. Se sapesse quanto mi fa pagare daffitto lalbergo

Allora facciamo venti, ma lei mi deve promettere che non lo dir&#224; a nessuno. Daccordo?

Affare fatto. Comunque sappia che non racconto mai a nessuno dei miei clienti.

E ora, lei  Sinterruppe. Appena un po sulla sinistra della testa della bionda cera il manifesto pubblicitario di uno shampoo. La donna dellimmagine era Lara.  Pu&#242; dirmi se c&#232; un posto dove possa comprare abiti da uomo?

Ce ne sono tre, ma non so

Dietro di lui la porta si apr&#236; ed entr&#242; Fanny, la cameriera. La ragazza sembr&#242; altrettanto sorpresa di lui nel vederlo.  Ciao  disse lui.

Oh, come va?  La ragazza rimase in silenzio mentre lui spostava lo sguardo da lei alla bionda. Poi Fanny disse:  Hai tempo?

Credo di s&#236;.

Pensavo di farmi la permanente. Sono libera fino allora di pranzo.

La bionda disse:  Ma non ne hai ancora bisogno. Non &#232; meglio che ti faccia lo shampoo e te li metta in piega?

Lui disse:  Bene, sar&#224; meglio che vi saluti  e usc&#236; nella galleria. Fece una cinquantina di passi e poi gli venne in mente di tornare indietro e mettersi ad ascoltare.

Esit&#242; per qualche secondo, indeciso. Laveva visto fare centinaia di volte agli attori, in televisione e al cinema, ma gli sembrava che non fosse possibile nella vita reale. Le ragazze lo avrebbero sentito, oppure avrebbero parlato del pi&#249; e del meno. Ma questa era la vita reale?

Torn&#242; sui suoi passi il pi&#249; silenziosamente possibile, contento che non ci fosse nessuno che poteva vederlo (eppure qualcuno poteva esserci) e sentendosi piuttosto sciocco.

uno stupido seccatore Era la voce della bionda. Fanny rispose risentita, ma cos&#236; a bassa voce che quasi non riusciva a sentirla:  Gli ho parlato a colazione. Dovevo farti rapporto. Sai quali sono gli ordini.

Lui si allontan&#242; in punta di piedi.

Al banco vendita del primo negozio dabbigliamento maschile che incontr&#242; cera una donna. Il fatto lo sorprese. Compr&#242; un cappello nuovo e un cappotto pesante e, dietro suggerimento della donna, un gilet di lana da indossare sotto la giacca. Ordin&#242; anche un paio di pantaloni di lana. Lei gli prese la misura delle gambe, segn&#242; le cuciture col gesso e gli disse che i pantaloni sarebbero stati pronti il giorno seguente. La donna aveva intorno alle spalle un metro da sarto come la stola di un officiante e i capelli grigi raccolti in una crocchia.

&#200; lei che gestisce questo negozio?

E chi se no?

&#200; un posto solitario, soprattutto in inverno.

Vuole rapinarmi? Faccia pure, non c&#232; un soldo. Far&#242; la denuncia allassicurazione e forse mi daranno un po di denaro. Ma se fa tanto da colpirmi, lammazzo.

Lui esit&#242;, sicuro che la donna stava scherzando, ma incerto su cosa dire.

Lei gli dette alcuni colpetti sui fianchi.  Sotto questa giacca non c&#232; posto per una pistola. Se vuole, gliene faccio una pi&#249; adatta. Le coster&#224; da cinquanta a cento dollari, dipende dalla stoffa.

Io non porto pistole.

Uno strangolatore, eh?  Scarabocchi&#242; alcune cifre su un pezzo di carta.  Settantasette per il cappotto cinquanta per cento di sconto, prima costava centosessantacinque. Venticinque per il cappello. Quindici per il gilet ma visto che &#232; un buon cliente le far&#242; dieci e addio al mio guadagno. Deve anche pagarmi in anticipo i pantaloni, non voglio rischiare che non torni a ritirarli. Ventitr&#233; per i pantaloni, comprese le modifiche. In totale facciamo centotrenta. Ecco una confezione da cinque di fazzoletti di puro lino irlandese. Se esce, il naso comincer&#224; a colargli come una fontana. E una cravatta in omaggio.

Lui disse:  Non la voglio. Sono pieno di cravatte.

Va bene, ecco cosa far&#242;. Visto che lei oggi &#232; il mio primo cliente e mi &#232; simpatico, le dar&#242; questa sciarpa di lana a met&#224; prezzo.  Dette unocchiata al cartellino.  Quindici e novantacinque, cento per cento pura lana vergine. &#200; sua per otto dollari, occasione valida solo per oggi.

Va bene, la prendo, ma voglio anche una piccola informazione. C&#232; qualche posto qui nellalbergo dove una donna pu&#242; farsi i capelli?

Lei scosse la testa.  Ci sarebbe un posto, da Millicent, ma Millicent non c&#232; &#232; il suo periodo di ferie, non apre fino al ventuno di questo mese.

Mi sembra di averla gi&#224; vista lultima volta che sono stato qui. Una donna bionda, snella, con un naso un po lungo

Nooo  la proprietaria del negozio stava controllando la merce che gli aveva venduto.  Non era lei. Il cappotto lo indossa subito, vero? E la sciarpa e il cappello. I pantaloni saranno pronti domani pomeriggio. E il gilet? Io lo indosserei, soprattutto se ha intenzione di uscire.

Far&#242; cos&#236;  disse lui e si tolse la giacca.

Aspetti un momento, le tolgo il cartellino. Ehi, ha una bambola magica! Anche mio nipote ne aveva una.

Lui aveva appoggiato la giacca sul bancone e Tina spuntava dalla tasca.

Non sapendo che altro dire, lui disse:  Vuole guardarla? Faccia pure.

Lei lo fiss&#242;.  Lo sa cosa rischia dicendo una cosa del genere? Un sacco di donne non amano affatto questi oggetti.

Vuole forse romperla?

Lei scosse la testa.  No, io non farei mai una cosa del genere.

E allora perch&#233; non le d&#224; unocchiata?

Lei sfil&#242; delicatamente la bambola dalla tasca.  Mio pap&#224; ne aveva una e mamma diceva che di notte, quando pensavano che lei dormisse, lui e la bambola parlavano. Adesso credo di capire per cosa le serviva la parrucchiera Per&#242; dovrebbe tenerla in una scatola &#232; cos&#236; che fanno quasi tutti. Prendo un pettine e le sistemo un po i capelli.



15. La terra dinverno

Uscendo dal negozio di abbigliamento maschile pass&#242; accanto allambulatorio del dottor Applewood, che per&#242; era al piano superiore mentre lui si trovava su quello inferiore. Attraverso i vetri zigrinati non si vedeva nessuna luce accesa; si domand&#242; se il dottore era andato a casa o se invece lavevano arrestato. Era probabile che Applewood fosse una spia, che fosse stato lui a chiamare Klamm e gli agenti di Klamm, che la ferita che aveva ricevuto nel teatro fosse un incidente o un trucco, e che Applewood quella mattina fosse ritornato in albergo seguendo le istruzioni di Klamm o della polizia.

Pens&#242; di provare ad aprire la porta, entrare nellambulatorio e frugare nella scrivania, ma poi decise di non farlo. Non era da escludere, anche se era poco probabile, che loro non sapessero nulla del dottor Applewood. Ma in caso contrario sarebbero senzaltro venuti a sapere che lui era entrato nellambulatorio del medico o anche che aveva solo sfiorato la maniglia della porta. Non era da escludere inoltre che loro non avessero saputo dove lui si trovava  cosa che invece ora sapevano bene  finch&#233; non aveva messo piede in quel bar. Questultima ipotesi, per&#242;, non lo convinceva del tutto.

In ogni caso, aveva gi&#224; fin troppo caldo, infagottato comera nel panciotto, cappotto e sciarpa. Non vedeva lora di uscire da l&#236;. Qualche metro oltre lambulatorio del medico vide una scala con la scritta PARCHEGGIO; sal&#236; i gradini e apr&#236; una porta di ferro arrugginita.

Fu investito di colpo dal vento di cui aveva parlato la bionda; non era forte, ma insistente e molto freddo. Sent&#236; subito che non era un vento di mare, ma di terra; non portava con s&#233; il sapore della salsedine, sembrava invece che avesse soffiato per miglia e miglia sopra distese deserte di neve.

Da dove si trovava non riusciva nemmeno a vedere il mare. Appena fuori dalla porta arrugginita, in un piccolo parcheggio da cui avevano spalato via la neve, cerano quattro auto tutte parcheggiate a ridosso della porta. Non vide la Mink rincagnata di cui aveva ancora le chiavi in tasca, anche se due di quelle auto le assomigliavano molto. La terza era una decappottabile rossa appena pi&#249; grande della Mink, la quarta una limousine nera con i seggiolini pieghevoli nel vano posteriore, unauto capace di trasportare otto persone in tutta comodit&#224;. Quella era senza dubbio la macchina con cui erano venuti gli agenti di Klamm, Fanny, la bionda a cui Fanny aveva fatto rapporto, il nuovo ospite del bar, e forse anche il dottor Applewood. Si chiese chi di loro fosse alla guida. La bionda, certo, era proprio il tipo che vuole sempre guidare, che quando pu&#242; impedisce agli altri di farlo; doveva avere una guida veloce, sempre a sgommare e a impalarsi sul freno, il tipo di guida che avrebbe avuto North, se avesse guidato.

Prov&#242; ad aprire la portiera della limousine con le chiavi della Mink. Non andavano bene, anzi, non entravano nemmeno nella serratura. Con suo stupore il baule non era chiuso a chiave. Lo apr&#236; e trov&#242; un mucchio di fogli di carta sparpagliati; qualcuno aveva messo l&#236; dentro un raccoglitore, ma il movimento della limousine laveva fatto rovesciare. Il vento prese due fogli di carta e li fece svolazzare sullasfalto ghiacciato come polli terrorizzati.

Lui ne afferr&#242; un terzo prima che riuscisse a fuggire e gli dette unocchiata, poi lo lesse con attenzione sbalordita.


NOME: Wm. T. North, Bill North, Billy North, Richard North, Ted West. Nome attuale ignoto. Il primo nome &#232; il pi&#249; usato.

DATA DI NASCITA: Ignota.

LUOGO DI NASCITA: Ignoto, probabile Visitor.

STATURA: m 1.80 circa Peso: kg 77 Capelli: Scuri, calvizie. Spesso si lascia crescere i baffi.

OCCHI: Azzurri.

CARNAGIONE: Rosea.

SEGNI PARTICOLARI: Scottature sui palmi delle mani. Varie piccole cicatrici sugli avambracci, forse recenti. (North si automutila). Tatuaggio sotto il polso destro RN. Porta spesso un orologio da polso per nascondere il tatuaggio.


12/7/87 aderisce a Settembre Azzurro. 11/12/87 a capo dello Stivale di Ferro. Arrestato 6/6/88, Ospedali Psichiatrici Riuniti. Abile tiratore, porta spesso due, perfino tre pistole. Abile lanciatore di coltelli, pu&#242; portarli legati al polso, al braccio o alla caviglia. Violento, temperamento impulsivo. Estremamente pericoloso.


Cera anche una foto di North (sembrava un po pi&#249; giovane di come lo ricordava) e una serie di impronte digitali. Rimise il foglio nel raccoglitore e frug&#242; tra le altre carte, in cerca di un rapporto dello stesso tipo sul dottor Applewood o magari su se stesso. Non trov&#242; altro che un foglio intestato Daniel Paul Perlitz e il timbro deceduto. Il dottor Applewood aveva chiamato luomo in uniforme proprio Daniel.

Chiuse il baule di colpo, nel timore improvviso di essere osservato. Non sentiva pi&#249; quel caldo soffocante; mentre ritornava alla porta arrugginita aveva freddo ed era ansioso di raggiungere il calduccio dellalbergo e di ripararsi dal vento. Infil&#242; una mano in tasca per essere sicuro di avere ancora la chiave della sua stanza.

La porta di ferro era chiusa, e n&#233; la chiave della stanza n&#233; quella dellauto rincagnata riuscirono ad aprirla. E dopo un istante pens&#242; che quel parcheggio probabilmente era riservato agli impiegati e ai concessionari che affittavano i negozi e gli uffici della galleria. Loro sicuramente avevano anche la chiave per aprire quella porta. Avrebbe dovuto fare il giro per entrare dallingresso principale dellalbergo e avrebbe dovuto farlo camminando in mezzo alle raffiche di neve.

Con il bavero del cappotto alzato e la sciarpa sollevata fino a coprirgli il naso (ringrazi&#242; tra s&#233; la donna che laveva convinto ad acquistarla), si guard&#242; intorno in cerca di un passaggio tra la neve. Non cera altro che il vialetto da cui erano arrivate le automobili che ora era sepolto dalla neve nei punti in cui batteva il vento. Il vialetto sembrava condurre ad alcune costruzioni sparse che si intravedevano in lontananza, quasi cancellate dal biancore della neve.

Lalbergo si apriva in due lunghe ali laterali. Forse non proprio cos&#236; lunghe se si percorrevano passeggiando per i corridoi, ma lunghissime per lui che avrebbe dovuto camminare con la neve alta fino alla vita, prima in una direzione e poi nellaltra, per aggirare ledificio. Cominci&#242; a fare qualche passo, poi abbandon&#242; lidea. Prima o poi il passaggio si sarebbe collegato alla strada che costeggiava il mare.

Attravers&#242; il parcheggio pensando allinsufficienza del suo equipaggiamento: il cappotto, il gilet e la sciarpa erano stati degli ottimi investimenti, ma avrebbe dovuto scegliere un berretto anzich&#233; un cappello. Un berretto di pelliccia con i paraorecchie allacciati sotto il mento, o magari uno di quei cappucci di lana che la commessa aveva chiamato balaclavas, ma che lui non aveva degnato di uno sguardo.

Aveva anche bisogno di un paio di guanti. Gli sembr&#242; assurdo non aver pensato a comprarne un paio; aveva le dita gelide, anche se aveva infilato le mani nelle tasche del cappotto. Ma aveva soprattutto bisogno di un paio di stivali invece di quelle scarpe; il breve tentativo di camminare sul vialetto era bastato a riempirgli le scarpe di neve, e nonostante si fosse mosso di continuo, sentiva che gli si stavano gelando i piedi. Come se non bastasse, continuava a scivolare, le suole lisce si rifiutavano di far presa sullinvisibile strato di ghiaccio che ricopriva lasfalto a chiazze sparse e si rifiutavano di far presa sui mucchi di neve compatta.

Era uscito dal parcheggio e aveva imboccato il sentiero quando vide la foto di Fanny; prese in mano il foglio e si accorse che era identico a quello su North.




NOME: Frances Land, Frannie Land, Faith Lord.

DATA DI NASCITA: 9/7/64

LUOGO DI NASCITA: Manea AX

STATURA: m 1.60

PESO: kg 47

CAPELLI: Neri, ricci.

OCCHI: Castani.

CARNAGIONE: Chiara.

SEGNI PARTICOLARI: Sei dita nella mano destra. Occhiali da presbite.


Membro associato di Settembre Azzurro, gli Immortali, Stivale di Ferro. Ritenuta simpatizzante.



Scosse la testa, accartocci&#242; il foglio e lo gett&#242; via. Aveva sbagliato tutto su Fanny, tutto. Si corresse su Frances. Come il dottor Applewood, anche Frances era unalleata di North. Probabilmente era proprio perch&#233; tanti di loro lavoravano qui che North aveva deciso di venire in questo albergo abbandonato da Dio e dagli uomini dinverno, in questo immenso vecchio albergo, lontano miglia e miglia dalla citt&#224;.

Allora anche la bionda del salone di bellezza faceva parte dellorganizzazione di North, dato che Fanny aveva lordine (ma di chi?) di farle rapporto.

Oppure Fanny era come si dice? Qualcuno che fa il doppio gioco. Qualcuno che dice di lavorare per uno mentre passa informazioni allaltro. Ma se Fanny non era arrivata con la limousine, con cosa era arrivata? E se la limousine non era di Klamm, perch&#233; nel baule cerano quei documenti, documenti del Servizio Segreto, dellFBI della Polizia Segreta, del come diavolo si chiama?

Il passaggio era abbastanza ampio per una macchina, e la neve che si era accumulata ai lati era pi&#249; alta di lui. Camminava in un mondo in bianco e nero, e dopo un po di tempo gli sembr&#242; di non essere altro che il personaggio di un vecchio film, un vecchio film in bianco e nero. Non si vedeva colore da nessuna parte perch&#233; la pellicola non era ancora a colori e cera solo la volta grigia del cielo, la striscia nera dellasfalto sotto i suoi piedi e la neve su tutti e due i lati. Anche le scarpe erano nere, e quel nuovo cappotto grigio scuro sembrava quasi nero. Era linizio dellultimo spettacolo? O era la fine, quando lui (di nuovo nel suo appartamento, a guardare come al solito un vecchio film in Tv), si alzava sbadigliando, prendeva il bicchiere e la bottiglia dal tavolino, sapendo gi&#224; che presto i due amanti si sarebbero abbracciati, la donna vestita come la statua della libert&#224; che regge in mano la torcia.

Camminava guardandosi intorno e dimprovviso cap&#236; che sperava di trovare laltro foglio che era volato via dal baule, perch&#233; sentiva che cera la fotografia di Lara. Due fogli erano volati via e un altro era riuscito ad afferrarlo. Quello che aveva preso parlava di North; uno dei due che erano volati via, di Fanny Frances. Sicuramente il terzo foglio, che non era riuscito a prendere e che non aveva ancora trovato, doveva essere quello di Lara, Lara che aveva visto per lultima volta mentre danzava sullasfalto, fra la neve, nel vento.

Sent&#236; appena in tempo il rombo alle sue spalle e si tuff&#242; a sinistra nella neve. La grande limousine nera gli pass&#242; accanto, talmente vicino che lui sent&#236; il risucchio che per poco non gli port&#242; via una scarpa.

Si rialz&#242; senza imprecare. Era troppo felice di essere vivo  sono vivo!  per farlo. Si accorse che una scheggia di ghiaccio gli aveva procurato un taglio allindice; cominci&#242; a succhiarlo mentre con la mano bendata spazzolava via la neve dal cappotto. Si tolse il dito di bocca per dargli unocchiata, e dal taglio usc&#236; un po di sangue che cadde sul nero dellasfalto e sul bianco della neve.

Aveva messo il pacco di fazzoletti insieme alla mappa, nella tasca interna della giacca. Lo tir&#242; fuori e lo apr&#236;, ne sfil&#242; uno e si avvolse lindice.

Se non avesse temuto di cadere, si sarebbe messo a scivolare sulla neve ghiacciata. Ecco perch&#233; (pensava lui) Cary Grant e Rosalind Russell, William Powell e Myrna Loy irradiavano tanta felicit&#224; e tanto piacere in quelle pellicole tremolanti trasmesse a tarda notte; ecco perch&#233; risplendevano ancora, nonostante il bianco e nero, quando avrebbero invece dovuto essere morti. Come dovevano essere felici di essere ancora vivi l&#224;, sugli schermi angusti applicati agli apparecchi radiofonici dei loro tempi. Come erano felici!

Proprio come lui. In questo momento avrebbe potuto essere a casa, morto, morto e putrefatto davanti al televisore, seduto nella poltrona che aveva comprato durante i saldi; invece era l&#236;, vivo, il rosso del suo sangue lo provava, anche se questa poteva essere la sua ultima interpretazione.

Il sentiero risaliva la collina e piegava a destra. Sent&#236; il rumore di un camion, non solo lo sent&#236;, ma lo vide, o almeno vide il tetto arancione e verde fare capolino da dietro i cumuli di neve. Altri cento passi, pi&#249; o meno, e arriv&#242; al punto in cui il sentiero sbucava su una strada a doppia corsia, pure di asfalto nero, che poteva o no essere quella che aveva percorso quando stava con North. Cerc&#242; dindovinare da che parte fosse loceano, ma si sbagli&#242;. Se ne accorse dopo aver percorso mezzo miglio, quando vide da che parte era lalbergo.

Stava gi&#224; per ritornare sui suoi passi, quando vide un vecchio camioncino rosso con le catene che arrivava sferragliando, guidato da un uomo di mezza et&#224;. Lui gli fece cenno di fermarsi e gli spieg&#242; in due parole che era rimasto chiuso fuori dallalbergo.

Luomo sorrise e gli apr&#236; la portiera.  Mi sa che non gli capiter&#224; pi&#249; di andare in giro conciato a quel modo!

Lui sghignazz&#242;:  Diamine, no di certo!  Pens&#242; che avrebbe dovuto prendersela, ma ne era assolutamente incapace. Il riscaldamento di quel vecchio furgoncino funzionava, e quel soffio caldo sui suoi piedi gli sembr&#242; lanteprima del paradiso.

C&#232; poca gente dinverno  disse luomo.  La mia Junie ogni tanto ci va a lavorare, ma quando arriva lautunno, la licenziano. Io neanche sapevo che era aperto.

Lui fece cenno di s&#236; e disse:  &#200; quasi vuoto. Spero che non sia costretto ad andare troppo fuori strada a causa mia.

Tanto dovevo passare di l&#236;. Vado in citt&#224;. Lalbergo non &#232; lontano, due o tre miglia da dove sto io.

Al termine della strada un segnale di stop indicava lincrocio con una pi&#249; ampia. Quando cominciarono a percorrerla, lui sent&#236; il fruscio delle onde. Poi le vide, fredde e verdi e vive, come squame di un serpente acquatico attorcigliato intorno al mondo, pens&#242;, e non tanto ostile quanto crudele.

Eccoci arrivati.  Il furgoncino si ferm&#242;.  A proposito, mi chiamo Grudy.

Green  disse lui, e si strinsero la mano.  Posso darle qualcosa per il passaggio, signor Grudy?

Luomo bofonchi&#242;.  Non lo dica nemmeno, signor Green. Se capitasse ancora, lo rifarei e lo stesso farebbe lei per me, ne sono certo.

Ringrazi&#242; di nuovo luomo e scese dal furgone, chiuse la portiera per bene e lo salut&#242; con la mano guardandolo allontanarsi. Attravers&#242; la terrazza in direzione della vetrata illuminata dellalbergo e guard&#242; lorologio. Erano le undici e trentaquattro; tra poco al bar avrebbero servito il pranzo. Avrebbe cercato di parlare con Fanny che, anche se faceva il doppio gioco, avrebbe potuto condurlo da quelli che non lo facevano. Rivedendolo, Fanny non avrebbe capito niente di pi&#249; di quanto non sapesse gi&#224;; ma lui avrebbe potuto imparare molte cose, perfino come pensa e agisce un cospiratore. A quel punto, questa gli sembrava la cosa pi&#249; importante.

Allingresso non cera nessun fattorino. Tra le due vetrate un cartello diceva: CHIUSO PER TUTTA LA STAGIONE INVERNALE. Dietro al banco, un commesso occhialuto era alle prese con un mucchio di carte. Lui batt&#233; sulla porta, ma il commesso entr&#242; in un ufficio e non ricomparve.

Dopo qualche istante le luci dellatrio si spensero.



16. Il poliziotto

Si mise a osservare lalbergo dal piazzale antistante. Non si vedeva nessuna luce. Per un momento pens&#242; di entrare attraverso una finestra, ce nerano un centinaio a cui poteva facilmente arrivare o almeno cos&#236; sembrava, ma alla fine scart&#242; lidea. Se allinferno non cera nessuno, entrare non gli sarebbe servito a niente, invece, se cera qualcuno del personale (per esempio limpiegato che lo stava aspettando nellufficio in attesa che lui lasciasse lalbergo) lo avrebbero arrestato e sbattuto in prigione e in prigione non avrebbe sicuramente trovato Lara.

Decise allora di tornare sulla strada, nella convinzione che un uomo ben vestito avrebbe certamente trovato un passaggio e non avrebbe dovuto aspettare a lungo, anche se in questo caso luomo ben vestito aveva il viso pieno di scottature e un dito sanguinante. La statua di ghiaccio che lo aveva osservato mentre mangiava la cialda era ancora l&#236; che lo osservava; aveva unespressione cupa e soddisfatta ma forse dipendeva solo dal fatto che lui la stava guardando da una prospettiva diversa. Loceano gli parlava come una madre irata che sgrida suo figlio, e anche se sentiva la rabbia e il rimprovero nella sua voce, non riusciva a capire che cosa loceano gli stesse sussurrando di fare. Cosa pensavano le onde che lui avrebbe dovuto fare?

Aspett&#242; mezzora prima di veder passare una macchina che comunque non si ferm&#242;. Dopo unattesa altrettanto lunga, arriv&#242; rombando un grosso autobus rosso. Lautista ignor&#242; ostentatamente la sagoma che si agitava frenetica in un punto dove non cera fermata autorizzata. Al telegiornale gli era capitato di sentire che alcuni autisti non si erano fermati nemmeno per raccogliere un moribondo, ma non aveva mai pensato che molti di loro si comportavano cos&#236; perch&#233; le societ&#224; per cui lavoravano gli proibivano di farlo e che questo fatto non veniva reso noto grazie a qualche accordo segreto fra le stesse societ&#224; e i mezzi dinformazione.

Cont&#242; le onde che gli parlavano frangendosi sulla spiaggia serrata dal ghiaccio; quando era arrivato a centodiciassette, pass&#242; la decappottabile guidata dallimpiegato con gli occhiali. Lui si spost&#242; in mezzo alla strada per fermare lauto, ma limpiegato con una sterzata lo super&#242; senza degnarlo di uno sguardo.

Anche se lo giudicava inutile, si volt&#242; e cominci&#242; ad arrancare dietro la decappottabile che ben presto scomparve oltre una curva nascosta dalla neve. Era passato un autobus, pens&#242;, e quindi da qualche parte lungo la strada ci doveva essere una fermata autorizzata, una fermata per far salire la gente che abitava da quelle parti, che non possedeva automobili o camion e che voleva raggiungere la citt&#224;. Una fermata e una panca su cui sedersi.

Aveva le gambe che gli tremavano per tutto il camminare e lo stare in piedi che aveva fatto quel mattino; la testa, che gli aveva fatto sempre male da quando si era risvegliato ai Riuniti, pulsava dolorosamente.

Alle sue spalle, una macchina pigol&#242; e tintinn&#242; come un carillon rotto. Lui non si volt&#242; a guardare, perch&#233; era convinto che qualunque cosa facesse la macchina non si sarebbe fermata, e perch&#233; non voleva lasciare la strada sgombra per camminare sul bordo dove era ammassata la neve.

Vuoi un passaggio?  Era Fanny che gli parlava dal finestrino aperto di una delle utilitarie che aveva visto nel parcheggio.

Cerc&#242; di sorridere.  Ehi! Certo che lo voglio!  La ragazza poteva essere una spia di Klamm, ma se Klamm e la polizia erano contro North, la cosa non era poi tanto male. La macchina aveva le portiere che si aprivano controvento, come quella che aveva guidato quando stava con North. Gir&#242; la maniglia, apr&#236; la portiera ed entr&#242;.

Non hai bagaglio?  Sembrava sincera e leggermente sorpresa.

Non molto  le disse.

Col piede sinistro la ragazza pigi&#242; il pedale della frizione, mentre con la mano spostava indietro la leva del cambio.  Capisco. Bene, avrei voluto che ti fermassi ancora un po. Comunque, se dicevi che volevi andartene, ti avrebbero chiamato un taxi o qualcosa del genere.

Ma io non volevo andarmene.

Lei allent&#242; la pressione sul pedale della frizione, il motore esit&#242; come se si preparasse a spegnersi, poi si riprese. La macchinetta dette uno scossone e si mosse in avanti.  Mi hanno detto il contrario.

Mi hanno chiuso fuori.

Non hai pagato?

La stanza &#232; pagata ancora per qualche giorno  disse lui.

Ma &#232; impossibile che abbiano fatto una cosa del genere!

Lui si strinse nelle spalle con lo sguardo rivolto alla campagna coperta di neve.

La ragazza innest&#242; a fatica la seconda.  Comunque, addio lavoro per questa stagione. Lo scorso autunno mi hanno implorato, dico implorato di restare. Fanny, proviamo a restare aperti tutto linverno &#232; questo che mi hanno detto. Adesso sono senza lavoro, e ormai in questo periodo i posti stagionali sono tutti occupati.

Forse quella donna al salone di bellezza pu&#242; trovarti qualcosa.  Si volt&#242; a guardarla.  Stavo per dire quella che ti ha fatto i capelli, ma i tuoi capelli sono come prima.

Lhai notato?  Dopo aver innestato la terza si pass&#242; la mano sui capelli.  Voleva lavarmeli e farmi la messa in piega, ma non ne avevo bisogno. Non avevo nemmeno bisogno di una permanente sapevo che lei mi avrebbe detto cos&#236;. Il fatto &#232; che avevo voglia di parlare con qualcuno. Dove devi andare?

Alla stazione ferroviaria.

Pianti tutto e lasci la citt&#224;?

Lui fece cenno di s&#236;.  Vado a Manea.

Mi pare una buona idea. Qui le cose non stanno andando bene per te.

Puoi portarmi alla stazione?

Certo.

Grazie.  Esit&#242;.  Probabilmente non dovrei chiedertelo ma tu sai come si chiamava luomo che stava con me?

Non bado a queste cose.

Ieri mattina abbiamo fatto colazione insieme al bar, ma tu non ceri.

Forse cera Maisie o Edith. Sai, siamo in tre, facciamo turni di due giorni e poi un giorno di riposo. Maisie e Edith hanno lavorato ieri e oggi toccava a me e a Maisie.

Lui disse:  Laltro uomo che stava nella mia stanza ha detto di chiamarsi Campbell, ma il suo vero nome &#232; William T. North.

Lei non rispose.

Lui disse:  Tu conosci la gente dello Stivale di Ferro. E sai anche chi &#232; William T. North.

E vuoi che ti porti al treno per Manea?

Proprio cos&#236;.

Va bene.  Annu&#236;.  Comunque avevo intenzione di farlo no, hai ragione, non lavrei fatto. Avrei provato a portarti a casa mia. Hai bisogno di denaro? Posso darti qualcosa, non ne ho molto.

No  rispose.  Prima di andar via ho bisogno di parlare con Klamm.

Ci fu un lungo silenzio. La strada che stavano percorrendo confluiva con una superstrada a quattro corsie. Lei controll&#242; il flusso del traffico, poi si immise nella corsia. Con lacceleratore al massimo, la macchinetta poteva fare quasi novanta chilometri allora su strada. Si ricord&#242; che la Mink marrone aveva fatto un po meglio: quasi cento.

Finalmente lei disse:  Allora devi venire a casa mia.

Puoi lasciarmi in un albergo.

Lei scosse la testa.  A chi lhai detto? A North?

A nessuno.  Cerc&#242; di pensare a come poteva spiegarglielo.  Non ero amico di North non credo che quello abbia amici. Potrei essere amico di Klamm se sapessi cosa state facendo.

Tu per&#242; stavi con North allAdrian.

&#200; vero. Ci hai visti? O te lhanno detto?

 Vi ho visti. Ero tra il pubblico. Loro Klamm pensava che tutte le uscite fossero chiuse, che fosse tutto bloccato. Tutto ledificio era sorvegliato. Ma North ha sette vite come i gatti e loro volevano che io lo tenessi docchio nel caso riuscisse comunque a fuggire. Il che si &#232; rivelato esatto.

North &#232; scappato? Lo temevo.

Almeno cos&#236; sembra. Nellincendio sono morte molte persone, ma ormai sono state tutte identificate.

Lui rimase un attimo a pensare.  Il dottor Applewood so che tu lo conosci. Il dottor Applewood &#232; riuscito a fuggire senza troppe difficolt&#224;.

Certo. Labbiamo lasciato andar via noi. Abbiamo lasciato andar via tutti, a eccezione di quello che &#232; rimasto ucciso per sbaglio.

Perch&#233;?

Che te ne importa?  Il tono era sprezzante.

Perch&#233; cero anchio.

&#200; vero, ceri anche tu. Vuoi veramente metterti contro North, ora?

Ma io non sono mai stato dalla sua parte. Ero suo prigioniero il suo schiavo, se vogliamo metterla cos&#236;.

E non potevi andartene?

Lho fatto.  Le raccont&#242; quello che era successo nello scantinato.  Me ne sono andato, ho lasciato North. Ma quello che voglio sapere &#232; perch&#233; voi avete lasciato andar via me, il dottor Applewood e tutti gli altri.

Perch&#233; eravate solo dei gregari. Quando dei gregari vengono identificati non li arrestiamo mai. Preferiamo sorvegliarli come stavamo sorvegliando la rappresentazione prima che comparisse North. In questo modo sono i gregari a portarci dai capi.

Lui disse:  &#200; cos&#236; che vi siete comportati con me, vero? Avevo la chiave dellalbergo in tasca, e questa mattina prima di fare colazione sono andato dal dottor Applewood per farmi mettere una pomata e fasciare la mano. Dopo colazione, quando sono sceso per comprare i vestiti, ho visto che nel suo studio la luce era spenta. Immagino che la bionda del salone di bellezza mi abbia visto entrare dal dottore e abbia origliato.

Fanny si strinse nelle spalle:  Penso di s&#236;.

Vuoi dire che non lo sai?

Lei gli lanci&#242; unocchiata irritata:  Pensi che lei mi dica tutto quello che fa? &#200; il mio capo, &#232; un tenente.

Scusami.

Lei rimase silenziosa e allora lui aggiunse:  Il fatto &#232; che questa mattina nel bar avevo pensato di piacerti. Quando ho visto che avevano chiuso lalbergo e nessuno mi prestava attenzione fino a quando tu non mi hai fatto salire in macchina, ho capito che mi avevano fatto trovare quella scheda su di te e che tu stavi recitando una parte  Lasci&#242; la frase in sospeso.

Recitare &#232; nella natura delle donne. Quando smettiamo di recitare, finisce lo spettacolo.  Inspir&#242; profondamente poi espir&#242; con un rapido sbuffo.  Tu mi piacevi e mi piaci ancora. Ma io continuer&#242; a recitare, qualche volta per brevi momenti, a volte per ore. Non posso farne a meno. C&#232; nientaltro che vuoi sapere?

S&#236;. Ieri sera a teatro chi era la donna che stava con Klamm?

La sua figliastra.

Cosa?!  Si rese conto di essere rimasto a bocca aperta e la richiuse.

La sua figliastra. Klamm era sposato, anche se naturalmente non hanno mai hai capito quel che intendo dire.

Non aveva capito, ma fece cenno di s&#236;.

Poi sua moglie ha trovato un uomo che era disposto. Lei e Klamm naturalmente hanno divorziato, ma sono rimasti amici. Si dice che lei fosse la sua studentessa preferita quando Klamm insegnava alluniversit&#224; penso che il loro fosse un amore di tipo intellettuale e basta.

La superstrada era diventata un viale. Fanny svolt&#242; per immettersi in una via affollata di negozi.  Questo &#232; quello che ho sentito dire non conosco personalmente n&#233; Klamm n&#233; la sua ex moglie. Comunque lui &#232; stato come uno zio per i figli di quella donna, almeno cos&#236; dicono, ma la ragazza &#232; lunica con cui si fa vedere in pubblico. Credo che somigli molto a sua madre quando era giovane, a volte succede.  Fanny ebbe un sorriso amaro.

E si chiama Klamm?

No. Si chiama Nomos. Laura Nomos.

Laura Nomos  ripet&#233; lui. Aveva gi&#224; sentito quel nome, ne era sicuro. In teatro? In ospedale? Non riusciva a ricordarlo. Glielaveva nominata Joe? Quel nome, comunque, gli faceva venire in mente Joe.

Questa mattina al bar avevo pensato di piacerti veramente  disse Fanny parodiando quello che lui le aveva detto qualche minuto prima.  Quando ho capito che era veramente la figliastra di Klamm ne sono rimasta sconvolta. Lo sono ancora.  Sospir&#242; teatralmente.  Mi hanno detto che fa lavvocato. Il suo nome compare nellelenco del Collegio degli avvocati quante cose vieni a sapere frequentando un poliziotto, eh?

Lutilitaria svolt&#242; a destra e, nonostante la velocit&#224; ridotta, la sterzata fu cos&#236; improvvisa che le ruote posteriori slittarono.

Altre domande?

Mi stai portando da Klamm?

Lei rise.  Ti sto portando a casa mia forse tra una settimana riuscirai a incontrarti con Klamm. Quanti anni mi dai?

Lui esit&#242; temendo di offenderla.  Non sono molto bravo a indovinare. Venti?

Grazie, ma ne ho ventidue. Se fossi di grado inferiore, indosserei luniforme. Il mio tenente fa rapporto a un capitano che fa rapporto a una persona che fa rapporto a una donna che fa rapporto a Klamm. Dobbiamo risalire tutta la catena e quello che diremo dovr&#224; convincere Klamm che tu vali un po del suo tempo. C&#232; nientaltro?

Chi &#232; il signor K?

Lei distolse gli occhi dalla strada e lo fiss&#242; con unespressione di stupore misto a incredulit&#224;.

Lui le spieg&#242;:  Una volta ho parlato con Klamm al telefono e lui ha pensato che fossi un certo signor K. Klamm ha sentito la mia voce e mi ha chiamato Herr K. Si tratta di un uomo, vero?

Credo di s&#236;. Ma non ho la minima idea di quale uomo si tratti. A meno che

S&#236;?

A volte &#232; Klamm stesso che viene chiamato Herr K nei documenti perch&#233; &#232; la sua iniziale e perch&#233; &#232; nato nellimpero tedesco. Ma non riesco a capire come hai potuto parlare al telefono con Klamm.

Nemmeno io. Unaltra domanda. Cos&#232; un Visitor?

Lei serr&#242; le labbra.  Dove hai sentito questa parola?

Che importanza ha? Voglio sapere cos&#232;, perch&#233; potrei esserlo anchio.

Fanny posteggi&#242; la sua utilitaria accanto al marciapiede.  Dovrai aspettare fino a che non saremo dentro casa  disse.  Eccoci arrivati.



17. La stanza

Non &#232; certo come ti aspettavi, eh?

Infatti. La stanza di Fanny era piccola e sciatta, non pi&#249; grande di tre metri per quattro. Da un filo elettrico teso da una parete allaltra pendevano alcuni capi di biancheria &#236;ntima, un reggipetto nero e due paia di mutande, uno color pesca e uno rosa. Lui disse:  Perfino per una cameriera

Ti sembra un po troppo? &#200; questo che volevi dire? Calma, calma; Questo posto non me lha assegnato il dipartimento per il mio lavoro. Non arriviamo a tanto e in genere non ce n&#232; bisogno. &#200; casa mia.

E come per dimostrazione, si mise a sedere sul letto.  Se questa storia fosse andata avanti ancora un po, avrei potuto racimolare qualche soldo di mancia con larrivo della bella stagione. Be, adesso &#232; finita. Domani parler&#242; di te a Bianche e mi assegneranno il prossimo incarico. Mettiti a sedere.

Cera ununica sedia, una poltrona imbottita di chintz scolorito. Lui si mise a sedere; la sedia era troppo piccola per lui, sembrava fatta su misura per un bambino, come se un tempo avesse fatto parte dellarredamento di una casa di bambola come se di quei mobili sparsi qua e l&#224;, tra discariche fumanti e depositi dellesercito della salvezza, ora non restasse altro che quella sedia e la bambola.

Stavi per domandarmi qualcosa dei Visitor?  disse lei.  Hai persino detto che pensavi di esserlo anche tu. Perch&#233;?

Perch&#233; qui non mi sento a mio agio.  Pens&#242; un attimo a come tradurre in parole il suo stato danimo, poi mormor&#242;:  Non ho ancora capito cosa sta succedendo.

Fanny un&#236; le mani per la punta delle dita, ricordandogli immediatamente la donna dai denti di coniglio del Centro di Igiene Mentale.  Cos&#232; che non capisci? Se posso, te lo spiego io.  Si chin&#242; e cominci&#242; a frugare nella borsetta, tir&#242; fuori un pacchetto di Chamois tutto schiacciato e glielo allung&#242;.  Fumi?

No  le disse lui  e questa &#232; unaltra cosa. Quasi tutti hanno ormai smesso di fumare, a parte forse la marijuana. Ma qui mi sembra che fumino tutti. Anche il signor Sheng fumava la pipa. Klamm fumava il sigaro proprio a teatro. E quando una volta ho telefonato al mio appartamento, mi ha risposto Klamm. Speravo che mi rispondesse Lara, ma ora penso che magari era accanto a lui, proprio come quella notte.

Conosci Laura Nomos?

Lui scosse la testa.  Lara Morgan vivevamo insieme. La sto cercando.  Si ferm&#242; ad assaporare lidea.  Sono qui per questo.  Anche solo dire quelle parole lo fece sentire molto meglio.

Pensi che Laura Nomos e Lara Morgan siano la stessa persona?

Non lo so. Sembrano uguali non proprio uguali ma quasi. Pu&#242; darsi che questo a te non dica niente, ma nel reparto dove lavoravo io cera un ispettore, il signor Kolecke. Non era cordiale come tanti altri, e non sempre era gentile; a volte aggrediva con violenza una persona per qualcosa di cui non aveva nessuna colpa. Ma sono convinto che sia riuscito a ottenere dal reparto pi&#249; di chiunque altro.

Un giorno lho incontrato per strada insieme a un ragazzino e a una bambina. Sembrava cos&#236; diverso che non ero certo fosse proprio lui. Li ho seguiti per un paio di isolati cercando di convincermi. Quando sono entrati nel museo darte, sono entrato anchio e lho visto che spiegava i dipinti ai due bambini. Non solo che cosera un mulino a vento e roba del genere, ma chi erano gli artisti e dove erano vissuti, e perch&#233; avevano deciso di dipingere in quel modo piuttosto che in un altro.

Fanny gli fece cenno di continuare.

Finalmente mi sono avvicinato e gli ho detto: Signor Kolecke? Sai come si fa. Mi &#232; sembrato sorpreso, poi mi ha chiamato per nome. Mi ha stretto la mano e mi ha presentato ai bambini. Allora mi &#232; sembrato strano di non averlo riconosciuto immediatamente, ma dopo un po mi sono reso conto che anche lui non mi aveva riconosciuto finch&#233; non mi aveva sentito parlare. Io non mi sentivo diverso perch&#233; stavo fuori dal reparto e non indossavo gli abiti da lavoro, eppure al signor Kolecke ero parso diverso talmente diverso che non aveva capito chi ero fino a quando non aveva sentito la mia voce ecco, penso che mi succeda la stessa cosa con Lara.

Ti fa male la mano?  gli chiese Fanny. Sembr&#242; sorpreso, e lei aggiunse:  Ti stai tenendo il polso con laltra mano.

S&#236;, un po. Il dottor Applewood me lha bendata questa mattina. Mi sono scottato ieri sera nellincendio.

Fanny si chin&#242; a guardare.  La benda &#232; umida. Forse c&#232; caduta della neve che poi in macchina si &#232; sciolta. Ti sei fatto anche un taglio sul dito. Fammi vedere, ti metto una garza asciutta e un po di tintura di iodio.

Lui le porse le mani.  Cosa sono i Visitor? Mi avevi detto che mi avresti parlato di loro, ma non mi hai ancora detto niente.

Forse ti far&#224; un po male.

Gli tir&#242; via la vecchia benda, e gli fece davvero male. Ora, lui riusciva a vedere chiaramente il contorno arrossato della scottatura sotto la macchia giallognola della pomata.

I Visitor sono persone che appaiono allimprovviso.  Fanny and&#242; verso il lavabo nellangolo e tir&#242; fuori un pacchetto di cartone azzurro di garza medica dal mobiletto di legno sottostante.  C&#232; un posto  o almeno cos&#236; sembra  che assomiglia molto al nostro mondo, ma non &#232; proprio uguale. O forse ci sono tanti posti come quello. Comunque, ci sono persone che a volte filtrano da l&#236;. Ti piace andare allo zoo?

Non con un tempo simile  disse lu&#236;.

A me s&#236;, e in certe sezioni ci sono tante file di gabbie una accanto allaltra, separate solo da un filo metallico. Sai, ho studiato a lungo quello che dice in proposito il manuale. Aspetta un attimo, te lo leggo.

Tir&#242; fuori da uno scaffale un opuscolo ricoperto di sottile carta arancione e cominci&#242; a sfogliarlo.  Visitor: persone disorientate, senza unorigine accertata. I Visitor forniscono spesso immagini dettagliate di case e vite passate, ma qualche domanda basta a mettere in luce la falsit&#224; delle loro affermazioni. I Visitor non hanno diritto di cittadinanza, e sono spesso pericolosi. Quando i Visitor sono pericolosi, vanno eliminati.  Interruppe la lettura per dire:  Questo vale per North, o almeno &#232; quello che pensiamo ora. I Visitor innocui devono essere arrestati e portati davanti a un superiore o alla corte federale del distretto, che provvederanno alla loro custodia. La sua voce si era indurita.  Questo vale per te, se sei veramente un Visitor.

Lui disse:  Non lo sono. Stavo solo scherzando.

&#200; quello che pensavo. Vuoi ancora vedere Klamm?

Non lo so. Tu che ne sai pi&#249; di me, cosa ne pensi?

Non lo so neanchio  ammise Fanny; chiuse lopuscolo arancione e lo ripose sullo scaffale.  Pu&#242; avere tutti i difetti di questo mondo e c&#232; gente che lo odia ma certo Klamm non &#232; uno stupido. Se volesse potrebbe aiutarti. Ma non voglio decidere subito, preferisco dormirci sopra.

Lui annu&#236;.  Va bene.

Tutto qui? Non vuoi che ti accompagni alla stazione?

Aveva fatto la domanda in tono noncurante, ma lui sentiva che se avesse risposto di s&#236;, avrebbe avuto dei problemi.

Scosse la testa.  Sono stanco e poi ci sono tante altre cose che voglio sapere cose che tu, se vuoi, puoi dirmi.

Non sui Visitor, spero, visto che tu non sei uno di loro.

No, non sui Visitor anche se mi interessano ancora, mi piacerebbe soprattutto sapere da dove vengono. Ma mi interessa di pi&#249; avere informazioni su Klamm. Vive qui? In questa citt&#224;?

Certo, questa &#232; la capitale. Deve stare qui per incontrarsi con la Presidente. Naturalmente viaggia moltissimo, sai, un uomo nella sua posizione

Ha una casa o un appartamento qui in citt&#224;?

Una casa, credo  disse Fanny.  O almeno laveva. Una volta ho visto una sua foto sul giornale, scattata nel prato di casa sua. Il suo hobby &#232; coltivare le rose. Credo sia per questo che ha tenuto la casa quando si &#232; separato dalla moglie.

Sai dove si trova quella casa?

Lei lo squadr&#242;.  Se stai pensando di vedere Klamm a casa sua, scordatelo. Lui &#232; il consigliere della Presidente per la sicurezza, il che significa che una dozzina di gruppi eversivi vogliono farlo fuori, compreso quello di North. &#200; sorvegliato a vista.

Ma potrebbe parlarmi, se suonassi al suo campanello. Non voglio ucciderlo, voglio solo fargli un paio di domande.

Be, non so dove vive. E credo proprio che puoi fare a meno di guardare sullelenco del telefono.

Devi avere unidea.

Fanny si strinse nelle spalle.  Ci sono un paio di quartieri eleganti a sud della citt&#224;. Una villa grande come quella della foto potrebbe essere da quelle parti, ma non ne sono del tutto sicura.

Dov&#232; il suo ufficio?

Al palazzo di giustizia. Non ci sono mai stata  voglio dire, sono stata al palazzo di giustizia, ma non sono mai entrata negli uffici di Klamm.

Voglio tentare dincontrarlo domani.

Va bene, se &#232; questo che vuoi. Ti dar&#242; un passaggio fin l&#236;.

Grazie  disse lui.

Hai gi&#224; pranzato? Io non ho neppure fatto colazione. Avrei dovuto farla dopo aver servito te, ma prima ho dovuto fare rapporto, e quando sono tornata indietro, lalbergo era chiuso.

Credevo che fossi stata tu a dirgli di chiuderlo, per potermi dare un passaggio. In macchina hai detto che avevano appena deciso di chiudere, ma lhai detto quando facevi ancora finta di essere una cameriera.

Fanny scosse la testa.  Noi gli abbiamo creduto, tutto qua. Avevano detto che avevi pagato il conto e lasciato lalbergo. Avremmo dovuto capire che cercavano di proteggerti.

Pensavano forse di proteggermi chiudendomi fuori dallalbergo?

Sapevano che ti stavamo tenendo docchio.  Si strinse nelle spalle.  Credo che il loro ragionamento sia stato questo: se lo chiudiamo fuori, se ne andr&#224; da qualche altra parte senza il bisogno che qualcuno lo metta sullavviso, cos&#236; se lo pizzicano non pu&#242; denunciare nessuno. Comunque, quando sono ritornata al bar, mi hanno detto che te neri andato e che stavano chiudendo. Gli ho chiesto come mai non ci avessero avvertito che ci licenziavano, e loro mi hanno risposto che non sapevano dove trovarci. Erano tutte balle, ma non cera tempo per discutere.

Ecco perch&#233; il custode faceva finta di non sentirmi quando ho bussato alla porta.

Fanny annu&#236;.

Invece non me ne sono andato. Tu mi hai dato un passaggio, ed eccomi qui.

Grazie, sei molto gentile, ma non &#232; andata proprio cos&#236;. Sei riuscito a farmela.

Lui la guard&#242; perplesso.

Quando mi hai visto sullauto hai capito subito che ero unagente. Avresti potuto mettermi fuori gioco senza problemi. Ancora non capisco come hai fatto.

Lo stava lusingando, ma lui lo cap&#236; e fece finta di niente. Disse:  Quando scender&#242; dalla macchina, dirai a qualcun altro di seguirmi. Forse mi aiuteranno, come hai fatto tu dandomi un passaggio; ma io non sapr&#242; chi sono. Glielo dirai dopo avermi lasciato davanti allufficio di Klamm, vero?

Te lavevo detto vedi quante cose impari ad andartene in giro con un poliziotto?

Cosa vuoi dire?

Cos&#236; ci condurresti dritto dritto da North. Tu non conti nulla, come te ce ne sono milioni.  Fanny gli sorrise.  Come vedi, do per scontato che non sei un Visitor. Spero che ti faccia piacere. A ogni modo ce ne sono a migliaia come te, il dottor Applewood e tutti gli altri. North &#232; diverso, cos&#236; diverso da essere terribilmente pericoloso, il tipo di leader megalomane che sincontra una sola volta nella vita. North potrebbe distruggere qualunque cosa. Mi rendo conto che pu&#242; sembrare pazzesco, ma potrebbe mettere fine alla nostra civilt&#224;. Potrebbe dare il via al declino della razza umana.

Lui annu&#236; e chiese:  Cosa vuole ottenere?  Poi rispose alla sua stessa domanda.  Potere ho visto abbastanza per saperlo. Eppure vi sbagliate se pensate che io vi conduca da lui. Voglio stare alla larga da North per quanto mi &#232; possibile.

Sulla faccia spiritosa di Fanny apparve un sorrisetto ironico.  Gli schiavi di solito non tornano di corsa dai loro padroni ma a volte i loro padroni vanno a cercarli, o mandano qualcuno di cui si fidano. Ne prendiamo un mucchio di questa gente.

Quale gente?

Schiavi che fuggono e persone che li vanno a cercare.

Non capiva, o almeno non voleva capire.  Perch&#233;, avete ancora schiavi da queste parti?

Non qui, ogni stato ha una legislazione diversa.

Schiavi neri?

Fanny scosse la testa.  Non &#232; una questione di razza, &#232; una questione di stato legale. Ma la maggioranza dei neri sono schiavi, &#232; vero, e la maggioranza dei bianchi sono persone libere.

Lui disse lentamente:  Nel mondo di cui stiamo parlando, quello da dove vengono i Visitor, sono tutti liberi. O almeno cos&#236; ho sentito.

Anche qui &#232; lo stesso, nella maggior parte degli stati. Ma se uno stato decide diversamente, pu&#242; rendere legale la schiavit&#249; e allora tutti quelli che posseggono schiavi possono trasferirli per non perderli. Funziona dal punto di vista economico, ma spesso crea qualche problema.

La guerra civile qui non c&#232; stata la guerra civile.

No, la guerra civile c&#232; stata in Gran Bretagna.

E qui gli uomini muoiono giovani, o almeno cos&#236; sembra.

Fanny si alz&#242; in piedi e prese la borsetta.  La natura ha giocato un brutto scherzo alla razza umana, signor Pine. D&#224; a voi uomini pi&#249; forza che alla maggior parte delle donne, e cosa ancor pi&#249; importante, pi&#249; energia, pi&#249; ambizione. Ma quando luomo soddisfa il suo destino biologico  o meglio, quando entrambi i sessi soddisfano il loro destino biologico  luomo muore. Questo significa sessanta o settantanni di vita per noi donne, e a volte solo quindici per voi uomini.

Una volta al notiziario ho sentito dire che ci sono quasi centocinquanta donne oltre i sessantacinque anni per ogni uomo.

Lei spense la sigaretta.  Chi &#232; che lha detto, Ken Rather? Non &#232; vero che le cose stanno cos&#236;, un mucchio di uomini resistono e purtroppo vivono a lungo. E ora andiamo a mangiare qualcosa, prima che cominci a pensare che sei davvero un Visitor. C&#232; un localino italiano a un paio di isolati da qui da Capini.



18. Un tavolo fra due mondi

Fanny aveva pronunciato il nome del locale in modo affrettato e confuso, e lui non ci aveva fatto caso.

Ma quando furono entrati si accorse che era il ristorante dove andava spesso a mangiare, il posto dove aveva portato Lara.

Con la solita espressione scontrosa, uno dei figli di Mamma Capini li guid&#242; a un tavolo accanto alla vetrata. Lui si arrischi&#242; a chiedere:  C&#232; sua madre?  ma il figlio se ne and&#242; senza rispondere.

Fanny domand&#242;:  Sei gi&#224; stato qui?

Credo di s&#236;  rispose lui, e per sicurezza aggiunse:  Queste spaghetterie si somigliano tutte. Comunque si mangiava bene.

Visto che hai detto di avere i soldi, faremo a met&#224;, se per te va bene.

No. Pagher&#242; tutto io.

Ti avverto, io mangio come un bue.

Le guard&#242; la bocca minuscola e il collo sottile e pens&#242; che non poteva essere vero. Quando arriv&#242; la cameriera, Fanny ordin&#242; una pasta fredda e del t&#232;. Lui domand&#242; se le fettuccine allAlfredo quel giorno erano buone; alla risposta affermativa ne ordin&#242; una porzione.

E dire che pensavo di essere io quella affamata.  Fanny si accese una sigaretta con un grosso accendino di sicurezza del tipo che lui ricordava di aver visto quando era bambino.  Puoi dirmi perch&#233; continui a guardare fuori dalla vetrata?

Lui aveva cercato di leggere le targhe delle macchine rese indecifrabili dallo sporco invernale, con la speranza di riuscire a capire se appartenevano al suo mondo o a quello di lei.  Osservavo il traffico  disse.

Hai visto qualcuno che conosci?

Lui scosse la testa.

Quando mangi con una donna attraente, dovresti guardarla, anche se lei non &#232; vestita in modo elegante. Dovresti anche conversare con lei, quando non hai la bocca piena.

Il tuo vestito &#232; molto grazioso  le disse. Indossava ancora il semplice vestito di seta nera che portava nel bar, si era tolta solo il grembiulino di pizzo e la cuffietta. Il suo pratico cappotto di tweed era drappeggiato sullo schienale della sedia.

&#200; il mio vestito per tutte le occasioni.

Mamma Capini usc&#236; frettolosamente dalla cucina agitando le mani mentre si dirigeva verso di loro.  Ah, &#232; lei!  sorrise mostrando un dente doro.

Esitando lui disse:  Sono venuto qui un paio di giorni fa, credo.  Unaltra versione di se stesso aveva mangiato qui?

Ma cosa dice? Sar&#224; forse un mese. S&#236;, &#232; proprio dimagrito.  Mamma Capini si volt&#242; sorridendo verso Fanny.  Ma lo guardi! Solo qui mangia come si deve.

Lo so. A colazione ha mangiato una cialda  disse Fanny fingendo di rabbrividire.

Ecco vede, niente di buono! Forse mi toccher&#224; aprire anche di mattina, cos&#236; gli do una frittatina, un po di buon prosciutto e pane fresco, e gli salvo la vita.

Lui le domand&#242;:  Mamma, si ricorda di Lara? La ragazza con i capelli rossi che era con me?

Certo che conosco Lara.  Il dente doro balen&#242; di nuovo.  Bella ragazza. Troppo per lei.

Lui annu&#236;.  Lo so, Mamma. &#200; stata di nuovo qui dallultima volta che &#232; venuta con me?

Oh  Mamma Capini abbass&#242; la voce e lanci&#242; unocchiata ai tavoli vuoti.  Lara lha scaricata?

Sto cercando di non farmi scaricare. &#200; venuta?

Ieri sera per cena. Ma molto tardi.  Mamma Capini spalanc&#242; le braccia grassocce con aria avvilita.  Oggi niente tortellini.

La sera prima! Lui domand&#242;:  Ma era proprio Lara? Ne &#232; sicura?

Certo. Lho riconosciuta subito.

Fanny domand&#242;:  Era con qualcuno?

Se lo prenda lei. Non &#232; poi cos&#236; male. Gli faccia dimenticare Lara.

&#200; quello che sto tentando di fare. Ma Lara stava con qualcuno?

Una coppia. Una coppia di sposini.  Mamma Capini not&#242; la sua espressione incredula.  Le sto dicendo la verit&#224;.

Lei aveva lanello e si tenevano le mani sotto il tavolo.

Fanny disse:  Ce li descriva, per favore.  Con la coda dellocchio, lui vide che la ragazza aveva tirato fuori dalla borsa un taccuino e un mozzicone di matita.

Lui &#232; grosso! Pi&#249; grosso di Amedeo. La donna &#232; piccola come lei, proprio carina. Hanno tutti e due i capelli gialli, luomo e la donna.

Di che et&#224;?

Mamma Capini si strinse nelle spalle.  Tutti e due come lei.

Comerano vestiti?

Luomo aveva un vestito azzurro. Fatto su misura da un sarto &#232; troppo grande per un vestito in serie ma tutto sciupato, avrebbe dovuto buttarlo via un anno fa. Capisce cosa voglio dire? Ho visto il vestito e mi sono detta, ci scommetto che sar&#224; Lara a pagare il conto. Ma mi sbagliavo, ha pagato lui.

Comera vestita sua moglie?

Mamma Capini rimase pensierosa.  Aveva un vestito rosso di lana, un bel vestito, ma un po sgualcito. E un cappotto rosso con il collo di volpe. La conosce?

Fanny scosse la testa.  E Lara?

In pelliccia, una bella pelliccia, vero visone, piuttosto scuro. Un vestito da sera, proprio cos&#236;! Paillettes dappertutto, sembrava larcobaleno. Scollato davanti. Una collana di pietre verdi, forse erano pietre vere.  Mamma Capini si tocc&#242; i capelli grigi, poi il collo.  Avrei dovuto capire che pagava lui, non Lara. Lara sapeva che lui lavrebbe fatto, cos&#236; li ha portati dove era gi&#224; venuta con lei. Un locale non troppo costoso, capisce quel che voglio dire? Brava ragazza.

Fanny disse:  Lei &#232; una buona osservatrice.

Lui ha portato qui Lara, poi Lara ha portato la coppia. Il ristorante &#232; mio, e sto attenta a tutto quello che succede.

La cameriera arriv&#242; con il minestrone e Mamma Capini si alz&#242;.  Se c&#232; qualcosa che non va, ditelo a me.

Fanny sorrise.  Lo faremo, ma sono sicura che sar&#224; tutto buonissimo.

Quando Mamma Capini se ne fu andata, lui disse:  Devo fare una telefonata.

Davvero? Le tue fettuccine si raffredderanno.

No  disse lui.  Torno subito.  Fece il gesto di lavarsi le mani.

Le toilettes erano in fondo a un corridoio sul retro. Fra le due porte cera un telefono a gettone. Lui entr&#242; nella toilette degli uomini, si liber&#242;, si lav&#242; le mani e si asciug&#242; come pot&#233;. Se Fanny lo aveva seguito, probabilmente, vedendolo entrare nella toilette, era tornata al tavolo. Le monete che aveva in tasca erano quasi tutte del mondo reale (quarti di dollaro che sembravano falsi con facce di nickel e bordi di rame e monetine di zinco rivestite di rame). Ma anche il locale dei Capini faceva parte del suo mondo e quindi doveva essere in grado di telefonare al suo appartamento senza difficolt&#224; e senza il pericolo di mettersi in contatto con Klamm o con chiunque altro che non fosse Lara, se Lara in quel momento era l&#236;.

Uno dei figli di Mamma Capini entr&#242; nella toilette.  Deve fare una telefonata? Le posso dare delle monete.

No, grazie  disse lui.  Ne ho a sufficienza.

Usc&#236; dalla porta e infil&#242; un quarto di dollaro nella fessura del telefono. Al ricevitore sent&#236; il suono rassicurante della linea libera. Fu tentato di formare il numero velocemente, ma poi si costrinse a rallentare per essere sicuro di non sbagliare.

Schiacci&#242; lultimo pulsante e non sent&#236; nessun segnale. Silenzio totale. Quando riappese il ricevitore, sent&#236; il tintinnio della moneta che gli veniva restituita. La infil&#242; di nuovo nella fessura e form&#242; ancora il numero di casa.

Alle sue spalle, il figlio di Mamma Capini disse:  Non riesce ad avere la linea, eh?

Lui scosse la testa.  Non squilla.

Non avrebbero dovuto permettere a quei figli di puttana di mandare a rotoli il Sistema Bell.  Il figlio di Mamma Capini si gir&#242; per andarsene.

Un momento. Pu&#242; cambiarmi un biglietto da cinquanta?

Nessun problema. Venga alla cassa.

Lui segu&#236; il figlio di Mamma Capini fino alla cassa e tir&#242; fuori una banconota dal mazzo di Sheng.

Vuole biglietti da un dollaro?

No  disse lui. Trattenne il respiro per un attimo.  Solo un paio di biglietti da cinque.

Va bene.  Senza fare obiezioni il figlio di Mamma Capini prese il biglietto da cinquanta, lo appoggi&#242; sul registratore di cassa e gli dette in cambio due biglietti da venti e due da cinque. Su quelli da cinque cera limmagine di Andrew Jackson, su quelli da venti quella di Lincoln.  Che ne pensa dellincontro?

Quale incontro?  Si era messo a studiare le banconote. Allimprovviso, nel timore di averle studiate troppo a lungo, se le infil&#242; frettolosamente in tasca.

Quale incontro?!  Il figlio di Mamma Capini sembr&#242; offeso.  Joe si batter&#224; per il titolo. Non legge i giornali?

&#200; vero  disse lui.  Lho letto. Speriamo che Joe gli faccia vedere i sorci verdi.

Ci pu&#242; contare, amico. Joe &#232; un nostro cliente, sa. Era qui ieri sera con sua moglie e unaltra bellona. &#200; grosso come una casa, ma non se ne approfitta. &#200; gentile ed educato come lei e me.

Lui disse:  Terr&#242; le dita incrociate  e torn&#242; al tavolo. Si sedette con la testa fra le mani fissando la scodella vuota davanti a lui.

Stava diventando fredda e cos&#236; lho mangiata  disse Fanny che aveva davanti a s&#233; una scodella piena, ancora fumante. Dopo un momento lei la prese e gliela offr&#236;.

Non preoccuparti  disse lui.

Era solo uno scherzo. Prendila, &#232; la tua. Che ti succede?

Da quanto tempo vieni a mangiare in questo posto?

Cosa?

Ti ho chiesto da quanto tempo vieni qui. Nella tua stanza mi hai detto che conoscevi un buon ristorante italiano a due isolati didistanza o qualcosa del genere. Questo vuol dire che hai gi&#224; mangiato qui. Quando sei stata qui la prima volta?

Fanny cont&#242; sulle dita di una mano.  Quattro giorni fa.

Marted&#236;.

E hanno accettato il tuo denaro?

Non ho pagato io.  Esit&#242;.  Ero con un sergente amico mio, che era in uniforme. Avevamo fame, cos&#236; abbiamo deciso di entrare in questo locale. Il mio amico voleva pagare, ma uno degli uomini che lavorano qui ha detto di no, che offriva la casa. Sai come si comportano a volte con i poliziotti. Per&#242;, se vuoi restare da me questa notte, devi raccontarmi che cosa ti sta succedendo.

Ora siamo nel mio mondo quello da dove vengono i Visitor. Oppure il locale &#232; passato di l&#224;.

Lei lo fissava incredula.

Negli ultimi anni ho mangiato qui due o tre volte alla settimana. Marted&#236; sera ho portato qui Lara e lei ha perso un po del suo potere o aura magica o come vuoi chiamarla. Tu hai cenato qui? A che ora?

Fanny fece cenno di s&#236;.  Circa le otto.

Anche noi eravamo qui alla stessa ora. Il negozio dove lavoro chiude alle sei e mi ci vuole quasi unora per arrivare a casa in autobus. Sono arrivato a casa, mi sono fatto una doccia e mi sono cambiato. Il mio appartamento &#232; a un isolato e mezzo da qui.  Indic&#242; la direzione con un dito.  Penso che se me ne vado senza di te, stanotte potr&#242; dormire nel mio letto. O magari perfino se esco di qui in tua compagnia.

Allora mi dovrai ospitare.

Certo.

Perch&#233; io non ti lascio andar via. Ci servi come esca per North e se riesco a prendere quel tipo otterr&#242; una promozione, probabilmente un avanzamento di due gradi Tenente Lindy della Squadra Investigativa. Prendere North pu&#242; anche significare la sopravvivenza della razza umana, ma questo &#232; del tutto secondario.

Va bene  disse lui.

Hai intenzione di aiutarmi?

S&#236;, se tu ha intenzione di aiutare me. Se torno a casa, far&#242; la vita che facevo prima di incontrare Lara. A volte Lara viene nel mio mondo, ma &#232; qui che vive, perci&#242; &#232; qui che posso trovarla, se mai ci riuscir&#242;.

La cameriera si ferm&#242; al loro tavolo.  Non le piace quello che ha ordinato, signora?

Fanny scosse la testa.  Lho lasciata raffreddare La porti pure via.

Quando la cameriera si fu allontanata, lui disse:  Il mio mondo &#232; anche questo, perch&#233; qui c&#232; Lara.

Allora, visto che vuoi aiutarmi, dobbiamo scambiarci le informazioni. Quindi il futuro tenente comincer&#224; col dirti che la tua Lara &#232; Laura Nomos.

Lo so.

Fanny sembr&#242; sorpresa.  Io non ne ero certa. Almeno fino a un minuto fa, quando ti ho visto accanto alla cassa. Come potevi esserne sicuro? E cosa stavi facendo l&#236;?

Lho vista a teatro, come te. Era Lara ti ricordi quello che ti ho raccontato del signor Kolecke? A casa tua mi hai detto che era Laura Nomos, i nomi non sono solo una coincidenza.

Be, ho pensato che ti sbagliassi, che la figliastra di Klamm non poteva entrare e uscire dal mondo dei Visitor come se fosse la dea. Ma hai ragione, lho vista. E quella donna italiana ha detto di averla vista qui ieri sera, vestita come era vestita la Nomos a teatro. &#200; stata la conferma. Tu non sei pazzo e non hai le traveggole. La tua Lara &#232; Laura Nomos.

Lui annu&#236;.

Fanny ebbe un brivido.  E se tu non sei pazzo, pu&#242; darsi che tu abbia ragione a proposito di questo ristorante. Dovrei essere terrorizzata. Dunque, questo &#232; il tuo mondo?

Credo di s&#236;. North lo chiama C-Uno.  Le mostr&#242; il denaro e le spieg&#242; quello che era successo.  Hai delle banconote di grosso taglio?

Una da venti. &#200; quella di maggior valore.

Dovrebbe andar bene  disse lui.  Voglio che tu vada alla cassa e chieda di cambiarla con due da dieci. Prendi qualsiasi cosa luomo ti dar&#224; e torna qui.



19. Di nuovo a casa

Mentre Fanny era alla cassa la cameriera port&#242; la pasta fredda, le fettuccine per lui, il t&#232; e il caff&#232;. Quando Fanny ritorn&#242; al tavolo, gli disse:  Ma non hai fame?

Sto morendo di fame  disse lui  ma prima voglio vedere cosa ti hanno dato.

Due comunissimi biglietti da dieci dollari  disse mostrandoglieli.  Comincio a credere che tu sia proprio pazzo.

Lui scosse la testa e mise in bocca una grossa forchettata di fettuccine.

E ti ho anche chiesto se avevi fame!

Ho bisogno di concentrarmi  le disse  e mi concentro meglio mentre mangio.  Dopo un altro boccone, le chiese:  Vuoi assaggiarle? Sono proprio buone.

Solo per farti piacere.  Ne prese una forchettata, e poi altre due.  Quei biglietti che mi hai mostrato prima non te li ha dati quelluomo, vero?

Lui annu&#236; con la bocca piena.

Vuoi dire che quelluomo sa tutto e che ci sta manovrando a suo piacimento?

Lui inghiott&#236; il boccone.  No, non credo. Mi ha parlato dellincontro, lincontro di Joe.

E chi &#232; Joe?

Un pugile. Una volta lho conosciuto. Tutti dicono che &#232; tanto un bravo ragazzo, ed &#232; proprio quello che mi &#232; sembrato lunica volta che ho parlato con lui. Ti ricordi quello che ha detto Mamma Capini di quelle persone che sono venute qui con Lara?

Fanny annu&#236;.  Lomone e la bionda? Certo.

Lomone era Joe. Laura Nomos &#232; la consulente legale di Eddie Walsh. Eddie &#232; lagente di Joe. Tutta questa gente appartiene al tuo mondo, tranne Mamma Capini.  Bevve un sorso dacqua poi ritorn&#242; alle fettuccine. &#200; stato Joe a pagare la cena, ricordi? Se lavesse pagata Lara  Laura Nomos  non mi sarei meravigliato. Joe potrebbe aver usato una carta di credito o un assegno ma non mi sembra nello stile di Joe. Quella volta allospedale, quando ha preso una tazza di caff&#232; per me e una bibita analcolica per s&#233; da una macchinetta automatica, ricordo che ha tirato fuori i soldi da uno di quei portamonete che in genere, alla Tv, mettono in mano ai personaggi che stanno attenti a come spendono. Scommetto che ce lha da quando era un ragazzino. Insomma, sono proprio sicuro che Joe pagherebbe in contanti.

E un tipo cos&#236; non credi che avrebbe controllato il resto?

&#200; proprio questo il punto. Joe lavrebbe sicuramente fatto. Avrebbe perfino contato i soldi. Probabilmente &#232; Jennifer sua moglie, la donna vestita di rosso, che si occupa della loro amministrazione, ma Joe non permetterebbe mai che sia lei a pagare il conto in un ristorante. Lo metterebbe in imbarazzo, perci&#242; il resto doveva essere giusto, e nel giusto tipo di moneta.

Allora pensi che quelli del ristorante sono a conoscenza di tutto? &#200; proprio quello che ho detto io.

Lui scosse la testa.  Se fosse cos&#236;, quelluomo non mi avrebbe certo parlato di Joe. Il fatto &#232; che allinizio uno non si rende bene conto di cosa gli &#232; successo. Credimi, parlo per esperienza. Quello che &#232; successo a lui e a tutto il locale &#232; che, in qualche modo, sono stati attirati dentro sono passati attraverso una porta Ma come &#232; possibile? Un intero edificio non pu&#242; passare attraverso una porta!

Fanny scoppi&#242; a ridere.  Non capisco di cosa stai parlando. Cos&#232; questa storia delle porte?

Lara me ne ha parlato in un biglietto. Quando si sta insieme a qualcuno di un altro mondo, si vedono delle porte. Qualunque cosa delimitata sui quattro lati pu&#242; essere una porta. E ha un aspetto significativo &#232; proprio la parola che ha usato Lara. Se uno lattraversa, si ritrova dallaltra parte. Ma poi, se si volta per tornare indietro, non ci riesce. La porta &#232; scomparsa. Per farlo, deve camminare allindietro senza voltarsi.

Schiocc&#242; le dita, e Fanny disse:  E adesso cosa c&#232;?

Sai perch&#233; una porta &#232; uguale sia da un lato che dallaltro?

Non ne ho idea. Perch&#233;?

Perch&#233; &#232; uguale. &#200; proprio questo che ne fa una porta. Chiudi gli occhi. Attenzione, facciamo una prova.

Fanny fece come gli aveva detto.

Ora, tu hai pranzato qui altre volte, e hai deciso di venirci con me. Qual &#232; il nome vero di questo ristorante, quello ufficiale?

Lei rimase a pensarci un momento.  Fuori c&#232; una targa di ottone: TRATTORIA CAPINI.

Lui sospir&#242; e disse:  Va bene, e ora riapri gli occhi.  Le porse il pacchetto di fiammiferi che si trovava sul tavolo.

Fanny lo guard&#242; e lesse:  Da Capini cucina italiana. Gi&#224;, non &#232; proprio lo stesso nome.

Lui pos&#242; la forchetta.  Questo ristorante  io lo chiamo da Mamma  si trova nel mio mondo. Vengo a mangiare qui da anni. Laltro  la Trattoria  &#232; nel tuo mondo. Pu&#242; darsi che sia un caso che abbiano lo stesso cognome. Comunque, la porta della Trattoria &#232; una porta. La gente del tuo mondo che &#232; stata con gente del mio, pu&#242; entrare nel mio mondo attraversandola, come hai fatto tu quando sei entrata insieme a me, o come ha fatto Joe con sua moglie  mi pare che si chiami Jennifer  quando sono venuti qui insieme a Lara. Ma le cose dopo un po ritornano al loro posto. Le persone vengono attirate di nuovo dal loro mondo, &#232; per questo che io sono tornato nel mio. I soldi non sono altro che pezzi di carta. Se sono soldi di un certo mondo, attirano quelli che provengono di l&#236;. Le cose finiscono sempre per tornare al loro posto, ne sono sicuro.

Fanny disse:  Con questo ragionamento tu dai per scontato che un pezzo di carta abbia cervello. Non ti credo.

No, non sto dicendo questo. Ora ti racconto una cosa che ci mostravano a scuola. Accordavano due corde di uno strumento sulla stessa tonalit&#224;. Mi segui? Non come si accorda un pianoforte, ma in modo che entrambe suonassero la stessa nota. Cos&#236;, quando una veniva pizzicata, anche laltra cominciava a vibrare. Non perch&#233; avesse cervello lo faceva e basta.

E allora secondo te questi due mondi sono solo tonalit&#224; frequenze diverse, e non sono reali?

Non mi spingerei tanto lontano  disse lui.

Ma io s&#236;. Non &#232; cos&#236; che funziona la televisione? Si seleziona un certo canale e si ricevono due segnali, uno per limmagine e uno per il suono. Ma la regolazione dei segnali non &#232; del tutto stabile, ed &#232; questo che crea dei disturbi allimmagine e al sonoro. Quando si cambia spesso frequenza al televisore, succede che si sovrappone un altro canale e lo spettacolo che uno stava guardando scompare dallo schermo e ne appare un altro con altri personaggi.

Lui scosse la testa.

Be, credo di avere ragione.  Fanny fece un cenno alla cameriera.  Pu&#242; portarmi altra acqua calda per il t&#232;?

Avrebbe voluto dirle che se il mondo in cui lei viveva era solo la nota di un pianoforte, il suo invece era reale; ma si ricord&#242; delle monete, delle facce false e dei bordi di ottone, e pens&#242; che in fondo il suo mondo non era pi&#249; reale di quello di Fanny, e forse anche meno.

Fanny punt&#242; lindice verso di lui.  E ora stammi a sentire. Immagina di restare davanti al televisore per tutta la vita. Immagina che sia la sola cosa che conosci, e che trasmettano spettacoli come Alba, Tramonto, Lavoro e Spesa, e che tu li segua a tal punto da non pensare mai a nientaltro.  Si ferm&#242; un momento.  Come si chiama quel piccolo schermo che abbiamo nella parte posteriore degli occhi?

Lui scosse la testa.  Non lo so.

La retina, ecco. Be, immagina che qualcuno cambi lo spettacolo nella retina.

Mi stai mettendo alla prova?

Fanny sorrise.  Ma no, &#232; solo per fare conversazione. Hai detto che se attraversiamo allindietro quella porta, ci ritroviamo nel mio mondo. Sono sicura che tu desideri tornare l&#224; insieme a me, perch&#233; cos&#236; potresti ritrovare Lara, che in realt&#224; &#232; Laura Nomos. E io credo che se uscissimo allindietro da quella porta ci ritroveremmo di nuovo sul marciapiede, e tu diresti Guarda, ha funzionato!. Senti, pu&#242; anche darsi che io sia unallocca, ma non fino a questo punto.

Dico sul serio  disse lui.

Anchio. E credo di sapere come funzionano le tue porte. Poniamo che due canali mandino in onda lo stesso programma, ma al contrario. Chiamiamo questo programma porta o passaggio non ha importanza. Il primo canale, la mostrer&#224; da un lato e, contemporaneamente il secondo la far&#224; vedere dallaltro. Non pu&#242; accadere allora che le due frequenze si avvicinino? Se immaginiamo che ci siano tanti canali, alcuni potrebbero avvicinarsi a tal punto da toccarsi. Allora, basterebbe girare appena la manopola per passare da un canale allaltro, giusto? Ma se volessimo tornare indietro, dovremmo girare la manopola in senso contrario, non potremmo girarla nella stessa direzione di prima. Allora ecco cosa dobbiamo fare se vogliamo passare da quella porta: dobbiamo girare la manopola allindietro. Ma la cosa mi fa sentire un po sciocca.

Ma lo farai, non &#232; vero?

Fanny si strinse nelle spalle.  Non credo che timporti molto di me. Pensi solo alla tua Lara.

Devo scegliere fra voi due? Cos&#236;, adesso?

Fanny fece una smorfia.  Gi&#224;.

Io scelgo Lara.

Allora devi lasciare che io mi paghi il pranzo da sola.

Senza voltarsi  disse lui.  Dico sul serio. Pu&#242; anche darsi che non funzioni perch&#233; nel biglietto Lara diceva di farlo immediatamente e non &#232; certo il nostro caso. Ma comunque non pu&#242; succedere niente di grave. Tu saresti disorientata nel mio mondo proprio come io lo ero nel tuo.

Questo &#232; un racconto mitico, non &#232; vero?  disse Fanny.

Vero cosa?

Il viaggiatore che ha perduto la via, che incontra qualcuno o scopre una citt&#224; che nessun altro trover&#224; mai dopo di lui. Non so proprio se mi piacerebbe, anche se il dipartimento pensa che io sia passata al nemico.

Quei programmi di solito non hanno un lieto fine  disse lui. Aveva visto Brigadoon alla Tv, e cercava di ricordarsi come finiva la storia per potergliela raccontare. Ma non gli veniva in mente altro che il titolo del film, le gonne scozzesi svolazzanti e il suono delle cornamuse.

Non &#232; proprio cos&#236;, si disse.

Fanny si era alzata in piedi e stava prendendo il cappotto dallo schienale della sedia.  Dai, andiamo. Non credo che funzioner&#224;.

Subito? Dobbiamo chiedere il conto  disse lui.

Eccolo qui.  Glielo sventol&#242; davanti agli occhi.  La cameriera me lo ha portato insieme allacqua per il t&#232;.

Lui glielo sfil&#242; di mano (un po troppo facilmente, pens&#242;) e laiut&#242; a mettersi il cappotto. Si rese conto di non essere del tutto convinto che attraversare allindietro quella porta sarebbe servito a qualcosa. Era a casa, di nuovo nel suo mondo dopo dopo cosa? Un sabato mattina avventuroso? Una specie di sequestro mentale? Le cose ritornano sempre al loro posto. Aveva detto cos&#236;.

Il suo cappotto era appeso a un attaccapanni vicino al tavolo. Naturalmente era ancora il cappotto di lana che aveva comprato allalbergo, troppo pesante forse per il tempo che faceva qui. Ma il pacco di biglietti da cinquanta che aveva comprato per dieci centesimi dal signor Sheng era moneta vera, mentre non lo era la cospicua cifra che gli era avanzata dai mille dollari che aveva trovato sotto il vaso nella sua stanza allospedale.

Con unaltra banconota del pacco, pag&#242; il conto al nuovo, cassiere, uno dei tanti figli di Mamma Capini, forse un po pi&#249; vecchio e grosso di quello che aveva incontrato nel bagno degli uomini. Per fare una prova gli chiese:  Cosa ne pensa dellincontro?

Quale incontro?

Quello di Joe. Credevo che Joe fosse un vostro cliente.

Il cassiere ridacchi&#242; e batt&#233; lo scontrino.  Lei ha parlato con Guido. Guido &#232; un po matto.

Fece per tornare al tavolo, ma Fanny sussurr&#242;:  Ho gi&#224; lasciato la mancia.

Va allindietro  le disse.  Ricordati che dobbiamo camminare allindietro.  Cominci&#242; a indietreggiare con passo impacciato verso la porta.

No  sussurr&#242; Fanny.  Non voglio.  Lo prese per un braccio e lo fece girare su se stesso.

Lui tent&#242; di dirle:  Tu non

No, non voglio, questo gioco &#232; durato abbastanza  disse Fanny, e lo tir&#242; per un braccio.

Lui vide Lara in mezzo alla strada che osservava linsegna del ristorante mentre i fiocchi di neve le sfioravano il viso. Corse verso di lei e alle sue spalle sent&#236; la voce di Mamma Capini gridare:  Arrivederci. Con la coda dellocchio fece in tempo a vedere Fanny guardare indietro, salutare con la mano sorridendo mentre attraversava la porta.


Si ritrov&#242; per la strada, da solo. I fiocchi di neve brillavano alla luce del sole, sospinti gi&#249; dai tetti dal vento primaverile. Lara non cera pi&#249;, mentre lui la guardava era scomparsa dentro la porta girevole di una pellicceria.

Si precipit&#242; in mezzo al traffico senza guardare.

Uno stridio di freni sullasfalto. Un camioncino bianco, come un enorme frigorifero su quattro ruote, sterz&#242; di colpo e per poco non lo invest&#236;. Esultante di gioia lui salt&#242; sul marciapiede e si slanci&#242; dentro la porta girevole.

Cerano i saldi di fine stagione e la pellicceria era affollata di donne, molte accompagnate da mariti impazienti. Pass&#242; di corsa in mezzo a loro, cercando di ricordare se Lara indossava il cappello o se portava i suoi splendidi capelli sciolti sulle spalle o raccolti sulla nuca in una pettinatura che gli sembrava di aver intravisto mentre Fanny sbiadiva accanto a lui come una foto scadente.

Fece due volte il giro del negozio. Donne dappertutto, con e senza cappelli, ma di Lara nessuna traccia.

Colto dalla disperazione simpadron&#236; di una commessa salvandola da una cliente con i capelli azzurrini e laria inviperita che stava criticando aspramente due pellicce. Le descrisse Lara come meglio pot&#233;.

La commessa scosse la testa.  Ha provato al piano di sopra?

Lui la fiss&#242;.

Nel salone.  La commessa disse a bassa voce:  L&#224; esponiamo i capi pi&#249; costosi per un diverso tipo di clienti.

Un piccolo ascensore lo port&#242; al secondo piano, ansimando come un vecchio asmatico. La moquette era bianca e le luci leggermente azzurrate. Individu&#242; un commesso e anche a lui ripet&#233; la descrizione di Lara, aggiungendo che era di estrema importanza che lui le parlasse.

Il commesso gli chiese con distacco:  Per caso si ricorda il nome della signora?

Lara Morgan  disse.  Ma a volte si fa chiamare Laura Nomos.

Il commesso rest&#242; impassibile.  Se vuole seguirmi, signore, controllo il registro di oggi e poi sapr&#242; dirle se la signora &#232; stata qui.

Andarono nel retro del negozio, dove su un tavolo cera un grosso registro aperto. Il commesso lo sfogli&#242;.  La signora Morgan &#232; stata qui oggi, alle undici e trenta, signore.  Il commesso guard&#242; lorologio.  Ora sono quasi le undici e quaranta, perci&#242; credo che abbia gi&#224; lasciato il negozio. La signora Morgan ci ha lasciato la sua pelliccia perch&#233; la pulissimo e la tenessimo in custodia, come credo sia sua abitudine.

Sent&#236; sbocciare dentro di lui un piccolo fiore di speranza e domand&#242;:  Verr&#224; a ritirarla in autunno?

Oppure, signore, incaricher&#224; qualcuno di farlo.  Il commesso sfogli&#242; le pagine del registro.  Ecco, come le avevo detto la signora era venuta a ritirarla lo scorso ottobre, ma la pelliccia era rimasta in custodia da noi per ventisei mesi.



20. Il suo appartamento

La cassetta della posta era piena. Fra le fatture e gli opuscoli pubblicitari trov&#242; un biglietto giallo dove lo avvisavano che allufficio postale cera altra corrispondenza indirizzata a lui. Sul frigorifero un orologio a forma di fragola che aveva comprato in un emporio, lampeggiava lora e la data: 13.38 15.4, 13.38 15.4, 13 39 15.4.

Era la met&#224; di aprile. Cerc&#242; di ricordare quando Lara lo aveva lasciato, ma non ci riusc&#236;. Il suo biglietto stava ancora sul tavolino, non aveva data ma era ricoperto da un sottile strato di polvere. Lo lesse di nuovo:




Caro,

ho cercato di dirti addio ieri notte, ma non mi hai sentito. Non sono una vigliacca, devi credermi.

Se non fosse per le porte, non ti direi nulla e forse sarebbe meglio. Ti pu&#242; capitare di vederne una o pi&#249; di una, magari per un solo istante. Sar&#224; chiusa su tutti e quattro i lati (deve esserlo). Pu&#242; essere una vera porta, oppure solo un cavo telefonico sostenuto da due pali, o un arco in un giardino. Qualunque cosa sia, avr&#224; un aspetto significativo.

Ti prego di leggere con attenzione e di ricordare tutto quello che ti dico. Non devi attraversarla.

Se lattraversi senza accorgertene, non voltarti. Se lo fai sarai perduto. Cammina immediatamente allindietro.

Lara


La firma era come la ricordava, la prima A era collegata alla L maiuscola. Non lesse il postscriptum (che chiamava PS) sentendo che, se lavesse fatto, sarebbe morto, letteralmente, che il suo cuore sarebbe scoppiato.

Sotto il tavolino cera un giornale. 13 marzo, erano trentatr&#233; giorni che Lara era andata via. Una notte allospedale, o forse due. Diciamo due notti passate allospedale, una notte allalbergo con North, una notte allalbergo da solo. Quattro notti per trentatr&#233; giorni.

Accese il televisore e capit&#242; su un programma che faceva vedere la ressa per la presentazione della denuncia dei redditi. Il 15 di aprile era lultimo giorno utile per presentarla. Come un automa and&#242; allufficio postale a ritirare il resto della posta. Il modulo era l&#236;, e il negozio in cui lavorava gli aveva gi&#224; mandato la documentazione necessaria; era sul tavolo da notte accanto al letto. Il letto era ancora disfatto, ancora spiegazzato dopo la notte passata con Lara quando si era svegliato ormai solo.

Prese il modulo e lo riemp&#236;. Non doveva riportare altro che il suo stipendio; in venti minuti lo aveva completato, messo nella busta e affrancato. Quando era andato allufficio postale non si era messo il cappotto, ma ora si domand&#242; se era il caso di indossarlo per andare a impostare la denuncia dei redditi. Il pacco di banconote da cinquanta era ancora nella sua tasca destra. Lo prese, domandandosi cosa avrebbe detto lUfficio Imposte se avesse saputo che aveva quei soldi. Qualsiasi entrata doveva essere denunciata, anche se si trattava di migliaia di dollari comprati per un centesimo. La carta marroncina che avvolgeva il pacco portava ancora la dicitura sicurpol-trasporto valori, un carattere cinese e il simbolo dieci centesimi scritto diligentemente dal signor Sheng con il pennello. Dovera il signor Sheng ora? E suo nipote, il dottor Pillo-Lin? Su un canale diverso, in un altro programma.

Prese le banconote di Marcella dal portafoglio, le ripieg&#242; e le ferm&#242; con un elastico, poi le mise in una tasca del cappotto. Prese le banconote da cinquanta del signor Sheng e le mise nel portafoglio, appallottol&#242; la carta che le avvolgeva e la gett&#242; nel cestino.

Si sentiva come un agente internazionale, una specie di James Bond con unarma automatica mortale nascosta da qualche parte e diversi passaporti. Rise fra s&#233; mentre appendeva il cappotto nellarmadio con la sciarpa drappeggiata intorno al collo e resistette, come sempre, allimpulso di prendere.Tina, esaminarla, baciarla e pettinarle i capelli come aveva fatto la donna nel negozio di abbigliamento.

Troppo vecchio per giocare con le bambole.  Pronunci&#242; le parole a voce alta, ma in tono indulgente.

Mentre tornava per la seconda volta dallufficio postale, sent&#236; freddo, nonostante il gilet e si ferm&#242; a comprare un soprabito nuovo. Nei grandi magazzini dove lavorava, o piuttosto dove aveva lavorato, avrebbe potuto usufruire di uno sconto per i dipendenti. Ma i soprabiti erano in saldo, e lo sconto non cera perch&#233; veniva applicato solo sul prezzo pieno, mai quando la merce era in saldo. Il nuovo soprabito era beige, come quello vecchio.

Di ritorno nel suo appartamento, disfece il letto, sinfil&#242; sotto la doccia e si cambi&#242; buttando via i pantaloni bruciacchiati. Sul fondo dellarmadio cera una vecchia camicia sudicia. Fece un fagotto con le lenzuola, le federe, la camicia, i calzini e la biancheria che si era tolto. Poi si guard&#242; intorno per vedere se Lara aveva lasciato qualcosa.

Ora che ci pensava, Lara aveva con s&#233; molto poco. Due vestiti, ma forse, dato che erano tutti e due verdi, era uno solo che poteva essere indossato in vari modi a seconda delle occasioni, mettendo accessori diversi e cos&#236; via.

Cerc&#242; di ricordare cosa dicevano al Reparto Abbigliamento accessoriati, ecco cosa dicevano. Gli venne in mente che Lara non avrebbe mai usato una parola del genere e non le sarebbe piaciuta; si rese conto che adesso non piaceva nemmeno a lui.

Era cos&#236; poco quel che gli rimaneva di Lara. Non cera niente, non un pezzo di stoffa, nemmeno un rossetto per labbra usato o un pettine. Lara fumava? No, era Fanny che fumava molto, fumava una sigaretta dietro laltra, pens&#242;. Nellappartamento i portacenere erano vuoti, pieni solo di polvere.

Prese i panni sporchi, li port&#242; nel seminterrato e li infil&#242; in una delle lavatrici insieme al detersivo granulare che si era procurato da un distributore a gettone. Mentre la lavatrice era in funzione si mise a leggere un giornale che qualcuno aveva dimenticato. Gente innocente moriva in Africa. Nella pagina dei fumetti non cera pi&#249; Lolly, sostituita da un nuovo orribile personaggio.

La lavatrice si era fermata. Prese il mucchio di panni bagnati fradici e li mise nellasciugatrice, la regol&#242; sul programma delicati e inser&#236; le monete.

Una giornalista di unagenzia stampa, famosa per il suo spirito, pubblicava unintervista immaginaria al presidente dopo un olocausto nucleare. Il cruciverba chiedeva una parola di sette lettere che significava orso. Nel suo reparto ai grandi magazzini era in corso una grande vendita scontata di registratori. Comprate un registratore col dieci per cento di sconto, scegliete qualsiasi cassetta per un dollaro. Immagin&#242; che avessero avuto molto da fare e si domand&#242; come se lerano cavata senza di lui. Erano in vendita anche personal computer di vecchio tipo, ormai fuori produzione, col quaranta per cento di sconto sul prezzo di listino.

Infil&#242; la biancheria asciutta in una federa e torn&#242; nel suo appartamento. Scopr&#236; che mancavano una camicia e i calzini. Torn&#242; nel seminterrato e controll&#242; tutte e due le macchine, nessuna traccia n&#233; della camicia n&#233; dei calzini. In qualche modo erano tornati nel loro mondo, pens&#242;. North li aveva comprati allalbergo.

Il gilet era ancora appeso nellarmadio. E cos&#236; il cappotto, pigiato fra gli altri indumenti nel vano dietro la porta dellarmadio. Non riusc&#236; a trovare il cappello. Lo indossava mentre era in macchina con Fanny fino allarrivo da Mamma Capini, poi ricordava di averlo appeso al gancio dellattaccapanni. Ma non riusciva a ricordare se lo aveva ripreso quando erano venuti via. Lo indossava quando era corso dentro la pellicceria? Non lo sapeva, non riusciva a ricordarlo.

Lorologio gli disse che erano le cinque precise. Nellappartamento cera da mangiare, ma la roba che stava dentro il frigorifero era sicuramente andata a male, il latte era inacidito e le carote erano diventate molli. La margarina era ancora buona.

Concluse che non se la sentiva di pulire il frigorifero (e il portapane, ora che ci pensava), almeno per quel giorno. Sarebbe andato a mangiare da Mamma Capini e forse

Forse sarebbe successo qualcosa.

La cravatta era drappeggiata sul paralume. Abbotton&#242; il colletto e annod&#242; con cura la cravatta. Si era imposto la regola di non uscire mai senza cravatta cera la possibilit&#224; di incontrare uno dei capireparto. Indoss&#242; la giacca e il soprabito nuovo.

Dopo aver percorso un isolato vide un calzino nero da uomo nella cunetta e si ferm&#242; a raccoglierlo. Non era il suo, ma si ricord&#242; che gli era capitato spesso di vedere indumenti persi o abbandonati in una strada coperta di neve nella citt&#224; di Lara, una citt&#224; che era tanto simile eppure cos&#236; diversa dalla sua. I due calzini erano separati, pens&#242;, a chilometri di distanza luno dallaltro. Non sarebbero stati utili a nessuno, a meno che un ragazzino non ne avesse raccolto uno per farci un pupazzo e un vagabondo avesse preso laltro, incurante del fatto che non si accordava con quello che indossava. La camicia era di buona qualit&#224;, una camicia di seta pura. Si augur&#242; che qualcuno la trovasse prima che fosse troppo rovinata, prima che diventasse uno straccio come quelli che aveva visto per strada senza domandarsi da dove arrivavano.

Alla cassa cera uno dei figli di Mamma Capini. Cerc&#242; di capire se era Guido, il figlio con cui aveva parlato nella toilette, ma non ne era sicuro. Tutti i fratelli gli erano sempre sembrati quasi uguali, uomini baffuti che guardavano in cagnesco e che andavano e venivano come fossero clienti; un momento stavano l&#236; sporchi di sugo e un momento dopo erano scomparsi.

Si sieda dove vuole  gli disse il figlio.  &#200; ancora presto.

Si mise a sedere al tavolo vicino alla vetrata dove aveva pranzato con Fanny. Il suo cappello, se veramente laveva lasciato sullattaccapanni di Mamma Capini, adesso non cera pi&#249;. Rivolto alla cameriera, disse:  Verso mezzogiorno ero qui a mangiare con una signora. Lei ha preso una pasta fredda. Non so cosa fosse di preciso, ma sembrava molto buona. Si ricorda di noi?

La cameriera scosse la testa.  Non credo di essere stata io a servirvi, signore.

Aveva  cerc&#242; di ricordare quanti anni aveva detto di avere Fanny  circa ventitr&#233; anni. Piccola, capelli neri e ricci.

Forse vi ha serviti Gina, signore. Gina mi somiglia molto.

Vuole dirle di venire qui, per favore?

Abbiamo tre tipi di pasta fredda, signore.  La cameriera glieli descrisse.  Sono tutte molto buone.

Mi trovi Gina  le disse lui.

Se ne and&#242; imbronciata e lui si mise a osservare le targhe delle automobili che passavano. Si stava facendo buio, ma riusc&#236; a decifrarne qualcuna e gli sembrarono perfettamente normali.

Si frug&#242; nelle tasche della giacca con la sensazione di aver dimenticato qualcosa. Tutte e due le tasche erano vuote e nel taschino cera solo il fazzoletto, quello rosso che aveva l&#236; da mesi. Il libretto degli assegni stava nella tasca interna. Lo tir&#242; fuori per esaminarlo. Lultimo assegno portava la data dell11 marzo. Gli venne in mente che aveva pagato la bambola con un assegno e che la somma era piuttosto alta, ma non riusciva a ricordare quanto e non era sicuro che il suo assegno potesse essere presentato allincasso da un negozio di un altro mondo, un negozio dei sogni.

non c&#232;  annunci&#242; la cameriera al suo fianco.

Lui alz&#242; gli occhi.  Prego?

Ho detto che Gina non c&#232;. Ho guardato dappertutto.  La cameriera si scost&#242; una ciocca di capelli dalla fronte nel tentativo di sembrare stanca e accaldata senza essere n&#233; luno n&#233; laltro.  Ed &#232; pure ora di cena.

Ma pu&#242; farlo? Voglio dire, andarsene cos&#236;?

La cameriera si chin&#242; verso di lui.  Gina scopa Guido, e pu&#242; fare il cavolo che vuole.

E Guido c&#232;?  Lanci&#242; unocchiata verso la cassa, ma non vide nessuno.

No, Guido se n&#232; andato. Non c&#232; quasi mai allora di cena. Cosa vuole ordinare?

Ordin&#242; una delle paste fredde e la cameriera si allontan&#242;. Dopo un minuto o due, riprese il libretto degli assegni dalla tasca interna della giacca, chiedendosi cosa poteva fare mentre aspettava che gli portassero da mangiare. Era venuto qui per anni, quasi sempre da solo come adesso e sicuramente aveva sempre fatto qualcosa. Quando Lara viveva con lui aveva sempre qualcosa da fare, qualcuno con cui parlare.

Mamma Capini spost&#242; la sedia vuota e si mise a sedere.  Ehi, che succede? Non ha mangiato abbastanza a pranzo? Se me lo diceva, le preparavo il pane allaglio.

Lui domand&#242;:  Si ricorda la ragazza che era con me a pranzo, Mamma?

Mamma Capini si baci&#242; la punta delle dita.  Certo. State per sposarvi?

Se viene, mi avverte?

Certo!

E si ricorda di Lara? Mi avverta se viene Lara. Specialmente se viene lei.

Certo. Ma &#232; in cerca di una ragazza?

Sto solo cercando queste persone. E mi avverta anche se vede quelluomo grande e grosso e sua moglie, la signora col vestito rosso.

Si gingill&#242; con la sua pasta fredda per unora e mezzo, bevve un espresso e due amari. Non vide nessuno che conosceva e non accadde nulla.

Alla fine pag&#242; il conto. Controll&#242; il resto, erano soldi reali e non aveva visto nessuna banconota con strane immagini neppure nella cassa. Luomo a cui pag&#242; il conto era quello che gli aveva detto che Guido era pazzo, quello pi&#249; grosso e pi&#249; vecchio di Guido. Mentre si trascinava verso il suo appartamento si domand&#242; distrattamente dove fosse andato Guido. Era stato attirato nellaltro mondo? E se era cos&#236;, cera gi&#224; stato? Forse anche Gina veniva da l&#236;; se i clienti potevano attraversare la porta provenendo da un altro mondo, come avevano fatto Joe e Jennifer, era abbastanza probabile che una cameriera in cerca di lavoro potesse fare la stessa cosa.

Di ritorno al suo appartamento, mise uno dei suoi pezzi preferiti sul giradischi, ma scopr&#236; che la musica che una volta lo aveva affascinato, ora gli sembrava brutta e sgradevole. Accese il televisore. Dopo circa unora, si rese conto che non aveva idea di che spettacolo si trattasse e perch&#233; lo stesse guardando.



21. I grandi magazzini

Aveva completamente dimenticato che il negozio era cos&#236; nuovo e lustro. Lesterno era rivestito di pietra calcarea e la societ&#224; lo faceva sabbiare ogni due anni. Le grandi vetrine bombate erano profilate dottone e venivano lavate ogni mattina dal personale della manutenzione che lucidava anche le cornici fino a farle brillare come se fossero doro.

Non hanno ancora aperto  gli disse una donna grassa, ferma a guardare un prendisole esposto in una delle vetrine.

Io lavoro qui  disse lui sperando che fosse ancora vero. Il negozio avrebbe aperto alle nove e mezzo in punto, ma gli impiegati del primo turno dovevano timbrare il cartellino alle otto e mezzo. Adesso erano le otto e tre minuti. Gir&#242; sul retro e sal&#236; i gradini di cemento dellentrata del personale, dove cera di guardia Whitey incaricato di controllare che nessuno timbrasse il cartellino per un altro collega.

Salve  disse Whitey.  Ha fatto una bella vacanza?

Lui annu&#236;.  Mi sembra di essere stato via solo un paio di giorni.

Veramente gli sembrava e non gli sembrava. Non era cambiato niente, solo lui era cambiato.

Resistette alla tentazione di dare unocchiata al suo reparto e prese lascensore fino agli uffici amministrativi. Mentire o dire la verit&#224;? Decise di dire la verit&#224;, era un pessimo bugiardo e non sarebbe riuscito a inventare una storia che spiegasse la sua lunga assenza.

Laltro problema era: doveva andare dal signor Capper o allUfficio Personale? Capper era (o era stato) il suo caporeparto e se lavesse sostenuto, lUfficio Personale non avrebbe potuto toccarlo. Daltra parte, se Capper fosse stato infuriato  il che era molto probabile  il direttore del personale se la sarebbe presa a male perch&#233; non si era rivolto prima a lui e si sarebbe opposto a un suo trasferimento.

AllUfficio Personale inoltre cerano maggiori possibilit&#224; di trovare qualcuno perch&#233; Capper poteva essere nel suo ufficio, ma anche in giro per il reparto a controllare il rifornimento della merce. Anzi, poteva addirittura non essere ancora arrivato.

Seduta alla scrivania, Ella si stava mettendo lo smalto alle unghie. Disse:  Ehi, ciao!

Nella stanza cerano delle sedie pieghevoli per gli aspiranti impiegati. Lui si mise a sedere in quella pi&#249; vicina alla scrivania.  Sono tornato  le disse.

Gi&#224;  esit&#242;.  Il signor Drummond non &#232; ancora arrivato.

Lo aspetter&#242;.

Ti ho segnato in malattia per una settimana.  Anche se erano soli, Ella aveva abbassato la voce.  Poi Drummond mi ha detto di telefonarti. Una volta &#232; perfino venuto nel tuo appartamento di notte e ha suonato il campanello, ma ha detto che non ha risposto nessuno.

Ero via. Sono tornato ieri e mi sono reso conto di essere stato via a lungo. Lappartamento era pieno di polvere, ci crederesti?

Hai avuto unamnesia?

Non credo. Mi ricordo due notti: una passata in un ospedale e una, anzi due, in una stanza dalbergo.  Non sapendo cosaltro aggiungere disse:  La stessa stanza.

Ella si chin&#242; in avanti e allung&#242; una mano verso di lui. Lui not&#242; quanto somigliasse a Fanny, ma forse non si ricordava pi&#249; che aspetto aveva Fanny. Ella disse:  Sei stato via pi&#249; dun mese.

Lui annu&#236;.  Penso di s&#236;.

Senza rendersene conto anche lui aveva allungato la mano e quando Ella gliela tocc&#242; si accorse della fasciatura.  Ma che cosa ti &#232; successo? Anche in faccia hai una scottatura sulla guancia e una sulla fronte.

Sono quasi guarito  disse lui.  Non erano molto profonde.

Hai avuto un incidente? Che ti &#232; successo?

Lui annu&#236; di nuovo.  Stavo in un negozio cinese quello del signor Sheng. Nello scantinato cerano dei fuochi dartificio che hanno preso fuoco. Credo che sia stato un tipo di nome Bill North, perch&#233; in quel momento North stava l&#236; sotto e poi fuma sigari.  Anche se si rendeva conto che non avrebbe dovuto, sorrise.  Stavo bevendo il t&#232; col signor Sheng e suo nipote, quando allimprovviso su dalle scale &#232; arrivato un razzo che ha colpito la parete di fronte ed &#232; entrato nella stanza dove ci trovavamo. Eravamo terrorizzati. Poi credo che abbiano preso fuoco altri razzi, perch&#233; lunica cosa che ricordo &#232; che stavo seduto in mezzo alla strada con le orecchie che mi pulsavano e un poliziotto e un infermiere curvi sopra di me. Mi hanno detto che avevano portato il signor Sheng allospedale su unautoambulanza, ma

Drummond entr&#242; nella stanza, fece un cenno a Ella poi, vedendolo, sollev&#242; un sopracciglio e sorrise.

Ella disse:  Buongiorno, signore.

Drummond entr&#242; nel piccolo ufficio dietro la scrivania di Ella e chiuse la porta.

Ella sussurr&#242;:  Adesso vado da lui e gli parlo. Tu aspetta qui, daccordo?

Lui annu&#236; e rimase a osservarla mentre entrava nellufficio di Drummond. Era pi&#249; in carne di Fanny, pens&#242;.

Meglio cos&#236;, se non altro. Aveva i capelli castani, Fanny invece li aveva neri, ne era sicuro. Naturalmente nessuna donna era o poteva essere come Lara, e lui non avrebbe mai scambiato nessuna per lei. Si era accorto subito che Marcella era Lara, anche se Marcella era bionda, o almeno cos&#236; sembrava. Infatti, non si pu&#242; mai essere sicuri quando si tratta di immagini in bianco e nero o di ritratti fatti da un artista di seconda categoria.

Dette unocchiata al suo orologio. Erano le otto e ventotto minuti. Non si ricordava quando era arrivato nellUfficio Personale, ma gli sembrava che Ella fosse entrata da Drummond da un bel po di tempo.

Nel corridoio cera una fontanella. Dette una sorsata e si riemp&#236; varie volte la bocca di acqua ghiacciata obbligandosi a inghiottirla. Aveva sempre la sensazione di non aver mai bevuto abbastanza acqua e doveva berne sempre un po appena gli si presentava loccasione.

Quando rientr&#242;, Ella stava ancora nellaltra stanza con Drummond. Tra le riviste appoggiate sul tavolo trov&#242; Time e cominci&#242; a sfogliarlo. Il presidente aveva riaffermato il suo impegno verso la gente comune e approvato un taglio ai fondi della Previdenza Sociale; il Medio Oriente stava per esplodere. Si domand&#242; se poteva essere una buona soluzione spedire il presidente in Medio Oriente, poi cerc&#242; di ricordare se L&#224; aveva mai visto Time o comunque un qualsiasi giornale. L&#224; era la parola che usava per indicare laltro mondo, il posto dove stava Lara. Non riusciva a ricordarsi di averne mai visto uno, per&#242; non poteva esserne sicuro.

Ma s&#236;, certo, aveva visto la foto di Walsh sul giornale. Questo posto era Qui e quello era L&#224;. Non riusciva a ricordare se sui giornali le strisce a fumetti erano le stesse oppure se non ci fossero affatto.

La porta dellufficio di Drummond si spalanc&#242; e ne usc&#236; Ella. Disse:  Il signor Drummond vuole vederti subito.  Lui mise gi&#249; Time ed entr&#242; nella stanza.

Drummond sorrise e disse:  Si sieda. Per prima cosa desidero dirle che &#232; stata tutta colpa mia. Mi piace sapere tutto dei nostri impiegati e avrei dovuto interessarmi di pi&#249; a lei.

Lui si mise a sedere. Di fronte a lui, oltre a Drummond, cera una grande targa di bronzo che diceva:



A. DICKSON DRUMMOND


DIRETTORE DEL PERSONALE


Lui disse:  &#200; molto gentile da parte sua, signor Drummond. Ma non &#232; stata colpa sua.  Cont&#242; silenziosamente fino a tre e poi aggiunse:  Veramente credo che non sia stata nemmeno colpa mia. &#200; successo.

Drummond scosse la testa.  No, non riesco a perdonarmelo. A proposito, un momento fa parlavo al telefono con il suo medico. Ha detto che &#232; molto tempo che lei non si fa vedere.

Cerc&#242; di ricordare se fosse mai andato da un medico. Certamente s&#236;, ma non si ricordava in che occasione. Il dottor Pillo-Lin era stato il suo medico allospedale; gli sembrava di capire, per&#242;, che Drummond non si riferisse a questo. Rispose:  Immagino che sia cos&#236;.

Vogliamo che lei vada dal suo medico immediatamente. Sia ben chiaro: non la settimana prossima, o domani, o questo pomeriggio. Questa mattina, appena esce da questo ufficio.

Speravo di poter tornare nel mio reparto, signore. &#200; periodo di saldi e hanno bisogno di me.

Certo che pu&#242;  gli rispose Drummond  ma prima deve andare dal suo medico. Appena torna venga su da me, mi faccia vedere un biglietto dove si dice che lei &#232; stato dal medico e poi pu&#242; riprendere subito il suo lavoro.

Si sent&#236; enormemente sollevato.

Il suo medico la ricever&#224; appena lei arriva allo studio la dottoressa non d&#224; appuntamenti. Vedr&#224; che sar&#224; di ritorno prima di colazione.

Lui annu&#236;.

Il suo medico mi ha detto di chiederle se per caso ha ricevuto un colpo alla testa.

Lui annu&#236;.  Sono scivolato sul ghiaccio e ho battuto la testa sul selciato.

Drummond sorrise di nuovo.  Poteva accadere a chiunque, no? Per ora &#232; tutto. Vada pure dal medico e non si dimentichi del biglietto.

Lui si alz&#242;.  Non me ne dimenticher&#242;, signore.

Unultima cosa  Drummond alz&#242; un dito.  Mentre lei era assente ho chiesto a Ella di chiamarla al telefono. Non &#232; mai riuscita a mettersi in contatto con lei, ma una volta ha risposto uno che ha detto di chiamarsi Perlman o qualcosa del genere. Lei sa che ci faceva nel suo appartamento?

Lui si strinse nelle spalle.  Forse era qualcuno dellamministrazione, signore.

Quando fu di nuovo nella sala daspetto cerc&#242; di ricordare le telefonate che aveva fatto dai Riuniti.

Quella voce maschile, rauca, era di Perlman?

Ella gli domand&#242;:  Va tutto bene?

Benissimo  disse lui distrattamente evitando di dirle che sarebbe dovuto andare da un medico di cui non si ricordava nulla. Aveva trovato la fattura di un medico nella cassetta della posta? O in mezzo a tutta quella corrispondenza che aveva ritirato allufficio postale? Non laveva esaminata con attenzione e non se lo ricordava.

Ella, hai detto di aver telefonato al mio appartamento?

Lei annu&#236;.

Anche il signor Drummond me lo ha detto. Mi ha detto anche che una volta hai parlato con un certo Perlman.

Ella scosse la testa.  Non mi ha mai risposto nessuno.  Esit&#242;.  Se ritorni prima di mezzogiorno, perch&#233; non ti fai offrire la colazione dallUfficio Personale? Festeggiamo il tuo rientro.

Non hai mai parlato con qualcuno che si chiamava Perlman?

Non ho mai parlato con nessuno  disse Ella. Sembr&#242; di colpo depressa senza alcuna ragione apparente.  Sono rimasta a casa per la mia schiena e hanno assunto una sostituta. Dopo, Drummond ha continuato a rimproverarmi per errori che aveva fatto quella ragazza. Probabilmente &#232; stata lei a parlare a Perlman. Ma se vuoi sapere la mia opinione, doveva aver sbagliato numero.

Al piano di sotto cera la sala di soggiorno per il personale, un salone squallido e quasi sempre sporco dove mangiavano gli impiegati che si portavano la colazione da casa. Infil&#242; alcune monete nella macchina del caff&#232; (gli venne in mente Joe nello scantinato dellospedale), trov&#242; una sedia pulita e si mise a sedere.

I medici devono essere pagati. Tir&#242; fuori il libretto degli assegni e scorse le matrici. Non aveva firmato nessun assegno per nessun medico. Assolutamente nessuno. Eppure qualcuno doveva pur averlo pagato. Probabilmente il Servizio Assistenza della societ&#224;, gestito dallUfficio Personale.

Ma se avesse chiesto a Ella di dargli il numero telefonico del suo medico, lei lavrebbe riferito a Drummond. Daltra parte non poteva mettersi a telefonare a tutti i medici. Quanti medici cerano in citt&#224;? Migliaia, probabilmente. Cerc&#242; di ricordarsi cosa aveva detto Drummond del suo medico. Il suo medico la ricever&#224; appena arriva allo studio. Il dottore non ha labitudine di dare appuntamenti. Vedr&#224; che sar&#224; di ritorno al lavoro prima di colazione.

No, sbagliava. Non aveva detto il dottore, aveva detto la dottoressa. La dottoressa non ha labitudine di dare appuntamenti. Il suo medico era una donna. Forse cerano migliaia di medici, ma quanti di loro erano donne?

Forse cinquanta. E il suo medico non doveva essere in periferia.

In un angolo della stanza, accanto al telefono, cera un vecchio elenco consunto. Apr&#236; alle pagine dove erano elencati i medici e tir&#242; fuori la penna.

Decise di considerare uomini i medici che erano registrati con la sola iniziale del nome. Almeno met&#224; delle donne erano ginecologhe e pediatre e potevano essere eliminate. Trascur&#242; anche quei nominativi il cui indirizzo era troppo lontano dal negozio o dal suo appartamento. Rimanevano solo tre nominativi. Infil&#242; le monete nella fessura, tir&#242; fuori il portafoglio e controll&#242; il nome che lui e North avevano scelto allalbergo. A.C. Pine, ecco qual era. Mise la patente sul ripiano.

Studio della dottoressa Nilson.

Chiss&#224; se questa dottoressa dava appuntamenti? Disse:  Mi chiamo Adam Pine. Vorrei un appuntamento con la dottoressa Nilson al pi&#249; presto questa mattina, se &#232; possibile.

La dottoressa Nilson  In lontananza qualcuno chiam&#242;:  Lara! Lara!  Non riusc&#236; a distinguere se fosse una voce maschile o femminile. Era debole e stridula.

Pu&#242; restare in linea un momento, signor Green?

La donna non aspett&#242; che lui rispondesse. Dopo un momento un pianoforte cominci&#242; a suonare il Chiaro di luna.

Lui rest&#242; in attesa, ripetendosi che avrebbe aspettato tutto il giorno se fosse stato necessario. Il Chiaro di luna fin&#236; e cominci&#242; un altro pezzo che non riconobbe. Finalmente unaltra voce disse:  Parla la dottoressa Nilson.

Vorrei parlare con Lara.

Con Lora? Se n&#232; appena andata.

Allora voglio un appuntamento con lei il pi&#249; presto possibile.

Io non do appuntamenti. Prima si arriva, prima si viene ricevuti. Venga nel mio studio, al Centro di Igiene Mentale, e la ricever&#242; appena posso.

Al secondo tentativo riusc&#236; a dire:  Credo di essere venuto da lei altre volte. Dovrebbe avere la mia scheda.  Disse il suo nome.

Il tono di voce della dottoressa Nilson divenne cordiale.

Oh, naturalmente, signor Green. Mi creda o no, stavo esaminando il suo caso laltra sera e speravo che lei si facesse vivo. Ormai &#232; pi&#249; di un mese

Lui cominci&#242; a dire:  Se avesse provato a telefonare

Non lo faccio mai, se non in casi di emergenza. &#200; meglio che siano i pazienti a mettersi in contatto con me di loro volont&#224;. Venga pure subito, vedr&#242; di riceverla immediatamente.

Va bene.

E ora, se vuole scusarmi

Lora &#232; andata via e c&#232; qualcuno sullaltra linea.



22. Il suo medico

Il sole aveva gi&#224; addolcito laria pungente del mattino. Lui camminava a grandi passi con il soprabito ripiegato sul braccio lanciando occhiate alle vetrine. Era raro che al suo reparto toccasse una vetrina  le vetrine erano di solito riservate a quelli dellAbbigliamento  ma quando succedeva, in genere affidavano a lui lincarico di allestirla. Era un lavoro che lo interessava o almeno era questo che diceva a se stesso.

Mentre osservava le vetrine si domandava che cosa avrebbe fatto con i soldi del signor Sheng. Prudence (il fantasma di sua madre) gli consigli&#242; di metterli in banca per i giorni di magra. Prudenza gli sussurr&#242; che il Fisco poteva controllare i suoi depositi bancari.

Che spiegazione poteva dare? Non poteva spiegare in nessun modo il fatto di non aver denunciato lentrata quando aveva consegnato la dichiarazione dei redditi. Invece aveva chiesto un rimborso perch&#233; pagava pi&#249; tasse di quanto guadagnava. No, pens&#242;, perfino lUfficio Imposte non lavrebbe potuto biasimare per non aver denunciato quellentrata; il modulo si riferiva allanno passato e lui aveva comprato il denaro nellanno in corso.

O no? Ora che ci pensava, cera qualcosa stranamente fuori moda L&#224;. La maggior parte degli edifici sembravano vecchi, e perfino quelli che apparivano nuovi avevano uno stile antiquato, erano costruiti con i mattoni tradizionali, avevano i vetri delle finestre che scorrevano su e gi&#249; come quelli delle finestre di una casa.

Le piccole automobili scomode gli erano apparse abbastanza moderne; quelle di vecchio tipo erano molto pi&#249; grandi, con le code allungate e le portiere robuste come quelle del caveau di una banca. L&#224; cerano automobili moderne, anche se avevano il cambio a cloche, ma la Tv era solo in bianco e nero.

Cerc&#242; di ricordare la data del giornale su cui aveva letto la notizia della loro fuga e quella dellincontro di Joe con un altro pugile di cui non ricordava il nome. Ma la data era scomparsa dalla sua mente, si era scolorita fino a diventare invisibile.

Con tutti quei soldi forse poteva fare una crociera ai Caraibi, come quelle di Love Boat. No, perch&#233; durante queste crociere si presupponeva che uno si dovesse innamorare di qualcuno, e lui non poteva innamorarsi di nessuno se non di Lara, e ne era gi&#224; innamorato. Poteva pensare, come aveva fatto nel caso di Fanny, di andare a letto con qualcuno per due o tremila dollari.

Rise di s&#233;. Cera stato un tempo in cui aveva frequentato bar per cuori solitari una o due sere alla settimana, ma tutto era finito quando si era reso conto che le donne non cercavano lamore ma un marito. No, mai lamore. Se voleva andare a letto con qualcuno poteva farlo pi&#249; a buon mercato.

Alcuni uomini in tuta e caschi di sicurezza azzurri lavoravano poco distante dalledificio. Cavi neri disegnavano morbide curve sul selciato. Ferm&#242; un operaio e timidamente gli chiese che cosa stessero facendo. Luomo gli spieg&#242; che stavano togliendo le linee aeree e le sostituivano con cavi sotterranei.

Lui annu&#236;, lo ringrazi&#242; e rimase a guardare la strada, ricordando la porta significativa che non si sarebbe pi&#249; aperta per lui. Un vigile gli tocc&#242; il braccio e indic&#242; il Centro di Igiene Mentale.  &#200; laggi&#249;, signore. Vuole che laccompagni?

No.  Lui scosse la testa e si rese conto con un sussulto che per la prima volta da quando era un bambino si era messo a urlare e a strepitare in pubblico. Tir&#242; fuori dal taschino il fazzoletto rosso, si asciug&#242; gli occhi bagnati di lacrime e si soffi&#242; il naso. Quando si sent&#236; presentabile, entr&#242; nelledificio.

Di fianco agli ascensori una targa diceva che lo studio della dottoressa Nilson era al quarto piano. Si rese conto di saperlo gi&#224;; sicuramente era scritto sullelenco che aveva consultato. Chiam&#242; lascensore e sal&#236; al quarto piano.

Nella sala daspetto cerano tre pazienti: una donna esile dallespressione malinconica, un ragazzo grasso di circa sedici anni che sorrideva al nulla, e lui. Fu costretto a mettersi a sedere fra i due domandandosi che cosa potevano pensare di lui, come lo avrebbero descritto: probabilmente un piccolo commesso dallaspetto ordinato anche se quel giorno non si sentiva molto ordinato.

Alla scrivania non cera nessuno. Mentre erano l&#236;, il telefono squill&#242; sei volte, ma nessuno rispose.

Quando smise di squillare, lui si alz&#242; ed esamin&#242; la scrivania. Sul ripiano cerano un vaso con una pianta, un tampone verde e una penna a sfera argentata tra le braccia di un koala rosa. Il cassetto conteneva matite, una penna a sfera, una scatola di fermagli e qualche elastico. A sinistra una finta fila di cassetti nascondeva un vano dentro al quale cera una macchina per scrivere elettrica fissata a un sostegno retrattile. Sollev&#242; la macchina per scrivere per vedere se cera niente nascosto l&#236; sotto.

La donna dallespressione malinconica gli lanci&#242; uno sguardo di disapprovazione.

Non cera da meravigliarsi se era cos&#236; gi&#249; di morale, pens&#242;. Non vuole che qualcuno si diverta.

I finti cassetti a destra nascondevano un vano dove cerano dei contenitori con fogli di carta bianca e gialla, carta da lettere con lintestazione del Centro di Igiene Mentale, buste assortite, carta carbone e carta velina.

Era tutto. Se la persona che aveva usato quella scrivania vi aveva mai conservato oggetti personali, doveva averli portati via. Pens&#242; che anche un dizionario da ufficio avrebbe potuto rivelare il nome della proprietaria, scritto sulla copertina. Ma il dizionario, se mai cera stato, non cera pi&#249;.

Sotto il tampone non cera nulla e non cerano etichette sul telefono. Il koala era grazioso e silenzioso. Lui tir&#242; fuori la carta da lettere, la carta uso bollo bianca, la carta gialla e le scompigli&#242; con la vaga idea che potessero nascondere qualcosa. Non cera nulla. Anche la carta carbone, ancora intatta, e la carta velina non rivelarono nulla. La penna nel cassetto era di plastica, del tipo che i rivenditori di articoli per ufficio distribuiscono per pubblicit&#224;. Su un lato della penna cera scritto SOC. LA TIGRE con lindirizzo e il numero telefonico. Dallaltra parte: CENTRO DI IGIENE MENTALE  LORA MASTERMAN. Si infil&#242; la penna in tasca e si rimise a sedere.

Una donna ossuta con un ciuffetto di barba usc&#236; a passo di marcia dallo studio del dottore, attravers&#242; la sala daspetto come se loro fossero invisibili, e se ne and&#242;. La donna dai denti di coniglio, con cui aveva parlato il giorno in cui aveva scoperto che Lara se nera andata, guard&#242; attraverso la porta, lo vide e disse:  Prego, signor Green, entri pure.

Il ragazzo grasso si alz&#242; in piedi.  Ma insomma, un momento!

La donna dai denti di coniglio gli disse in tono calmo:  Il caso del signor Green &#232; urgente, signor Bodin. Mi riservo il diritto di vedere i miei pazienti nellordine che ritengo opportuno.

Lui disse:  Fra un momento, dottoressa, le dir&#224; che ho preso questa penna dalla scrivania della sua segretaria.  Sollev&#242; la penna in modo che lei potesse vederla.  Ho pensato che forse avrei avuto voglia di prendere nota di quello che dicevamo e mi sono accorto di aver dimenticato la mia penna a casa.

Non si deve preoccupare, signor Green. Vuole entrare?

Lo studio era pi&#249; piccolo di quello di Drummond e arredato con pi&#249; semplicit&#224;. Aspett&#242; che la donna si sedesse, si accomod&#242; su una sedia e poi disse:  Che mi sta succedendo dottoressa?

Non lo so, signor Green. &#200; quello che stiamo cercando di scoprire.

Sono gi&#224; venuto da lei altre volte?

Lei annu&#236;.

Spesso?

Ha importanza?

Per me s&#236;. Molta. Spesso?

La dottoressa sfogli&#242; i documenti dentro la cartelletta davanti a lei.  Questa &#232; lottava volta. Perch&#233; &#232; cos&#236; importante?

Perch&#233; io mi ricordo di essere venuto una sola volta.

Lei corrug&#242; la fronte.  Interessante. E quando?  Il 14 marzo. Si ricorda cosa le ho domandato quella volta?

Durante le visite prendo sempre appunti. Lei stava cercando una donna di nome Lara Morgan. Lha trovata?

No. Ha una foto di Lora Masterman?

Se lavessi, signor Green, non gliela mostrerei. La signora Masterman non lavora pi&#249; qui e non voglio che sia importunata dai miei pazienti.

Se n&#232; andata piuttosto allimprovviso  disse lui.  Le ho parlato quando ho telefonato dal negozio. Mi ha tenuto in linea per circa dieci minuti, prima di farmi parlare con lei. Quando sono arrivato qui, se nera andata.

La dottoressa annu&#236; ancora.  &#200; vero, se n&#232; andata senza preavviso, signor Green. Comunque le sue dimissioni sono un problema mio, non suo.

Mi dica una cosa e non le far&#242; pi&#249; alcuna domanda su di lei. Lora corrisponde alla descrizione che le ho fatto di Lara quando sono venuto da lei in marzo?

Deve farmi una promessa solenne, signor Green.

Va bene, le do la mia parola donore che se risponde a questa domanda non le chieder&#242; pi&#249; nulla su di lei.

La dottoressa annu&#236;.  Daccordo, allora. Mi faccia rileggere quello che aveva detto.  Esamin&#242; il foglio che aveva davanti.  Lei ha detto che Lara Morgan aveva i capelli rossi ed era alta un metro e settantacinque. Ha detto anche che aveva le lentiggini. Indossava un vestito verde, di seta o di nailon e gioielli doro. No, signor Green, questa descrizione non corrisponde affatto a Lora.

Lui si pieg&#242; in avanti sulla dura sedia di legno.  Si tratta solo del colore dei capelli? Perch&#233;

Signor Green, lei mi ha dato la sua parola che non mi avrebbe fatto pi&#249; domande qualora le avessi detto se laspetto di Lora corrispondeva o meno alla sua descrizione. Io le ho detto che non corrisponde. Il mio tempo &#232; limitato, e ci sono pazienti che stanno aspettando di vedermi pazienti che stavano aspettando ancor prima che lei venisse qui.

Lui annu&#236; e le porse la penna di Lora Masterman.  Deve farmi un biglietto dove dichiara che sono venuto da lei, altrimenti non mi riprendono al lavoro. Se me lo fa, me ne vado.

Non glielo far&#242;, almeno non subito. Lei, come mi ha promesso, non ha pi&#249; domande da farmi, almeno per quanto riguarda Lora, ma io ne ho molte da fare a lei. La prima &#232;: perch&#233; &#232; venuto da me oggi? Ma a questa mi ha appena risposto. La seconda &#232;: perch&#233; devo farle questo biglietto? Non &#232; andato a lavorare durante gli ultimi tempi?

Lui scosse la testa.  No. Lultima volta &#232; stato il 13 marzo, il giorno prima di venire qui.

E in tutto questo tempo lei &#232; stato alla ricerca, mi pare infruttuosa, di questa Lara Morgan?

S&#236;.

Capisco.  La dottoressa Nilson annot&#242; qualcosa sul suo taccuino.  Mi dia la prova che Lara Morgan esiste, signor Green.

Va bene, gliela dar&#242; se prima lei mi d&#224; la prova che esisteva Lora Masterman.

La dottoressa Nilson lo fiss&#242; per qualche secondo poi un leggero sorriso le pieg&#242; le labbra.  Lei &#232; molto migliorato o molto peggiorato, signor Green, e le giuro che non so nemmeno io quale delle due ipotesi sia quella giusta. Lei &#232; unindovinello nascosto in un enigma. Mi sembra di ricordare che Winston Churchill si espresse cos&#236; a proposito della Russia.

Pu&#242; darmi questa prova?

S&#236;, certo. E si d&#224; il caso che possa farlo con una certa facilit&#224;. C&#232; un avvocato che lavora qui da poco a tempo pieno. Circa due settimane fa, ha comprato una nuova macchina fotografica e per provarla si &#232; messo a scattare fotografie. Quella che ha fatto a Lora e a me &#232; venuta cos&#236; bene, almeno secondo lui, che ce ne ha fatta una copia ciascuna.  La dottoressa Nilson apr&#236; un cassetto della scrivania.  La mia copia &#232; ancora qui.

Gli porse una busta marrone dodici per diciotto con la scritta CANDID CAMERA SHOPS.

No!

No, che cosa, signor Green?

Lui non rispose.

Non vuole vedere la foto?

Non c&#232; nessuna foto l&#236; dentro  disse lui.  O se c&#232; non &#232; di Lara. Lora.  Non si rendeva conto di come facesse a saperlo, ma lo sapeva.

Lei ha ragione quando dice che non &#232; la foto di Lara Morgan, ma &#232; quella di Lora Masterman. Anzi, la stavo guardando solo qualche minuto fa, dopo che Lora se n&#232; andata cos&#236; allimprovviso. Era la migliore segretaria che avessi mai avuto.

Tir&#242; fuori dalla busta una fotografia e gliela mostr&#242;. Si vedeva la dottoressa nella sala daspetto con un braccio intorno alle spalle di una ragazza bruna e sorridente seduta alla scrivania. Su una semplice targhetta di plastica, appena visibile sul lato destro della foto, si leggeva LORA MASTERMAN.

Ecco qui, signor Green. Niente lentiggini, pochi gioielli, nessun vestito verde di seta o almeno io non glielho mai visto e nessuna pelliccia. Capelli castani, e non rossi. Occhi castani, non verdi.

Lui annu&#236; lentamente.  &#200; Tina.

Tina?

Tina &#232; uno dei nomi che lei usa. Quando ha questo aspetto, si fa chiamare Tina.

Capisco.  La dottoressa Nilson pronunci&#242; le parole in tono indifferente.  Pu&#242; spiegarmi perch&#233; cambia nome?

No  disse lui. Poi aggiunse:  Qualcosa posso spiegare, ma poco. Ho pensato molto a lei.

Lavevo capito.

Lui disse lentamente:  Ha mai guardato il cielo di notte, dottoressa?

S&#236;, spesso. Ma non tanto quanto avrei voluto. La citt&#224; &#232; cos&#236; illuminata che le stelle si vedono raramente. Ma lo scorso inverno c&#232; stato un oscuramento improvviso forse se lo ricorda e io sono rimasta sulla terrazza fino a quando ero quasi congelata.

E lei sa quanto sono lontane.

Vagamente. Non sono unastronoma.

Una volta alla televisione ho visto Carl Sagan che diceva che molte stelle sono cos&#236; lontane che ci vogliono milioni di anni perch&#233; un raggio di luce arrivi fino a noi, e la luce &#232; la cosa pi&#249; veloce che ci sia. Si &#232; mai domandata perch&#233; Dio le ha messe cos&#236; lontano?

Credo che tutti se lo siano domandato, signor Green.

Eppure qualche volta arrivano qui dei Visitor e ci sono cose del nostro mondo che semplicemente scompaiono.

La dottoressa Nilson annu&#236;.  Come i cartelli allaeroporto. ARRIVI e PARTENZE.

Credo di s&#236;. Non sono mai salito su un jet o su un altro aeroplano. Ma so che ci sono persone e cose che allimprovviso svaniscono e certe volte altre persone e altre cose compaiono qui.  Cerc&#242; di ricordare che cosa gli aveva detto Fanny dei canali televisivi, ma pens&#242; che non sarebbe stato capace di spiegarlo bene. Disse:  C&#232; un altro mondo, dietro la porta, se attraversiamo la porta giusta.

La dottoressa Nilson fece qualcosa sotto il ripiano della scrivania.  Vada avanti, la prego, signor Green.



23. Spiegazioni

Immagini che in quel mondo ci sia una donna, anzi, una dea che voglia far lamore con un uomo del nostro mondo.

La dottoressa Nilson sorrise.  Perch&#233; dovrebbe volere una cosa del genere, signor Green?

Perch&#233; nel suo mondo, dopo aver fatto lamore, gli uomini muoiono.

Come i fuchi &#232; questo che intende dire? Sarebbe una bella rivincita, qui molte di noi muoiono dopo essere state stuprate, o anche prima.

Lui disse:  Non capisco cosa intende dire quando parla di fuchi.

I maschi delle api. La maggior parte delle api sono femmine sterili, le operaie. Le femmine fertili sono poche e mi sembra che le chiamino principesse. Poi ci sono pochi maschi fertili, chiamati fuchi. Durante il volo nuziale, i fuchi pi&#249; forti si accoppiano con le principesse che diventano regine. Subito dopo i fuchi muoiono.

Lui scosse la testa.  L&#224; le cose non vanno esattamente cos&#236;. Gli uomini svolgono una gran mole di lavoro. Il poliziotto che ha parlato con me dopo lincendio era un uomo e anche linfermiere. Era un uomo anche limpiegato che non mi ha fatto entrare nellalbergo, ma quando fanno lamore, muoiono. Il loro sistema immunitario crolla. Me lo ha spiegato un medico il dottor Applewood.

La dottoressa Nilson sorrise di nuovo.  Intende dire che ci sono medici, come da noi? Anche poliziotti? Immagino che parlino inglese.

S&#236;, almeno nella zona dove sono stato io. Ma probabilmente in altri posti parlano lingue diverse. So che c&#232; un uomo che parla con accento  dimprovviso si zitt&#236;.

Che c&#232;, signor Green?

Mi sono reso conto di chi era la voce che ho sentito chiamare Lara quando ero al telefono con lei con la sua Lora. Era lui, era Klamm.

La dottoressa Nilson si chin&#242; verso di lui con le mani intrecciate sotto il mento.  Non si rende conto, signor Green, che se ci fosse un mondo come quello che mi ha descritto, un mondo dove gli uomini muoiono dopo un rapporto sessuale, ci sarebbero usi e costumi, unintera cultura, completamente diversa dalla nostra?

Non &#232; cos&#236;  disse lui.  &#200; tutto molto simile a come &#232; qui da noi.  Rimase un momento in silenzio pensieroso.  Non ci avevo ancora pensato bene, ma &#232; cos&#236;, perch&#233; i due mondi sono cos&#236; vicini che &#232; molto facile passare da uno allaltro. Immagini che l&#224; qualcuno inventi una nuova parola. Immagini che uno di noi, senza nemmeno rendersene conto, vada di l&#224;, senta questa parola e limpari. Oppure che uno di loro venga qui e la usi parlando. Probabilmente tante cose che noi crediamo nostre, vengono invece dal loro mondo. Come lo sposo che indossa labito nero il giorno delle nozze.

Si sent&#236; bussare leggermente alla porta. La dottoressa Nilson disse:  Avanti.

Entrarono due robusti uomini di colore vestiti nelluniforme da infermieri. Avevano pressappoco la sua et&#224; e gli sembr&#242; che le loro facce scure e serie facessero uno strano contrasto con le uniformi bianche. Uno portava una borsa di tela.

Non credo che il signor Green vi procurer&#224; dei fastidi  disse la dottoressa Nilson.  Sotto molti aspetti sembra assolutamente ragionevole e forse ha solo bisogno di un po di riposo.

Quando si alz&#242; in piedi i due gli afferrarono un braccio ciascuno. Qualcosa nel suo cuore che aveva a che fare con Lara esplose dentro di lui. Cominci&#242; a lottare come non aveva pi&#249; fatto da quandera bambino, urlando e tirando calci.

Lo gettarono a terra; mentre uno lo teneva fermo laltro apr&#236; la chiusura lampo della sacca e lo infil&#242; dentro una camicia di forza di cuoio e tela.

In tono gentile la dottoressa Nilson disse:  Signor Green, ora telefono al signor Drummond al negozio. Se vuole causare scompiglio, per esempio gridare aiuto, pu&#242; farlo. Ma sappia che questo far&#224; una pessima impressione al signor Drummond. Lo capisce, vero?

Parlando sollev&#242; il ricevitore e schiacci&#242; i pulsanti, poi rest&#242; in attesa al telefono. La stanza piomb&#242; nel silenzio.

Sono la dottoressa Nilson, il medico del signor Green. Posso parlare con il signor Drummond, per favore? &#200; importante.

Signor Drummond? Sono la dottoressa Nilson. Il signor Green mi ha detto che lei vuole una mia lettera in cui dichiari che &#232; venuto da me. Spero che questa telefonata possa servire ugualmente allo scopo.

Bene. Signor Drummond, desidero informarla che intendo ricoverare il signor Green in ospedale. No, non credo che abbia problemi gravi, ma dopo questa lunga assenza ritengo che sia consigliabile un ricovero.

Non posso darle una risposta precisa, signor Drummond. Forse alla fine del mese o forse pi&#249; tardi.

Non lo so. Se vuole il mio parere professionale, quando lo dimetteremo, il signor Green sar&#224; in grado di tornare al lavoro. Ma &#232; solo una previsione.

Naturalmente. La saluto.

La dottoressa Nilson riappese il ricevitore e per la prima volta lui sent&#236; il suo profumo, una fragranza delicata di fiori, pi&#249; adatta a una fanciulla.  Il signor Drummond mi ha chiesto di farle i suoi auguri e di dirle che spera in una sua pronta guarigione. Lei lavora per una societ&#224; molto comprensiva e illuminata, signor Green.

Una societ&#224; che non si disinteressa, come spesso accade, delle esigenze dellumanit&#224;. Spero che lei se ne renda conto. Mi avr&#224; sentito dirgli che il suo ricovero non durer&#224; a lungo e che prevedo che lei possa tornare al lavoro non appena verr&#224; dimesso. Ho detto questo perch&#233; lei ha saggiamente scelto di restare in silenzio. Lo ritengo un sintomo molto promettente.

Lui disse:  La ringrazio.

Non potr&#242; venire da lei in ospedale tutti i giorni, ho troppi impegni, ma cercher&#242; di farlo tre o quattro volte alla settimana e spero di vederla migliorare, anzi ne sono certa.  Fece un cenno ai due uomini che lo aiutarono a rimettersi in piedi.

Lui disse:  Non credo che sia necessario un ricovero.

Ma io s&#236;, e lei deve rimettersi al mio giudizio.

Nonostante cercasse di trattenerle, le parole gli proruppero dalle labbra:  Questo mi impedir&#224; di trovare Lara.

Di sicuro le impedir&#224; di cercarla, signor Green. Spero che presto riusciremo a dimostrarle linutilit&#224; della sua ricerca. &#200; come cercare Cenerentola.

Uno degli uomini in uniforme bianca disse:  Su, avanti  in tono tranquillo, quasi gentile, ma contemporaneamente lui sent&#236; uno strattone al braccio.

Disse:  Va bene  e mentre parlava squill&#242; il telefono.

La dottoressa Nilson sollev&#242; il ricevitore.  Ah, ciao Lora No, non sono arrabbiata. So quanto pu&#242; essere faticoso questo lavoro.

Lo spinsero fuori dallo studio e chiusero di colpo la porta alle sue spalle.  Adesso cammina.

Lui ubbid&#236;, scesero le scale e uscirono sul retro delledificio. Una piccola autoambulanza bianca (in realt&#224; era un furgone che sfoggiava lampeggianti rossi di emergenza) era ferma accanto al marciapiede. Uno degli uomini apr&#236; la porta laterale, lo spinse dentro e si mise a sedere accanto a lui. Laltro infermiere si sedette al posto guida.

Appena seduti, il primo uomo, gli dette un pugno sullorecchio sinistro, che gli fece esplodere la testa.  Questo per il calcio al ginocchio  disse luomo.  Mi hai sentito?

Lui riusciva a malapena a capire le parole perch&#233; la testa gli scoppiava, ma fece cenno di s&#236;.

Quando uno scalcia e urla ne siamo felici  gli disse luomo.  perch&#233; sono quelli che strillano e imprecano che riescono ad andarsene via di qui, te lo ha detto nessuno? La gente come te ha ancora un po di pepe, non se ne sta buona buona senza protestare. Dice ehi, io me ne andr&#242; da questo posto!. Solo che, se ci prendi a calci e a pugni, noi te li diamo indietro.

Lui fece di nuovo cenno di s&#236; e disse:  Ho capito.

Hai capito perch&#233; ti ho dato un pugno, non perch&#233; te lho spiegato.

Va bene.

Non darmi pi&#249; calci e io non ti prender&#242; a pugni.

Lui domand&#242;:  Conosci Lora?

La segretaria della dottoressa Nilson? Certo.

Che aspetto ha?

Lui si strinse nelle spalle.  &#200; bianca, non ci ho fatto molto caso. Non ha le tette grosse, o roba del genere. A qualche ragazza bianca piacciono i neri, ma non succede spesso. Qualche volta abbiamo scherzato non si dava arie.

Era bella?

Ma non se n&#232; mica andata via.

S&#236;. Se n&#232; andata allimprovviso e ha portato via tutte le sue cose.

Luomo sembrava scettico.  Ma quando ce ne siamo andati la dottoressa Nilson stava parlando con lei al telefono. &#200; probabile che ritorni.

Lui annu&#236; e domand&#242; di nuovo:  Era bella? Lo &#232;?

Desideri che sia bella, amico?

Credo di s&#236;.

Allora era bella. Tipo grandi occhi azzurri e una di quelle facce di porcellana cinese, capisci che voglio dire?

Luomo al volante disse:  Verdi.

Laltro gli domand&#242;:  Che vuoi dire?

Che quella Lora ha gli occhi verdi, scemo.

Non dargli retta, amico  disse laltro.  &#200; matto. Allora, vuoi che ti tolga la camicia?


Era convinto che lospedale fosse in centro, invece era in periferia, in mezzo a prati ondulati coperti di giunchiglie in fiore. Soffiava un venticello fresco e limpido cos&#236; diverso dai venti invernali. Vide che non cerano sbarre alle finestre e disse:  Non sembra un ospedale psichiatrico.

Infatti non lo &#232;, amico. &#200; un ospedale dove fanno nascere i bambini, inseriscono valvole cardiache e roba del genere. Cos&#236;, se la gente ti chiede dove sei stato, tu glielo puoi dire e giurare anche in tribunale. Hai capito?

Lui annu&#236;. Quando furono nellatrio uno dei due parl&#242; brevemente con la persona che stava allaccettazione. Limpiegata indic&#242; lascensore. Al nono piano (era stato attento a notare quale pulsante avevano schiacciato) lo stesso uomo parl&#242; a lungo con uninfermiera seduta dietro a una scrivania. Quando finalmente smisero di parlare, luomo disse:  Ora ti portiamo nella sala di soggiorno. Le ho detto che te ne starai tranquillo e non combinerai guai, hai capito? Adesso ti lasciamo qui e ce ne torniamo indietro.

Lui annu&#236; ancora. Aveva annuito cos&#236; tante volte che aveva perso il conto.

Il soggiorno era in ordine e pulito, ma lui sentiva la mancanza del vento primaverile. Cerc&#242; di aprire tutte e due le finestre senza riuscirci. Esamin&#242; gli infissi e si accorse che i vetri erano molto spessi, nella stanza cerano sette sedie laccate e un tavolino basso, laccato, con sopra una pila di vecchie riviste. Dopo un po gli venne in mente che forse in qualche rivista cera la foto di Lara. Ne prese una e cominci&#242; a sfogliarla pagina per pagina.

Stava scorrendo la terza rivista, quando un uomo calvo dallaspetto esausto si sedette accanto a lui.  Le piace leggere?  domand&#242;.

Lui scosse la testa.

A me s&#236;. Starei tutto il giorno a leggere, se non fosse per gli occhi che non ce la fanno. Cos&#236; devo smettere e occuparmi dei miei pazienti,  Luomo calvo ridacchi&#242;.

Cosa legge?

Soprattutto libri di storia. Qualche romanzo. Devo leggere le pubblicazioni mediche. Siamo abbonati a Netsweek. The New Yorker, Psicologia oggi e Smithsonian. Mia moglie li legge sempre tutti, io solo qualche volta.

Lui disse:  Mi piacerebbe guardare qualche rivista di cinema. Non credo che questo le far&#224; una grande impressione.

Pi&#249; di quanto lei pensi  gli disse luomo calvo.  La maggior parte delle persone non legge affatto.

Ho sempre considerato i libri uno spreco di denaro.

Lei sta molto attento al denaro?

Ci provo.

Ma adesso sta in ospedale. E gli ospedali sono molto costosi.

La societ&#224; per cui lavoro paga tutte le spese  spieg&#242; lui.

Sent&#236; allimprovviso un brivido di paura, e se non fosse stato vero?

Luomo calvo tir&#242; fuori un taccuino e una penna.  Che giorno &#232; oggi?

Lui cerc&#242; di ricordare, ma non ci riusc&#236;.  Mercoled&#236;?

Non ne sono sicuro nemmeno io. Sa che data &#232;?

Sedici aprile.

Sa perch&#233; la sua societ&#224; paga le spese per la sua degenza?

Fa parte della politica aziendale.

E perch&#233; pensano che lei debba essere curato?

Perch&#233; sono stato via molto tempo, credo. Quasi un mese anzi, no, pi&#249; di un mese.

La penna danzava sul taccuino e la luce del sole entrando dalla finestra si rifletteva sulla penna doro. Sembrava che fosse la penna a parlare, non luomo calvo.  Voglio che con la mente torni indietro di una settimana. Non risponda subito. Chiuda gli occhi e torni indietro. Allora, dove si trovava una settimana fa?

Era il giorno in cui aveva incontrato Lara.  Camminavo lungo il fiume.

Nel parco?

S&#236;.

Perch&#233; si trovava l&#224;?

Mi ero portato il pranzo e lho mangiato seduto su una panchina. Avevo ancora quindici minuti prima di tornare al lavoro.  E poi spieg&#242;:  Il negozio &#232; vicino al parco.

Quella mattina aveva lavorato?

S&#236;.

Lo portarono in unaltra stanza, lo fecero svestire e gli fecero indossare gli abiti da ospedale.

Un uomo in uniforme bianca mise i suoi indumenti in una cesta di metallo.

Dopo un po arriv&#242; uninfermiera che gli dette una medicina.



24. Il paziente

Allapparenza nella stanza di soggiorno cerano molte cose da fare, ma giochi e passatempi erano solo unillusione. In un armadietto sulla parete cerano una mezza dozzina di rompicapo, ma tutti incompleti (occasione per prevedibili battute ogni volta che qualcuno ne tirava fuori uno). Il pianoforte aveva bisogno di essere accordato e tuttavia, anche se nel reparto nessuno sapeva suonare qualcosa di meglio delle Tagliatelle, ogni tanto qualcuno ci provava. Al mazzo di carte da gioco  tutte con le orecchie  che stava dentro il cassetto, mancavano lasso, il due e il quattro di cuori. Il contenitore di palline da ping-pong era affidato alle cure delle infermiere che di norma dicevano di averle esaurite per evitare complicazioni.

O forse, pens&#242;, erano veramente esaurite. Forse il contenitore era vuoto, magari da anni, e pieno di polvere allinterno come lo era allesterno.

Vuoi fare una partita a scacchi?

Lui alz&#242; gli occhi. Luomo con la scacchiera e la scatola dei pezzi in mano, era di mezzet&#224; e aveva i capelli arruffati.

Mancano i pezzi  disse lui.

Possiamo usare qualche altro oggetto.

Lui fece cenno che andava bene e si avvicin&#242; al tavolo. Utilizzarono due pedine, due pedine nere al posto dei pedoni neri e un re rosso al posto della regina bianca.

Bianchi o neri?

Lui ci pens&#242; su. Chiss&#224; perch&#233; la decisione gli sembrava molto importante. Studi&#242; la regina bianca e quella nera, cercando di decidere quale fosse Lara. Quella bianca, naturalmente. Bianco per la sua carnagione, rosso per i suoi capelli.  Bianchi.

Il suo avversario gir&#242; la scacchiera.  A te la prima mossa.

Lui annu&#236; e mosse un pedone a caso. Il pedone della regina nera avanz&#242; di due caselle. Lui mosse il suo alfiere.  Ma noi ci conosciamo?  domand&#242;.

Non credo.

Forse ci siamo conosciuti un po di tempo fa  disse, e aggiunse:  Fuori di qui  anche se non ne era proprio sicuro.

Forse  disse il suo avversario.  Mi hanno fatto lelettroshock, capisci di cosa parlo? Ti fa dimenticare un sacco di cose.  Sollev&#242; tutte e due le mani per mostrargli i segni rossi sulle tempie.  E a te?

Non ancora.

Ma te lo faranno, eh?

Credo di s&#236;.

Non fa male. Molti pensano che faccia male, ma non &#232; vero. Di un po, ma tu mi pare di vedere che i segni ce li hai gi&#224;.

Quando finirono di giocare, il suo avversario si mise al piano e suon&#242; una vecchia canzone. Il vero amore, cantando la melodia stonata con una voce rauca e gradevole. Fu solo la sera, sdraiato nel suo stretto lettino da ospedale con le mani dietro la nuca, che identific&#242; nel suo avversario il paziente che lo aveva mandato da Walsh a raccontargli di un tipo e di una tipa che avevano fatto una certa cosa. Ma non riusc&#236; a ricordare i nomi.


Cera una donna con i capelli tinti e una faccia lunga che era molto interessata a sapere cosa lui pensava del sesso. Poi cera un indiano che gli spiegava perch&#233; fosse tanto pi&#249; facile guarire per le persone che credevano negli spiriti. Cera uno stanco dottore di mezza et&#224;, di cui qualche volta riusciva a ricordare il nome, e cera la dottoressa Nilson, che a volte dimenticava come si chiamava.

Poi cera lerba da tagliare e il giardino da ripulire dalle erbacce, i prati da rastrellare, le foglie color ruggine, marrone e dorate da bruciare e cera la neve da spalare. Per fare tutti questi lavori gli avevano dato una giacca calda e un paio di guanti, dono di una persona gentile che aveva lasciato un bossolo calibro 22 nelle tasche della giacca.

A volte, di notte, si domandava che cosa era successo allospedale dove lo avevano portato con il furgone e certe volte era sicuro di trovarsi di nuovi ai Riuniti. Una volta domand&#242; a un coreano glabro notizie dei Riuniti e del dottor Pillo-Lin; il coreano glabro, cio&#232; il dottor Kim, si limit&#242; a ridacchiare.

Cera un inserviente che era gentile con lui, ma un giorno che si trovavano dietro la caldaia nel locale dellimpianto di riscaldamento, voleva fargli fare qualcosa che lui non voleva fare. Fu quel giorno che, mentre tornava da solo verso ledificio principale, gli venne in mente che si trovava l&#236; per un ricordo che, forse, dopotutto, era solo un sogno.

Durante il colloquio seguente, domand&#242; al dottore indiano se avevano scoperto che cosa gli era successo mentre era fuori.

Ma non lo sa?  gli chiese lindiano.  Perch&#233; non ce lo racconta lei?

Lui scosse la testa e disse che vedeva solo il vuoto. Osserv&#242; soddisfatto il dottore indiano annotare qualcosa sul suo taccuino con espressione altrettanto soddisfatta.


Aveva perso il suo appartamento, ma il negozio gliene aveva procurato un altro migliore. Il suo vestiario e i suoi mobili erano stati messi in un magazzino e fu piacevole vedere le sue vecchie cose sorridergli mentre le tirava fuori dagli scatoloni e le disponeva nei nuovi locali e, poich&#233; era estate, lasci&#242; alcuni indumenti invernali negli scatoloni. Laffitto dellappartamento comprendeva anche la possibilit&#224; di usare un locale seminterrato: mise le etichette sugli scatoloni secondo le istruzioni dellamministratore della casa che lo aiut&#242; a portarli nel seminterrato e a chiudere la porta a chiave.

Alcune delle persone che lavoravano al negozio erano andate via, altre cerano ancora. Sollecitati dal signor Capper  come venne a sapere in seguito  alcuni colleghi organizzarono una cena di benvenuto in suo onore, un marted&#236; sera dopo lorario di lavoro. Lui era lospite donore, gli altri pagarono la loro quota e parte della sua. Non erano in molti, oltre a lui circa dodici persone, ma lui era contento ugualmente, anche perch&#233; scopr&#236; che riusciva a ricordare i nomi della maggior parte di loro.

A un certo punto della cena, quando quasi tutti avevano terminato la pietanza e i camerieri aspettavano che anche gli altri finissero per servire il dolce, una donna, che poteva essere Lara, apparve nellatrio uscendo da una saletta privata. Fu tentato di dire qualcosa o di chiamarla, ma non lo fece. Pi&#249; tardi, si scus&#242; e and&#242; in bagno. Tenne gli occhi aperti, ma non os&#242; guardare dentro le altre salette private e non vide nulla.

Il giorno seguente fece il suo rientro effettivo al lavoro. Era stato trasferito dal Reparto Personal Computer  dove le vendite in quel periodo erano diminuite  al Reparto Arredamento ed Elettrodomestici dove aveva gi&#224; lavorato. Continu&#242; a sentirsi un po insicuro fino a quando la sua prima cliente compr&#242; un divano e un tavolo da t&#232;. Da quel momento si sent&#236; completamente a suo agio.

Il capo del Reparto Arredamento ed Elettrodomestici, che era quindi anche il suo capo, si chiamava Bud van Tilburg. Lui lo chiamava signor van Tilburg e gli rivolgeva sempre la parola con un sorriso. Solo alcune settimane dopo colleg&#242; il suo trasferimento al fatto che il signor van Tilburg era amico del signor Drummond. Allora entr&#242; nellufficio del signor van Tilburg e gli chiese da uomo a uomo di dirgli se considerava il suo rendimento sul lavoro soddisfacente. Il signor van Tilburg richiam&#242; al computer le cifre che riguardavano le vendite effettuate da ciascun commesso del reparto e gli dimostr&#242; che lui aveva superato tutti e aveva distanziato il secondo in classifica di pi&#249; di mille dollari.  Anche lei qui &#232; stato il colpo migliore che abbia fatto negli ultimi due anni  disse il signor van Tilburg.


Da quel giorno cerc&#242; di fare ancora meglio. Quando aveva lavorato in quel reparto per la prima volta, non si era reso conto che nel campo dellarredamento si potevano imparare un mucchio di cose come nel campo dei computer e dei videogames.

Eppure era proprio cos&#236;. Cerano tanti tipi diversi di tappezzerie, di imbottiture, di rifiniture e di metodi di fabbricazione. Per non parlare degli stili: Chippendale, Regina Anna, Vecchia America, Classico, Giacobita, Rinascimento Italiano, Ottocento Italiano, Enrico IV, Luigi XIII, Rinascimento Francese e cos&#236; via. Li impar&#242; tutti, consult&#242; i libri della biblioteca, osserv&#242; con attenzione le immagini e memorizz&#242; quello che dicevano gli esperti. Impar&#242; a distinguere il rovere rosso da quello bianco, il rovere bianco dallacero, lacero dal noce, il noce dal noce americano, il noce americano dal teck e perfino il legno di rosa falso dal vero legno di rosa del Brasile.

Venne il giorno in cui, mentre tornava a casa a piedi, si rese conto di essere riuscito a vendere qualcosa a ogni cliente che si era rivolto a lui. Questa scoperta gli dette una sensazione di felicit&#224; che dur&#242; fino al momento di andare a letto e di cui cera ancora traccia il mattino dopo mentre si preparava il caff&#232; e mangiava la brioche.

Per raggiungere il suo nuovo appartamento doveva attraversare il parco, ma per quanto lo riguardava esistevano solo due stagioni: la primavera, quando il reparto esponeva larredamento per giardini e terrazze, e naturalmente il periodo natalizio. A volte nel parco cerano le giunchiglie, a volte i crisantemi. A volte cera la neve (nessuno spalava i sentieri) e lui indossava gli alti stivali imbottiti che aveva comprato con lo sconto al Reparto Calzature Uomo e Donna e portava le scarpe da lavoro in una borsa di carta.

Passarono cos&#236; tre periodi natalizi che cominciavano in ottobre e finivano ai primi di dicembre. Un giorno di febbraio parl&#242; per quasi unora con un uomo grasso di circa sessantanni che sembrava interessato a uno scaffale per libreria. Luomo grasso se ne and&#242; senza aver comprato nulla, e appena fu uscito arriv&#242; trafelata Bridget Boyd del Reparto Piccoli Elettrodomestici.  Sai chi era quello?

Lui scosse la testa.

Era H. Harris Henry in persona!  Quando si rese conto della sua mancanza di interesse soggiunse:  Il nostro presidente, il capataz della societ&#224;. Vedrai che ti hanno inserito nel piano di partecipazione azionaria.

Lui annu&#236;.

Cos&#236; riceverai la relazione annuale di bilancio. Ma tu non dai mai unocchiata alle foto? Sar&#224; meglio che cominci a farlo.

Lui decise che non lavrebbe fatto, non gli era mai venuta voglia di leggere quel coso e ora, chiaramente, era troppo tardi.  Potevi dirmelo prima  le disse.

E come facevo? Stavi parlando con lui!  Si mordicchi&#242; il labbro inferiore.  Se andassimo a fare colazione insieme, potrei aggiornarti sulla Struttura Aziendale.

Pronunci&#242; le parole cos&#236;, con le iniziali maiuscole. Lui si volt&#242; e and&#242; via.

Una settimana pi&#249; tardi arriv&#242; lordine di trasferirlo al Reparto Antiquariato, nella sede dei quartieri alti. Il nuovo incarico rappresentava una sostanziosa promozione, ma significava anche che due volte al giorno era costretto a passare venti minuti su un autobus, a cui si aggiungevano unaltra ventina di minuti di attesa alla fermata. Fino ad aprile moriva di freddo fermo in strada e da giugno fino a settembre sugli autobus faceva un caldo insopportabile.

Il lavoro gli piaceva, anche se aveva individuato subito che alcuni pezzi esposti erano solo volgari contraffazioni. Se qualche cliente gli chiedeva informazioni su questi oggetti, lui leggeva la descrizione sul cartellino, premettendo Allora, il cartellino dice che. Se il cliente gli era simpatico, arrivava anche a fare un impercettibile segno di diniego con la testa. Ma, poich&#233; gli articoli in questione erano di grosse dimensioni, piuttosto vistosi, generalmente andavano a ruba, nonostante il suo parere negativo.

Cera per&#242; un pezzo particolare che avrebbe voluto per s&#233;: un piccolo scrittoio di indiscutibile valore che circa duecento anni prima era appartenuto a un capitano di marina inglese. Da quanto poteva giudicare, era stato costruito in India in legno di sandalo e i cassetti avevano pomelli di opaline tolti a qualche oggetto ancora pi&#249; antico. Tre cassetti avevano ancora il rivestimento originale di panno verde. Quando non aveva niente da fare, gli piaceva aprirli ed esaminarli con la sensazione che una volta o laltra vi avrebbe trovato qualcosa che non aveva mai trovato prima. A volte si chinava per annusare il panno ormai sbiadito. Il capitano, pens&#242;, teneva il tabacco nel primo cassetto a sinistra. Gli altri cassetti emanavano odori cos&#236; impercettibili e indecifrabili che si domandava se non fosse la sua immaginazione a farglieli sentire.

Una notte sogn&#242; di stare seduto allo scrittoio. Il pavimento sotto di lui si muoveva, ondeggiava leggermente, si sollevava e ricadeva con un movimento che lui vedeva riprodotto in modo ancora pi&#249; impercettibile nel calamaio di inchiostro nero in cui intingeva la penna doca. Cuor mio scriveva. Il mio caro amico, il capitano Clough, del China Doll mi ha promesso di impostare questa lettera in Inghilterra. La sua nave &#232; un clipper, quindi

Sul ponte sopra la sua testa si sent&#236; un tramestio e un rumore di passi affrettati. Si alz&#242; a sedere e dopo un secondo rideva di s&#233;, bench&#233; qualcosa dentro di lui  qualcosa che faceva parte del vecchio capitano  non ridesse affatto.


Il giorno seguente unorribile donna di mezzet&#224; gli chiese di mostrarle lo scrittoio.  Manca la sedia  disse lui.  Senza la sedia non &#232; completo.

Va bene lo stesso  gli disse la donna.  Ne far&#242; fare una. &#200; abbastanza semplice.

Le disse il prezzo, tentando di farle capire che lui lo trovava troppo alto.

Accettabile  disse la donna mentre toccava e curiosava.

Lui abbass&#242; il tono della voce.  In gennaio, con lo sconto, potr&#224; guadagnare trecento dollari.

La donna sorrise, il sorriso di un gatto che sente il canarino fra i suoi artigli.  Benissimo, dica di mandarmi un assegno.

Rinunci&#242; a insistere e scrisse lordine, poi dette uno sguardo allorologio. La donna aveva usato una carta di credito e per un momento sper&#242; che lordine non venisse accettato.

Erano le sei meno dieci, mancavano dieci minuti alla chiusura. Dalla settimana seguente  solo dalla settimana seguente  il negozio sarebbe rimasto aperto fino alle dieci di sera, e a settimane alterne lui sarebbe dovuto venire al lavoro alle due e restare fino alle dieci. Sarebbero arrivati commessi stagionali che non potevano effettuare cambi e altri che venivano a lavorare per rubare. Grazie a Dio, per&#242;, in quel reparto ce ne sarebbero stati pochi.

Sent&#236; suonare il primo campanello che annunciava lora di chiusura del negozio.

Al secondo, entr&#242; nella sala di soggiorno per il personale per prendere un po di caff&#232;. Le finestre erano buie. Si avvicin&#242; ai vetri sorpreso che si fosse fatto scuro cos&#236; presto. Ma certo, era finita lora legale, se nera dimenticato.

Erano settimane che la gente parlava di quel bellissimo autunno; estate indiana, la chiamavano. Guard&#242; attraverso i vetri bui le sagome che correvano frettolosamente lungo i marciapiedi. Linverno era arrivato e prometteva di essere duro.

Aveva un cappotto pesante, un cappotto lungo di lana di un grigio cos&#236; scuro da sembrare nero. Doveva essere da qualche parte e bisognava che si ricordasse di tirarlo fuori.



25. La bambola

Nellautobus laria era calda e soffocante come sempre e la camminata a piedi dalla fermata al suo appartamento gli procur&#242; un po di refrigerio. Quando arriv&#242; a casa aveva completamente dimenticato la sua decisione. Il giorno seguente il vento si era calmato e il tempo era, o almeno sembrava, pi&#249; caldo. La citt&#224; era a sud e quindi gli inverni rigidi erano piuttosto eccezionali.

Quella settimana era proprio una di queste eccezioni. Prima che terminasse, non solo si era ricordato quello che voleva fare, ma aveva chiamato il custode e gli aveva detto che voleva riprendere lo scatolone che aveva lasciato in deposito nello scantinato.

Ci tiene i vestiti pesanti, eh?  ridacchi&#242; il custode.  Speriamo che non se li siano mangiati le tarme.

Proprio cos&#236;. Lho sigillato con il nastro adesivo.

Il custode annu&#236;.  Io ci avrei messo anche un po di naftalina.  Stava scegliendo tra una ventina di chiavi che teneva attaccate in un mazzo alla cintura.  Eccola qui.

La chiave non entrava nella serratura. Ne scelse unaltra. Solo al terzo tentativo trov&#242; la chiave giusta che apr&#236; la serratura con un clic di protesta.

Quando la gente cambia casa io mi preoccupo di ricordargli questo posto  disse il custode.  Ma anche se hanno qualcosa qui dentro, se lo dimenticano regolarmente. Un sacco di gente ha messo della roba qui, ma lei &#232; il primo che mi chiede di riprenderla. No  Fece una pausa con una mano sulla maniglia e sollevando laltra con un dito alzato.  La signorina Durkin una volta ha ripreso il vestito di sua sorella perch&#233; voleva regalarlo a unamica, ma a quellamica non piaceva e cos&#236; lha rimesso qui.

Entrarono nel locale e il custode gir&#242; linterruttore della luce. La stanza era ingombra di oggetti.  Capisce che voglio dire? Fra un po di tempo dovr&#242; buttare via un po di roba. Solo che non vorrei capisce? che la gente dica che rubo. Naturalmente non butto via niente di propriet&#224; di quelli che abitano ancora qui.

Lui annu&#236;, mentre cercava di ricordare che aspetto avesse lo scatolone. Era uno scatolone del droghiere?

Non lo trova, eh?

No  disse lui.  Ancora non lho visto.

Forse sta dietro a questa, o sotto. Lho messa qui circa un mese fa.  Il custode spinse a fatica una grossa valigia e dopo un momento lui, mosso a piet&#224;, cerc&#242; di aiutarlo. Mentre spostavano la valigia, lo colp&#236; lidea che era passato molto tempo dallultima volta che aveva provato piet&#224; per qualcuno, eccetto forse per se stesso.

Lo scatolone era davvero sotto la valigia. Lo prese, ringrazi&#242; il custode e lo trascin&#242; fino allascensore. Mentre aspettava, gli venne in mente che il custode poteva a ragione essere considerato un oggetto dantiquariato, come lo scrittoio che aveva perso. Lo scrittoio infatti era pi&#249; vecchio rispetto alla maggioranza degli scrittoi e il custode lo era rispetto alla maggioranza degli uomini. Eppure, nessuno se ne curava, nessuno si sarebbe preso la briga di salvarlo dalle fiamme del crematorio. Forse in futuro i vecchi verranno conservati come si fa con i mobili antichi, pens&#242;. I collezionisti si strapperanno i capelli al pensiero di quanti ne abbiamo buttati via.

Le porte si aprirono e lui gett&#242; il pensiero in fondo al vano dellascensore, mise lo scatolone nella cabina e schiacci&#242; il pulsante. Ora che aveva lo scatolone  naturalmente era dellimpresa di traslochi  non si sentiva pi&#249; sicuro che contenesse i vestiti invernali, ma non aveva idea di che cosa potesse contenere. Cerc&#242; di ricordarsi il giorno in cui aveva lasciato lYMCA. Allora non possedeva un cappotto, ne era sicuro; quellinverno per andare a lavorare si metteva la giacca a vento e lasciava la giacca del vestito nellarmadio.

Apr&#236; con una spalla la porta del suo appartamento. Niente l&#236; dentro gli sembr&#242; familiare, come se qualcuno avesse spostato i mobili mentre lui era al lavoro. Il soggiorno era molto pi&#249; ampio ed era a forma di L, la cucina, il lavello dacciaio e il ripiano di formica sembravano aver lievitato, tanto erano ingranditi.

Appoggi&#242; lo scatolone in terra. Il caminetto non cera pi&#249; e non si rendeva conto come potesse essere successo. Si ricordava di se stesso, sdraiato davanti al fuoco, che beveva un brandy insieme a qualcuno, forse una ragazza o una donna. Il caminetto apparteneva alla donna? No, non era una donna cos&#236; aveva detto. Aveva portato via con s&#233; il caminetto quando se ne era andata? Impossibile.

Quello era un altro appartamento, ma certo! Un appartamento dove aveva abitato prima di venire qui e dopo essere stato allYMCA. Strano, poteva ricordare benissimo che dallYMCA si era trasferito nel primo appartamento, ma non riusciva a rammentare quando aveva traslocato qui.

Era stato ammalato. Se ne era dimenticato o, per essere sincero, aveva rimosso il ricordo. Sicuramente la societ&#224; per cui lavorava laveva trasferito nel nuovo negozio per farlo stare in mezzo a persone che non erano a conoscenza del suo esaurimento nervoso.

Comunque se ne erano accorti subito. Si ricordava della ragazza del Reparto Abbigliamento che gli faceva delle domande quando sedevano vicini durante il picnic. Era stato uno sbaglio uscire con lei perch&#233; era come tutte le altre, una donna sola alla ricerca disperata di un tipo di uomo che, se lavesse trovato, non lavrebbe degnata di uno sguardo: uno studente, bello, ricco, atletico, sensibile, intelligente, colto e completamente incapace di vederla cos&#236; come lei era in realt&#224;.

Rise fra s&#233;.

E lui era forse migliore? S&#236;, pens&#242;. S&#236;, sono migliore perch&#233; io sono disposto ad ammettere come sono.

Ma come sono? Certamente non sono Dio ed &#232; Dio che disse: Io sono. Questo se lo ricordava, ma non ricordava dove laveva imparato. Forse in uno di quei filmoni biblici dove Charlton Heston attraversa il Mar Rosso.

Si tolse il soprabito, la giacca e la cravatta e mise a scaldare lacqua per il caff&#232;. Come gli succedeva alla fine di ogni giornata, gli dolevano i piedi. Mentre si toglieva le scarpe si domand&#242; se cera rimasto un po di brandy. Non da allora, non da quella notte. Non si ricordava quanto tempo era passato, ma era stato tanto tempo fa.

Nellarmadio a muro del soggiorno cera una mezza bottiglia di rum. Non si ricordava di averla comprata e pens&#242; che forse laveva lasciata l&#236; il precedente inquilino, ma gli ricord&#242; il capitano che era stato per una notte e il suo scrittoio. Vers&#242; un dito di rum nel caff&#232; solubile sopra il latte e lo zucchero.

Lo scatolone era legato con un grosso spago. Port&#242; il caff&#232; in cucina, prese il coltello che talvolta usava per affettare le cipolle e lo affil&#242;.

Rimase un momento soprappensiero, passando le dita sulla lama, sorseggiando il caff&#232; con un leggero sorriso. Il fatto di non sapere cosa contenesse, addirittura il dubbio che lo scatolone non fosse suo, gli dava una piacevole sensazione. Il custode era vecchio, si disse, e poteva aver attaccato letichetta con il suo nome sullo scatolone sbagliato. Cerc&#242; una cassetta da mettere nello stereo e alla fine scelse Canti Natalizi. Presto al negozio i canti natalizi si sarebbero sentiti fino alla nausea e anche lui come i suoi colleghi, se ne sarebbe lamentato. Ma in quel momento provava il desiderio del Natale prima che al negozio glielo distruggessero insieme a tutto quello che significava.


		Adeste fideles,
		Laeti triumphantes;
		Venite, venite in Bethlehem.


Tagli&#242; lo spago e apr&#236; i lembi dello scatolone. Il primo indumento era un panciotto pesante. Lo prese in mano e lo osserv&#242; ammirato. Era di un bellissimo marrone chiaro, quello che chiamano color cammello, di tessuto pesante e morbido, con lo scollo a V e una fila di bottoni. Era proprio adatto a tenere al caldo il torace mentre aspettava lautobus, pens&#242;. Cerc&#242; le etichette, congratulandosi con se stesso perch&#233; si ricordava questi dettagli

Il panciotto era di taglia media e doveva andargli bene.

Unaltra etichetta diceva 100% pura lana vergine, lavare a secco e fabbricato a Toronto. Toronto era in Canada, pens&#242;. Port&#242; il panciotto in camera e lo appese accanto al soprabito e alla giacca.

Quando aveva tirato fuori il gilet dallo scatolone era stato attento a non guardare quello che cera sotto. Ora si freg&#242; le mani pregustando la nuova scoperta.

Erano un paio di guanti di morbida pelle marrone scuro, imbottiti di pelliccia. Non erano mai stati indossati, il cartellino del prezzo era ancora attaccato al cordoncino di plastica che li teneva insieme. Lo tagli&#242;, si infil&#242; i guanti e prese a colpire laria, anche se non aveva mai boxato. I guanti gli andavano a pennello e simmagin&#242; di suonare il pianoforte con quelli indosso, anche se in verit&#224; non sapeva affatto suonare. Dallo stereo arrivavano le note di Silent Night. Accompagn&#242; il canto con quel meraviglioso strumento magico che gli metteva sempre i tasti giusti sotto le dita.

Era inutile riporre i guanti nelle tasche del soprabito visto che sperava di trovare nello scatolone un cappotto pi&#249; pesante. Dopo attenta riflessione li appoggi&#242; sulla barra trasversale dellappendiabiti dove stava la giacca.

Loggetto seguente era una lunga sciarpa di maglia color marrone bruciato e, ancora pi&#249; sotto, cera il cappotto di cui si ricordava. Li tir&#242; fuori dallo scatolone, infil&#242; le braccia nelle ampie maniche del cappotto e si arrotol&#242; la sciarpa intorno al collo. Da tutti e due gli indumenti emanava un calore palpabile. And&#242; in camera da letto e rimase in piedi davanti allo specchio mentre si abbottonava il cappotto che era abbastanza ampio da permettergli di indossare anche la giacca. Mentre lisciava con le mani la stoffa pelosa, sent&#236; che in una delle tasche laterali cera qualcosa.

Era una mappa. Aveva gi&#224; troppo caldo, si tolse il cappotto e lo appoggi&#242; sul letto, si sedette l&#236; accanto e apr&#236; la mappa sulle ginocchia.

Rappresentava una zona molto boscosa e quasi priva di strade, attraversata da piccoli corsi dacqua caratterizzati da numerose rapide. Il picco pi&#249; alto era il Monte Hieros; a giudicare dal puntino centrale bianco, il Monte Hieros doveva essere incappucciato di neve. Non cera nessuna indicazione di dove si trovassero la zona o la montagna. Una serie di lettere sparse da un angolo allaltro della mappa diceva OVERWOOD.

Scosse la testa, ripieg&#242; la mappa e la gett&#242; sul cassettone ripromettendosi di esaminarla meglio dopo cena. Era molto tempo che non andava a mangiare nel ristorante italiano. Il locale era vicino al suo vecchio appartamento (i dintorni del suo vecchio appartamento gli erano tornati chiarissimi alla mente), ma era piuttosto lontano da dove abitava ora, circa dieci isolati, e a lui non piaceva camminare a piedi. Scopr&#236; non solo di essere affamato, ma di avere anche voglia di collaudare gli indumenti ritrovati. Si cambi&#242; le scarpe, indoss&#242; il panciotto, la giacca e i guanti, arrotol&#242; la sciarpa intorno al collo e per finire si avvolse nel lungo cappotto scuro.

Fuori il vento rifiut&#242; di collaborare. Era svanito insieme alla luce del giorno e nella notte fredda e chiara laria sembrava ristagnare sui ripiani di vetro come un calice di cristallo nel Reparto Chincaglierie. Si affrett&#242; lungo la strada estasiato per la piuma evanescente del suo respiro, il calore del suo corpo, le guance gelate.

Mamma Capini cera ancora e si ricordava di lui, era lui che a malapena si ricordava di lei. Gli dette il ben tornato e gli port&#242; un fiasco di Chianti, omaggio della ditta. Lui ordin&#242; un piatto di lasagne, bevve parecchi bicchieri di vino, e uscendo and&#242; a sbattere contro un altro cliente.

Lincidente non era stato niente di grave. Lui si scus&#242;, laltro, un uomo di mezza et&#224;, gli disse di non preoccuparsi, e tutto fin&#236; l&#236;. Ma nello scontro lui si era accorto che cera qualcosa nella tasca interna del cappotto, qualcosa dalla forma allungata e irregolare. Dapprima pens&#242; che fosse una bottiglia, poi una pistola, ma la forma era diversa. Si tolse un guanto e tocc&#242; loggetto con le dita. Sent&#236; qualcosa di peloso, come se dentro la tasca ci fosse un animaletto dritto sulle zampe posteriori. Leuforia del buon cibo e del buon vino non gli fecero dare importanza alla cosa.

Quando arriv&#242; a casa leuforia era svanita e si scopr&#236; curioso come un bambino di conoscere il contenuto delle sue tasche come lo era stato di conoscere quello dello scatolone. Sistem&#242; con cura il cappotto sul divano e ripose quel che rimaneva del Chianti sul ripiano pi&#249; basso del frigorifero. Poi tir&#242; fuori dalla tasca quelloggetto dalla forma strana che non gli era riuscito di cacciare dalla mente durante tutto il tragitto verso casa.

Era una bambola. La port&#242; alla luce per esaminarla meglio; quello che aveva creduto pelo era invece una soffice capigliatura castana, allapparenza veri capelli umani. Sotto la capigliatura un viso spiritoso, insieme bello e impertinente: una donna, una ragazza, dalle lunghe gambe, la vita sottile, i seni diritti, i fianchi rotondi e gli occhi nocciola che lo fissavano. Indossava una tutina verde senza maniche dai riflessi metallici con una cintura; scopr&#236; con imbarazzo che era il suo unico indumento.

Perch&#233; aveva quelloggetto? O forse non era suo? Anche se il cappotto e i guanti gli andavano alla perfezione, era pi&#249; che probabile che non fossero suoi. Dopotutto, lui era di taglia media. Non aveva mai avuto una figlia, di questo era sicuro. E non era mai stato sposato, se lo sarebbe ricordato.

Ma era cos&#236; semplice! Forse aveva avuto una relazione con una donna divorziata. Forse aveva comprato la bambola nel Reparto Giocattoli con lo sconto per i dipendenti, per regalarla alla bambina di lei; forse quando lo aveva fatto era Natale, come ora. Poi con quella donna doveva aver rotto e aveva messo via il cappotto senza vuotare le tasche.

Port&#242; la bambola in camera da letto e la appoggi&#242; sulla mappa. Ci avrebbe pensato pi&#249; tardi.

Con sua grande sorpresa, ci pens&#242; davvero. Non riusciva a seguire con attenzione il film di mezzanotte e allora and&#242; a prendere la bambola, la port&#242; in soggiorno e la tenne fra le mani come se fosse una bambina, ossessionato dalla sensazione che anche lui stava recitando in Tv, che dovesse la sua esistenza a qualche spettacolo senza spettatori, che lui e la bambola si erano persi, erano i bambini persi nel bosco della favola che sua madre gli aveva fatto vedere tanto tempo prima quando era molto piccolo.

Tir&#242; su col naso e si vergogn&#242;, ridendo col cuore spezzato. Senza che se ne rendesse conto, i suoi occhi si riempirono di lacrime. Tir&#242; fuori il fazzoletto, si soffi&#242; il naso e si asciug&#242; gli occhi. Ma una lacrima cadde sulla tutina verde, unaltra sulle piccole gambe ben fatte e unaltra ancora proprio sul viso spiritoso della bambola.

Nella sua mano la bambola si mosse come se fosse viva.



26. Un t&#232; da matti

Stava quasi per lasciarla cadere in terra.

Ciao!  La bambola si mise a sedere, o piuttosto lo fece come meglio pot&#233;, sul palmo della sua mano.  Ciao, io sono Tina.  Socchiuse i grandi occhi marroni e poi li fiss&#242; su di lui. Unaltra lacrima bagn&#242; i capelli di Tina.

Ti appartengo  disse Tina.  Sono la tua bambola e so parlare.  Il tono della sua voce era cos&#236; acuto che quasi non riusciva a sentirla. Penetrante come il cri-cri di un grillo, pens&#242;, o come lo squittio dei pipistrelli.  Se vuoi prendere il t&#232;, posso aiutarti a prepararlo.

Lui annu&#236;, pi&#249; a se stesso che a lei, e disse:  Tu lo gradiresti?

S&#236;, grazie  rispose compita la bambola.  Gradirei moltissimo un po di t&#232;.

Lui annu&#236; ancora.  Sai camminare?

S&#236;, ma &#232; meglio se mi porti tu. Se vuoi puoi tenermi in braccio come un bambino.  Nel vedere la sua espressione sgomenta, aggiunse comprensiva:  Oppure puoi tenermi sulla spalla forse &#232; meglio. Sai, cammino molto lentamente perch&#233; sono piccola. E se mi calpestassi, potresti rompermi.

Lui annu&#236; compunto e si mise sulla spalla destra la bambola che si aggrapp&#242; con la manina minuscola al suo colletto.  Non camminare troppo velocemente e tutto andr&#224; benissimo.

Lui disse:  Ci prover&#242;.  Si soffi&#242; di nuovo il naso attento a non muovere la testa e si asciug&#242; le guance.

Perch&#233; piangevi?

Mi ricordi qualcuno, qualcuno che avevo dimenticato.  Esit&#242;, temendo che quello che aveva appena detto potesse far torto a Lara.  O almeno che avevo rimosso dalla mia mente.  Si alz&#242; in piedi e cerc&#242; di muoversi adagio e senza gesti bruschi. Poi disse:  Qui le bambole non parlano, almeno non cos&#236; bene come te.

Tina non rispose.

Lui and&#242; in cucina. Nel bollitore cera ancora un po dellacqua che aveva usato per il caff&#232;, ma ormai era fredda e torbida. La gett&#242; via, ne prese dellaltra e la mise a scaldare. In un barattolo cerano delle bustine di t&#232;, le ultime della confezione di t&#232; esotico che aveva comperato con lo sconto nel Reparto Gastronomia. Aveva avuto lintenzione di regalarlo alla vice direttrice del Reparto Biancheria Intima, ma non laveva mai fatto.

Non so se ho una tazza adatta a te  disse.

Alla fine ne scelse una piuttosto piccola, ci mise una bustina e ci vers&#242; sopra lacqua bollente.

Tina disse:  Posso parlare?

Certo, perch&#233; no?

Hai detto che le bambole non dovrebbero farlo. Vorrei un pizzichino di sale nel t&#232;.

Lui laccontent&#242;.  Va bene cos&#236;? Vuoi anche lo zucchero?

No, grazie  cinguett&#242; Tina.  Nemmeno latte.  Salt&#242; gi&#249; dalla sua spalla come una pallina da tennis e rest&#242; in piedi sul tavolo con le gambe divaricate per bere dalla tazza che per lei era grande come lo sarebbe stato per lui il cestino della carta straccia.

Quando rimise la tazzina sul ripiano gli sembr&#242; che fosse piena come prima, ma lei si batt&#233; la mano sul pancino e si pul&#236; la bocca col braccio nudo.  Se lasci qui la tazza, posso berne ancora quando me ne viene voglia.

La proposta non gli sembr&#242; pi&#249; folle del fatto di stare parlando con una bambola.  Va bene  disse.

Non voglio darti fastidio, ma non sono capace di fare le cose da sola. Non sarei stata nemmeno capace di aprire il rubinetto dellacqua come hai fatto tu.

Lui annu&#236;.

Be, sono capace di fare solo qualche cosa.

Lui le domand&#242;:  Puoi dirmi come fa una bambola a parlare?

Mi hanno costruito cos&#236;. Ho qualcosa dentro.  Si batt&#233; di nuovo la mano sulla pancia.  Ma non so fare le addizioni e le sottrazioni o sillabare o cose del genere. Non sono mai andata a scuola.

Lui annu&#236; ancora.

Mi piacerebbe avere qualche bel vestito. Ne hai qualcuno?

Nessuno che possa andarti bene  le rispose.

Mi piacerebbe un vestito da sera e un beauty case per aggiustarmi i capelli.

Adesso &#232; troppo tardi  disse lui.  Domani ti comprer&#242; qualcosa.  Era sicuro che lindomani la bambola non ci sarebbe stata pi&#249; o che sarebbe stata inanimata e muta.

E vorrei anche un reggiseno e delle mutandine. Anzi, due reggiseni e due mutandine, cos&#236; posso cambiarmi.

Vedr&#242; cosa posso fare.

Un paio di mutandine e un reggiseno li vorrei di colore beige e un paio color albicocca. Cos&#236; potremo distinguere quelli che ho indossato per ultimi. E una camicia da notte.

Posso dormire con te?

Solo se non russi  disse lui.

No, non mi sentirai nemmeno respirare.  Tir&#242; indietro il petto come a dimostrargli che respirava: minuscoli seni conici premevano impazienti contro il tessuto metallizzato della sua tutina.  Se mi compri i bigodini, domani mi metter&#242; in piega i capelli. &#200; meglio se mi porti tu, ricordi?

Lui domand&#242;:  E se poi ti viene voglia di bere un po di t&#232; durante la notte?

No, sono sicura di no  trill&#242; lei.  Ma se succede, posso scendere dal letto e prenderlo da sola, senza svegliarti. Non ci sar&#224; pericolo che tu possa calpestarmi. E poi ora riesco a muovermi pi&#249; velocemente.

Lui la sollev&#242; e se la mise in spalla.  &#200; cos&#236; che funzioni? Col t&#232;?

A volte certi bambini un po pazzerelli ci vogliono dare pi&#249; t&#232; di quanto ne possiamo bere.

Io non lo far&#242;  promise lui. Si ricord&#242; quello che una volta gli aveva detto un barista e aggiunse:  Se non ti va, non bere.

Mi sei simpatico. Insieme ci divertiremo un sacco.

Ma non ora, per&#242;  disse lui.  Adesso faccio una doccia e poi vado a letto.

Mentre tu fai la doccia, posso fare il bagno nel lavandino?

Va bene.

Per&#242; mi devi aprire il rubinetto dellacqua. Il getto non deve essere troppo forte o troppo caldo.

Va bene  ripet&#233; lui. Mise il tappo al lavandino e regol&#242; i rubinetti dellacqua calda e fredda per ottenere un getto leggero di acqua tiepida.

Tina salt&#242; gi&#249; dalla sua spalla.  Posso usare il tuo sapone?

Certo.  Si tolse la camicia e la gett&#242; nella cesta come faceva sempre. Tina si era tolta la tutina verde metallizzata; non aveva peli pubici ma i suoi seni avevano minuscoli capezzoli rosa. Lui si volt&#242; per togliersi i pantaloni e quando entr&#242; in camera per appenderli si ferm&#242;, indeciso se mettersi quelli del pigiama prima di tornare in bagno. Decise che era inutile, visto che avrebbe dovuto toglierseli di nuovo subito dopo.

Tina era riuscita a fare una bella schiuma nel lavandino. Lui le chiese se lacqua era troppo calda.

No, va benissimo. Puoi darmi una goccia di shampoo?

Lui laccontent&#242;, inclinando appena la bottiglia per far cadere una sola goccia di smeraldo nelle manine a coppa.

Appena chiuse la tenda della doccia ebbe la certezza che quando lavrebbe riaperta lei non ci sarebbe stata pi&#249; e il lavandino sarebbe stato pieno dacqua, o forse no. Sinfil&#242; sotto il getto dacqua fredda grugnendo per evitare di urlare.

Adopero uno di questi asciugamani, va bene?

Certo.  Il suo prossimo appuntamento con la dottoressa Nilson era fissato per marted&#236;. Cinque giorni ancora. Si domand&#242; se doveva telefonarle subito; gli aveva dato il suo numero privato, ma lui non laveva mai usato. Mentre pensava a queste cose gli torn&#242; con forza in mente il ricordo di un uomo sciatto con indosso un pigiama da ospedale che suonava un pianoforte scordato. Il ricordo era cos&#236; vivido che gli sembrava di vederlo e di sentirlo, gli sembrava perfino di essere ancora seduto su quella panca dura.

		Quando troverai il vero amore,
		quando vedrai i suoi occhi,
		quando avrai lasciato il nuovo amore
		dopo tante bugie

Mentre si asciugava Tina cantava con voce dolce e cos&#236; acuta che a volte superava la soglia di udibilit&#224;. Cantava la vecchia melodia del vecchio pianoforte scordato che qualcuno aveva donato allospedale. No, non poteva telefonare alla dottoressa Nilson. Non poteva raccontarle di Tina nemmeno quando sarebbe andato da lei il marted&#236; seguente.

Allung&#242; il braccio per prendere lasciugamano. A letto Tina disse:  Potrei anche dormire sopra le coperte, ma &#232; meglio se mi metto sotto, cos&#236; star&#242; pi&#249; calda.

Lui sollev&#242; le coperte e lei gli si rannicchi&#242; accanto.

Dopo qualche momento lui disse:  Quanti anni hai, Tina?  Nella debole luce che filtrava dalla serranda riusciva appena a vederla.

La bambola si volt&#242; e sbadigli&#242; con ostentazione, una manina da elfo davanti alla bocca e un braccino allungato sopra la testa.  E tu quanti anni hai?

Glielo disse, poi aggiunse un anno.  Il mio compleanno &#232; stato il mese scorso, me nero dimenticato.

Allora sei vecchio.

Lo so.

Non credo che tu sia cos&#236; vecchio. Io non lo sono.

Non pensavo che tu lo fossi.

Cosa ti hanno regalato per il tuo compleanno?

Niente. Non ci faccio mai molto caso.

Tuo pap&#224; e tua mamma non ti hanno regalato nulla?

Lui scosse la testa.  Mia madre &#232; morta da tanto tempo e non vedo mio padre da dieci o dodici anni.

Ma lui ti vuole ancora bene.

No, non me ne ha mai voluto.

Ti dico di s&#236;.

Ma Tina, tu non lhai mai conosciuto.

Per&#242; io so tutto sui pap&#224; e tu no.

Va bene  disse lui sentendosi stranamente confortato.

E tu cosa gli hai regalato per il suo compleanno?

La domanda lo sorprese, ci pens&#242; su un momento.  Niente. Non gli ho mai regalato niente.

Potresti dargli un bel bacione.

Non credo che gli farebbe piacere.

Ma certo! Ho ragione io e tu hai torto.

Forse.

Per il prossimo compleanno cosa ti piacerebbe ricevere?

Lui le raccont&#242; dello scrittoio.

Credo che dovrebbero regalartelo. Lo dir&#242; al tuo pap&#224;.

&#200; stato gi&#224; venduto.

Forse quella signora vuole rivenderlo.

Lui annu&#236;.  Forse. Vuoi ancora un po di t&#232;?

S&#236;!

Lui scans&#242; le coperte, si alz&#242; e accese la luce. Non riusc&#236; a rendersi conto di come avesse fatto, ma Tina era gi&#224; saltata dal letto sul cassettone.  Tieni qui il servizio da t&#232;?

Non ho un servizio da t&#232;  le disse.  Non ancora, almeno. Stavo cercando il libretto degli assegni.

Io non so leggere non sono mai andata a scuola.

Te lo leggo io. Ho tremiladuecento dollari. Molto pi&#249; di quanto costava lo scrittoio.

Allora, avresti dovuto comprarlo.

Hai ragione. Forse hai ragione. Adesso prendiamo il t&#232; e ne parliamo tranquillamente. Pensi che quella signora lo vender&#224; per guadagnarci su? Dove pensi che dovrei metterlo?

Sicuramente non davanti alla Tv.  Tina gli salt&#242; sulla spalla.  Cos&#236; potrai stare tranquillo quando fai i compiti.

Comunque non voglio metterlo in un angolo della stanza.  le disse lui.  Non mi piacciono i mobili messi dangolo.

Forse davanti alla finestra.

Va bene.

Accese il gas sotto il bollitore, sciacqu&#242; la tazzina di Tina e prese una tazza, un piattino e un cucchiaino per s&#233;.

Nella scatola erano rimaste solo tre bustine.  Domani devo comprare altro t&#232;.

Sicuro.

Tina, conosci una ragazza di nome Lara?

Lunica persona che conosco sei tu.

Tu me la ricordi. Ero innamorato di Lara, per questo ti ho comprato. Lara era la donna davanti al caminetto.

Non mi sembra che tu me ne abbia mai parlato.

Ma lho perduta, non so perch&#233;. Lho perduta mentre camminavo nella neve.

Ti devi coprire bene perch&#233; fa molto freddo.

Lui fece di s&#236; con un cenno della testa.  Mi sono comprato un cappotto e altre cose. Ho trovato dei soldi e li ho messi in banca, ecco perch&#233; ho tremiladuecento dollari.

Forse te li ha dati Lara  azzard&#242; Tina.

No.  Poi aggiunse:  S&#236;, forse me li ha dati lei.



27. Lo scrittoio

Vorrei parlarle  disse lui.  Ecco tutto.

Sent&#236; la voce di quella donna orribile che gracchiava nel ricevitore:  Lo sta gi&#224; facendo.

Preferirei parlarle di persona. Potrei venire a casa sua di sera, quando lei &#232; disposta a ricevermi.

La donna domand&#242; in tono sospettoso:  Non &#232; autentico?

Lui inspir&#242; profondamente. Voleva mentire, ma scopr&#236; di non esserne capace.  &#200; assolutamente autentico, ne sono certo. Ma &#232; indiano, anche se &#232; stato costruito in stile inglese, e in genere gli oggetti indiani non hanno prezzi molto alti.

Bene. Qualsiasi cosa lei voglia dirmi, deve farlo ora al telefono. Poi, se sar&#224; il caso, ci incontreremo di persona.

Signora Foster  questa volta invece di inspirare, inghiott&#236; aria.  Sono disposto a ricomprarglielo facendole guadagnare cinquecento dollari.

La donna rimase a lungo in silenzio.  Se &#232; autentico, perch&#233; lo rivolete indietro?

Non sto parlando a nome del negozio  le disse lui.  Voglio comprarlo io.

Ha forse scoperto che vale pi&#249; di quanto era stato valutato?

No  disse lui.  Affatto.  Aspett&#242; che la donna dicesse qualcosa, ma lei non lo fece, e lui fu costretto a parlare di nuovo per colmare il silenzio.  Quando lei lo ha comprato mi sembra di averle detto che giudicavo il prezzo troppo alto. Ne sono ancora convinto perch&#233; mi tengo aggiornato sui cataloghi e sullandamento delle aste. Fa parte del mio lavoro.

Vada avanti.

Due anni fa a New York, un pezzo molto simile al suo &#232; stato venduto a poco pi&#249; della met&#224; del prezzo che lei ha pagato.

Ma lei dice di essere disposto a darmi cinquecento dollari in pi&#249;.

Il suo cuore si riemp&#236; di speranza.  S&#236;  disse.

Significa allora che &#232; disposto a pagarlo pi&#249; del doppio del suo valore reale.

S&#236;  disse ancora lui.

Perch&#233;?

Tent&#242; di rispondere, ma le parole gli restarono in gola. Alla fine disse in un soffio:  Non so se riesco a spiegarglielo.

Sto aspettando.

Io vendo questi oggetti

Ha trovato uno che lo vuole comprare?

No, no. Non intendo dire che sono un commerciante in proprio non potrei farlo e nello stesso tempo mantere limpiego che ho. Quello che voglio dire &#232; che vendere questi oggetti &#232; quello che faccio qui al negozio.

Questo lo so. &#200; lei che me lo ha venduto. Si d&#224; il caso che in questo momento io sia seduta proprio davanti allo scrittoio. &#200; qui che tengo il telefono.

Non ho mai desiderato comprare qualcosa per me.  Aveva la sensazione di parlare al nulla, di implorare un oggetto inanimato di plastica al cui confronto Tina era molto pi&#249; umana.  Poi ho notato un pezzo particolare, cio&#232;

Non dica cio&#232;. &#200; una cosa che non sopporto.

Mi dispiace.

Anche a me. Vada avanti, signor Green.

Le stavo dicendo che avevo visto un certo pezzo e pensavo che fosse bello o meglio, non proprio bello un pezzo come il suo scrittoio e pensavo che fosse un belloggetto, ma che il prezzo fosse troppo alto. Ho visto centinaia di pezzi come quello, eppure il suo scrittoio &#232; stato lunico oggetto che ho veramente desiderato possedere.

Ancora una volta lei non disse una parola.

Ero convinto che dopo natale avrebbero abbassato il prezzo, e allora avrei potuto comperarlo.

Lei esclam&#242; in tono irritato:  Lei mi ha detto che a gennaio avrebbero ribassato il prezzo e mi ha suggerito di ritornare in quel periodo. Invece, progettava di comprarlo lei e se le avessi dato retta non lavrei trovato pi&#249;.

In preda alla disperazione lui continu&#242;:  Ma allora non avevo ancora deciso di comprarlo. Mi deve credere. Non ne ero del tutto convinto. Solo quando glielho venduto

Si &#232; accorto di quanto ci tenesse.

S&#236;  disse lui.  &#200; cos&#236;.

Sa, signor Green, anchio ho provato la stessa cosa un paio di volte nella mia vita. Posso chiederle cosa ne pensa sua moglie del fatto che intende spendere tanto denaro?

Non sono sposato.

&#200; divorziato?

Non mi sono mai sposato, signora Foster.

Non &#232; detto che tutti si debbano sposare. Be, conosco molti uomini, gli uomini pi&#249; simpatici e gentili

Non sono gay, signora Foster, se &#232; quel che intende dire.  Cap&#236; che aveva perduto la sua battaglia e voleva riattaccare il ricevitore.  Una volta una ragazza &#232; vissuta con me per qualche giorno, ma non mi sono mai sposato.  Fece un ultimo sforzo e continu&#242;:  Ho tremiladuecento dollari. &#200; tutto quello che possiedo, per questo le ho detto che le avrei fatto guadagnare cinquecento dollari. Posso arrivare a mille, se lei accetter&#224; gli altri cinquecento a rate.

Di nuovo il silenzio si prolung&#242; allinfinito; questa volta lui non parl&#242;, e alla fine la donna disse:  Sono la presidente del Club dei Collezionisti. Lo sapeva, signor Green?

No. No, non lo sapevo, signora Foster. Per&#242; conosco il Club dei Collezionisti.

Noi siamo collezionisti seri, signor Green. Non le vender&#242; lo scrittoio.

Si sent&#236; il suono metallico del ricevitore che veniva riattaccato. Riattacc&#242; anche lui. Lo scrittoio era perduto. Prov&#242; a indovinare quanti anni avesse quella donna: cinquanta o cinquantacinque. Forse tra ventanni le sue propriet&#224; sarebbero state messe in vendita. No, quello era il tipo di donna che sarebbe vissuta in eterno. Avrebbe potuto farsi dare il suo indirizzo dallUfficio Contabilit&#224;, come si era fatto dare il suo numero telefonico. Avrebbe potuto scriverle per dirle di mettersi in contatto con lui se mai avesse deciso di vendere lo scrittoio. No, non sarebbe servito a niente.

Si ferma fino a tardi, signor Green?  Era il signor Cohen, il supervisore della galleria darte.

Dovevo fare una telefonata, signore. Temo che sia stata piuttosto lunga. E lei, signore?

Ultimi preparativi per il natale, sa bene come vanno queste cose, caminetto, candele, la neve

Mentre si dirigeva verso l&#224; fermata dellautobus, quelle immagini gli danzavano nella mente: neve candele caminetto bambini regali sotto lalbero. Il titolo del giornale nel distributore diceva: aumenta il numero dei suicidi.

Se fossi stato io a creare il mondo, pens&#242;, il natale sarebbe stato bello per tutti.

Allimprovviso si ricord&#242; di aver promesso a Tina un servizio da t&#232;, vestiti nuovi e altre cose. Si allontan&#242; dalla fermata dellautobus e sincammin&#242; verso quella galleria antiquata che laveva sempre incuriosito, ma dove non era mai entrato.

Antiquati o no, i negozi sotto la galleria avevano gi&#224; prolungato lapertura per il periodo natalizio. Pi&#249; della met&#224; erano illuminati e i clienti, infagottati per il freddo, camminavano su e gi&#249; lungo il passaggio pavimentato di lastre di ferro. Super&#242; unagenzia di viaggi, un istituto di bellezza e uno studio di chiropatia con le vetrine buie. Un negozio di giocattoli (non pi&#249; grande di quei negozi-giocattolo che si regalano ai bambini) metteva in mostra vestitini che gli sembrarono adatti a Tina e un servizio da t&#232; in miniatura di vera porcellana.

Avete anche del t&#232;?

La commessa scosse la testa.  Qui vicino c&#232; un negozio di specialit&#224; gastronomiche, per&#242; non so se sia ancora aperto. Pu&#242; darsi di s&#236;.

Lui annu&#236; e chiese:  Dove?

Nellaltra galleria qui accanto. Da quella parte, in fondo a sinistra. &#200; un edificio a un solo piano.

Lui la ringrazi&#242; e usc&#236;. Larco di marmo corroso era buio e sinistro, come se i negozi l&#224; dentro fossero chiusi e dietro alle spalle di chiunque osasse entrare, calassero sbarre dacciaio.

Decise di entrare comunque. Anche qui alcuni negozi erano aperti. Una donna piccola, scura, usc&#236; di corsa da un negozio di abbigliamento e lo afferr&#242; per la manica.  Eccola finalmente! Che le &#232; successo? Non vuole pi&#249; i suoi pantaloni?

Lui la fiss&#242;. La donna aveva circa sessantanni e portava i capelli grigi annodati in una crocchia bassa.  Penso

Lei pensa che stia cercando di venderle qualcosa. Mi ascolti, lei ha gi&#224; pagato i pantaloni. Ha pagato perch&#233; facessimo le modifiche, si ricorda? Perch&#233; non li riprende? Ho bisogno di far spazio, sia gentile.

Va bene  disse. La segu&#236; pensando che avrebbe dovuto ricordarsi di lei e del negozio.

Insieme ai suoi pantaloni le do un bellappendiabiti di legno laccato. Le durer&#224; tutta la vita.  Dette unocchiata al cartellino giallo attaccato alla custodia antipolvere.  Sono gi&#224; passati quattro mesi da quando li ha comperati.

Mi dispiace  disse lui.

Oh, non fa nulla.  Lei gli stava osservando il giro di vita.  Forse non le vanno ancora bene. Se fosse cos&#236;, li riporti pure che glieli allarghiamo un po.

Questo &#232; lalbergo, vero? Il Grand Hotel?

Lei lo guard&#242; perplessa.  S&#236;, noi siamo in affitto.

Nel bar qui vicino lavorava Fanny. E c&#232; lo studio del dottor Applewood, vero?

La donna disse:  &#200; morto.

Lui annu&#236; e usc&#236; nella galleria sotterranea. Come aveva fatto a non riconoscere subito quelle bandiere polverose, il grifone con gli artigli e laquila a due teste? La donna del negozio di giocattoli gli aveva detto che la galleria aveva un solo piano. Invece cera una balconata. Il dottor Applewood si era affacciato da una di quelle ringhiere per chiamarlo.

Vide le porte dellascensore, lascensore che lavrebbe portato nel Grand Hotel, lalbergo cos&#236; vicino a Lara. Si avvi&#242; in quella direzione, poi rallent&#242; preso dalla paura. L&#236; non aveva n&#233; soldi, n&#233; amici, nemmeno Tina. Se avesse trovato Lara, lei avrebbe visto soltanto uno strano tipo di mezza et&#224;. S&#236;, ormai era un uomo di mezza et&#224;, era meglio affrontare le cose come stavano. Lara avrebbe visto uno strano tipo con dei vestitini da bambola, un servizio da t&#232; in miniatura e un paio di pantaloni troppo stretti.

Schiacci&#242; il bottone.

Lascensore non arriv&#242; immediatamente, anzi, si fece aspettare a lungo. Rimase in attesa, raddrizzando le spalle e passandosi da una mano allaltra il sacchetto del negozio di giocattoli e i pantaloni nella custodia di plastica.

Finalmente le porte dellascensore si aprirono.

Pianoterra, per favore.

Sillabando le parole loperatore disse:  &#200; questo il pianoterra, signore.

Lui ricordava di essere uscito dallalbergo e di essersi trovato in un parcheggio coperto di neve.  Il piano dellatrio.

Ma l&#236; non c&#232; nessuno.

Mi ci porti comunque.

Mentre lascensore saliva dolcemente, si rese conto che la cabina non somigliava a quella del Grand Hotel. Quando le porte si aprirono gli apparve latrio deserto di un edificio per uffici, un atrio al piano rialzato. Usc&#236; dallascensore e disse:  Grazie.  Guard&#242; le porte richiudersi. Il mondo che vedeva dalle vetrate dellatrio era il suo, ne era certo. I Riuniti e North non erano qui e se Lara ci veniva, era solo per breve tempo. Veniva qui per vivere con qualche uomo fortunato o per lasciare la sua pelliccia in deposito.

Sarebbe dovuto andare prima dal pellicciaio.

Probabilmente il freddo  come a lui aveva fatto ricordare il cappotto di lana pesante  aveva ricordato a Lara (se Lara era l&#236;) di ritirare la sua pelliccia. Non ci aveva pensato, e ormai era troppo tardi.

Torn&#242; verso lascensore e schiacci&#242; il bottone di chiamata. Lascensore era la sua ultima speranza, ma sentiva che era una speranza vana.

Ho capito  disse loperatore.  Lei sta cercando un gabinetto. Ce n&#232; uno al piano di sotto. Se me lo avesse chiesto, glielavrei indicato.

Lui annu&#236; senza parlare, in attesa che le porte si aprissero di nuovo.

Certe volte i ragazzini vogliono salire al piano superiore, ma io non li lascio andare. Per&#242; ho capito subito che lei era un tipo a posto.

Le porte si aprirono e lui si ritrov&#242; in un ampio salone sotterraneo senza bandiere. La maggior parte dei negozi erano chiusi. Si diresse verso la galleria, stringendosi la sciarpa intorno al collo e abbottonandosi il cappotto.

La strada era buia, piena solo di vento. Da unauto di pattuglia che pass&#242; veloce, i poliziotti lanciarono occhiate sospettose agli androni bui. Il vento gli gelava le dita per ricordargli che aveva dimenticato di mettersi i guanti. Appoggi&#242; i pacchi sul marciapiede ghiacciato, prese i guanti dalle tasche del cappotto, se li infil&#242; con cura e li abbotton&#242; ai polsi. Per quella sera il t&#232; sarebbe bastato, ne avrebbe comprato altro il giorno dopo, se Tina esisteva davvero. Se Tina era davvero l&#236;.

Si avvi&#242; verso la fermata dellautobus distante dal suo appartamento pi&#249; o meno quanto quella che usava abitualmente. Mentre andava in quella direzione, si rese conto di essere felice. Gli ci volle un po prima di scoprire che la ragione di quella felicit&#224; era la consapevolezza che Lara era davvero reale, anche se Tina non lo era.

Lara poteva ridere di lui, e forse lavrebbe fatto. Anche lui qualche volta rideva di se stesso. Ma preferiva di gran lunga sentire lei ridere che ascoltare chiunque altro dire qualsiasi cosa. Alla televisione, una donna aveva detto che i cani selvatici non abbaiano, lo fanno solo quelli domestici per imitare la voce umana. E che cosera la voce di chiunque, di Bridget Boyd o di H. Harris Henry se non limitazione della voce di Lara, della risata della dea? Anche se lei lavesse respinto come amante, lo avrebbe rifiutato come servo? Se lavesse fatto, lui sarebbe diventato suo schiavo.

Gett&#242; unocchiata alle sue spalle e vide arrivare un autobus. Si mise a correre e arriv&#242; alla fermata giusto in tempo.

Quando si alz&#242; per scendere, gli venne in mente che avrebbe dovuto dirlo a Tina. La bambola sarebbe stata l&#224; ad aspettarlo in soggiorno, nascosta fra i cuscini del divano che lei chiamava la sua fortezza segreta. Sarebbe sgusciata fuori al rumore della chiave nella serratura. Avrebbe dovuto confessarle che non era riuscito a comprare lo scrittoio.

Sent&#236; di nuovo in bocca lamaro sapore della sconfitta.



28. Il racconto

Io sono proprio brava a cercare le cose nascoste  disse Tina. Quando vide la sua espressione scettica aggiunse:  S&#236;, &#232; vero! E non mi piace per niente guardare la Tv.

Nemmeno a me  le disse lui dolcemente.  Ma di notte non c&#232; molto altro da fare.

Posso mettermi a cercare e mentre io cerco tu potresti leggermi una storia.

Perch&#233; mentre cerchi non ascolti la Tv, in fondo &#232; la stessa cosa.  Quando fin&#236; di parlare si rese conto che forse si era convinto troppo in fretta che Tina avesse la capacit&#224; di cercare qualcosa.

Non &#232; affatto lo stesso.

Aveva gi&#224; abbassato il volume dellaudio e ora spense del tutto il televisore.  Perch&#233; no?

Leggere ti sarebbe utile per la scuola.

Ma io non vado pi&#249; a scuola.

Tina batt&#233; i piedi, spazientita per la sua stupidit&#224;. Il rumore era simile al ticchettio delle unghie sul tavolo.  Ma dovrai tornarci lanno prossimo, e allora ti sar&#224; utile!

Va bene  disse lui.

E poi tu mi leggeresti una vera storia. Quelle della Tv invece, sono solo chiacchiere che vanno bene per far passare il tempo.

Lui annu&#236;. Era proprio quello che aveva sempre pensato, anche se non laveva mai detto.

Che aspetto hanno i soldi?

Lui tir&#242; fuori il portafoglio e le mostr&#242; un biglietto da un dollaro e uno da cinque.  Sono come questi, solo che le immagini stampate sopra sono diverse. Su quelli ci sono visi di donne, non di uomini.  Rimase in silenzio. Donne e uomini davano importanza a cose diverse. Grazie al suo lavoro lo aveva capito da molto tempo. Ora per&#242; gli sembrava un fatto importante in s&#233;: le donne non si interessano alle automobili, si interessano di pi&#249; ai bambini, alla loro solitudine e alla loro educazione. Se le donne fossero al potere forse si preoccuperebbero dellesistenza di bambole come Tina.

Immagini di signore?  lo sollecit&#242; Tina.

Veramente non ha importanza. Sono pezzi di carta uguali a questi.  Scopr&#236; che collegava i soldi al profumo delle rose, anche se non sapeva spiegarsene la ragione. Non era sicuro che ce ne fossero rimasti ancora, ma se li avesse ritrovati, anche solo pochi dollari gli sarebbero stati utili nel mondo di Lara.

Comincer&#242; a guardare sotto i mobili. Sar&#224; facilissimo, vedrai. Ma quando avr&#242; finito, dovr&#242; farmi un bagno. Poi tu aprirai i cassetti cos&#236; potr&#242; infilarmici dentro.

Lui protest&#242; che nei cassetti poteva guardare altrettanto bene di lei.

No, non puoi. Io posso entrarci e frugare. Non &#232; affatto la stessa cosa. Mentre guardo sotto il cassettone, tu comincia a raccontarmi una storia.

Lui aveva una decina di libri, tutti ereditati da sua madre e non sapeva nemmeno di cosa parlassero. Prese a caso dallo scaffale un volume con la copertina rossa scolorita e lo sfogli&#242; fino a quando non trov&#242; quello che gli sembr&#242; linizio di un racconto per ragazzi.

Cera una volta  cominci&#242; a leggere  una casetta nel folto della Foresta Nera dove vivevano due fratelli di nome Joseph e Jacob. Jacob era cieco.

Tina emerse tossendo esageratamente da sotto il cassettone insieme a un mucchietto di polvere grande quasi quanto lei.  L&#224; sotto non pulisci abbastanza  disse.  Anzi, credo che tu non lo faccia mai.

Joseph si prendeva cura di suo fratello e Jacob faceva quel che poteva per rendersi utile. Poich&#233; si volevano molto bene, erano molto felici.

Adesso guarder&#242; sotto il letto  annunci&#242; Tina.  Poi andiamo in soggiorno cos&#236; posso cercare anche l&#236;.

Ma avevano pochi soldi e la loro situazione si faceva ogni anno pi&#249; difficile.

Anche qui &#232; pieno di polvere.  La voce di Tina gli giunse debole e ovattata.

Durante linverno cade molta neve sulla Foresta Nera che per lunghi mesi si trasforma in una foresta bianca e in autunno i due fratelli dovevano comprare molte provviste perch&#233; durassero fino alla primavera. Trascorsero molti anni e arriv&#242; un autunno in cui capirono che non ce lavrebbero fatta.

Tina grid&#242;:  C&#232; un bottone. Come brilla!

Si rese conto che Tina doveva aver lanciato il bottone come unatleta avrebbe lanciato un disco, perch&#233; arriv&#242; alla velocit&#224; di un proiettile.

Un giorno Jacob disse: Joseph, ti ricordi come sapevo scrivere bene? e quando Joseph rispose: Certo che mi ricordo! Jacob gli mostr&#242; un telaio di legno che aveva costruito per tenere fermo un foglio di carta. Il telaio era attraversato da numerose corde di violino parallele, cos&#236; fitte che tra luna e laltra ci poteva a malapena passare un pollice.

Ecco una monetina!  La moneta schizz&#242; fuori come aveva fatto il bottone e rotol&#242; andando a sbattere contro la parete.

Grazie a questo telaio, spieg&#242; Jacob, e a te, fratello caro, che mi affilerai la penna quando ne avr&#242; bisogno, potr&#242; tornare a scrivere come prima. Forse la Gazzetta della Foresta Nera comprer&#224; uno dei miei racconti, cos&#236; potremo comperare le provviste per linverno.

Qui sotto non c&#232; pi&#249; niente  gli disse Tina.  A parte altra polvere. Non sembro uno spazzacamino?

Infatti sembrava un giocattolo dimenticato da lungo tempo in qualche angolo che ora, appena ritrovato, sarebbe stato gettato via perch&#233; troppo sporco per tornare pulito. Ma lui annu&#236; sorridendo e la segu&#236; docilmente verso il soggiorno.

Cos&#236; Joseph affil&#242; una penna doca grigia col coltellino di Jacob, sistem&#242; la carta nel telaio e si assicur&#242; che nel calamaio ci fosse linchiostro. Fatto questo, torn&#242; al suo lavoro, lasciando il fratello da solo a scrivere.

Sotto il divano e sotto la poltrona non c&#232; niente, solo un mucchio di polvere  rifer&#236; Tina.  Ora portami in bagno e fa scorrere un po dacqua nel lavandino. Forse sar&#224; meglio che lasci aperto il rubinetto.

Lui abbass&#242; la mano in modo che Tina potesse salire sul palmo e fece come gli aveva detto. Quando si sedette sul coperchio del gabinetto col libro rosso sulle ginocchia, not&#242; che ci si vedeva molto meglio nel bagno che in camera da letto o in soggiorno.

Nessuno legge pi&#249;, pens&#242;, ma gli uomini si fanno ancora la barba.

Ma quando Joseph ritorn&#242; vide che sul foglio cerano scritte solo poche parole e che Jacob stava tamburellando con le dita sul tavolo. Non posso scrivere, disse. Avevo labitudine di guardare fuori della finestra per cercare lispirazione. A quel tempo potevo farlo, ma ora e Jacob si strinse nelle spalle.

Per non interrompere la lettura, Tina indic&#242; con la mano i suoi capelli e lui le vers&#242; una goccia di shampoo.

Forse posso guardare fuori dalla finestra al posto tuo, fratello caro, sugger&#236; Joseph. Jacob annu&#236;. Proviamo. Guarda fuori e dimmi cosa vedi. Cos&#236; Joseph guard&#242; fuori, ma vide solo gli alberi che agitavano le loro braccia al vento. Mmmm, disse. Jacob sorrise. Anchio provavo la stessa sensazione.

Quale sensazione?  domand&#242; Tina.

Lui si strofin&#242; il mento e si gratt&#242; un orecchio.  Come se non succedesse nulla, immagino, e allo stesso tempo ci fossero cos&#236; tante cose che era difficile scegliere.

Ah, devessere proprio cos&#236;. Va avanti.

Joseph vide ombre blu che lentamente sinsinuavano tra gli alberi coperti di brina. Vedo un lupo nero, disse. La penna di Jacob vol&#242; pi&#249; veloce del vento e Joseph si allontan&#242; silenziosamente in punta di piedi.

Lui rimase in silenzio e osserv&#242; Tina sciacquarsi i capelli nellacqua che gocciolava dal rubinetto.  Ti sto ascoltando  gli disse.  Non fermarti.

Quando Joseph ritorn&#242;, Jacob lo stava aspettando. Devi guardare ancora fuori dalla finestra, gli disse Jacob. Cos&#236; Joseph guard&#242; fuori. Un uccello lucente si era posato sopra i cespugli di rovo. Vedo una principessa incantata che sta cogliendo le more, disse a Jacob. Una principessa incantata con le ali, aggiunse dopo un momento e la penna di Jacob si mosse pi&#249; veloce delle ali delluccello.

Tina si stava asciugando con un fazzolettino di carta.  Pensi che la Gazzetta della Foresta Nera comprer&#224; il racconto di Jacob?

Lui fece cenno di s&#236;.  Sono sicuro che lo compreranno. &#200; un racconto bellissimo.

Anchio ne sono sicura  disse Tina.  Adesso va avanti a leggere.

Ben presto Jacob fin&#236; il suo racconto. Scrisse lindirizzo su una busta e quella notte Joseph and&#242; a piedi al villaggio per impostarla. Poi Jacob scrisse un altro racconto e poi un altro ancora, ma dalla Gazzetta della Foresta Nera non arriv&#242; nessuna lettera di risposta. Quando le ultime foglie erano ormai cadute, Joseph compr&#242; quante pi&#249; provviste pot&#233;. Arriv&#242; linverno e la neve era alta fino alle ginocchia. Allora Joseph si fece delle racchette da neve e ogni giorno si copriva meglio che poteva e andava a caccia. Uccise cos&#236; molti daini e il giorno di natale i due fratelli fecero festa con una pernice.

Tina si infil&#242; i jeans che lui le aveva comprato nel negozio di giocattoli.  Adesso sono pulita  annunci&#242;.  Possiamo cominciare con i cassetti, ma tu devi aprirli e mi devi tirare su.

Lui la port&#242; in camera da letto e decise di procedere con ordine, cos&#236; apr&#236; il primo cassetto a sinistra del cassettone.  Puoi cominciare da qui  le disse.  Ma non credo che troverai altro che fazzoletti.

Lei salt&#242; gi&#249; dal palmo della sua mano.  Mi piacciono i tuoi fazzoletti, sono cos&#236; puliti. Adesso va avanti a leggere.

Lui si mise a sedere sul letto e cerc&#242; una posizione comoda.  Ma cerano giorni in cui Joseph non riusciva a cacciare niente e i due fratelli cenavano con zuppa di piselli e acqua, perch&#233; i piselli secchi, lacqua e la legna da ardere erano le uniche provviste che rimanevano. In quei giorni Joseph riempiva fino allorlo la scodella di Jacob e per lui prendeva solo qualche cucchiaiata. Ma un giorno, vedendo quanti pochi piselli secchi erano rimasti, decise di darli tutti a Jacob e di non prendere nulla per s&#233;, perch&#233; si rimproverava di essere tornato con il carniere vuoto. Prese la scodella di Jacob e un cucchiaio, riemp&#236; due tegami di neve e vers&#242; tutti i piselli secchi in uno solo, poi li mise sul fuoco. In quel momento Jacob disse Fratello, sto lavorando sodo a un nuovo racconto, guarda fuori dalla finestra per me. Joseph guard&#242; fuori e con sua grande sorpresa vide una bella slitta tirata da quattro

Tina grid&#242;:  Guarda!  Aveva in mano un oggetto sottile, scuro e informe, attaccato a un cordoncino rosso.

Che cos&#232;?  domand&#242; lui.

Non lo sai? Lho trovato nel tuo cassetto.

Lui prese loggetto e lavvicin&#242; alla luce.  &#200; una radice  disse. Immediatamente davanti ai suoi occhi si materializz&#242; il negozio del signor Sheng, con tutte le sue strane scatole dincenso, i cavalli di carta, gli anelli di gas azzurrino e le teiere fumanti.

&#200; un amuleto magico  disse a Tina.

Veramente magico?

Luomo che me lha dato ha detto proprio cos&#236;.

Pu&#242; farti diventare piccolo come me?

Temo di no.

Tina si mise a sedere sul bordo del cassetto dondolando le gambe snelle nel vuoto che per lei rappresentava un abisso.  Non ci speravo veramente, ma possiamo far finta. Ti potrebbe far diventare invisibile?

Lui scosse la testa.  Doveva servire per farmi arrivare posta.

Funziona?

Non lo so. Quando sono tornato cera un sacco di posta, ma ero stato via un mese.

Potrebbe fare arrivare una slitta con le renne come quella del racconto?

Non credo che fossero renne.  Dette unocchiata al libro.  No, erano cavalli da tiro.

Non capisco, che significa?

Lui ci pens&#242; su un momento.  Sono come i pony  Tina sicuramente conosceva i pony.  Ma sono molto pi&#249; grossi. No, non credo che lamuleto riuscirebbe a far apparire una slitta.

Non te lo metti al collo?

Veramente non ne avevo proprio lintenzione.

&#200; la prima cosa che sono riuscita a trovare o almeno, la prima cosa vera perch&#233; tu non hai nemmeno raccolto la moneta e il bottone. E poi, se non lo indossi, come fai a sapere se funziona?

Oggi il postino &#232; gi&#224; venuto  le fece presente lui.

Allora, se ti arriveranno altre lettere o qualche altra cosa, capirai che &#232; veramente un amuleto magico.

Non gli capitava spesso di avere intuizioni improvvise, ma in quel momento ne ebbe una, e cio&#232; che stava discutendo di una radice magica con una bambola. Si arrese con un cenno di assenso e si leg&#242; lamuleto intorno al collo.

Joseph guard&#242; fuori dalla finestra e con sua grande sorpresa vide una slitta trainata da quattro pony bianchi. Cosa vedi?, gli chiese Jacqb. Vedo una magnifica slitta, rispose Joseph. &#200; tutta scintillante di oro ed &#232; ornata di campanelli tintinnanti. Ah, continua ti prego!, disse Jacob. Raccontami ancora, fratello caro. Un cocchiere imponente con un cappello di pelo e una pelliccia marrone, fa schioccare una lunga frusta nera sulla groppa dei pony. Accanto a lui siede un valletto con una giacca scarlatta sembrano lorso e la scimmia di un circo. Sulla slitta c&#232; una donna con una pelliccia bianca. Splendido!, esclam&#242; Jacob, e la sua penna danz&#242; sulla carta cos&#236; in fretta che lui non sembr&#242; sentire il tintinnio dei campanelli della slitta che si fermava davanti alla loro casetta.

Apri questaltro cassetto  gli ordin&#242; Tina.  E quando io salto gi&#249;, puoi richiudere il primo. Secondo me &#232; la redattrice della Gazzetta della Foresta Nera.

Lui apr&#236; il cassetto dove stavano i suoi calzini.  Forse.  disse.

Joseph cap&#236; che la donna era una principessa e sinchin&#242; fino a terra Sei tu Jacob?, domand&#242; lei. Leditore del nostro giornale mi ha mandato tutti i tuoi racconti perch&#233; sa che sono proprio il genere di storie che mi piacciono. Io gli ho ordinato di non dirti nulla fino a quando non ti avessi ricompensato. No, altezza, rispose lonesto Joseph. &#200; mio fratello che scrive i racconti. Se aspettate un momento, lo porter&#242; fuori perch&#233; vi presenti i suoi rispetti. Non &#232; necessario, disse la principessa. Sar&#242; io a presentare i miei rispetti a lui. Ma quando Joseph si affrett&#242; ad aprire la porta, si accorse che Jacob era gi&#224; sulla soglia. Altezza, disse Jacob, quello che vi ha detto mio fratello non &#232; del tutto vero. &#200; lui che inventa le mie storie. Io, come potete vedere, sono cieco e non faccio altro che metterle sulla carta.

&#200; una storia triste  disse Tina.  Certe volte le favole somigliano troppo alla vita reale. Per&#242; mi &#232; piaciuta molto.

Lui annu&#236; e chiuse il libro.  Anche a me.

Si sent&#236; bussare alla porta.



29. Magia!

Si sent&#236; bussare di nuovo e una voce, attutita dallo spessore della porta, annunci&#242;:  Servizio postale.

Subito!  disse lui e apr&#236;.

Il fattorino era un uomo basso e scuro e sembrava irritato.  Questo &#232; linterno 7C?

Lui fece cenno di s&#236;.

Ecco. Vuole che gliela lasci qui fuori o che gliela porti dentro?  Parlava di unenorme cassa su un carrello a mano.

&#200; per me?  domand&#242; lui.

Questo &#232; linterno 7C? La cassa &#232; per linterno 7C.

Ma io non aspettavo

Il fattorino ringhi&#242;:  Si chiama Green?

S&#236;, ma

Vuole che la scarichi dal mio carrettino e gliela lasci nel corridoio?

Lui scosse la testa.  Penso che sia meglio se la porta dentro.

Il fattorino afferr&#242; i manici del carrello e con visibile sforzo li pieg&#242; allindietro, in modo che il centro di gravit&#224; della cassa fosse perpendicolare allassale.  Doveva vedermi caricare questo maledetto coso sullascensore. Sarebbe morto dal ridere. In genere per roba come questa ci vuole un montacarichi.

Lui chiese:  Chi la manda?

Accidenti, non lo so. C&#232; scritto da qualche parte sulla cassa.

Lui si chin&#242; a guardare.  C&#232; solo un indirizzo.

Lo legga e sapr&#224; tutto quello che so io. Ecco, la metto l&#236;, cos&#236; non le copre la Tv.

La lasci pure davanti al televisore  disse lui.  Se la mette laggi&#249; non riesco a entrare nel cucinino.  Tir&#242; fuori una banconota dal portafoglio e la dette al fattorino che la prese senza dire una parola.

Dovresti dire grazie  disse Tina in piedi sulla porta della camera da letto. Doveva essere riuscita a scendere da sola dal cassetto dei calzini.

Il fattorino gir&#242; intorno lo sguardo allarmato.  &#200; lei che ha parlato?

No.

Allora forse era la Tv.  Fiss&#242; lo schermo spento.  Nellappartamento accanto, probabilmente.

Lui stava guardando le assi spesse e ruvide della cassa e le testine dei chiodi lucenti come monetine.  Come faccio

Le sue parole furono interrotte dal rumore della porta che sbatteva. Il fattorino se nera andato.

Tina si avvicin&#242; a osservare la cassa.  Avresti dovuto dire grazie  ripet&#233;.

Credevo che lavessi detto al fattorino.

Invece lho detto a te. Sono stata io a trovare lamuleto e a fartelo indossare. Dovresti ringraziarmi.

Lui prese in mano lamuleto che gli pendeva dal collo; non aveva cambiato n&#233; colore n&#233; dimensioni.  Forse &#232; meglio che prima guardiamo cosa c&#232; dentro  disse.

Ci sar&#224; qualcosa di bello  gli disse Tina  natale &#232; vicino e i regali di natale sono sempre belli.

Lui le fece un debole sorriso.  Non credo che saresti contenta se mi avessero regalato un cucciolo.

O unaltra bambola no, sarei gelosa. Mettimi sul divano, se ti va di chiacchierare. Io sono nata a natale te lavevo gi&#224; detto?

La prese con due dita per la vita sottile e lappoggi&#242; sul cuscino accanto a lui.  No, non mi hai raccontato molto del tuo passato.

Adesso sei tu a essere geloso.

Non &#232; vero.

S&#236;, sei geloso. Si capisce benissimo. Sei un dio geloso, come quello di cui ho sentito parlare.

Io non sono geloso e non sono un dio  le disse lui distratto. Stava pensando a come fare per aprire la cassa. Probabilmente il custode stava nel suo appartamento pieno di muffa nel seminterrato (era la sistemazione a cui aveva diritto per il suo lavoro). Ma il custode non avrebbe gradito di essere disturbato a unora cos&#236; tarda e forse era gi&#224; andato a dormire.

Tina disse:  Per te no, non lo sei, e nemmeno per le altre persone grandi. Ma per me s&#236;.

Ho capito.

Io una volta avevo una dea.

Lui si fece attento.  Come si chiamava?

Tina scosse la testa.  Questo non me lo ricordo. Mi ricordo di un albero delizioso e di un gattino. La dea aveva anche un gattino. Non mi piaceva e quando hai parlato di un cucciolo me lo hai fatto venire in mente.

Scommetto che la tua dea andava a scuola.

S&#236;, s&#236;. Dopo le vacanze di natale.

Ti ricordi che classe frequentava?  Cerc&#242; dindovinare let&#224; di Lara, forse ventotto anni. No, adesso ne aveva di pi&#249;.

Tina scosse di nuovo la testa.  Sapeva camminare da sola, questo me lo ricordo. E mi faceva vedere delle cose che costruiva con la carta. Una volta ha fatto una corona e quando &#232; tornata a casa ne ha fatta una piccola per me.

E poi?  la sollecit&#242; lui.

Poi &#232; successo qualcosa. Non so che cosa qualcosa di brutto. E poi mi ricordo che mi tenevi in mano e piangevi.

Lui annu&#236;.  Mi ricordo anchio. Sai quanto tempo sei rimasta nellospedale delle bambole?

Sono stata in un ospedale? Non me lo ricordo.

S&#236;  disse lui.  Io so cosa significa.  Si alz&#242; e gir&#242; intorno alla cassa. Pensava di trovare istruzioni tipo: TIRARE QUI. Invece cerano solo il suo nome, il suo indirizzo e lindirizzo del mittente in un quartiere della zona nord della citt&#224;.

&#200; l&#236; che mi hai trovato? In un ospedale?

S&#236;.

Squill&#242; il telefono. Lui rimase a fissarlo. Squill&#242; di nuovo.

Vorrei rispondere davvero. Ma non sono abbastanza forte per sollevare quel coso dove si parla.

Il telefono squill&#242; per la terza volta. Lui le disse:  Certo, non ci pensare.  Sollev&#242; il ricevitore.  Pronto?

&#200; lei, fantastico! Ha cambiato casa?

Era Lara, lo aveva capito dallo squillo del telefono. Lo aveva capito subito.  S&#236;  disse. Avrebbe voluto aggiungere qualcosa, ma le parole gli rimasero in gola.

Come sta? Va tutto bene?

Sto benissimo. Dove sei, Lara?

Sono Lora. Sto a casa, signor Green. Sono lusingata che riconosca la mia voce. Sar&#224; sorpreso di sentire che la chiamo da casa, ma so che lavora tutto il giorno e non volevo telefonarle al negozio. Comunque ho provato a fare il numero prima di lasciare lufficio, ma non cera nessuno. Ha informato la dottoressa Nilson di aver cambiato casa?

S&#236;, glielho detto.

Ero sicura che lavesse fatto, ma la dottoressa &#232; una frana per queste cose. Voglio dire, se uno le racconta di aver sognato un pesce che balla il valzer come sua zia, lei ne prende nota. Ma quando si tratta di indirizzi e numeri del telefono be, li considera dettagli banali.

Lui disse:  Ti amo ancora.

Ci fu un momento di silenzio che dur&#242; uneternit&#224;.

Alla fine Lara disse:  Stavo per dirle che quando ho lasciato lo studio, sono andata a cena con una persona. Una persona mi ha portato fuori a cena.

Va bene.

Il suo solito appuntamento con la dottoressa Nilson &#232; fissato per marted&#236;, vero?

S&#236;.

La dottoressa &#232; stata interpellata per un consulto lei sa che al Centro non guadagna molto

S&#236;  disse ancora lui.

Pensa di poter saltare il suo appuntamento questa settimana? Pu&#242; fare questo favore alla dottoressa Nilson?

No.

Laltra possibilit&#224; sarebbe che lei venga domani. Succede spesso che alcuni clienti annullino il loro appuntamento. Ma anche in caso contrario forse riuscir&#242; a fare in modo che la riceva ugualmente.

Ci sarai anche tu?  Si accorse che mentre parlava con Lara stava guardando Tina. Era questa la ragione per cui aveva comprato Tina, naturalmente. Gli ricordava Lara, ma non era lei. Lora era Lara.

Forse lei si meraviglia perch&#233; sono tornata a lavorare per la dottoressa Nilson dopo essere stata via tanto tempo. Mi sono sposata e ho divorziato. Adesso ricevo gli alimenti e un mensile per la bambina, ma ho bisogno di lavorare. Ho ripensato a questo lavoro anche se il guadagno &#232; poco, questo posto &#232; stato il migliore che ho avuto, lunico che mi sia veramente piaciuto. Inoltre sapevo che se avessi dovuto portare Missy dal medico, la dottoressa Nilson mi avrebbe dato il permesso senza difficolt&#224;.

Lui esitava, incapace di scegliere tra le migliaia di cose che voleva dirle e le centinaia di domande che doveva farle. Per qualche strana ragione in quel momento lui si trovava in posizione di vantaggio, ed era della massima importanza che non sprecasse loccasione. Sillabando le parole, disse:  Se vengo domani, pretendo che sia tu a farmi entrare dalla dottoressa. Voglio che mi dia la tua parola che ci sarai.

Ci sar&#242; sicuramente. Pu&#242; venire dopo pranzo? Alluna?

Si accorse di stringere in pugno il fazzoletto fradicio di sudore. Disse:  Se vuoi essere sicura che io venga alluna, permettimi di portarti fuori a pranzo. Mi faresti felice.

Ancora un momento di silenzio, pi&#249; breve questa volta, ma sempre lunghissimo.  Se le dicessi che devo andare a trovare Missy allasilo nido?

Verrei con te. Mi piacerebbe conoscere Missy.  Lanci&#242; unocchiata a Tina.  Potrei portarle un regalo.

Non &#232; vero che devo andare.  Una breve pausa, poi aggiunse:  Andr&#242; a prenderla quando esco dal lavoro stasera.

A che ora esci per il pranzo?

A mezzogiorno.

Sar&#242; l&#236; a mezzogiorno meno un quarto.

Bene. Grazie, signor Green. Arrivederci.

Un leggero clic mise fine alla conversazione. Avrei dovuto chiederle dove abita, pens&#242;. A che sarebbe servito?

Lei non gli avrebbe certo detto la verit&#224;.

Tina domand&#242;:  Hai intenzione di regalarmi a una bambina? Non ha gi&#224; unaltra bambola?

Non lo so  le disse lui.  Ma non ti preoccupare, non credo che questa bambina esista davvero. Comunque, se ha gi&#224; una bambola, sicuramente non &#232; una bambola come te.

Riattacc&#242; il telefono, si avvicin&#242; alla cassa e afferr&#242; con tutte e due le mani unestremit&#224; dellassicella centrale. Gli sembr&#242; che il legno gli ferisse i palmi, poi che la camicia no, i muscoli della schiena si strappassero e si lacerassero in brandelli per lo sforzo e per il dolore. I chiodi cominciarono a cedere squittendo, come topi tirati fuori dalle loro tane. Lultimo si arrese allimprovviso, mandandolo quasi a gambe allaria.

Tina emise un fischio simile a quello di un bollitore in miniatura.  Non immaginavo che tu fossi cos&#236; forte!

Nemmeno io  ammise lui. Sbirci&#242; attraverso lapertura che si era creata. Loggetto che sintravedeva allinterno era ruvido, quasi nero.

Pensi di tirar via tutte le assicelle cos&#236;?

Lui scosse la testa.  No. Con quella ce lho fatta, ma non credo che ci riuscirei ancora.

Non lasciarla l&#236;  lo avvert&#236; Tina.  Potresti camminare sopra a un chiodo. Appoggia lassicella contro il muro.

Hai ragione.

Dove stai andando?

In cucina, a prendere un cacciavite.

Prima voglio farti vedere una cosa. Vieni qui, per favore.

Lui si sedette sul divano accanto a lei.

Adesso faccio una magia. Metti la mano qui dentro.  Qui era la tasca del cappotto.  Cosa senti?

Niente  disse lui.  &#200; vuota.

Lei alz&#242; il bracc&#236;no in gesto drammatico.  Ora guarda cosa &#232; capace di fare la Meravigliosa Tina!  Si infil&#242; a testa in gi&#249; nella tasca, come avrebbe fatto una ragazza normale sotto le coperte del letto. Un attimo dopo usc&#236; di nuovo.  Adesso, metti di nuovo la mano qui dentro.

Lui ubbid&#236; e tir&#242; fuori un sottile pacchetto di banconote. Tina scoppi&#242; a ridere battendo le mani.

Come hai fatto?

Be, tu te ne stavi l&#236; a parlare col fattorino e non potevi mettermi in un altro cassetto, poi mi sono detta che sicuramente avresti avuto voglia di vedere cosa conteneva la posta magica e anchio sono curiosa di scoprirlo.

La posta magica?

S&#236;  disse Tina in tono deciso.  La posta magica.

Insomma, non sapevo cosa fare e poi ho visto il tuo cappotto appoggiato sul divano.

Impaziente, lui le chiese:  Ma perch&#233; quando ho infilato la mano per la prima volta, la tasca era vuota?

Guardala bene alla luce e te ne accorgerai.

Lui si spost&#242; allestremit&#224; del divano, vicino alla lampada da tavolo, si mise il cappotto sulle ginocchia e alz&#242; al massimo lintensit&#224; della luce. Osserv&#242; linterno della tasca e si accorse che era doppia.

&#200; una tasca a doppiofondo  gli disse Tina tutta contenta.  Solo che laletta era scivolata allinterno e nascondeva lapertura posteriore. Quando mi sono infilata dentro, ho sentito che dallaltra parte cera qualcosa, cos&#236; ho guardato per vedere di che si trattava.

Lui annu&#236; lentamente.  Me ne sarei dovuto accorgere da solo.

Tu cercavi qualcosa sul fondo della tasca, non dallaltra parte.

Lui annu&#236; di nuovo.  Grazie, Tina.

Sono proprio questi i soldi che cercavi?

Credo di s&#236;.  Il fascio di banconote era tenuto fermo da un elastico ormai indurito. Lui lo tolse e lo gett&#242; in direzione del cestino della carta straccia, con gli occhi fissi sulle banconote. Erano cinque biglietti da cento, tre da cinquanta, uno da dieci e due da uno, del tutto simili a quelli a cui era abituato, ma i volti raffigurati erano di donne. Nel portafoglio aveva una banconota da cinquanta, la tir&#242; fuori e la confront&#242; con quelle appena ritrovate. I disegni ornamentali e lo stile dei caratteri erano leggermente diversi. Sul biglietto da cinquanta con limmagine del generale Grant si leggeva: BANCONOTA DELLA RISERVA FEDERALE. Invece sugli altri cera scritto: CERTIFICATO AUREO  VALORE NOMINALE CONVERTIBILE A VISTA E AL PORTATORE.

Mise gi&#249; i soldi, colpito da unidea improvvisa.  Riusciresti a infilarti in quella cassa come hai fatto nella tasca del cappotto?

Lei guard&#242; dubbiosa la cassa.  Penso di s&#236;.

Ma certo che ce la farai. Prima forse no, ma adesso che ho tolto unassicella, lo spazio per entrare c&#232;.

Va bene  disse Tina in tono deciso.  Tirami su.

Lui rimise la banconota da cinquanta con limmagine di Grant nel portafoglio e appoggi&#242; le altre sul tavolo, poi sollev&#242; Tina fin sul bordo della cassa vicina allapertura. Lei disse:  Com&#232; buio l&#236; dentro! Non hai una torcia elettrica o qualcosa del genere?

No, ma posso avvicinare la lampada da tavolo in modo che illumini linterno.

Lei fece un cenno con la testa:  Penso che sarebbe meglio.

Mentre Tina si calava dentro la fessura lui not&#242; che la sua pelle era di plastica, liscia e lucida. &#200; solo una bambola meccanica, pens&#242;. Sto giocando con una bambola programmata.

Eppure, appena Tina scomparve dalla vista, lui sent&#236; la sua mancanza.



30. La fortezza segreta di Tina

Tina poteva dirgli cosa cera dentro la cassa, ma lui doveva comunque aprirla da solo, a meno che non decidesse di aspettare la sera seguente per farlo fare dal custode. Senza dubbio questa era la decisione pi&#249; ragionevole.

Scopr&#236;, per&#242;, che non aveva nessuna intenzione di essere ragionevole e non gli ci volle pi&#249; di un minuto per capirne il motivo. Avrebbe visto Lara il giorno dopo e voleva poterle raccontare tutto sulla cassa e sul suo contenuto, di qualunque cosa si trattasse e comunque non voleva essere obbligato a raccontarle che non era stato capace di aprirla da solo. Che cosa avrebbe pensato Lara di un uomo che non sapeva aprire una semplice cassa di legno?

And&#242; in cucina e si mun&#236; del cacciavite di cui aveva appena parlato a Tina e di un grosso coltello da cucina. Osserv&#242; la terribile lama ricurva e cerc&#242; di ricordare se lavesse mai usato prima. Probabilmente no; sembrava pi&#249; adatto a dare il colpo di grazia a grossi animali pelosi. Non poteva certo cominciare a menare fendenti sulla cassa, con Tina l&#236; dentro.

Tina!  grid&#242;.  Va tutto bene?

Non ci fu nessuna risposta. Appoggi&#242; un orecchio su una fessura, sicuro che, se Tina si fosse mossa, lui lavrebbe sentita. Dopo qualche secondo, riusc&#236; a distinguere il ronzio della sveglia elettrica e il rumore di qualcuno che si preparava ad andare a letto nellappartamento accanto, ma non sent&#236; nessun suono provenire dalla fessura. Silenzio di tomba.

Tina, vuoi farmi uno scherzo?

Afferr&#242; unaltra assicella e cerc&#242; di tirarla via, ma quella non si mosse di un centimetro. Forse era inchiodata troppo saldamente o forse lui si era stancato troppo a tirar via la prima.

Eppure si vedeva una leggera crepa. Infil&#242; la lama nella sottile fessura e la mosse avanti e indietro. La fessura si allarg&#242; fino a raggiungere il bordo dellassicella e ad allentare la presa di un chiodo. Inser&#236; la lama sotto lestremit&#224; dellassicella e fece leva. Aveva sentito dire che era una cosa da non fare, ma scopr&#236; che non gliene importava niente. Anche se la lama si fosse spezzata, avrebbe continuato con quello che ne restava.

Fu invece il chiodo a cedere con uno scricchiolio. Gett&#242; il coltello, afferr&#242; lassicella e la strapp&#242; via.

Adesso lapertura era raddoppiata e la luce della lampada, che aveva sistemato per Tina, riusciva a illuminare meglio linterno. La superficie scura e ruvida, che aveva creduto essere quella delloggetto imballato, scopr&#236; invece che era un involucro di cartone. Lo tocc&#242; con una mano facendo pressione, loggetto l&#236; sotto sembrava liscio e resistente. Di Tina nessuna traccia.

Impugn&#242; il coltello e cominci&#242; a lavorare sulla terza assicella, poi si rese conto che stava trascurando di usare lo strumento pi&#249; efficace. Inser&#236; lestremit&#224; pi&#249; stretta dellassicella che aveva appena tirato via sotto la terza e fece forza sullaltra estremit&#224;, utilizzando come fulcro il bordo della cassa. I chiodi opposero un po di resistenza lamentandosi, ma lassicella venne via piuttosto facilmente. La stessa cosa accadde con quella seguente, rimaneva cos&#236; solo lassicella su cui era appoggiata la lampada.

Cerc&#242; di afferrare il cartone da imballaggio e di tirarlo via, ma era troppo resistente e troppo teso per permettergli una buona presa. Avrebbe potuto tagliarlo col coltello, se non avesse temuto di danneggiare loggetto allinterno o di fare male a Tina. La chiam&#242; di nuovo, dolcemente, e cerc&#242; di dirle quanto fosse preoccupato per lei. Non ricevette alcuna risposta.

Rimise la lampada sul tavolo e cerc&#242; di fare ancora leva sotto lultima assicella, ma non aveva pi&#249; un bordo su cui appoggiarsi.

Non cera nessuna fessura dove potesse vantaggiosamente inserire il coltello. Cerc&#242; di fare forza sotto lestremit&#224; dellultima assicella e infil&#242; la punta del cacciavite nel sottile varco che era riuscito a praticare; appena tent&#242; di fare leva, il cacciavite si pieg&#242; come se fosse di filo di ferro.

Non voleva pi&#249; usare il coltello perch&#233; temeva che si spezzasse. Fino a quel momento non gli sarebbe importato affatto se fosse successo e, anzi, lo avrebbe buttato via senza problemi, se avesse avuto bisogno di fare spazio nella cassetta degli attrezzi. Adesso, invece, lo sentiva suo, come sentiva suoi i blocchetti degli ordini e la penna dargento a cui aveva sostituito tante volte il ricambio.

Inser&#236; la lama sotto laltra estremit&#224; dellassicella e mosse lentamente il manico su e gi&#249;, dapprima con delicatezza e poi, sentendo che il chiodo faceva resistenza, con sempre maggior forza. Dopo che ebbe allargato di qualche millimetro il varco tra lassicella e il bordo della cassa, ritir&#242; la lama e afferr&#242; lestremit&#224; del pezzo di legno cercando di schiodarlo. Ripet&#233; il tentativo pi&#249; volte e con tanta energia che arriv&#242; a sollevare la cassa da terra. Finalmente, quando anche lultima assicella salt&#242; via, lui riusc&#236; a vedere linterno della cassa meglio di quando cera la lampada appoggiata sopra. Quando avevano preparato la cassa, prima dinchiodare le assi che facevano da coperchio, avevano appoggiato un cartone da imballaggio ruvido e scuro sopra loggetto rettangolare, con i lembi che pendevano sui quatro lati. Tuttintorno avevano infilato trucioli di legno per assicurare una protezione migliore. Lui tolse tutti i trucioli e tir&#242; via il cartone.

La superficie rettangolare che aveva sentito era il ripiano di uno scrittoio, un pannello scuro di legno tropicale. Lo riconobbe subito, riconobbe ogni graffio e ogni segno del tempo. La ribalta era chiusa, chiusi i cassetti, ma era lo scrittoio, il suo scrittoio.

Adesso le quattro pareti della cassa sarebbero crollate a terra, pens&#242;. Ma si sbagliava. Fu costretto a toglierle a una a una e ad accatastarle in un angolo della stanza. Finito il lavoro, si ferm&#242; bagnato di sudore a cercare Tina fra il mucchio di materiali da imballaggio e ad ammirare lo scrittoio. Solo allora not&#242; che il nastro adesivo, che avrebbe dovuto tener ferma la ribalta, era semistaccato. Per un attimo si domand&#242; se fosse stata Tina, se la bambola potesse aver avuto la forza necessaria per staccarlo. Forse s&#236;, concluse. Con le sue dita minuscole poteva aver facilmente sollevato un lembo del nastro adesivo e poi averlo tirato via completamente. Tocc&#242; il nastro e not&#242; che non aderiva bene al legno; lo scrittoio probabilmente era stato lucidato a cera di recente.

Rifece mentalmente il probabile percorso di Tina. Forse, trovandosi davanti lo spesso cartone, la bambola aveva tentato di infilarsi sotto. I trucioli potevano averla bloccata e lei forse si era lasciata scivolare gi&#249; lungo uno spigolo. In origine, il cartone doveva essere un foglio piatto che era stato ripiegato per aderire allo scrittoio. Tina non poteva essersi arrampicata su per le gambe cerate del mobile, ma gli spigoli di cartone ondulato le avevano offerto un facile appiglio.

Tolse il pezzo di nastro adesivo. Lo scrittoio aveva una serratura di ottone, ma la chiave doveva essersi perduta cento anni prima, o forse anche di pi&#249;.

Eccoti qui, Tina, ti ho trovato!  disse aprendo la ribalta.

Ma Tina non cera. Cera una fila di otto caselle e sotto unaltra di sei, pi&#249; grandi (le aveva contate spesso nel negozio). Erano tutte vuote, a eccezione di una dove cera una busta color avorio di piccole dimensioni. Con lidea che Tina potesse essersi nascosta l&#236; dietro, prese la busta. Tina non cera e appena ebbe la busta in mano, cap&#236; che non avrebbe potuto nascondersi l&#236; dietro. Le quattordici caselle vuote lo fissavano senza espressione e gli sembr&#242; di sentire la risata divertita di Tina.

Si mise a sedere nella vecchia poltrona marrone con la bruciatura di sigaretta sul bracciolo e apr&#236; la busta.




Caro signor Green,

quando avevo dodici anni, mia madre mi regal&#242; una vecchia bambola e da quel momento sono diventata una collezionista di oggetti antichi. Da allora sono passati pi&#249; di cinquantanni. Conosce questa poesia di Kipling?

		Nessuna armon&#236;a nello stile,
		nessun estro nel progetto
		le vestigia in rovina
		giacevano sparse sul terreno.
		Opere murarie rozze, malfatte.
		Ma su ogni pietra portavano inciso:
		Al Costruttore che verr&#224;,
		testimoniate che anchio sapevo.

Era una delle poesie preferite del mio povero marito.

Buon Natale. Spero che perdoner&#224; a una vecchia donna di essere una sentimentale.

Martha Foster


Posta. Lesse di nuovo la lettera, come se dovesse nascondere qualche indizio. Alla televisione cera sempre qualcuno che si arrampicava su una montagna per chiedere a qualche strano uomo barbuto vestito di un saio di spiegargli il significato della vita. Non ne avrebbe pi&#249; riso. Nessuno avrebbe potuto farlo. Nessuna armonia nello stile, / nessun estro nel progetto / le vestigia in rovina / giacevano sparse sul terreno.

Prese i soldi che aveva trovato Tina, li cont&#242; e se li mise in tasca.

Tina giocava a nascondersi. Solo di questo si trattava. Stava rintanata dentro lo scrittoio o in mezzo al materiale da imballaggio ammucchiato alla parete, oppure  ma era improbabile  era sgattaiolata fuori dalla cassa e ora si nascondeva da qualche parte nellappartamento. Forse, se fosse andato a letto, lei

No. Per fargli uno scherzo, Tina si sarebbe nascosta per qualche minuto, non per tanto tempo. Sicuramente non avrebbe voluto che lui si preoccupasse, doveva esserle successo qualcosa.

Tina non poteva essere in uno dei cassetti perch&#233; erano ancora chiusi con il nastro adesivo. Strapp&#242; ugualmente tutte le strisce e guard&#242; in ogni cassetto. Se avesse potuto, li avrebbe estratti completamente; ma erano trattenuti da fermi applicati prima che fosse fissato il pannello posteriore.

Tina, comunque, non era nascosta in nessun cassetto. Lui si stava comportando come luomo della barzelletta che cerca la chiave del portone, non dove lha persa, ma sotto il lampione, perch&#233; l&#236; c&#232; pi&#249; luce. Tina probabilmente aveva sollevato il nastro adesivo che teneva chiusa la ribalta e si era infilata l&#236; dietro. Era possibile che una delle caselle avesse un doppiofondo? Avevano tutte la stessa profondit&#224;, le controll&#242; a una a una con la riga. Si accorse per&#242; che la loro profondit&#224; era minore di circa due centimetri di quella del ripiano superiore dello scrittoio. Tra la base della fila inferiore di caselle e il ripiano della ribalta dello scrittoio, non cera nulla. O meglio, cera solo una fascia di legno quasi nero, alta circa otto centimetri.

Cerc&#242; di afferrarla, di estrarla, ma non cera nessuna sporgenza, perch&#233; il bordo superiore era a filo delle caselle, gli spigoli laterali erano coperti dalle paretine verticali dello scrittoio e il bordo inferiore aderiva al ripiano.

Prese la lampada da tavolo, lappoggi&#242; sullo scrittoio e si mise a osservare la fascia di legno uniforme. Era possibile che Tina fosse riuscita a vedere, sotto lo stesso strato di cartone, qualcosa che lui non riusciva a vedere nemmeno alla luce della lampada? Tina poteva solo aver toccato il pannello, ma nel buio pesto in cui si trovava, non poteva aver visto nulla.

Rimise la lampada al suo posto, chiuse gli occhi e pass&#242; le dita sul pannello. Non sent&#236; nulla.

Le dita di Tina erano pi&#249; piccole delle sue, erano quasi sottili come spilli. Prese il coltello e pass&#242; leggermente la punta sulla superficie del legno, facendo attenzione a non graffiarlo, o almeno a non graffiarlo pi&#249; di quanto non lo fosse gi&#224; dopo due secoli. Per qualche strana ragione i graffi erano pi&#249; numerosi sul lato sinistro.

Quando la punta del coltello arriv&#242; da quella parte, and&#242; a infilarsi nellangolo, tra lo spigolo del pannello e la parete verticale dello scrittoio. Lui spinse delicatamente la punta e, pi&#249; che udire, sent&#236; un clic, mentre il pannello si spostava di mezzo centimetro verso di lui.



31. Pranzo con Lora

Quando la cameriera si allontan&#242;, lui prese Tina dalla tasca e lappoggi&#242; sulla tovaglia a quadri.

Una bambola?  Lora Masterman smise di dondolarsi sulla sedia e prese dalla borsa un paio di occhiali cerchiati doro per osservarla.

Lho comprata perch&#233; mi ricordava te  disse lui.

&#200; molto gentile da parte sua.

Pu&#242; camminare, parlare e perfino pensare un po quando &#232; in funzione. Ma non sa leggere e non mastica niente di aritmetica. Non &#232; programmata per queste cose e non credo che possa esserlo. Se le domandi quanto fa uno pi&#249; uno, risponde due o tre. Se le domandi quattro pi&#249; quattro, risponde un sacco.  Poi si affrett&#242; ad aggiungere:  Con questo non voglio dire che anche tu sei cos&#236;.

Lora sorrise.  Sono sicura che la dottoressa Nilson qualche volta lo pensa.

Ti voglio raccontare di Tina e del mio scrittoio, vuoi? Ti piacciono gli oggetti antichi?

S&#236;, ma non ne so molto.

Io s&#236;  disse lui.  Anche le persone pi&#249; ottuse possono essere esperte in qualche cosa. Ci hai mai fatto caso? Io lo sono in oggetti antichi e in personal computer. So tutto su questi argomenti. Quando abbiamo vissuto insieme, conoscevo solo i personal computer, ma adesso sono esperto anche in oggetti antichi. I computer sono interessanti, ma gli oggetti antichi lo sono di pi&#249;, perch&#233; ci sono molte pi&#249; cose da conoscere su questo argomento.

Lora disse dolcemente:  &#200; stato solo per due giorni

Lo so, ma io avrei voluto che durasse per sempre. Non ero abbastanza intelligente o abbastanza bello e non guadagnavo un granch&#233;. Ti capisco, non ce lho con te.

Ma non &#232; stato per nessuna di queste ragioni.  Lora si tolse gli occhiali e li rimise nella borsa.  Ero io a non essere adatta a te. Tu eri un paziente della dottoressa Nilson e io lavoravo nel suo studio e mi sono resa conto che ti facevo del male. Dopo qualche giorno non ce lho fatta pi&#249;.

La cameriera port&#242; una caraffa dacqua ghiacciata, un piattino con il burro, una piccola forma di pane italiano appena sfornato e del vino.

Perch&#233; dici che mi facevi del male?

Cominciavi a peggiorare. Ti eri dimenticato, voglio dire avevi rimosso, di essere in terapia, e questo non andava bene. Ti eri perfino dimenticato che ci eravamo conosciuti nello studio della dottoressa Nilson. Hai cominciato a dire che ci eravamo incontrati nel parco, solo perch&#233; quella volta avevamo fatto una passeggiata. E ora  La voce di Lora si era fatta incerta, sembrava che stesse per scoppiare in lacrime.  Ho paura che stai ricominciando da capo. Ti stai creando un sistema allucinatorio che ruota intorno a me.

No, non &#232; vero. Sei troppo grande per farti stare dentro la mia mente.

Lhai gi&#224; fatto una volta.

Lui scosse la testa.  Allora eri irreale come lo sei adesso. Avevi cambiato il tuo aspetto, solo un po; dicevi di chiamarti Lara Morgan e hai fatto in modo che ti incontrassi nel parco. Ma su una cosa hai ragione: io non volevo ammettere di essere in cura da uno psichiatra, non volevo ammetterlo nemmeno con me stesso. Ero convinto che un tipo simile non fosse adatto a te.

Anche il posto in cui mi sono trovato quando ho attraversato la porta era reale. Ho incontrato persone reali, ho mangiato del vero cibo e ho comprato questa bambola. Ho perfino conosciuto un uomo che veniva dal nostro mondo e che un tempo aveva lavorato per Nixon.

Lora cerc&#242; di prendere Tina, ma lui la tir&#242; indietro.  Pensi che voglia romperla  disse Lora. Era unaffermazione, non una domanda.

Lui annu&#236;.

Se uscissi di qui e seguissi la strada fino a un negozio di giocattoli, potresti comprarne una

Mamma Capini si ferm&#242; tutta sorridente al loro tavolo.  Ehi, voi due! Siete tornati insieme? Bene, bene.

Io s&#236;, sono tornato  le disse lui.  Adesso sto cercando di far tornare Lara insieme a me.

Avete gi&#224; ordinato?

Lui scosse la testa.

Prendete i frutti di mare. Oggi sono proprio buoni.

Va bene  disse lui.

Lo dico io alla cameriera.  Mamma Capini si allontan&#242; impettita.

Lora disse:  Si ricorda ancora di me. Sono passati anni.

Tu non sei cambiata molto. E poi chi ti pu&#242; dimenticare? Io non ho comprato Tina perch&#233; temevo di dimenticarti. Sapevo che ti avrei ricordato sempre. Lho comprata perch&#233; volevo possedere una piccola parte di te. Se non si pu&#242; avere una persona, si desidera avere almeno la sua immagine, e tu sei stata la modella a cui si sono ispirati per fabbricare Tina. Ne sono sicuro.

Lei cominci&#242; a protestare, ma lui la zitt&#236; con un gesto.  Va bene, &#232; solo un caso se Tina ti somiglia come una goccia dacqua. Non litighiamo per questo. Comunque una persona che io consideravo unarpia, mi ha mandato lo scrittoio perch&#233; aveva capito quanto ci tenessi. Cos&#236; ho scoperto che in fondo &#232; una santa.

Qualche volta succede il contrario  gli disse Lora.

Lui annu&#236; ancora.  Vuoi dire che io penso che tu sia un angelo, ma che in realt&#224; sei un demonio, un angelo caduto? Va bene, ti seguir&#242; allinferno se &#232; l&#236; che stai andando.

Rimase in silenzio, pensieroso, ma Lora non disse una parola.

C&#232; un arazzo vittoriano la scena mostra un cavaliere e una dama. Lo sfondo dietro il cavaliere &#232; il solito, un mucchio derba e alcuni alberi; ma dietro alla dama, il paesaggio &#232; davvero isolito. &#200; la rappresentazione di un poema, La belle dame sans merci, di John Keats. Quella dama sei tu, vero? Mi &#232; venuto in mente solo ora, perch&#233; quella dama non ti somiglia molto. Non credo che Keats ti abbia veramente visto. Forse si &#232; ispirato a qualche antica leggenda, o forse no.

Lora sorrise.  Questo mi piace di pi&#249; della bambola parlante. Ho sempre desiderato apparire su un arazzo.

Vieni al negozio e te lo faccio vedere. Comunque lo scrittoio era imballato in una cassa di legno. Penso che la signora abbia incaricato una societ&#224; di spedizioni, perch&#233; sembrava un lavoro da professionisti.

Lora annu&#236;.

Non sapevo cosa contenesse e ho avuto un po di difficolt&#224; ad aprirla. Quando sono riuscito a togliere la prima assicella, ho mandato dentro Tina per vedere cosa ci fosse.

Tu ne sei proprio convinto, vero?  Con un gesto impaziente della testa, Lora butt&#242; indietro i suoi lucenti capelli castani.  Sei davvero convinto che quella bambola sappia camminare e parlare?

Non &#232; poi una cosa cos&#236; strana  disse lui.  Da principio pensavo addirittura di essere io, come per magia. La Meravigliosa Tina, cos&#236; si &#232; chiamata una volta. Nel Reparto Fai Da Te vendono un piccolo robot che ci si pu&#242; costruire da soli e mi hanno detto che laviazione ha certi aeroplani che possono volare, combattere, tornare alla base e atterrare anche in caso di morte del pilota. Io non saprei costruire una bambola del genere e non conosco nessuno che saprebbe farlo, ma pu&#242; esserci qualcuno che ne &#232; capace se ci si mette.

Tina stava a faccia in gi&#249; sul tavolo, accanto al suo gomito. Mentre parlava, lui aveva preso la saliera e ci giocherellava passandosela da una mano allaltra. La cameriera port&#242; i frutti di mare.

Tina non veniva pi&#249; fuori. Ho spaccato la cassa e ho guardato dappertutto, ma non sono riuscito a trovarla. Finalmente ho scoperto che cera uno scomparto segreto nello scrittoio non credo che la signora che me lo ha regalato lo sapesse lho aperto, e Tina era l&#224; dentro, ma non parlava e non camminava pi&#249;. Era cos&#236;.  La indic&#242; con una mano.

Lora, che stava mangiando la sua pasta con i frutti di mare, annu&#236; con aria scettica.

Forse non ti ho detto che Tina era cos&#236; anche quando lho comprata. Il commesso mi ha detto cosa dovevo fare per farla funzionare, ma io non gli ho prestato molta attenzione.  Rimase un attimo in silenzio.  Ma avrei dovuto starlo a sentire, perch&#233; anche a me succedeva molto spesso, quando vendevo personal computer e periferiche, di spiegare qualcosa al cliente e vedere puntualmente che il giorno dopo quello tornava al negozio per chiedermi la stessa cosa. Comunque mi domandavo che cosa le fosse successo e poi ho capito. Un giocattolo, meccanico non &#232; sempre in funzione. Quando un bambino non ci gioca, viene spento. Se &#232; un giocattolo a molla, non c&#232; nemmeno bisogno di spegnerlo, si scarica da solo. Non ti star&#242; a raccontare come lho fatta funzionare la prima volta, ma &#232; stato per caso.

Lora si asciug&#242; la bocca col tovagliolo.  E cos&#236;, non puoi pi&#249; farla funzionare!

Lui scosse la testa.  Gi&#224;. Sono troppo felice di averti ritrovato e so che mi porterai con te.

Non capisco cosa intendi dire. Pu&#242; darsi che ci vedremo ancora e pu&#242; darsi di no.

Lui annu&#236;.  Tina mi aveva detto che le piaceva il t&#232; e cos&#236; io glielho preparato. Me lha detto solo quella volta e dopo me ne sono dimenticato. Quando lho vista l&#236;, immobile nello scomparto, ho capito. Lei lo dice al bambino una volta sola e il bambino la fa funzionare fino a quando ha voglia di giocare con lei. Se lui non vuole pi&#249; giocare, la bambola si mette da parte, cos&#236; la mamma del bambino non deve preoccuparsi di rimetterla a posto. In breve tempo la bambola si scarica, o meglio, si riposa; in questo modo non si rompe mai e non si consuma. Anchio in quel momento non avevo pi&#249; tanto interesse per Tina, perch&#233; ogni mio pensiero era rivolto a te e alla cassa.

Bevve un sorso di vino. Lora disse:  E tu ti aspetti che io ci creda.

Sono sicuro di s&#236;, tu sai tutto su questi giocattoli, anzi, sono convinto che tu sappia pi&#249; di me. Quello che mi aspetto veramente &#232; che tu lo ammetta. Lo farai quando ti renderai conto che &#232; inutile continuare a comportarti come stai facendo adesso.  Appoggi&#242; il bicchiere sul tavolo e prese la saliera.  Insomma, Tina si comporta cos&#236;. Tutte le volte che io non mi interesso a lei, si mette da parte. Se c&#232; un posto che le piace, lo chiama la sua fortezza segreta. Ieri si &#232; nascosta in quello scomparto segreto.

Svit&#242; il tappo della saliera, vers&#242; il sale nellacqua ghiacciata e lo mescol&#242; con un cucchiaio. Quando vide che il sale si era quasi del tutto sciolto, bagn&#242; le dita nellacqua e spruzz&#242; Tina.  Quando &#232; gi&#224; in funzione pu&#242; bere da sola  disse a Lora.  t&#232; o acqua con un po di sale. Se invece &#232; a riposo, bisogna fare cos&#236;. &#200; un elettrolito. Non fare finta di essere sorpresa.

Una goccia dacqua cadde sul viso di Tina che si mise a sedere sul tavolo.  Ciao, sono Tina.  Batt&#233; varie volte i suoi grandi occhi nocciola prima di metterli a fuoco su Lora.

Ciao, Tina  disse Lora con voce tesa.

Io ti appartengo  dichiar&#242; Tina.  Sono la tua bambola e so parlare.

Lora scosse la testa.  Temo che non sia vero, Tina. Hai sbagliato persona. Tu appartieni alluomo dietro di te.

Lui disse:  Ciao, Tina. Ti ricordi di me?

Pochino.

Abbiamo giocato insieme nel mio appartamento. Tu mi hai aiutato a cercare delle cose che avevo perso e io intanto ti stavo leggendo una storia. Poi ti ho comprato dei bei vestitini e un servizio da t&#232;.

Tina fece cenno di s&#236;.  Se vuoi bere il t&#232;, posso aiutarti a preparare la tavola.

S&#236;, appena torniamo a casa.  Poi, rivolto a Lora, disse:  Sei sicura di non voler dare Tina a Missy?

Lora scosse la testa.  So che vuoi essere gentile e devo ammettere che sulla bambola tu avevi ragione e io torto. Dicevi la verit&#224;, ma questa cosa sembra troppo una stregoneria per i miei gusti e per quelli di Missy.

Va bene, non pensiamo a Tina per ora. Quando te ne sei andata mi hai lasciato un biglietto, ricordi? Se sei davvero quello che dici di essere, una divorziata con una bambina, perch&#233; mi hai scritto di quelle porte?

Lora lo guard&#242; con aria interrogativa.  Quali porte?

Lui prese il biglietto dal portafoglio, lo apr&#236; e lo lisci&#242; sul tavolo. Una goccia dacqua salata cadde su un angolo del biglietto, come una lacrima. Mentre lui alzava lo sguardo su Lora, Tina fece una risatina.

Lora domand&#242;:  Che avete da ridere, voi due?  Quando lui laveva aperto, Lora aveva dato unocchiata al biglietto e aveva distolto immediatamente lo sguardo.

&#200; per la tua faccia  le disse lui.  Fino a ora eri riuscita a controllarti.

Lora si alz&#242; in piedi, pulendosi le labbra con il tovagliolo.  Se non ti piace la mia faccia

Immagina che io chiami Canale 9  disse lui.  Immagina che io gli mostri questo biglietto e poi gli faccia vedere Tina. Sono sicuro che quelli della Tv sarebbero molto interessati a Tina e tu non potresti tornare qui chiss&#224; per quanto tempo.

Tina esclam&#242;:  Non andartene!  Un cliente grasso, seduto al tavolo vicino, guard&#242; la bambola e distolse immediatamente gli occhi, con lespressione stupita ma determinata di un ateo che abbia visto un fantasma.

Questa &#232; pura follia  disse Lora.  Sapevo che sarebbe andata cos&#236;, quindi &#232; colpa mia. Grazie per il pranzo.

Ho anche il tuo ritratto  le disse lui. Lora non rispose e lui continu&#242;:  Siediti.

Con le braccine tese, implorando di essere presa in mano, Tina trill&#242; con voce acuta:  Sei cos&#236; graziosa!

Lora si rimise a sedere. Non si dondolava pi&#249; con la sedia e stava sulla difensiva.  Ma io non ti ho mai dato il mio ritratto.

Infatti.  Fece una pausa per pensare bene a quello che stava per dire.  Le cose tornano al loro posto da sole, vero? Le cose del tuo mondo e del mio. Quando ero piccolo mia madre a colazione mi dava i fiocchi di granturco con il latte e io non sono mai riuscito a spiegarmi perch&#233; un fiocco che io mettevo in mezzo alla tazza si spostava sempre da una parte. Ancora adesso non me lo so spiegare, ma non credo che sia per magia. E sono convinto che anche questo non sia magia. Probabilmente si tratta di una legge di natura, come la gravit&#224;. Che succede quando qualcosa appartiene a tutti e due i mondi?  Rest&#242; in attesa di una risposta.

Immagina che il mio mondo sia come il mare  disse Lara. La sua voce era improvvisamente diversa; il cambiamento era minimo ma molto significativo. Aveva rinunciato allinutile gioco che ormai non la divertiva pi&#249;.  E che il tuo sia come la terra.

Sotto il trucco sintravedevano le lentiggini e i suoi occhi mandavano bagliori verdi.



32. Pranzo con Lara

Lui sospir&#242; emettendo pi&#249; aria di quanto immaginasse di avere dentro di s&#233;.  Va bene.

Le cose pesanti appartengono al mare. Uno pu&#242; riuscire a tirarle fuori.  Lara lanci&#242; unocchiata a Tina.  Ma se si avvicinano di nuovo al mare, prima o poi ricadono dentro, e in questo caso, affondano.

Lui annu&#236; per dimostrarle di aver capito.

Le cose leggere, invece, appartengono alla terra. Se cadono in mare, galleggiano e prima o poi vengono spinte a riva. Ma tu volevi sapere di quelle cose che appartengono a tutti e due i mondi.

S&#236;.

Pensa al relitto di un naufragio. &#200; di legno, quindi galleggia, ma ci sono infissi molti chiodi. I chiodi sono di ferro e il ferro affonda, quindi se il relitto riesce a galleggiare, gallegger&#224; semisommerso. Se il legno si impregna dacqua, anche solo un po, il relitto si inabissa, ma passer&#224; molto tempo prima che si adagi sul fondo. E ci vorranno anni prima che venga seppellito dalla sabbia, perch&#233; ogni marea lo far&#224; spostare e lo liberer&#224; dalla sabbia che lo ricopre. Se scoppia una tempesta, le correnti spazzano il fondo del mare e allora &#232; possibile che il relitto sia sospinto di nuovo verso la riva.

Dopo un attimo di silenzio Tina chiese:  Ci sono davvero tempeste cos&#236; forti?

Lara annu&#236;.  Io sono la tempesta.  E rivolta a lui aggiunse:  Adesso mostrami il mio ritratto e dimmi come lhai avuto.

Va bene.  Prese dalla tasca sinistra un medaglione doro brunito e lo apr&#236;. Lara si chin&#242; in avanti per guardarlo, ma lui glielo imped&#236; perch&#233; voleva osservarlo un momento da solo. Col tempo i colori si erano attenuati, ma non sbiaditi, lantica miniatura mostrava il profilo di lei, con le labbra atteggiate in un leggero sorriso, il collo ornato da una trina e i lobi da orecchini di giada verde.

Se dico di amarti  gli domand&#242; Lara  me lo darai?

Io ti amo  le disse lui.  Non lo lasceresti a me?

Con le sue dita sottili e calde, Lara gli fece girare la mano per riuscire a vedere la miniatura, poi annu&#236;.

Allinterno c&#232; scritto il tuo nome, o meglio, uno dei tuoi nomi. Leucothea Fitzhugh Hurst.

Lara annu&#236; ancora.  Dove lhai trovato?

Nello scomparto segreto dove cera anche Tina. Il capitano probabilmente si era fatto costruire quello scomparto per nascondere i suoi oggetti di valore, anche questo medaglione. Credo che fosse l&#236; quando lui &#232; morto e non lo sapeva nessun altro.

Tu vuoi tenerlo perch&#233; pensi che sia il mio ritratto.

Io so che &#232; il tuo ritratto.

Lara lanci&#242; unocchiata alla bambola: una dea che guarda un giocattolo.  Tina sono io.

Tina esclam&#242;:  No, non sono te!

Sei anche Marcella, la stella del cinema. Sei tu che me lo hai detto, quella volta al telefono quando stavo in ospedale. A te piace chiamarti con nomi che cominciano con la L, ma non sempre.

Lara &#232; un nome recente  ammise lei.

Allora non sapevo che quando sei venuta qui avevi depositato la pelliccia sotto questo nome Lara Morgan. Lho scoperto dopo, al mio ritorno.

Lei sorrise:  Sei stato bravo.

Grazie. Ho cercato di trovare un lavoro l&#224;, ma non ci sono riuscito.

Tu non accettavi che io fossi Lora Masterman, perch&#233; Lora Masterman era la segretaria della psichiatra da cui eri in cura, cos&#236; per te sono diventata Lara Morgan.

Ho capito. Forse mi puoi spiegare qualcosa a cui ho pensato spesso.

Qual &#232; il mio vero nome? No, non posso dirtelo.

Lui scosse la testa.  No, voglio sapere cosa avevo che non andava quando sono stato per la prima volta dalla dottoressa Nilson. Adesso la causa sei tu, ma allora cosera?

Tina gli chiese:  Non stai bene?

S&#236;, sto bene, Tina  rispose.  Sto benissimo.

Una depressione. Ci sono uomini soli che respingono lamore perch&#233; sono convinti che chiunque glielo offra non sia una persona che valga la pena di amare. Tu eri cos&#236;, anche se non volevi ammetterlo.

Non mi iscriverei a nessun club che avesse come socio uno come me, lha detto Groucho Marx. Mi piace vedere i vecchi film  disse stringendosi nelle spalle con espressione di scusa.

Ha centrato perfettamente il problema. Tu eri figlio unico e i tuoi genitori si sono separati quando eri ancora piccolo. Tua madre &#232; stata la tua migliore amica, anzi, la tua sola amica. Dopo la morte di tua madre, hai cercato di farcela da solo per circa un anno. Ma a volte non rivolgevi la parola ai clienti e bevevi troppo. Allora il negozio per cui lavori ti ha mandato dalla dottoressa Nilson.

Ti dispiaceva per me.

Mi dispiaceva per tutti  disse lei.  Mi dispiace ancora. Tu eri mi sei sembrato quello pi&#249; adatto.

Ma non mi amavi.

S&#236;, ti amavo.  Rimase per un momento in silenzio perch&#233; voleva che lui capisse bene le parole che stava per dire.  E amavo anche il capitano Hurst.

Lui si era dimenticato del medaglione. Adesso lo vide, l&#236;, fra i piatti sporchi, come se lo vedesse per la prima volta.  Lo vuoi veramente?

No, lo volevo perch&#233; mi ricordasse il capitano, ma era sciocco ed egoista da parte mia. Non pu&#242; essere un mio ritratto a mantenere vivo il ricordo di Billy e credo che tu ne abbia molto pi&#249; bisogno di me.

Si chiamava Billy?  Era meravigliato.

Lei sorrise.  Veramente si chiamava William, ma tutti lo chiamavano Billy naturalmente non in sua presenza. Lo chiamavano Billy Raffica Hurst.  Armeggi&#242; con la borsa che teneva in grembo, poi le sue mani spuntarono dal bordo del tavolo con un fazzoletto orlato di nero.  Avrei tanto desiderato essere capace di piangere per lui  disse.  Lo meritava. Era coraggioso e gentile, perfino quando non era sobrio. Ma io non so piangere, non so piangere veramente. Erano anni che non pensavo a Billy.

Lui chiuse il medaglione con uno scatto e se lo rimise in tasca.

Lei gli tocc&#242; la mano con la sua, poi la ritrasse.  Puoi farmi un grande favore?

Qualunque cosa  disse lui.

Adesso tu hai il vecchio scrittoio di Billy, vero? &#200; proprio tuo?

Lui annu&#236;.  S&#236;, credo che sia il suo.

Allora ci terrai le tue cose i tuoi documenti e cose del genere. Voglio che tu tenga questo medaglione dove lo teneva lui. Farai questo per me?

Lo far&#242; se mi racconterai come lui &#232; riuscito a convincerti a sposarlo.

Non c&#232; molto da raccontare. Ci siamo incontrati a bordo della nave, lui era il capitano e io una passeggera. Se ci fossimo comportati come abbiamo fatto io e te, saremmo stati sulla bocca di tutti entro unora. Billy lavrebbe fatto, era pazzo di me. Ma dopo avremmo avuto tutti e due molte difficolt&#224;. A bordo cera un pastore, cos&#236; gli abbiamo chiesto di sposarci. Il matrimonio &#232; stato un vero avvenimento, come lo sono sempre quelli celebrati a bordo. Il primo ufficiale ha fatto da testimone a Billy e pi&#249; della met&#224; delle donne sono state le mie damigelle. &#200; stata una grande festa perch&#233; negli stessi giorni abbiamo doppiato Capo Horn.

Capisco  disse lui.  &#200; stato uno dei passeggeri a dipingere questo medaglione?

Lara scosse la testa.  No, lha dipinto la moglie del governatore britannico a Bombay quando siamo sbarcati. Era solo una dilettante, ma molto brava.

Quanto tempo sei rimasta con lui?

Fino a quando &#232; dovuto ripartire. Io nel frattempo mi ero ammalata e sono dovuta restare a terra.

Non credo che tu fossi ancora l&#236; quando &#232; tornato. Tina, sar&#224; meglio che torni al tuo posto. C&#232; troppa gente che ti sta osservando.  La prese e la rimise nella tasca interna della giacca.

No  disse Lara.  Cos&#232; che vuoi da me? Che ti ami? Ma io ti amo, ti amo come so amare io. Se non ti avessi amato, sarei rimasta con te pi&#249; a lungo. Vuoi che resti con te per tutta la vita? Non posso farlo.

Lui le disse:  Mi sono domandato spesso perch&#233; hai scelto il capitano e me. Adesso ho capito: perch&#233; non saremmo stati mai creduti. Se avessimo attraversato una porta e poi fossimo tornati indietro, nessuno ci avrebbe creduto. Nessuno crede alle fandonie di un marinaio e, da quanto mi hai detto, Hurst era anche un ubriacone e un attaccabrighe. Io sono un malato di mente ed &#232; questa la ragione per cui hai scelto di fare questo lavoro e ora sei tornata. Cos&#232; che vuoi da noi?

Il vostro amore. Voglio essere amata da un uomo che non debba morire per aver fatto lamore con me. Ti sembra tanto terribile?

Lui scosse la testa. Dopo un momento disse:  Credo che a te piaccia Billy il nome Billy. Comunque un altro Billy una volta mi ha detto che tu avevi un amante che si chiamava Attis. Dopo il mio ritorno ho visto un programma alla Tv dove dicevano che in biblioteca ci sono persone a cui si possono chiedere informazioni. Sono andato l&#224; e ho parlato con una donna che mi ha raccontato di Attis. Poi le ho chiesto dei libri sugli oggetti antichi. Adesso li ho letti tutti, anzi, qualcuno lho letto tre o quattro volte, perci&#242; ti sono debitore.

Lara fece un gesto come per dire figurati!.

Attis si &#232; ucciso si &#232; ucciso per te, perch&#233; era questo che volevi.

No  disse lei.

Va bene, si &#232; ucciso perch&#233; pensava che fosse quello che volevi.

Io non volevo che lui morisse!

Certo  disse lui dolcemente.

Ma tu cosa vuoi da me? Ti ho gi&#224; detto cosa non posso darti, e ti ho anche detto che hai il mio amore. Ti amo quanto sono capace di amare. Ti amo quanto quella vecchia signora seduta al tavolo laggi&#249; forse ama il suo cagnolino. Che vuoi di pi&#249;?

Lui cap&#236; che Lara cercava di offenderlo, ma lui non si sentiva offeso, anzi, era felice come non lo era mai stato.  Voglio quello che vogliono i cani  disse.  Voglio seguirti tutte le volte che mi &#232; possibile. Voglio aiutarti, tutte le volte che posso esserti di aiuto e voglio sentire la tua voce.

Lara tamburellava con le dita sul tavolo.

Lui rest&#242; in silenzio, paziente. Infine lei disse:  Faremo una prova, come facevano anticamente.  Prese il suo bicchiere di vino e glielo porse tenendolo per il bordo, fra lindice e il pollice.  Prendilo per lo stelo con la mano sinistra.

Lui obbed&#236;.

Adesso prendi un pezzo di quel pane, non troppo piccolo, e non schiacciarlo.  Prese un pezzetto del panino soffice che stava nel cestino accanto al portacenere.  Adesso fallo cadere nel vino. Se affonda, sarai libero di seguirmi tutte le volte che vorrai. Ma se galleggia

Se galleggia  disse lui  morir&#242;.

Lei annu&#236;.  Morirai comunque.

Per un momento sembr&#242; che il pezzo di pane restasse a galla. Lara mormor&#242; qualcosa una preghiera forse, o una maledizione che lui non riusc&#236; ad afferrare. Il vino, rosso come il sangue, impregn&#242; i bordi candidi del pane che affond&#242; come un sasso.

E cos&#236; sia  sussurr&#242; Lara lasciando andare il bicchiere che per poco non si rovesci&#242;.

Lui non cap&#236;, e mai avrebbe capito come lei riusc&#236; a prendere la pelliccia senza nemmeno avvicinarsi allappendiabiti. Afferr&#242; il suo cappotto e le corse dietro senza badare a uno dei figli di Mamma Capini che gli urlava dietro infuriato.



33. Il momento si avvicina

Gli sembr&#242; che lei fosse svanita tra la folla di impiegati che sciamavano fuori dagli uffici; poi intravide i suoi capelli splendenti che, alla luce del tramonto, erano tornati color rame come se li ricordava. Si affrett&#242; per raggiungerla, la perse di vista, la ritrov&#242; e la perse di nuovo. Continu&#242; a correre. Nelle strade un po alla volta cominciavano ad accendersi i lampioni.

I lampioni ma non era appena passata lora di pranzo? Super&#242; una chiesa in cui stavano celebrando una funzione religiosa. Si sentiva il rombo dellorgano e i canti dei fedeli; le luci allinterno della chiesa facevano risplendere come gemme le vetrate colorate. Una rappresentava Lara, con una lancia in mano e uno specchio nellaltra. Si ferm&#242; un attimo a osservarla, poi riprese a correre.

Qualcuno lo afferr&#242; per una manica.  Dove diavolo sei stato?

Fece per voltarsi e un pugno lo colp&#236; con violenza al rene destro. Era North. Si pieg&#242; in due con un gemito. La folla sul marciapiede era cos&#236; fitta e vociante mentre si accalcava davanti agli sportelli di una biglietteria, che nessuno not&#242; quello che era successo, o se lo not&#242; fece finta di non vedere.

Questo &#232; per avermi piantato in asso  disse North. Lo afferr&#242; per la cravatta come se fosse un guinzaglio e lo trascin&#242; fuori dalla calca dentro un vicoletto. Lui si divincol&#242; e tent&#242; di colpire North accecato dallira. Ma North lo anticip&#242; un lampo rosso di dolore e si ritrov&#242; seduto sui mattoni sudici a vomitare con le mani strette sul ventre.

Sent&#236; la voce acuta di Tina attutita dalla stoffa della giacca domandare:  Stai male?

Lui sorrise e disse:  S&#236;.  Felice che il colpo fosse stato troppo basso per far male alla bambola.

Perch&#233; diavolo sorridi?

Perch&#233; sono ancora vivo  rispose barcollando.  Non ti sembra abbastanza?

Per te forse  gli disse North. Si apr&#236; una porta e un raggio di luce gialla illumin&#242; il vicoletto buio.  Su, vieni.  North lo guid&#242; gi&#249; per una rampa di gradini in cemento.

Dove mi porti?  domand&#242; lui. Faceva fatica a parlare, ma farlo lo distraeva dal dolore.

A dare spettacolo.  North ridacchi&#242; e aggiunse:  Come laltra volta.

I gradini portavano a un ampio corridoio in cemento che puzzava di sudore. Un uomo di mezza et&#224;, con indosso una maglietta consunta e un paio di pantaloni cachi, li super&#242; correndo con una pila di asciugamani puliti e un secchio dacqua.

North disse:  Abbiamo un mucchio di tempo. Non sono ancora cominciati gli incontri preliminari. Credo che lui stia in una delle stanze accanto agli ascensori.

Il corridoio piegava ad angolo retto una, due volte, sempre pi&#249; ampio e illuminato. In fondo, un gruppo di giovani donne compunte armate di taccuino e di uomini che imbracciavano macchine da ripresa, erano in attesa di qualcosa. North si fece largo in mezzo a loro ignorando proteste e minacce.  Seguimi!  lo sollecit&#242; North.

Lui cerc&#242; di stargli dietro il pi&#249; possibile fino a che si fermarono davanti a una grande porta di metallo verde scuro. Sulla porta, ad altezza duomo, cera una targa di cartone con su scritto in bei caratteri: JOE JOSEPH.

North buss&#242; con una violenza tale da far pensare che avrebbe scardinato la porta. E invece venne ad aprirla imprecando un uomo calvo. North entr&#242; a grandi passi lasciando lometto da solo a tenere indietro gli uomini con le macchine da ripresa e le solerti ragazze con i taccuini. Prima che luomo calvo riuscisse a chiudere di nuovo la porta, un flash illumin&#242; la stanza nuda come il lampo di un fulmine silenzioso. Solo quando si ritrov&#242; al centro della stanza, lui si rese conto che lometto calvo era Eddie Walsh. Il campione di Eddie, Joe, grosso come un armadio, stava seduto sul lettino del massaggiatore con indosso un paio di calzoncini da pugile bianchi e azzurri, una vestaglia azzurra di satin e scarpe da ginnastica.

W.F. alz&#242; gli occhi dalla mano di Joe che stava bendando e gli sorrise. Lui cerc&#242; di ricambiare il sorriso, poi si morse le labbra tentando di ricordare il nome della bionda dallespressione seria vestita di rosso. Era Jennifer, senza dubbio. Non laveva mai incontrata, ma doveva essere Jennifer.

North stava parlando a Joe a voce bassa e con tono deciso. Sembrava volesse dire che in quella stanza loro erano le uniche persone importanti e gli altri non valevano unacca.  Sono il tuo nuovo secondo. Stasera star&#242; nel tuo angolo insieme a Walsh. Ti porter&#242; fortuna, credi a me. Sar&#224; lincontro pi&#249; importante della tua carriera. Sai chi sono?

Joe non rispose e rest&#242; impassibile. Anche la manona tesa verso W.F. non si mosse e non trem&#242;; i suoi occhi azzurri assenti fissavano il vuoto senza vedere. Se il pugile stava pensando a qualcosa, sicuramente non riguardava quello che succedeva in quella stanza. Un santo in contemplazione di Dio o un buongustaio in contemplazione del Cibo, avrebbero avuto la stessa espressione assorta.

Lass&#249; ci sono una ventina dei miei uomini  gli disse North.  Non ce ne sarebbe bisogno, ma voglio che ti vedano di persona. Ti osserveranno prima che sali sul ring. Ti osserveranno mentre combatti e ti staranno ancora a osservare quando uscirai, imprimendosi nella mente il tuo aspetto e il tuo modo di muoverti. Quattro uomini su due macchine stanno sorvegliando la tua auto nel caso che tu sia cos&#236; cos&#236; stupido da tentare di usarla per scappare. Certo, se hai una fortuna fottuta, puoi arrivare a casa forse. Ma i casi sono due: o fai quello che dico io o entro domani sera a questora sarai morto. E anche lei.  North fece un cenno con la testa in direzione di Jennifer.  E, se tenteranno di darci fastidio, anche questi due signor nessuno che ti porti dietro. Quanto a te, &#232; sicuro. Tu e tua moglie, puoi metterci la firma.

La voce di Joe era come se la ricordava, lenta e forte.  Tu vuoi che perda lincontro.

Per la miseria, no  disse North.  Se vuoi. A me non interessa se vinci o perdi. Voglio solo essere uno dei tuoi secondi.

Stronzate  gli disse Walsh.

Qualcuno buss&#242; alla porta, un solo colpo delicato. Walsh si affrett&#242; ad aprire e Lara entr&#242; nella stanza.



34. Gli incontri preliminari

Walsh si schiar&#236; la gola, leggermente imbarazzato.  Laura, questo &#232; North, te ne ho gi&#224; parlato. Il mio avvocato, Laura Nomos. Laltro &#232;

Laura annu&#236; freddamente.  Io e il signor Green ci siamo gi&#224; conosciuti.

Anche North annu&#236;.  Questa non &#232; una faccenda per avvocati. Non sapevo che le piacessero gli incontri di boxe, signorina Nomos.

Ci sono molte cose che lei non sa, signor North.

North si gir&#242; di scatto verso di lui.  E cos&#236; la conosci. Lavori per lei?

Lui annu&#236;.  Farei qualunque cosa per lei.

North ritrasse la mano, poi la port&#242; di nuovo avanti lentamente. Gli sembrava che tutto il mondo si muovesse al rallentatore. Strinse il pugno, convinto di poter colpire North una dozzina di volte, se fosse stato necessario, prima che gli arrivasse lo schiaffo.

Lara lo ferm&#242; con uno sguardo. I suoi occhi brillavano verdi-azzurri, simili ad acquemarine incastonate nel suo bel viso, molto pi&#249; luminosi delle vetrate colorate della chiesa. Gli dicevano che non era il momento di opporre resistenza.

Il palmo aperto di North lo colp&#236; sul mento, facendogli girare il viso verso destra. Sent&#236; una fitta di dolore, ma non era che una semplice fitta milioni di persone soffrivano ogni giorno molto di pi&#249;. Al secondo malrovescio, le nocche di North lo colpirono alla bocca spaccandogli il labbro superiore.

Walsh si mise fra di loro.  Ora basta!

Lui tir&#242; fuori il fazzoletto e se lo port&#242; alla bocca macchiandolo di rosso. Sopra le loro teste si sentiva il clamore della folla attutito da mezzo metro di cemento e acciaio.

Lara disse:  Cosa vuole esattamente, signor North?

North stava fissando lometto calvo.  Walsh glielo ha gi&#224; detto.

Preferisco che me lo dica lei.

North si volt&#242; verso Lara.  Semplice. Questa sera voglio essere in prima fila dove tutti possano vedermi. Voglio essere associato a un personaggio maschile molto popolare, un simbolo veramente mascolino. Voglio il posto migliore per assistere allincontro per il titolo.

E quale sarebbe?

Joe ha diritto a due secondi. Io voglio essere uno dei due.

Lara scosse la testa.  Sarebbe contrario alle regole. La Commissione per la Boxe

Al diavolo la Commissione per la Boxe! Le ho detto quello che voglio e lei sa benissimo che cosa succeder&#224; se non verr&#242; accontentato.

Inaspettatamente Jennifer disse:  Se sar&#224; accontentato far&#224; ugualmente del male a Joe?

North scosse la testa.  No, se otterr&#242; quello che voglio.

Lara disse:  Mi dica quello che ha intenzione di fare se non lo otterr&#224;, signor North. Anche questo preferisco che sia lei a dirmelo.

Tanto per cominciare, dir&#242; alla polizia chi &#232; Walsh. &#200; un paziente fuggito dallospedale psichiatrico, lei lo sa meglio di me. Non lhanno ancora preso, perch&#233; lei &#232; il suo avvocato e in giro si dice che il Consigliere per la Sicurezza Klamm sia il suo patrigno.  North fece un sorrisetto ironico.  Lei pensa davvero che qualcuno ci creda?

Lara disse:  Io e lui ci crediamo, perch&#233; si d&#224; il caso che sia la verit&#224;.

Allora non vorr&#224; che gli sia fatto del male o che sia fatto del male alla Presidente perch&#233;, se viene fatto del male a Klamm, le conseguenze politiche negative ricadranno su di lei. I giornali non hanno ancora collegato il tipo calvo fuggito dai Riuniti con lagente di Joe, ma non c&#232; dubbio che collegheranno Walsh con lei e con Klamm. Forse con un po di fortuna riusciranno anche a collegare Walsh con il qui presente Green e Green &#232; matto come un cavallo.

Lui pens&#242; a quanto doveva essere stanca Lara di sentirsi minacciata con larma dei mass media. Prima lo aveva fatto lui, adesso lo stava facendo North.

Lara disse:  Eddie, lei si &#232; comportato correttamente chiedendomi di venire. Il mio compito &#232; quello di proteggerla, ma questuomo, invece, mi sta usando per danneggiarla.

Non si tratta di questo  disse Walsh.  Io speravo che lei trovasse una via duscita.

Lara si volt&#242; verso North.  Tutto quello che lei vuole &#232; essere uno dei secondi di Joe?

North annu&#236;.

Ma come facciamo a essere sicuri che lei in futuro non ripeter&#224; le sue minacce?

Vi dar&#242; ogni garanzia  rispose North, e tir&#242; fuori dalla tasca un foglio ripiegato.  Questa &#232; una dichiarazione in cui confesso di aver assassinato un uomo e che sono disposto a firmare.

Sembrava che niente dovesse sorprendere Lara, invece le parole di North ebbero proprio questo effetto: per un attimo rimase con gli occhi spalancati.  Posso chiederle chi ha ucciso?

North annu&#236;.  Un medico di nome Applewood. La polizia stava per arrestarlo e lui avrebbe parlato. Era solo un gregario ma, essendo un medico, era a conoscenza di cose che normalmente un gregario non sa.  North aveva tirato fuori una penna da un taschino.  &#200; successo circa quattro mesi fa, forse lavr&#224; letto sui giornali.

Rivolta verso di lui, Lara disse:  Tu hai conosciuto il dottor Applewood.

Lui annu&#236;.  Anni fa.

Walsh teneva gli occhi fissi su North.  E tu vuoi veramente firmare quel documento?

Certo, e te lo consegner&#242;  disse North.  O piuttosto lo consegner&#242; alla signorina Nomos perch&#233; lo conservi per te, se mi permetterai di apparire come uno dei secondi di Joe. Laltro sarai tu e sarai tu a dare le direttive.

Walsh scuoteva lentamente la testa.

Lara disse:  Questo vuol dire che lei ha fiducia in noi.

W.F. aveva finito di bendare le mani di Joe e disse:  Ma siamo noi a non aver fiducia in lui. Per niente!

North si strinse nelle spalle.  Ovviamente no. &#200; questa la ragione per cui ho scritto la confessione. Dovete promettermi che non ne farete alcun uso e non ne parlerete a meno che io non minacci di nuovo Walsh. Io so che manterrete la promessa, ma se non lo faceste io mi considererei libero di informare i giornali di ci&#242; che vi ho detto. Posso aggiungere che alcuni amici miei si occuperebbero di Joe e Jennifer.

Sopra le loro teste il vocio della folla era diventato cos&#236; incessante che quasi lui non lo sentiva pi&#249;. Allimprovviso le migliaia di voci tacquero e la voce di Lara sembr&#242; innaturalmente alta.  Credo che dovremo permetterglielo  disse.

Walsh la guard&#242; incredulo.  Fargli fare da secondo a Joe?

North disse:  Far&#242; tutto quello che mi dirai. Hai la mia parola donore.

Walsh scosse la testa.  Non ci sar&#242; io l&#236; con te. Ci sar&#224; W.F.

W.F. protest&#242;.  Ehi, aspetta un momento!

Walsh disse:  W.F., non permetter&#242; che tu perda loccasione di fare da secondo a Joe per colpa mia.

Un momento Joe ha bisogno di te. Sei tu che hai studiato la strategia e tutto il resto.

Il grosso pugile che fino ad allora sembrava che fosse stato ad ascoltare senza dimostrare alcun interesse, annu&#236; vigorosamente.

Lara domand&#242;:  Ti piacerebbe vedere lincontro da un posto di ring, Eddie? Un posto proprio vicino allangolo di Joe? Se vuoi, posso procurartene uno.

Certo!  le disse Walsh pieno di gratitudine.  Certo che mi piacerebbe.  Il sudore che imperlava la fronte dellometto scomparve assorbito da un fazzoletto giallo.

Forse, quando il pubblico avr&#224; visto a sufficienza il signor North, tu e lui potrete scambiarvi il posto.

North annu&#236;.  &#200; possibile, ma sar&#242; io a deciderlo, non Walsh.  Nella sua voce cera una nota di trionfo.

Siamo daccordo. Firmi quel documento, allora, e tutto sar&#224; sistemato.  Lara si volt&#242; verso di lui.  Non mi sembri del tutto convinto.

Lui domand&#242;:  Ma non leggi prima il documento?

Che differenza

Qualcuno buss&#242; alla porta e una voce disse:  &#200; ora, Joe! Sei pronto?

Joe si alz&#242; con un balzo dal lettino del massaggiatore e si diresse verso la porta. W.F. lo segu&#236; con la valigetta bianca e rossa.  Allora adesso laltro secondo sei tu?  domand&#242; a North.  Va bene, allora prendi il secchio e tutti quegli asciugamani.

Subito.  North firm&#242; il documento e lo dette a Lara.

Lei lo apr&#236; e gli dette unocchiata.  Jennifer? Se vuoi un posto anche tu, non c&#232; nessun problema.

La bionda scosse la testa.  Io non vengo mai a vedere. Preferisco rimanere qui ad aspettare.

Lara fece un cenno verso di lui.  Vieni con me.  Lui avrebbe voluto ricordarle che non gli aveva detto Vieni con me quando se nera andata via da Mamma Capini.

Appena W.F. apr&#236; la porta per far passare Joe, ci fu una raffica di domande da parte dei giornalisti e un lampeggiare incessante di flash dei fotografi. Walsh camminava in punta di piedi e parlava fitto fitto con Joe cercando di tenere le labbra attaccate al suo orecchio mentre Joe batteva i guantoni uno contro laltro.

Lui stava per seguirli, ma Lara lo trattenne.  Eddie, Joe e W.F. saliranno insieme sullo stesso ascensore  gli disse.  &#200; un loro privilegio. Questa volta ci sar&#224; anche North, mi dispiace, ma non si pu&#242; evitare. Quando raggiungeranno il ring, purtroppo Eddie li dovr&#224; lasciare &#232; per lui sar&#224; dura.  Aspettarono qualche secondo prima di uscire sul corridoio che ora era deserto. Lara chiuse la porta verde dietro le loro spalle.

Dove stiamo andando?  le domand&#242; lui.

Raggiungiamo il mio patrigno. Due guardie del corpo dovranno cedere i loro posti a te e a Eddie. Non saranno molto contenti, ma possono restare in piedi.

Posso farti qualche domanda?

Certo.  Lara sembrava preoccupata e lui sembr&#242; sorpreso e felice quando sent&#236; la mano di lei che sinsinuava nella sua.

Quando siamo usciti da Mamma Capini era lora di pranzo quasi luna.

Per noi era ora di pranzo  disse lei.  Ma altre persone stavano cenando, non te ne sei accorto?  Sul mio orologio  disse guardandolo  sono le due e qualche minuto. Che ore sono qui?

Sono le dieci passate. Perch&#233; ti aspetti che sia la stessa ora in posti diversi? Se tu chiamassi al telefono Londra dopo pranzo, saresti sorpreso di sentire che l&#236; &#232; lora del t&#232;?

Per me sono passati degli anni.  Prov&#242; a contarli, ma non ci riusc&#236;.  Quanto tempo &#232; passato per Eddie, Joe e W.F.?

Che importanza ha?  Nel frattempo erano arrivati agli ascensori; Lara schiacci&#242; il bottone con la mano con cui teneva la borsa.

Quanto tempo?  insist&#233; lui.

Circa quattro mesi, almeno cos&#236; ha detto North.

Tu sei una dea.  Dovette fare uno sforzo per fare arrivare le parole alle labbra, ma alla fine ci riusc&#236;.  Tu vivi per sempre?

Quando furono entrati nellascensore, Lara si volt&#242; a guardarlo, ma nei suoi occhi non cera uno sguardo di derisione.  Ci sono molti per sempre  disse. Lascensore cominci&#242; a salire.

Lui la prese fra le braccia, non allimprovviso o con violenza, ma avvolgendola come farebbe un fiore con unape, come se lape fosse la sua amante e non semplicemente unintermediaria. Il bacio di lei, morbido e caldo, gli punse le labbra.

Schiacciata fra i loro corpi, Tina grid&#242;:  Ehi!  Ma loro la ignorarono.

Le porte dellascensore si aprirono.  Sono Laura Nomos  gli disse Lara.  Sono un avvocato e sono la figliastra di un funzionario di stato. Noi due siamo semplici conoscenti.  A voce bassa aggiunse:  Non c&#232; bisogno che tu ti pulisca la bocca le donne se la dipingono per somigliare a me.

Non cera nemmeno bisogno di sussurrare, pens&#242; lui: Sailor Sawyer aveva fatto un volteggio sopra le corde ed era saltato sul ring e met&#224; del pubblico si era alzato in piedi e lo stava acclamando.

Adesso lo applaudono  mormor&#242; Lara  ma fra qualche anno sar&#224; morto, come loro. Lasciamo che lottino con la Morte, un avversario degno di essere combattuto con tutte le forze.

Credevo che Joe ti piacesse  disse mentre si avviavano verso i loro posti.

E infatti mi piace. &#200; come un bambino, un grosso bambino serio, ansioso di compiacere e di comportarsi bene. E mi piace Eddie, perch&#233; &#232; disposto a morire per riuscire a trasformare il mondo in modo che si adatti ai suoi sogni. E W.F., perch&#233; vuol bene a tutti e due.

Quando arrivarono, Klamm aveva gi&#224; preso posto nella prima fila e accanto a lui cera un posto vuoto. Lara fece un gesto alluomo seduto una sedia pi&#249; in l&#224; e luomo si alz&#242; allontanandosi. Lara si mise a sedere accanto a Klamm e batt&#233; una mano sul posto vuoto accanto a lei.

Lui si sedette e lei disse:  Patrigno, questo &#232; il mio amico Adam K. Green Adam, questo &#232; Adalwolf Wilhelm Klamm.

Il vecchio si chin&#242; verso di lui per stringergli la mano e lui not&#242; che aveva gli occhi assenti come se dormisse.  Qvesto &#232; crande piacere, Herr K.  Parlava con un forte accento tedesco.

Lui disse:  &#200; un vero onore per me, signore.

Allora  osserv&#242; Klamm rivolto a Lara e indicando Sawyer.  Tu credi ke il tuo Joe lo patter&#224;?

Con finto tono deciso Lara dichiar&#242;:  Io non lo credo, lo so.

Allora scommettiamo. Piglietti per teatro, qvalunqve spettacolo tu fuoi, o qvalunqve foglio io. E fincer&#242; sicuramente io.

Lara disse:  Non da mai una possibilit&#224; a un figlio di puttana.  Si strinsero solennemente la mano.

Ogni parte visibile del corpo di Sawyer, dal collo in gi&#249;, era ricoperta di tatuaggi. Le immagini e le scritte si raggrinzivano e si tendevano a ogni movimento dei muscoli.

Tina disse:  Quel drago &#232; vivo!

Lui abbass&#242; gli occhi e vide che la bambola si era arrampicata fuori dalla tasca interna e spuntava fuori dal risvolto del cappotto.  &#200; solo un disegno che si &#232; fatto fare sulla pelle  le disse lui.

Anchio sono una bambola, ma non sono solo una bambola.

Joe si era tolto laccappatoio e Eddie Walsh, che era seduto al posto dellaltra guardia del corpo, lo teneva sulle ginocchia. Quando larbitro si avvicin&#242; al microfono che era stato abbassato dal soffitto, W.F. apr&#236; la valigetta bianca e rossa che aveva appoggiato sul ring appena oltre le corde. North stava in piedi da una parte e sembrava del tutto fuori luogo col suo vestito a doppiopetto.

Lara gli sussurr&#242;:  Vuoi leggerla?  E gli porse la confessione di North.




Io sottoscritto, William T. North, dichiaro di avere ucciso il dottor Cecil L. Applewood la mattina del 21 gennaio nel suo ufficio nella galleria del Grand Hotel. Ho agito per autodifesa in quanto temevo che Applewood potesse fare delle rivelazioni alla polizia. Avevo tenuto docchio uno del nostro movimento e mi ero accorto che era pedinato da un agente. Questa persona era andata a trovare Applewood che sapeva essere dei nostri, e lagente aveva ascoltato la loro conversazione. Quando i due si sono allontanati, sono entrato nello studio di Applewood e gli ho sparato due volte al petto poich&#233; sapevo che non sarebbe stato in grado di sostenere un interrogatorio. Poi mi sono recato nella stanza dalbergo con lintenzione di uccidere anche laltra persona quando fosse rientrata, ma lui non &#232; rientrato.

William T. North


Quella persona ero io  sussurr&#242; a Lara.

Lei annu&#236;.  Lavevo immaginato.

Suon&#242; la campana. Joe e Sawyer lasciarono i loro angoli, saltellarono in cerchio e cominciarono a colpirsi. Un suono indescrivibile riempiva larena, sembrava il lamento di una belva affamata.



35. Lattrazione principale

Alla fine del primo round lui cap&#236; che Joe aveva avuto la peggio, anche se aveva messo a segno dei buoni colpi. Joe era stato sempre sulla difensiva, proteggendosi il viso, schivando i colpi e tenendo Sawyer a distanza. Gli venne in mente quella notte nella stanza di Walsh quando Joe aveva detto che il suo avversario era un pugile esperto, ma che lui aveva un allungo maggiore, o qualcosa del genere. Anche questa volta Joe aveva un allungo maggiore, due o tre centimetri di superiorit&#224; sullavversario, ma a cosa gli servivano quei due o tre centimetri? Come la morte di un genitore o un lavoro estivo fanno di un ragazzo un adulto, o come laccidentale sollevarsi del sipario rivela i movimenti frenetici degli aiutanti di scena e il sudore dellattore che sta per interpretare Re Lear o Willy Loman, allo stesso modo le sue riflessioni confuse gli avevano permesso di capire meglio quello che stava succedendo. Fino ad allora aveva sempre pensato che la boxe non fosse altro che uno scontro in cui un tipo forte e coraggioso pesta un altro che lo &#232; meno di lui. Cos&#236; ricordava, o cos&#236; almeno le aveva considerate allora, le sue sconfitte nel cortile della scuola.

Ma si sbagliava. Il gioco di Joe e Sawyer era altrettanto complesso di quello degli scacchi e lo affrontavano disponendo di pezzi diversi, forniti a ciascuno di loro dalla natura e dallesperienza.

Al suono della campana i due sfidanti si alzarono. Per qualche secondo continuarono di nuovo a fare finte e a girare in cerchio. Poi il drago attacc&#242;, avvolgendo Joe nelle sue spire dorate. I due erano cos&#236; vicini che lui riusciva a percepire il tunf-tunf dei pugni nonostante il ruggito della folla, ma non riusciva a vedere non vide quello che era successo. Quando i due si separarono e ricominciarono a girare in cerchio, lui vide che sul torace di Joe cerano delle macchie fiammeggianti e che Sawyer scuoteva la testa come se volesse schiarirsi le idee.

Lara fece un profondo sospiro.  Pensavo che sarebbe andata cos&#236;  disse. Lui le domand&#242; cosa volesse dire, ma Lara si limit&#242; a scuotere la testa come stava facendo Sawyer.

I due combattenti erano di nuovo avvinghiati luno allaltro, questa volta riusciva a vederli meglio. Sawyer, con la testa bassa, muoveva i pugni avanti e indietro come pistoni e Joe lo teneva lontano con la testa e con le spalle mentre assorbiva i colpi con gli avambracci muscolosi. Quando si separarono Joe fece scattare in avanti un braccio e un guantone marrone colp&#236; al mento Sawyer.

Adesso era il campione a indietreggiare e a vibrare colpi a vuoto mentre Joe avanzava saltellando e cambiando direzione tutte le volte che Sawyer tentava di girare in cerchio.

Guardalo come lavora bene di gambe!  grid&#242; Walsh a Lara.  Mamma mia, com&#232; bello!

Suon&#242; la campana e Joe torn&#242; allangolo dove lo aspettava W.F. In quel momento successero tre cose: Walsh balz&#242; in piedi e corse verso langolo di Joe; W.F url&#242; acqua!, rivolto a North; e North sollev&#242; tutte e due le mani come un prestigiatore o come una bambina meticolosa che si pulisca le dita sporche sul grembiulino. A quel gesto in ciascuna mano di North apparve unautomatica nera.

Per un momento North rimase in posa, con le due pistole in pugno, come un attore sul palcoscenico, mentre Klamm si gettava a terra e Lara lanciava un urlo. Lui pens&#242; che nessuno dei due avrebbe dovuto aver paura perch&#233; North stava puntando le pistole nella sua direzione. I colpi partirono nello stesso momento, assordandolo. Lui si afferr&#242; alle corde, come aveva visto fare a Sawyer qualche minuto prima, fece un balzo maldestro riuscendo comunque a centrare con un piede linguine di North.

North barcoll&#242; allindietro mentre da una delle sue pistole partiva un colpo verso lalto. Joe e Sawyer si erano alzati in piedi nei loro angoli. Larbitro suonava la campana. Per far riprendere lincontro, pens&#242; lui, nonostante sul ring ci fosse North.

No, North se la stava squagliando attraverso le corde, impugnando ancora una pistola. Dalla platea gli uomini di Klamm cominciarono a sparare. La pistola di North latr&#242; contro di lui, sputando fiamme e sussultando come un grosso cane rabbioso. Lui vide W.F. scagliare la valigetta bianca e rossa che colp&#236; North a un braccio.

Adesso anche lui aveva in pugno una pistola. La sollev&#242; e fece fuoco. Il lampo quasi lo accec&#242; e il rumore gli fece dolere le orecchie. Con la mascella sanguinante North continu&#242; a colpirlo fino a che lui sent&#236; il naso rompersi con un rumore orribile. Qualcosa gli invase la testa distruggendo quello che cera dentro. Cerc&#242; di respirare, ma sent&#236; in gola il sapore del sangue e sput&#242;. Altro sangue gli scorreva sul viso.

Il pugno guantato di Joe colp&#236; lorecchio di North e da quel momento North non tent&#242; pi&#249; di strappargli larma di mano. Lui aveva la pistola in pugno ma non sapeva cosa fare e allimprovviso tutto era finito. Il cadavere di North era disteso sul tappeto, quasi al centro del ring, in mezzo a una pozza rossa che si andava allargando.

Adesso calmati  gli disse W.F.  ti facciamo un impacco di ghiaccio per fermare lemorragia.

Scopr&#236; che dietro a lui cera uno sgabello e si sedette. Voleva dire qualcosa di buffo a proposito di banane e pomodori per scherzare con W.F., ma non riusciva a parlare. Non riusciva a imprigionare dentro sillabe e parole i pensieri che gli saltavano nella mente. Aveva perso i denti e con la lingua esplorava gli spazi vuoti.

Klamm era salito sul ring, faceva segni in direzione della folla e contemporaneamente sussurrava qualcosa ai due pugili che avvicinava a s&#233; con le mani sulle loro spalle. Tutti e due erano pi&#249; alti di Klamm di una testa.

Poi Joe gli si accovacci&#242; davanti.  Stai bene?

Nonostante limpacco di ghiaccio lui tent&#242; di annuire.

Hai avuto fegato.  Le parole gli arrivarono indistinte perch&#233; Joe portava ancora il salvadenti.

La campana rintocc&#242; una sola volta; Klamm laveva colpita con la cassa del suo vecchio orologio da taschino.

Adesso devo proprio andare  borbott&#242; Joe.  Ma sei tu il vero campione.

Stai tranquillo  gli disse W.F.

Klamm disse:  Lincontro defe continuare cos&#236; loro dimenticano qvello ke &#232; successo. Qvesto round sar&#224; piuttosto lungo, ja? &#200; possibile ke alla fine pubblico diventa ancora nervoso.  Klamm non si stava rivolgendo a lui, ma allarbitro.

Un tipo con la faccia da duro che riconobbe come una delle guardie del corpo di Klamm domand&#242;:  Dove &#232; andata a finire laltra pistola?

Walsh gliela porse timidamente dalla parte del calcio.  Sono riuscito a sparargli una volta sola  confess&#242; Walsh.

Fra me e lui cera sempre qualcuno.

Meno male che non hai provato una seconda volta.

Walsh annu&#236;.  Non si pu&#242; mai sapere.

Lo portiamo allospedale  stava dicendo Klamm a W.F.  Lo facciamo federe da un medico. Tu defi occuparti di Joe, ja?

W.F. gli tolse il ghiaccio e gli cambi&#242; il cotone emostatico nelle narici. La guardia del corpo di Klamm lo aiut&#242; a passare tra le porte. Lui cerc&#242; con lo sguardo Lara, ma lei se nera andata.

Non &#232; pi&#249; qvi, Herr K  gli disse Klamm come se lui avesse parlato. Ma non laveva fatto perch&#233; faceva troppa fatica a parlare. Klamm per&#242; aveva capito, Klamm gli aveva letto nel pensiero, o almeno aveva letto nellespressione del suo viso e notato la direzione del suo sguardo. Per la prima volta lo colp&#236; lidea che uno non diventa ministro per caso, che quel vecchio dallaria sonnolenta con i baffi tinti, probabilmente era una persona di grande capacit&#224;.

La guardia del corpo gli domand&#242; se riusciva a camminare.  Lui cammina  dichiar&#242; Klamm  &#232; un turo, un Raufbold, ja?

Il dolore che gli dava il naso fratturato era insopportabile. Si domand&#242; se aveva qualcosaltro di rotto.

Ah, s&#236;! i denti. Ma al confronto non gli facevano poi cos&#236; male.


Intorno allarena cera una marea ondeggiante di parecchie centinaia di uomini. North &#232; morto!, North &#232; morto!, L&#224; dentro hanno appena ammazzato Bill North!, gridavano da ogni parte. Lui non riusciva a distinguere chi pronunciava quelle parole, perch&#233; erano tutti a gridare. Un uomo, allincirca della sua et&#224;, piangeva senza ritegno, le guance olivastre bagnate di lacrime. Le guardie di Klamm tenevano le armi in pugno, uno aveva una strana pistola con un caricatore lungo e ricurvo, forse era una mitraglietta.

Tre automobili nere, una era unenorme limousine, erano ferme accanto al marciapiede.  Lui fiene con me  disse Klamm a qualcuno.  Non &#232; bisogno ke tu fenga.

Un autista in uniforme, armato di pistola, apr&#236; la portiera posteriore. Klamm entr&#242; per primo e scivol&#242; sullampio sedile di pelle per fargli posto. La portiera si richiuse alle sue spalle con un leggero clic.

Fatti privati, Rudy  disse Klamm, e una spessa lastra di cristallo si alz&#242; dallo schienale del sedile anteriore fino a raggiungere il tetto dellauto. Un attimo dopo la limousine si stacc&#242; dolcemente dal marciapiede. Unauto nera li precedeva e lui sospett&#242; che laltra li seguisse, ma non si disturb&#242; a girare la testa per controllare.

Ha salfato mia fita  disse Klamm.  Se posso, foglio dare premio. Ho soldi e sono importante in qvesto paese.

No  disse lui cercando di scuotere piano la testa.

Dallinterno della tasca sent&#236; Tina che diceva:  Ha bisogno del tuo aiuto, pap&#224;.

Allora lo afr&#224;. Qvalsiasi cosa.

Lui disse:  Voglio ritrovare Laura.

Il vecchio sospir&#242;:  &#200; qvello ke vogliamo tutti, Herr K.

Lara &#232; sua figlia la sua figliastra.

&#200; una donna adulta la mia figliastra. Fa qvello ke fuole. Qvalche folta mi dice, perch&#233; mi fuole bene, ma qvasi sempre no. Se posso io laiuto, ma non posso dire il suo appartamento &#232; qvi o il suo albergo.

No  disse lui.  Non &#232; giusto.

Ke fuol dire, Herr K?  Klamm si appoggi&#242; in un angolo del sedile fissandolo con occhi sempre pi&#249; assonnati.

Laura dice di essere la sua figlistra e anche lei dice che lo &#232;. Ma non pu&#242; essere vero, e lei lo sa. Lei &#232; la dea.

Klamm spalanc&#242; un occhio.  Lei ha detto qvesto?

Lui cerc&#242; di ricordare.  Lo avevo immaginato e lei lo ha ammesso. Lei sa che io so.

S&#236;, Herr K, &#232; la dea.

Lui cap&#236; e non si rendeva conto del perch&#233; non avesse capito prima.  Allora lei &#232; il suo amante uno dei suoi amanti. O lo &#232; stato.

S&#236;, Herr K.  Klamm aveva richiuso il suo occhio.

Adesso li spalanc&#242; tutti e due.  Tanto tempo fa, qvando ero pi&#249; giofane di lei. Ma fuole ancora bene, nicht wahr? Io tengo sua mano, lei tiene mia. Qvalche folta ci baciamo, qvando nessuno fede. Qvesto &#232; tutto. Celoso di un fecchio come me, Herr K?

No  disse lui.

Io aiuto lei qvando possibile. Faccio qvalche piccolo favore. Lei non ha bisogno ma sa ke per qvesto io sono felice. Anche lei aiuta me, come qvesta sera. &#200; stata lei a portarla qvi, Herr K, e per qvesto non sono morto.

Lui fece un gesto come per dire non &#232; nulla, poi disse:  Voglio farle delle domande su di lei, ma non so quali.

Lei &#232; sempre molto pella e pensa ke pu&#242; nascondere sua pellezza se fuole, ma sbaglia. A folte qvesta bellezza &#232; l&#236;, la pellezza di ki sa ke &#232; pella, ja? Altre folte &#232; pellezza nascosta di ki non sa e allora siamo noi ke dobbiamo scoprire. Se uno dice perch&#233; qvesta donna non &#232; pella? non scopre mai. Ma se cerca lei capisce, credo.

S&#236; Lora Masterman. Signor Klamm, una volta, quando ero allospedale, ho telefonato al mio appartamento e mi ha risposto lei.

Klamm annu&#236; con gli occhi semi chiusi.  Ho risposto e lei ha riattaccato. Fuole sapere come accade qvesta cosa?

S&#236;.

Semplice. Lei aspettava sua telefonata. Capita ke uno possa telefonare da qvi a l&#224; o al contrario. Cos&#236; fatto in modo ke qveste chiamate suonano in mio ufficio. Apparecchio speziale, ja? Mi ha detto di lei e pregato di dare aiuto se lei chiedeva. Ma lei non ha chiesto.

In unaltra occasione mi ha risposto una persona diversa.

Uno dei miei acenti  spieg&#242; Klamm.  Io sto qvasi sempre in mio ufficio, ma non sempre. Qvando io non sono l&#236;, c&#232; un altro. Capita ke necessario decidere subito, allora lui fa al mio posto.

Quelluomo voleva sapere dove mi trovavo, ma Lara ne era a conoscenza perch&#233; mi ha mandato dei fiori.

Ma noi no, nemmeno ke Laura sapeva. Laura non sa tutto, anche se sa molto. E non racconta tutto qvello ke sa. Forse ha mandato fiori per tentativo. Se fioraio dice Non c&#232; nessuno con qvel nome capiva ke lei non era l&#236;. Anche noi facciamo uguale. Qvella dei Riuniti &#232; stata buona idea, ja? Spesso portano l&#224; Fisitor.

Era la stessa parola che aveva usato Fanny. Lui domand&#242;:  Io sono un Visitor pericoloso o innocuo, signor Klamm?

Klamm fece una risatina.  Innocuo, proprio innocuo. Proprio come me. Ma Herr North &#232; Fisitor pericoloso, per qvesto costretti a controllare tutti. Lei sar&#224; affidato a un mio acente ke afr&#224; compito di tenere lei lontano da guai. Forse un giorno Laura torner&#224; qvi per lei.

Unaltra cosa, signore. Le ho parlato dellaltro uomo che ha risposto dal mio appartamento.

Ja.

Una volta lho visto alla Tv. Avevo appena acceso il televisore e lui &#232; apparso sullo schermo mentre rispondeva dal mio appartamento.

Klamm annu&#236;.  Nessun altro guardava? Altro forse fedefa uguale di lei, Herr K. Forse no. Pi&#249; facile ke no. Allora Laura era ficina a lei e Laura fa fare qvesti sogni. Non so spiegare perch&#233;.

La conversazione si interruppe e lui ebbe limpressione che nel momento in cui Klamm diceva non so dirle il perch&#233;, la limousine si fermasse davanti a un ospedale. In realt&#224; non fu cos&#236;. Lauto prosegu&#236; la strada dietro la macchina nera per almeno un altro miglio. Nel frattempo lui riflett&#233; su quanto aveva detto Klamm che ora stava rannicchiato in un angolo come se dormisse. Quando arrivarono veramente davanti allospedale (S. Anchise, diceva linsegna illuminata dal lampione), la limousine non si ferm&#242; davanti allingresso principale ma si diresse sul retro, verso lentrata del pronto soccorso.

Addio, Herr K  disse Klamm tendendogli la mano.  No, ormai lei ha diritto a suo fero nome. Addio, Herr Green, amico mio, ke la fortuna lassista! Io chiamo lei Herr K perch&#233; qvesto nome ricorda me un fecchio amico. Un amico ke era io.

Lui strinse la mano di Klamm.  Addio, signor Klamm. Lei pu&#242; chiamarmi come preferisce.

Una delle guardie del corpo apr&#236; la portiera.

Lei sa come parlare con me in mio ufficio, ja? O con altra persona ke decide in mio posto.

Con lapertura della portiera si erano accese le luci allinterno della macchina e lui vide con stupore che gli occhi di Klamm erano pieni di lacrime. Disse:  S&#236;, signore, lo so.

Prenditi cura di lui, Ernest. Guarda ke abbia buon dottore.

La guardia del corpo rispose:  Stia tranquillo signor ministro.  Lui scese dallauto, la portiera si richiuse e la limousine scivol&#242; via silenziosa.

Tina disse:  Che vecchietto delizioso.

La guardia del corpo le dette unocchiata e sorrise.  Ha una bambola? Anchio una volta ne avevo una.

Tina gli disse:  Dovresti prendertene unaltra.

Lui segu&#236; la guardia del corpo in una stanza illuminata dove un orientale stava bevendo da una tazza di porcellana sbocconcellata. Quando li vide, si alz&#242; per prendersi cura di lui.  Felice di rivederla  disse lorientale.  Si metta pure a sedere.

Lui obbed&#236;.  &#200; bello vederla di nuovo, dottor Pillo-Lin.  Dopo un attimo aggiunse:  Pensavo che lavorasse in quellaltro posto.

S&#236;, quando hanno bisogno di me. &#200; qui vicino. Quella volta lei aveva un trauma cranico, ricorda?

Certo  disse.  Ahi!

Ha il naso rotto  gli disse il dottor Pillo-Lin.  Dobbiamo rimetterglielo a posto. Adesso le do un anestetico, ma le far&#224; lo stesso un po male. Se lo &#232; rotto facendo a botte?

Al suo posto rispose uninfermiera.  S&#236;, con un assassino. Lhanno fatto vedere alla Tv.  Senza smettere di esaminargli il naso il dottor Pillo-Lin disse:  Davvero?

La guardia del corpo domand&#242;:  Pu&#242; tenerlo qui per la notte, dottore? Domani mattina verr&#224; qualcuno a prenderlo.

Certo.  Il dottor Pillo-Lin si alz&#242; e cominci&#242; a riempire una siringa ipodermica.



36. La decisione

Uninfermiera lo svegli&#242; per chiedergli cosa voleva a colazione.  Ha perso un paio di denti  gli disse.  Perci&#242; niente toast o roba del genere. Pensa che ce la far&#224; a mangiare un uovo strapazzato?

Lui fece cenno di s&#236; e si mise a sedere sul letto.  Ho fame. Ieri sera non ho cenato.

Lei sorrise:  Questo spiega tutto.

Quando se ne fu andata, lui si guard&#242; intorno. La stanza era pi&#249; grande di quella che aveva occupato ai Riuniti e molto pi&#249; piccola della corsia che aveva diviso con altri nove pazienti nellospedale psichiatrico di cui non riusciva a ricordare il nome. Cera un armadietto, come nella stanza ai Riuniti, ma non era chiuso a chiave. La sua giacca, i pantaloni e il cappotto erano appesi l&#236; dentro. In basso cerano le scarpe. Si ricord&#242; che quando stava in macchina con Klamm non indossava il cappotto, quindi qualcuno lo aveva portato l&#236;.

Frug&#242; nella tasca interna della giacca e Tina disse:  Ciao, buongiorno.  E si stir&#242;.

Buongiorno.  Allung&#242; la mano e lei si arrampic&#242; sul palmo.  Di nuovo in ospedale  disse lui.

Sei gi&#224; stato in ospedale altre volte?

S&#236;, ma tu dormivi. Ci sono stato spesso.

Linfermiera rientr&#242; portando un vassoio.  Tenere quegli oggetti &#232; contrario al regolamento.

Mi dispiace, non lo sapevo.

Dovrei portargliela via e chiuderla da qualche parte. Lei, comunque, sar&#224; dimesso oggi, perci&#242; non ne vale la pena. Ma non la faccia vedere a nessun altro.

Me ne star&#242; nascosta  disse Tina.

Cosa vuole da bere? Abbiamo caff&#232;, t&#232; e latte.

Le domand&#242; se poteva avere sia t&#232; che latte e linfermiera disse di s&#236;. Ritorn&#242; con una tazza, un bricco di acqua bollente e un bicchiere di latte e poggi&#242; tutto sul vassoio.

Il t&#232; &#232; per te  disse a Tina quando linfermiera se ne fu andata. Mise la bustina di t&#232; nel bricco e un pizzichino di sale nella tazza.

Buono, buono!

Lui le tenne la tazza mentre lei beveva.  Non vuoi mangiare qualcosa? Vuoi solo il t&#232;?

Va bene cos&#236;  disse Tina.  Era tanto! Adesso mangia luovo cos&#236; crescerai e diventerai forte.

Prese il tovagliolo per proteggersi le dita e tolse il coperchio al piatto di porcellana bianca.

Non devi andare a scuola oggi?

Non credo  disse lui. Sul vassoio cera anche un panino soffice. Lo spezzett&#242; e mise i pezzetti di pane nelluovo, poi aggiunse un po di pepe e burro.  Aspetto qualcuno, ma non so se mi porter&#224; a scuola.

E dove ti porteranno?

Non lo so  disse lui. Dopo un momento aggiunse:  Non so nemmeno se andr&#242; con loro.

Dopo circa unora che aveva portato via il vassoio, linfermiera ritorn&#242; con una sedia a rotelle.  Temo che dovr&#224; sedersi qui  disse.  &#200; il regolamento.

Lui si guard&#242; intorno cercando Tina.

Sta sotto il lenzuolo. La riporter&#242; qui entro unora o gi&#249; di l&#236;.

Lui esit&#242;, poi disse:  Va bene. Dove stiamo andando?

Dal dentista.

Mentre lo spingeva verso lascensore, lui si guard&#242; intorno. Lospedale sembrava uguale a tutti gli altri; meno moderno, forse, di quelli che ricordava di aver visto alla Tv, ma forse erano tutti cos&#236;.

Il dentista era un donnone che guard&#242; di traverso sia lui che linfermiera.  Spalanchi la bocca  gli disse e quando lui lo fece, si chin&#242; su di lui cos&#236; vicino che sembr&#242; volergli infilare la testa in bocca.  Un dente &#232; venuto via di netto, laltro si &#232; spezzato ed &#232; rimasta una parte della radice.  Si volt&#242; verso linfermiera.  Ci sar&#224; bisogno di unanestesia locale. Se vuole, lei pu&#242; andare.

Linfermiera scosse la testa.

La dentista gli iniett&#242; qualcosa nelle gengive, dopo di che lui e linfermiera passarono un quarto dora nella sala daspetto in attesa che lanestesia facesse effetto.  Se me ne andavo  disse linfermiera  lavrebbe messa fuori combattimento.  Lui annu&#236;, avrebbe preferito che lavesse fatto. Non gli era mai piaciuto farsi curare i denti e non gli sarebbe dispiaciuto addormentarsi.

Sul tavolo cera una pila di riviste. Si mise a sfogliarne una e gli venne in mente che da quando era l&#236; non aveva quasi mai letto nulla. Se lavesse saputo, Tina lavrebbe rimproverato; a quel pensiero si sent&#236; in colpa e si mise a esaminare la rivista con pi&#249; attenzione. Gli sembrava uguale a quelle del suo mondo fino a quando non arriv&#242; a pagina quaranta, dove cera Lara che sedeva in un giardino tropicale con una bevanda rosata in mano. I suoi capelli erano color delloro e la pelle di bronzo. Marcella Masters si rilassa nella sua casa prima di iniziare la lavorazione di Atlantide, diceva la didascalia.

Strapp&#242; la pagina, la ripieg&#242; e se la mise nella tasca del pigiama. Linfermiera sembr&#242; scandalizzata, ma non protest&#242;. Lui continu&#242; a sfogliare la rivista velocemente fino a quando la dentista non lo richiam&#242;, ma non trov&#242; nientaltro di interessante.

Quando tornarono nella stanza, Fanny li stava aspettando. Mostr&#242; il distintivo e una lettera che allinfermiera fecero molto effetto.  &#200; tutto suo, sergente, se lo vuole.

Fanny gli sorrise:  Lo voglio.

Linfermiera apr&#236; larmadietto e dette unocchiata allinterno.  Gli riporto la sua biancheria. Non ci vorr&#224; molto.

Va bene  le disse Fanny. E rivolta a lui:  Hai un aspetto terribile con tutti quei cerotti sulla faccia.

Lui le disse che si sentiva bene.

Linfermiera disse:  Ha perso anche un paio di denti, sergente. Fra due settimane dovrebbe tornare da un dentista per rimetterseli e fra due o tre giorni dovrebbe farsi controllare il naso. Pu&#242; portarlo nello studio del dottor Pillo-Lin o portarlo qui. Il dottor Pillo-Lin glielo ha rimesso a posto ieri sera.

Fanny disse:  Va bene.

Quando linfermiera se ne fu andata, Fanny disse:  Sei ritornato da dove eri venuto, vero? Voglio dire quella volta, in quel ristorante.

Lui annu&#236;.  Non volevo farlo, ma lho fatto e non sono riuscito a tornare indietro. Be, una volta s&#236;, ma &#232; durato solo pochi minuti. Poi ho ritrovato Lara e lho seguita  penso che lei me lo abbia permesso  ed eccomi qui.

Spero che resterai qui  gli disse Fanny.  Adesso io sono responsabile della tua persona e se ti perdo per me saranno guai. Devi restare seduto su quella sedia?

No  le disse lui. Si alz&#242; in piedi per dimostrarglielo, poi sedette sul letto accanto a lei.

Questo gli fece ricordare Tina, infil&#242; la mano sotto il lenzuolo e la tir&#242; fuori.

Lei disse:  Ehi, nessuno deve vedermi qui!

Non importa. Presto ce ne andiamo.

Fanny sospir&#242;.  Quando sarai stato con me per una settimana o due, la butterai via.

Voleva fare cenno di no con la testa, ma si trattenne.

Tu non muori, vero?  sussurr&#242; Fanny.  Nel tuo mondo non morite. Possiamo continuare a farlo quanto vogliamo.

I suoi occhi lo mettevano in imbarazzo, perci&#242; questa volta fece davvero cenno di no, pensando a Lara.

Linfermiera ritorn&#242; con un pacco di carta marrone legato con lo spago. Glielo dette e insieme a Fanny uscirono dalla stanza chiudendosi la porta alle spalle. Lui ruppe lo spago e apr&#236; il pacco, poi spieg&#242; la camicia sul letto. La lavanderia aveva fatto scomparire le macchie di sangue e la camicia era tornata bianca, come nuova. Prese la foto di Lara dalla tasca del pigiama e la mise nella tasca della camicia.

Tina gli chiese:  Te ne vai con quella signora?

Per un po di tempo  le disse lui.

Non mi piace  disse Tina.

A me piace  disse lui  ma non abbastanza.  Si tolse la giacca del pigiama e la butt&#242; sul letto.  Ora voltati e chiudi gli occhi.

Lei ubbid&#236; e lui sciolse il laccio dei pantaloni del pigiama e li lasci&#242; cadere a terra. Dopo che si fu abbottonato la camicia pulita, le permise di voltarsi di nuovo.

Avresti dovuto metterti prima i pantaloni  gli disse Tina in tono di ramanzina.  Adesso farai rientrare quelle signore?

Ho indosso i boxer  le spieg&#242; lui.  E poi la camicia &#232; lunga.  Prese i pantaloni e si avvicin&#242; alla finestra perch&#233; cera pi&#249; luce. Erano macchiati di sangue rappreso, ruvidi e rigidi.  Sarebbe stato meglio se avessero lavato anche questi  disse.

Nel portafoglio dentro la tasca posteriore dei pantaloni cerano i soldi che ora qui non gli sarebbero serviti a niente. Le banconote con cui poteva fare acquisti stavano nella tasca col doppiofondo del cappotto, ma i guanti non cerano pi&#249; e la mappa era nellaltra tasca. Si pass&#242; il cordoncino rosso con attaccato lamuleto del signor Sheng intorno al collo e infil&#242; la radice sotto la canottiera, poi si annod&#242; la cravatta macchiata di sangue come meglio pot&#233;, come se dovesse andare al lavoro. Quando fin&#236; di vestirsi, infil&#242; Tina nella tasca interna della giacca e le disse di starsene tranquilla. Poi apr&#236; la porta.

Temo che dovr&#224; mettersi di nuovo sulla sedia a rotelle  gli disse linfermiera.  Non pu&#242; camminare fino a che non lo dice il dottore.

Lui si sedette obbediente e lei lo spinse come aveva fatto prima, ma questa volta accanto a loro camminava Fanny che firm&#242; il registro alluscita.  Non c&#232; bisogno che lo indossi  le disse.  &#200; una bella giornata.  Lui si mise il cappotto sul braccio.

Fanny aveva ragione. Appena lasciarono dietro di loro gli odori dellospedale, una leggera brezza primaverile gli accarezz&#242; le guance. Nei grandi vasi di pietra ai due lati del passaggio che portava alla strada, le giunchiglie ondeggiavano salutandoli.

Non ti senti molto sicuro sui trampoli, vero?

Scendeva i gradini reggendosi al corrimano.  Mi sento benissimo.

Possiamo prendere un taxi. Ho il rimborso spese.

Posso camminare.  Guard&#242; su e gi&#249; per la strada che gli sembr&#242; stranamente familiare.  Comunque credo che dovremo farlo. Vedi qualche taxi?

Fanny scosse la testa.

Non sei venuta in macchina?

No  disse lei. Si erano incamminati lungo la strada.  Stai pensando a quella volta al Grand Hotel. Ma non era veramente la mia macchina.

Come hai fatto ad arrivare allospedale?

Col tram  disse Fanny.

Allora possiamo prenderlo anche adesso. C&#232; una fermata da queste parti?

Una fermata?!

Dove i tram si fermano e uno ci pu&#242; salire sopra.

Fanny scosse ancora la testa e i suoi fitti riccioli scuri ondeggiarono alla luce del sole.  &#200; cos&#236; che fate nel tuo mondo? Qui per fermarli basta fare un cenno. Cosa stai guardando?

Era una vetrina, la vetrina di un negozietto che vendeva spartiti musicali. La canzone esposta sopra un leggio dorato era Il vero amore. Stava esposta l&#236; da cos&#236; tanto tempo che la carta polverosa era tutta ingiallita.

Ecco un taxi  disse Fanny e chiam&#242;:  Taxi!

Lui cerc&#242; con lo sguardo lospedale delle bambole. Vide linsegna con limmagine di una bambola vestita da infermiera.

Il taxi si sta fermando.  Fanny lo tir&#242; per una manica.  Andiamo.

Lui annu&#236; e si volt&#242; per seguirla sentendosi sperduto come quando si era ritrovato a correre nel vicolo del signor Sheng. Fanny apr&#236; la portiera per farlo salire e lui disse:  Grazie.

Dove andiamo, signore?  Il tassista era un po pi&#249; giovane di lui e di bellaspetto. Lui vide che Fanny stava girando intorno allauto. Si mise a riflettere.

Dove vi porto, signore?

Lui allung&#242; la mano oltre il sedile e schiacci&#242; la sicura della portiera.  Alla stazione ferroviaria  disse tirando su il finestrino.  Ma la signora non viene.

Ah, ho capito!  Lautista sorrise ingranando la marcia.

S&#236;  disse lui.  Ha capito bene.  Si volt&#242; a guardare Fanny, sola in mezzo alla strada. Pensava che avrebbe tirato fuori la pistola o agitato il pugno verso di lui. Ma non fu cos&#236;, cera qualcosa di dolorosamente sconsolato nella sua figuretta nera.

Siamo usciti dallospedale, vero?  Era Tina che aveva cacciato fuori la testa dal risvolto della giacca.

S&#236;  disse lui.

Dove stiamo andando?

A Manea.  Parl&#242; a bassa voce per non farsi sentire dal tassista. La polizia avrebbe potuto interrogarlo.

Mi hanno detto che &#232; un bel posto  osserv&#242; il tassista.  Sta vicino a Overwood.

Non credevo che lei mi avesse sentito  disse lui.  S&#236;, credo che lo sia.

Oltrepassarono una fontana e il rumore dellacqua gli fece tornare alla mente Klamm le lacrime negli occhi di Klamm. Klamm aveva obbedito alla legge e allimprovviso si rese conto che nessuno avrebbe interrogato il tassista o li avrebbe inseguiti. Forse Fanny sarebbe stata ammonita, ma nessuno avrebbe fatto indagini e non sarebbero stati diramati comunicati di ricerca.

Il fischio di una locomotiva a vapore risuon&#242; poco lontano e leco si moltiplic&#242; fra gli edifici circostanti. Lui sorrise. Il fischio risuon&#242; ancora, diceva di incontri damore in luoghi lontani.

Tina spunt&#242; da dietro la sua cravatta.  Iuhuuuh!  esclam&#242;. Iuhuuuh! Iuhuuuh!



FINE





